Le menzogne dell’Europa

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pinocchioSegnalazione del Centro Studi Federici

Gli eurocrati mentono sulla Grecia, sull’Italia e sulla sopravvivenza della moneta unica (Alfonso Tuor, 15 febbraio 2017)
 
Spira aria di crisi nell’Unione monetaria europea. Infatti, quando gli uomini che contano scendono in campo per ribadire cose che dovrebbero essere scontate, vuol dire che in realtà esse non lo sono affatto.
Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, ha sentito il bisogno di ripetere per ben due volte che l’euro è irrevocabile e, dopo questa dichiarazione davanti al Parlamento di Strasburgo, è corso a Berlino ad incontrare Angela Merkel con l’obiettivo di farle correggere il tiro sulla necessità di un’Europa a più velocità, E dato che l’Unione europea è già a più velocità (non tutti i Paesi hanno adottato l’euro o sottoscritto l’accordo di Shengen e tante altre direttive di Bruxelles), la cancelliera tedesca si riferiva chiaramente all’euro. La trasferta di Mario Draghi ha prodotto una correzione di tiro da parte di Angela Merkel, la quale al termine dell’incontro con il numero uno della Bce ha dichiarato che “l’area euro deve essere coesa e deve procedere ad una velocità unica”. Queste sono parole sono parole destinate unicamente a contrastare le speculazioni politiche e dei mercati finanziari sul futuro dell’attuale euro. Esse non cambiano la realtà di fatto che l’Unione monetaria europea è molto probabilmente alla vigilia di una crisi esistenziale. Più onesto e più chiaro è stato Ted Malloch, che dovrebbe essere il prossimo ambasciatore americano a Bruxelles. In un’intervista alla TV greca Skai, diffusa lo scorso 8 febbraio, ha dichiarato che “la questione della sopravvivenza dell’euro è all’ordine del giorno e che il futuro dell’euro si deciderà entro un anno, al massimo un anno e mezzo”. Si tratta di un discorso chiaro e comprensibile ben diverso dalle dichiarazioni edulcorate e false dei leader europei, che mirano ad ingannare i cittadini europei, facendoli credere che la moneta unica è solida, mentre nelle segrete stanze si studia come superare l’attuale euro.
Le menzogne diventano comunque evidenti allorquando si parla della crisi greca, che si trascina da poco meno di sette anni, della situazione sempre più insostenibile dell’Italia, dell’evoluzione dei tassi di interesse e della diffusa insoddisfazione sociale che è la causa prima delle possibilità di successo elettorale dei partiti euroscettici in Olanda e in Francia. Ma procediamo con ordine.
Il nuovo atto della tragedia greca è stato ufficialmente aperto dal Fondo Monetario Internazionale. Con una mossa senza precedenti, l’FMI ha comunicato che il suo Comitato esecutivo è profondamente diviso sulla partecipazione a un nuovo programma di aiuti ad Atene, poiché il piano di aggiustamento preparato dalla Commissione europea è irrealistico e il debito pubblico greco sarà presto fuori controllo, se i Paesi che hanno adottato l’euro non ne accetteranno una nuova parziale cancellazione. In sostanza, il Fondo Monetario Internazionale ha detto che Bruxelles mente spudoratamente quando ritiene che la Grecia possa avere un avanzo primario (ossia un avanzo dei conti pubblici prima del pagamento degli interessi) del 3,5% del PIL per un periodo di tempo prolungato. Si mente sapendo di mentire, poiché entro luglio bisognerà versare ad Atene altri 7 miliardi di euro, per evitare che il Governo greco non paghi i suoi creditori. Ma perché le autorità europee mentono? Si mente perché Olanda, Francia e Germania, alla vigilia delle loro elezioni, non possono dire ai loro cittadini che devono dire addio ai miliardi prestati alla Grecia (facendo lievitare deficit e debito pubblico), mentre tirano la cinghia sui programmi sociali. Questi Paesi non possono nemmeno accettare che l’FMI non sia più della partita, poiché il Parlamento tedesco ha posto quale condizione la partecipazione dell’FMI al salvataggio della Grecia per approvare gli stanziamenti della Germania. E dato che il Bundestag sarà chiamato ad esprimersi anche sulla partecipazione tedesca alla prossima tranche di 7 miliardi di euro da dare alla Grecia entro luglio, si teme una rivolta dei deputati con pesanti conseguenze sull’esito del voto tedesco di fine settembre. Dunque, sulla Grecia si mente sapendo di mentire e tutti i leader europei sanno che il rilancio dell’economia greca passa attraverso la cancellazione di parte del suo debito pubblico. Lo sanno bene i leader europei, ma mentendo vogliono rinviare il momento della verità, poiché il debito pubblico greco ammonta a 323 miliardi di euro, dei quali però 287 miliardi sono stati prestati dagli Paesi di Eurolandia. Quindi la cancellazione di parte del debito pubblico greco la pagherebbero i contribuenti degli altri Paesi, una prospettiva non facile da far digerire soprattutto alla vigilia delle elezioni.
La vera grande polveriera della moneta unica è comunque l’Italia. L’economia italiana non è riuscita a sfruttare il crollo dei prezzi delle materie prime, i bassi tassi di interesse i continui acquisti dei suoi titoli pubblici da parte della Banca centrale europea, nell’ambito del programma di Quantitative Easing. L’economia continua ad arrancare e infatti Bruxelles prevede che crescerà solo dello 0,9% quest’anno e dell’1,1% l’anno prossimo, il debito pubblico – sempre secondo l’Unione europea – salirà quest’anno al 133,3% del PIL e il deficit pubblico al 2,6%. A tutto ciò si aggiunge la crisi drammatica del sistema bancario, gravato ufficialmente da 200 miliardi di sofferenze che in realtà sono molte di più, come indicano i dati resi noti da Unicredit nel suo recente aumento di capitale. Le probabilità di un risanamento sono scarse poiché a questi dati economici si devono sommare una situazione sociale esplosiva, confermata da una disoccupazione giovanile che raggiunge il 40% e da 4,5 milioni di persone che vivono in condizioni di povertà assoluta e le incertezze politiche che fanno prevedere una stagione di grande instabilità. Come se non bastasse, all’orizzonte si staglia un prevedibile lieve aumento dei tassi di interesse dovuto al restringimento del piano di acquisto di titoli da parte della Bce e soprattutto la tendenza all’aumento dello spread (ossia il differenziale tra i rendimenti dei titoli italiani e di quelli tedeschi) che sono destinati a far lievitare il costo del servizio del debito di un Paese che solo quest’anno deve ricollocare oltre 270 miliardi di euro di titoli pubblici che giungono a scadenza. Bruxelles chiede una piccola manovra di correzione entro l’estate ed esprime fiducia sulle prospettive dell’Italia. Ma anche in questo caso gli eurocrati mentono, poiché sanno che la camicia di forza dell’euro impedisce una vigorosa ripresa e senza un rilancio economico i conti pubblici del Bel Paese e i bilanci delle banche italiane non migliorano e sanno pure che i conti pubblici dell’Italia sono sempre più fuori controllo.
A gravare sul futuro dell’euro vi è poi la crescente insoddisfazione sociale che è destinata a manifestarsi in un no all’Europa nelle prossime elezioni. Sapendo discernere tra menzogne degli eurocrati e verità, si capisce che l’uscita di Angela Merkel sull’Europa a più velocità non è stato uno scivolone, ma il riconoscimento che il progetto di Unione monetaria europea è fallito e che non si può più andare avanti così. Quindi, come prevede, Tede Malloch, prossimo ambasciatore americano a Bruxelles, nel giro di un anno e mezzo si deciderà sulla continuazione dell’esistenza dell’euro.
 

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DIECI PROVE CONTRO LA TEORIA DARWINIANA

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evoluzione-albero-del-maleSegnalazione di Raimondo Gatto

Da un po’ di tempo circola una teoria a proposito dell’evoluzione della specie umana che riscuote un certo successo fra gli atei, i libri di scuola, Marx ed Engels. È di un certo Darwin. Il cognome non me lo ricordo.
Per chi non legge i giornali è forse il caso di fare un riassunto imparziale e il più possibile obiettivo di questa strampalata accozzaglia di panzane.
Tanto tempo fa la Terra era popolata perlopiù da scimmie. Anche da qualche dinosauro e un paio di zanzare giganti, ma perlopiù da scimmie e, quello che è più importante, senza alcuna traccia di vita umana.
Già questo è abbastanza fantasioso: come ci si può immaginare un mondo fatto tutto di scimmie? Impiegati scimmia, partite di calcio fra scimmie, cellulari a forma di scimmia… assurdo. Ma la sfrenata fantasia del signor Darwin non si ferma qui.
Ogni tanto, dice la sua teoria, nasce qualche scimmia disabile. Di solito si tratta di creature sfortunate, ridotte su una sedia a rotelle a sperare che qualcuno gli costruisca degli scivoli per salire e scendere dagli alberi. Naturalmente nessuno vuole riprodursi con loro e la cosa finisce lì.
Ma di tanto in tanto succede che una particolare malformazione renda la scimmia più brava a prendere le banane. Che ne so, un giorno una scimmia nasce col pollice opponibile, raccoglie due quintali di banane in mezza giornata e tutti fanno la fila per riprodursi con lei. Il giorno dopo tutte le scimmie hanno il pollice opponibile. Continua a leggere

Il diktat dell’Ocse al governo: “Aumentare le tasse sulla casa”

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h0zQj1485805208-678x381-520x245Segnalazione di Raimondo Gatto

Conti dell’Italia in rosso. Pesano l’immigrazione e la crisi delle banche. Ma a pagare dovrebbero essere i contribuenti. L’Ocse: “Il governo tassi subito gli immobili residenziali”
Ancora tasse. La ricetta per il governo italiano è sempre la stessa, sia che venga dall’Unione europea sia che a proporla sia l’Ocse.

A preoccupare sono il rapporto tra deficit e pil che, secondo l’Economic survey dell’Ocse sull’Italia, si attesterà al 2,3% quest’anno per poi scendere al 2,2% il prossimo, e il rapporto tra debito e pil che, invece, stato stimato al 132,7% nel 2017 e in calo al 132,1% nel 2018. A minacciare maggiormente i conti, però, sono le criticità del sistema bancario e i continui sbarchi di immigrati. Una cattiva gestione che ora l’istituto di Parigi
vorrebbe coprire facendoci aumentare le imposte sulla casa.

L’economia italiana “è in via di ripresa dopo una lunga e profonda recessione” ma la ripresa “è debole e la produttività continua a diminuire”. L’Ocse ha rivisto leggermente al rialzo la stima di crescita del pil allo 0,9% nel 2016 e all’1% nel 2017 rispetto alle previsioni contenute nel Global economic outlook di novembre che stimava una crescita dello 0,8% per lo scorso anno e dello 0,9% per quello in corso. Continua a leggere

Che brutta Fini!

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di Marcello Veneziani

Tanto tuonò che piovve sulla testa di Gianfranco Fini un avviso di garanzia per la Tulliani story, da Montecarlo ai Caraibi. È indagato per riciclaggio ma lui, tanto per cambiare, è sereno. Atto dovuto, fiducia nella magistratura e menate rituali varie. Per rispondere con le stesse ovvietà, aspettiamo il corso delle indagini, non ci pronunciamo prima dei giudici.

La “coglioneria” che Fini aveva addotto per giustificare il suo ruolo nella vicenda potrà essere usata come attenuante sotto il profilo giudiziario; ma è un aggravante sotto il profilo politico. Sotto i tuoi occhi di leader e di presidente della Camera accadono tutte queste cose che riguardano direttamente tua moglie e i suoi famigliari e ti coinvolgono perché nascono dal tuo ruolo politico e istituzionale; e tu non se ne accorgi, non dici nulla, non spezzi il circolo vizioso. E non solo. Continua a leggere

Di nuovo Castellucci ed ecco S. Giovanna d’Arco “transgender”

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Nel gennaio 2012 il nostro Circolo Christus Rex organizzò una Messa riparatrice allo spettacolo blasfemo di Milano, in cui veniva lanciato dello sterco sul volto di Cristo. Ma a Castellucci piace attaccare la Religione e ci riprova:

Segnalazione di Corrispondenza Romana

Duole che gli Italiani vengano conosciuti all’estero per la loro blasfemia. Ancor più duole che il nome del nostro Paese sia associato a quello dei suoi “figli” degeneri.

Di Romeo Castellucci (nella foto) ci eravamo già occupati. Anzi, se n’era occupata la stampa internazionale per la sua oscena rappresentazione dal titolo Sul concetto di volto di Dio, la cui scena centrale consiste in una gigantografia del Cristo raffigurato da Antonello da Messina nel Salvator Mundi, letteralmente inondato di liquami ed escrementi. Siamo purtroppo costretti a parlar di nuovo di questa sorta d’impenitente iconoclasta, acclamato dalla grancassa mediatica, per denunciare l’ennesima sua opera blasfema, opera che ha massacrato l’oratorio drammatico scritto da Paul Claudel e composto da Arthur Honegger, Giovanna al rogo, evidentemente dedicato a Santa Giovanna d’Arco. Continua a leggere

Norvegia: i luterani cambiano il rito nuziale, prime ‘nozze’ gay

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Segnalazione di Corrispondenza Romana

In Norvegia svolta “gay-friendly” delle comunità luterane: per questo è stata addirittura approvata una riforma del rito nuziale, ciò che ha “permesso” lo scorso primo febbraio alla prima coppia omosessuale di “sposarsi” nel tempio di Eidskog, a sud di Oslo. Coppia, peraltro, già rodata – dal 1981! – ed attempata: si è trattato di Kjell Frølich Benjaminsen di 63 anni e di Erik Skjelnæs di 70.

Tanto per non farsi mancare niente, la celebrazione è stata presieduta da una “pastora” donna, Bettina Eckbo, dettasi convinta che i due incarnino «tutti i valori del matrimonio: fedeltà e supporto reciproco nei giorni belli ed in quelli difficili», riducendo le nozze ad una forma di sentimentalismo fuori luogo, trattandosi di una relazione omosessuale, dunque condannata dalla Sacra Scrittura.

Presenti alla “cerimonia” amici e familiari, ma soprattutto i riflettori della grande stampa mediatica, che han provveduto a far da grancassa all’evento. Non a caso. I due non han nascosto il fatto di essere militanti Lgbt: una sorta di “bandiera” insomma delle rivendicazioni gay, pronti, subito al termine della “celebrazione”, a battersi per “l’eguaglianza”. Dal che si capisce donde e perché tanto risalto ad una coppia anagraficamente già così stagionata… (da Osservatorio Gender) Continua a leggere

Ennesima chiesa profanata in India, i colpevoli han 17 anni

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Sono stati due 17enni a profanare per l’ennesima volta una chiesa, in India: questa volta è toccato a quella di San Basilio, a Rohini, diocesi di Delhi e sottoborgo nord-ovest della capitale. I due, penetrati all’interno, hanno frantumato un crocifisso ed altri oggetti all’interno, ridotto in briciole i vetri delle finestre e svaligiato le cassette delle offerte.

Le telecamere di videosorveglianza della adiacente scuola parrocchiale li hanno però immortalati ed hanno permesso alle forze dell’ordine di individuarli e di arrestarli lo scorso 11 febbraio. Pare che i due abbiano spiegato di voler commettere “soltanto” un furto: una spiegazione che non convince, visto l’accanimento dimostrato contro immagini sacre.

Intensificata in zona la sorveglianza sulle chiese, predisposti diversi servizi di pattugliamento. Continua a leggere

Gli sforzi superflui di Donald Trump

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trumpdi Israel Shamir

Fonte: Comedonchisciotte

Il Presidente Trump aveva pagato  già un bell’anticipo agli ebrei. Aveva fatto (quasi) tutto quello che volevano per lo stato ebraico: aveva promesso di spostare l’ambasciata USA  a Gerusalemme occupata, legalizzando così la loro annessione della città santa; aveva condonato gli insediamenti illegali, aveva concesso loro posizioni  chiave nella sua amministrazione; aveva detto ai palestinesi di non rivolgersi alla  ICC  e di lasciar perdere, aveva anche minacciato di andare in guerra contro l’Iran. Tutto invano. Le organizzazioni ebraiche e tutti i  media ebrei attaccano Trump senza esitazione e senza nessuna considerazione. Il suo primo passo per  frenare la piccola ondata di invasione è stata accolta con veemenza uniforme da tutti gli ebrei.

L’hanno chiamato  nuovo Hitler e l’hanno accusato di odiare i musulmani: cos’altro potrebbe portare il presidente a fermare, anche solo per pochi mesi, la coraggiosa nuova ondata di migrazione in arrivo da sette stati del Medio Oriente?

Oggi ha preso di mira i musulmani, domani prenderà di mira gli ebrei, hanno detto i giornali ebraici. La migrazione è la linfa vitale dell’ America e i  rifugiati musulmani  devono essere i benvenuti per portare più diversità negli Stati Uniti. Continua a leggere

Il dissenso dei grillini è funzionale al sistema di cui ormai fanno parte

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beppe-grillo-casaleggio-sicilia-m5s-morte-595x240di Paolo Becchi

Fonte: Paolo Becchi

È solo “questione di feeling”? Quello che sta accadendo in questi giorni nel nostro Paese intorno alla giunta capitolina merita due brevi considerazioni. Non si fa che parlare di quello che sta accadendo a Roma in tutti i giornali e in tutti i programmi televisivi e a tutte le ore. Da vomito cerebrale. Sembra che in Italia non esista che Roma, non è più la “Roma ladrona” del Bossi doc, ma la Roma a 5 stelle… cadenti, e per la verità molto scadenti. Quello che è scappato dalla bocca dell’assessore all’Urbanistica lo pensano molti romani e molti italiani. Feltri è andato sopra le righe? Forse, ma con un linguaggio colorito ha detto in fondo le stesse cose dell’assessore. Anzi, l’assessore ha fatto addirittura capire di più. Vale a dire che il M5S, attraverso la costruzione del nuovo stadio, sta legittimando la più grande speculazione fondiaria del Secolo. Lo scandalo vero è questo!Passiamo alle due considerazioni.

La prima considerazione che intendo fare è: non si può criticare il M5S senza finire nelle liste di proscrizione? L’Ordine dei giornalisti, che secondo me andrebbe sciolto, riceve un messaggio intimidatorio da parte del vice presidente della Camera, onorevole Di Maio, e possibile futuro presidente del Consiglio, e il ’residente dell’Ordine esegue – perdonate il gioco di parole – gli ordini, senza batter ciglio? Ma ce ne rendiamo conto? Se lo avesse fatto Berlusconi ci sarebbe stata l’insurrezione. Questo riguarda i giornali. Passiamo alle televisioni. Chi, come me, ogni tanto ci va, accetta le regole del gioco e non lo trucca. Il M5S, invece, pone lui le condizioni del gioco, impedendo qualsiasi dibattito. Quando i pentastellati vanno in televisione tutto è artificialmente costruito, e se per caso qualche ospite non è gradito perché potrebbe metterli in difficoltà, si pone come condizione l’allontanamento della persona che potrebbe disturbare, come è successo a me in questi giorni. È questa la democrazia pentastellata? Se questo funziona già oggi che il M5S sta all’opposizione, che cosa succederà domani se dovesse andare al governo? Si dirà che questo è un caso personale: e no, questo è il sintomo di un partito che vuole impedire il dibattito pubblico, e questo non è caso personale.

Ma vorrei anche avanzare una seconda considerazione. Giornali e televisioni criticano il M5S, presentandosi come campioni di libertà; non si lasciano apparentemente intimidire, ma in realtà per molti versi non stanno facendo altro che pubblicità al M5S, che può con i suoi proclami di nuovo presentarsi come forza antisistema, che odia televisioni e giornali, quando ormai rilasciano interviste a tutti i giornaloni su cui sputano sentenze e vivono da mattina a sera in televisione, dettando persino le regole per la loro partecipazione. Altro che antisistema: è a tutti ormai evidente che il M5S è diventato la valvola di sfogo del sistema, che impedisce nel nostro Paese lo sviluppo di una forza sovranista e identitaria contro l’euro e l’Unione Europea. I tradizionali mezzi di comunicazione non riescono più a costruire un consenso e allora costruiscono un dissenso apparente, un dissenso del tutto funzionale al sistema. Azzuffatevi pure sulla Raggi, così Grillo alla fine potrà presentare quella che lui stesso in una telefonata con Sgarbi avrebbe definito «depensante» come la vittima di una campagna giornalistica scandalistica. Dimenticando che il sindaco, intanto, è iscritto nel registro degli indagati per falso in atto pubblico e abuso d’ufficio. Insomma, dimenticando che in questo caso non è «una questione di feeling, solo di feeling».

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