Terremoto centro Italia, scandalo casette: spesi quasi 7mila euro al mq
Scritto e segnalato da Antonio Amorosi
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Segnalazione Linkiesta
Banche-Stato: l’incesto continua
Dopo la discesa di maggio e giugno, a luglio i Btp detenuti dalle banche italiane hanno ripreso a salire. È bastato che la prospettiva della fine del Qe si allontanasse un poco. Ma Draghi alla Bce è quasi in scadenza e in Germania al governo stanno per entrare i liberali di Fdp. (di Fabrizio Patti, LEGGI) Continua a leggere
Scritto e segnalato da Antonio Amorosi
Di Maurizio Blondet
Oh insondabile stupidità di Rajoy: ha regalato sul piatto d’argento ai secessionisti, farabutti col pelo sullo stomaco, la legittimità di cui mancavano. Insondabile stupidità di Merkel, Macron, JUncker ed eurocrati tutti: ammutoliti. Loro, nemici di tutti i “sovranismi e populismi”, interdetti dall’esplodere di un sovranismo localista virulento e vittorioso. Senza alcuna visione politica, timorosi di dire alcunché, sentendo oscuramente che si sta aprendo la stagione dei secessionismi pullulanti e minimi, sgretolamento letale dell’euro-crazia burocratica. Che non sanno se favorire (il … CONTINUA SU: http://www.maurizioblondet.it/la-catalogna-apre-la-stagione-delle-secessioni-non/
di Maurizio Blondet
Sapete chi sta istigando la secessione della Catalogna? Chi s’ingerisce delle questioni della Spagna per destabilizzare l’intera Unione Europea?
Ma Vladimir Putin, ovviamente. Ve lo conferma di David Alandete. Che non è un blogger ignoto, ma un direttore editoriale del maggior quotidiano progressista ispanico, El Pais, l’equivalente del nostro La Repubblica. Lo fa sul sito online, a dire il vero,non sul cartaceo. Ha cominciato il 22: a sostenere l’indipendentismo catalano, ha scritto, “c’è la stessa macchina di…
CONTINUA SU http://www.maurizioblondet.it/si-intensifica-la-reductio-ad-hitlerum-putin/

A dispetto dei nomi ridicoli che le vengono attribuiti, e dello scarso interesse suscitato verso la maggioranza degli aventi diritto al voto, la Legge Elettorale è, dopo la Costituzione, lo strumento legislativo più importante per la vita di un paese. Paolo Becchi e Giuseppe Palma descrivono la Legge Elettorale così come è nata, come si è evoluta nel corso degli anni, come è ora e come potrebbe essere a breve. L’obiettivo è capire perché è così importante, e soprattutto perché su questa Legge si basa il futuro della democrazia in Italia, a partire dalle prossime elezioni politiche.
«Renzi con la sconfitta al referendum ha perso la sua battaglia politica e ora sta cercando di fare approvare una legge elettorale in cui tutti saranno al contempo vincitori e perdenti».
Cosa succede se la Legge Elettorale non garantisce la governabilità e non rispetta la Costituzione?
Un caos post-elettorale di cui sapranno approfittare i poteri forti. Così finisce una democrazia.
Paolo Becchi, Giuseppe Palma
I sistemi elettorali dal dopoguerra ad oggi.
Prezzo ebook: € 3,99
Editore: Arianna Editrice
Collana: Un’Altra Storia
di Stefano Vernole

Fonte: Eurasia
Volume ambizioso e coraggioso quello scritto da Giacomo Gabellini, in quanto si propone di narrare le vicende israeliane dal loro concepimento fino ai giorni nostri.
Di Israele se ne discute molto anche in Italia (dove i luoghi comuni sul sionismo abbondano), spesso a sproposito, eppure l’autore è riuscito a mantenere una forte oggettività senza concedere nulla al “politicamente corretto”.
Non manca ovviamente una nutrita letteratura sull’argomento, dato che l’insediamento degli ebrei nella “Terra Promessa” coincise con la deportazione (Nakba) e la persecuzione di un popolo, quello arabo palestinese, che quella terra l’aveva sempre abitata.
Eppure il libro di Gabellini mescola sapientemente i vari aspetti ed effetti della questione sionista, individuandone il motore nel fattore religioso-messianico ma senza dimenticarne le componenti economiche che anzi assumono qui un certo rilievo. Continua a leggere
di Alexander Dugin

Fonte: The Fourth Political Theory
In scienze politiche, il concetto di totalitarismo è sotteso alle ideologie comuniste e fasciste, che proclamano apertamente la superiorità del tutto (la classe e la società nel comunismo e nel socialismo; lo stato nel fascismo; la razza nel nazional-socialismo) sul dominio privato (l’individuo).
Ad esse si contrappone l’ideologia liberale, ideologia in cui, al contrario, il privato (l’individuo) è collocato al di sopra del tutto (come se questo tutto non possa essere compreso). Il liberalismo quindi combatte i totalitarismi in generale, inclusi quelli del comunismo e del fascismo. Ma, così facendo, il termine “totalitarismo” rivela il suo legame con l’ideologia liberale — né i comunisti né i fascisti sarebbero d’accordo con il termine. Pertanto, chiunque usi la parola “totalitarismo” è un liberale, indipendentemente dal suo livello di consapevolezza.
A prima vista, l’immagine è perfettamente chiara e non lascia spazio ad equivoci: il comunismo è il primo totalitarismo, il fascismo è il secondo. E il liberalismo è la loro antitesi, negando il tutto e collocando il privato al di sopra di esso. Se ci fermiamo qui, possiamo riconoscere che l’Era Moderna ha sviluppato solo due ideologie totalitarie: il comunismo (il socialismo) e il fascismo (il nazismo), con le loro varianti e sfumature. Ma il liberalismo, che come teoria politica è apparsa prima delle altre due ed è durata più a lungo di queste, non potrebbe essere chiamato totalitario. Quindi l’espressione “terzo totalitarismo”, che suggerisce una estensione della nomenclatura delle ideologie totalitarie, includendo il liberalismo, non avrebbe senso. Continua a leggere
di Alberto Micalizzi

Fonte: Alberto Micalizzi
Chiunque abbia a cuore la sovranità dei popoli non può che provare empatia per qualsiasi causa di autodeterminazione, soprattutto se conclamata dalle immagini di una popolazione che lotta per le strade per respingere la polizia inviata ad impedire la celebrazione di una consultazione popolare.
Tuttavia, la partita in atto contro le élite finanziarie è complessa e richiede pragmatismo e strategia. Proviamo a porci questa domanda: supponiamo che oggi la Catalogna si stacchi dalla Spagna, e che questo inneschi altre spinte centrifughe riguardanti i baschi, i corsi, i bretoni, i fiamminghi, l’Alto Adige etc… staremmo per questo realizzando l’Europa dei popoli liberi? L’Europa della piccole patrie? L’Europa delle identità? Oggi, nel contesto nel quale siamo, non ne sono affatto sicuro. Continua a leggere
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