Il presepe, stupore e stupidità
di Marcello Veneziani

Fonte: Marcello Veneziani
Il giorno dell’Immacolata, a casa mia, facevamo il presepe e io continuo a casa mia la tradizione. Qualche giorno dopo lo facevamo a scuola ed era un bel momento di tenerezza comunitaria, di ricreazione con la maestra e di confronto puerile tra diverse piccole tradizioni famigliari.
Vorrei dire ai cretini che aboliscono il presepe per non offendere i non-cristiani, cosa si perdono e cosa fanno perdere ai bambini.
Il presepe era la nascita di un Bambino, di una famiglia, di una comunità. Era il calore in pieno inverno, era il cielo stellato nel gelo di dicembre, era la luce al buio della notte. Il presepe consacrava la famiglia, quella composta da padre, madre e figlio, e celebrava la casa, anche se ricordava una nuda grotta, domicilio provvisorio.
Il presepe era un esempio magico di edilizia sacra, tramite un lavoro collettivo; bambini di ceto diverso e capacità diversa insieme costruivano una miniatura di universo e umanità, una città di anime e corpi, umili e gloriosi. Continua a leggere






Nella prossima legislatura, con un parlamento balcanizzato e bloccato, le chance dell’attuale Primo Ministro di continuare a Palazzo Chigi sono sempre più alte. Con buona pace del Segretario del Partito Democratico

