«Perché la Spagna può respingere i migranti, ma se lo fa l’Italia è razzista?» (video)

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di Carlo Marini

ASSALTO A CEUTA, 100 IMMIGRATI SFONDANO LA FRONTIERA SPAGNOLA

Dopo aver superato il confine spagnolo a Ceuta e aggredito gli agenti di pattuglia, questi signori sono stati rimandati in Marocco grazie ad un accordo internazionale di vent’anni fa.Se lo fa la Spagna va bene, ma se lo propongo io allora sono razzista, fascista e disumano.Io vado avanti, alla faccia dei buonisti e radical chic di sinistra. #stopinvasione

Pubblicato da Matteo Salvini su Venerdì 24 agosto 2018

«Dopo aver superato il confine spagnolo a Ceuta e aggredito gli agenti di pattuglia, questi signori sono stati rimandati in Marocco grazie ad un accordo internazionale di vent’anni fa. Se lo fa la Spagna va bene, ma se lo propongo io allora sono razzista, fascista e disumano». Lo scrive su twitter il ministro dell’Interno Matteo Salvini postando un video con un gruppo di migranti.

La Spagna rivendica il diritto a cacciare i migranti Continua a leggere

Così l’ex pm Nordio smonta le accuse a Salvini: “Un paradosso”

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Il magistrato Carlo Nordio sull’indagine contro Salvini: “L’idea che le Procure possano intervenire nelle scelte migratorie è non solo bizzarra, ma irrazionale e ingestibile”

di Claudio Cartaldo

Carlo Nordio è il magistrato che negli anni ’80, solo per citare un caso, condusse le indagini sulle Brigate rosse venete e sui sequestri di persona.

Di toghe e politica se ne intende, visto che negli anni ‘90 dovette pure interessarsi anche di Tangentopoli. Bene. Oggi Nordio firma un editoriale sul Messaggero che in qualche modo “smonta” l’indagine aperta dal pm Luigi Patronaggio contro Matteo Salvini.

Andiamo con ordine e, per quanto possibile, lasciamo che sia lo stesso ex magistrato a parlare. Innanzitutto Nordio fa notare che l’iscrizione nel registro degli indagati del ministro dell’Interno sarebbe arrivata dopo la deposizione dei funzionari del Viminale ascoltati a Roma dal procuratore di Agrigento. “La prima osservazione – scrive l’ex magistrato sul Messaggero – è che questi verbali dovrebbero esser segreti, come segreta dovrebbe esser tutta l’indagine“. Ma passiamo oltre. E entriamo nel merito della accuse rivolte a Salvini, indagato per sequestro di persona, arresto illegale e abuso di ufficio. Continua a leggere

Disponibile il numero 127 di Sursum Corda

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Sul sito è disponibile il numero 127 (del giorno 26 agosto 2018) di Sursum Corda®. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata ai soli Associati e Sostenitori.

Clicca qui per gli ultimi articoli leggibili gratuitamente sul sito:

– Comunicato numero 127. Il centurione e la vedova;

– Preghiera a San Luigi, Re dei Franchi;

– Anticipazione dal libro «Racconti miracolosi»: L’esorcismo e gli esorcisti;

– Preghiera a San Bartolomeo Apostolo;

– Gli anatemi del Concilio Laterano IV, numero 4;

– Preghiera a San Gioacchino, Padre della B. Vergine;

– Vita e detti dei Padri del deserto: Giuseppe di Panefisi (parte 3 ed ultima);

– Preghiera al Cuore Immacolato di Maria; Continua a leggere

Matteo Castagna a Canale italia: “Bergoglio chiarisca sulle coperture”. “Salvini? Il popolo è con lui”

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di Lucia Rezzonico

Ieri, Domenica 26 Agosto, il nostro Responsabile Matteo Castagna è stato nuovamente ospite della trasmissione “Notizie Oggi” su Canale Italia, emittente nazionale e internazionale (grazie al satellite) condotta da Gianluca Versace. Il video integrale della trasmissione si trova in cinque parti sul sito internet www.canaleitalia.it al link “programmi”  e poi “Notizie Oggi” del 26 Agosto.

Versace ha nuovamente presentato, come nel corso della puntata del 13/08 l’importante ed interessante, ma non facile saggio di Castagna: “CATTOLICI TRA EUROPEISMO E POPULISMO” (Edizioni Solfanelli) che si può acquistare inviando una mail coi propri dati a christusrex@libero.it  ed effettuando il pagamento di € 17,00 + 2 di spese di spedizione (€ 19,00 in tutto) o recandosi in posta o presso le tabaccherie con Lottomatica e caricando la Postepay n. 4023600944551516 e C.F.: RNLSLV72B64L781I oppure con bonifico bancario intestato a Matteo Castagna: IT30G0622511731615257645207  oppure direttamente presso la casa editrice Solfanelli: http://www.edizionisolfanelli.it/cattolicitraeuropeismo.htm

Anche questa volta, ospite lo scrittore Luciano Lincetto, poi l’imprenditore Biolcati ed un esponente curdo.  Continua a leggere

PETIZIONE: “fermata metro LGBT” a Milano”. Noi siamo cittadini di serie B?

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PETIZIONE

di Filippo Savarese

Hanno creato la “fermata metro LGBT” a Porta Venezia.

Ma il servizio di trasporto pubblico non è pagato coi soldi di tutti?

Perché dorebbe favorire certe idee politiche e ideologiche a scapito di altre?

L’Azienda di Trasporti Milanese (ATM) ha deciso di lasciare in via permanente la stazione di Porta Venezia coi colori del movimento Lesbico-Gay-Bisessuale-Transessuale (LGBT). La stazione era stata ‘personalizzata’ in occasione dell’ultimo Gay Pride, e ora vogliono lasciarla così per sempre. Ma perché? Quale “valore comune” rappresenterebbe per la Città?

Firma per chiedere al Comune di Milano e all’ATM di rispettare la neutralità degli spazi pubblici!

La “fermata LGBT” della metro di Milano

Il Sindaco Giuseppe Sala si è speso personalmente a questo scopo. Ma non dovrebbe rappresentare tutti i Milanesi? Continua a leggere

Governo, Paolo Savona: gruppi dominanti sconfitti vogliono far fallire governo

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Governo,Paolo Savona: gruppi dominanti sconfitti vogliono far fallire governoGoverno, Paolo Savona: piano da 50 miliardi per far ripartire il Paese

“Per uscire dalla crisi sono necessarie politiche complesse, che coinvolgono i comportamenti di tutti i cittadini. Purtroppo manca un dibattito serio sull’argomento. Per ora mi limito a parlare di propiziare una ripresa per il secondo semestre 2018 e l’intero 2019, per rovesciare la tendenza recessiva in atto dell’economia italiana. L’idea e’ di avviare investimenti privati e pubblici per 50 miliardi”. Cosi’ il ministro degli Affari Europei, Paolo Savona, in un’intervista rilasciata al quotidiano L’Unione Sarda. “Sulla base della conoscenza esatta di questa spesa – spiega Savona – i centri ufficiali come Istat, Banca d’Italia, Ministero dell’Economia devono calcolare l’effetto moltiplicativo sul Pil. In questo caso la crescita del Pil sarebbe nell’ordine dei 75/100 miliardi di euro, con un gettito tributario di 37/50 miliardi aggiuntivi, che potrebbero finanziare un soddisfacente avvio dei provvedimenti previsti dal Contratto di governo, rispettando i vincoli europei e quelli derivanti dalla logica economica elementare. Sono contrario a un atteggiamento passivo verso la crisi”. Sulle polemiche per le posizioni dell’economista cagliaritano, 81 anni – che domani sera sara’ a Porto Cervo, in Costa Smeralda, per presentare il suo libro ‘Come un incubo e come un sogno’, con Bruno Vespa – scoppiate durante la formazione del governo, puntualizza: “Sono stato e vengo condannato, lo dico tra virgolette, non per le idee che porto ma per le idee che si ritiene che io porti. Sarebbe gia’ stato grave se lo fossi stato per le mie idee, e’ vergognoso che cio’ sia accaduto per le idee che altri mi hanno liberamente attribuito”. Quindi una denuncia: “Vi e’ un tentativo dei gruppi dominanti sconfitti alle elezioni del 4 marzo – dichiara Savona a L’Unione Sarda – di causare una crisi del nostro debito pubblico, per far fallire l’esperimento del Governo in atto. Hanno messo in campo tutti i mezzi e gli opinion leader al loro servizio per propiziare l’evento, senza indicare le alternative simili a quelle che ho indicato io”.

Fonte: http://www.affaritaliani.it/politica/palazzo-potere/governo-paolo-savona-piano-da-50-miliardi-per-far-ripartire-il-paese-556511.html Continua a leggere

Non moriremo Saviano

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Povera Costituzione, tirata a destra e a manca per convenienza e partigianeria. E ora lo fa anche lo scrittore che odia Salvini

di Alessandro Sallusti

Roberto Saviano, probabilmente dal suo attico di New York dove vive ben protetto (o forse da qualche amena, segreta e blindata località vacanziera) scrive che Matteo Salvini andrebbe arrestato perché – impedendo lo sbarco dei 177 immigrati salvati in mare dalla nostra Guardia costiera – sta violando la Costituzione su cui ha giurato da ministro.

Povera Costituzione, tirata a destra e a manca per convenienza e partigianeria. Saviano odia Matteo Salvini, è un suo diritto garantito dalla Costituzione, la quale è stata pensata anche per permettere a gente come lui – e a tutti gli ignoranti, arroganti, stupidi e incattiviti – di poter esprimere liberamente il proprio pensiero. Ma per fortuna la Costituzione dice anche altre cose. Per esempio – articolo uno – che la sovranità appartiene al popolo, non agli scrittori e neppure ai magistrati. E il popolo ha deciso che al governo ci andasse Salvini, non gli amici di Saviano. Amici, tipo la Boldrini, che proprio per le loro idee sull’immigrazione sono stati sonoramente bocciati.

Andiamo oltre. La Costituzione determina e regola diritti e doveri dei cittadini italiani, non di quelli della Tunisia o del Niger. Ovviamente – articolo due – impone a chiunque di rispettare i diritti inviolabili dell’uomo, che nel caso degli immigrati in questione non sono quelli di sbarcare a Catania ma di essere salvati, accuditi, e curati. Cose che sono avvenute e stanno avvenendo in condizioni di massima sicurezza a bordo della nave Diciotti. E siamo pure nel pieno rispetto dell’articolo dieci, che recita: «…la condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali», visto che il salvataggio di questi disperati è avvenuto in acque maltesi e che pertanto il loro approdo – in base proprio ai trattati – non è Catania ma doveva essere Malta o, in subordine, in quota parte tra tutti i Paesi della Comunità europea. Continua a leggere

“Sequestro di persona”. La voglia dei pm di processare Salvini

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Le toghe come Saviano. Il leghista: fate pure Scontro con Fico: «Vuole fare lui il ministro?»

di Patricia Tagliaferri

La Procura di Agrigento valuta se ipotizzare contro ignoti il reato di sequestro di persona per la vicenda dei 177 migranti ostaggio della Diciotti a Catania.

Ma Salvini non arretra di un millimetro. Anzi, contrattacca: «Sono qua, non sono un ignoto. Mi chiamo Matteo Salvini, sono ministro dell’Interno e sono stufo di vedere finti profughi in Italia. Gli sbarchi si sono ridotti di 32mila da quando sono al ministero, ma non mi basta. Le Ong hanno capito che per i taxisti del mare non è più aria. Ho le spalle larghe e penso di avere il sostegno della maggior parte degli italiani e degli immigrati regolari. Indagatemi, processatemi».

Salvini parla con una diretta Facebook, autorizza i 29 bambini a bordo a scendere a terra, ma gli altri no, tutti dentro, almeno finché l’Europa non batterà un colpo. Anche il premier Giuseppe Conte si allinea, chiama in causa la Ue, accusandola di aver «abbandonato a se stessa l’Italia» e chiedendo una «risposta forte e chiara». Sul caso della Diciotti è ormai scontro aperto. Non solo tra Matteo Salvini e Roberto Saviano, che continuano a battibeccare pesantemente via Twitter, ma anche all’interno della stessa maggioranza. Perché se da una parte il ministro dell’Interno non mostra alcun cedimento, il presidente della Camera Roberto Fico si smarca. «I migranti devono poter sbarcare», twitta, segnando di fatto una frattura con l’alleato di governo, che gli suggerisce di limitarsi a fare il presidente della Camera: «Il ministro dell’Interno sono io», ribatte. Ma gli attacchi più pesanti al numero uno del Viminale arrivano dall’autore di Gomorra, che lo apostrofa come «ministro della Mala Vita». «Ha giurato sulla Costituzione – scrive Saviano – e se la viola in maniera palese come sta facendo con la nave Diciotti non è più politica ma eversione». Continua a leggere

La Spagna “rossa” spara sui migranti a Ceuta

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Segnalazione di F.F.

di Roberto Pellegrino

Non sono ancora le 9 di mercoledì mattina, quando nella zona nord del confine marocchino, blindatissimo, che divide l’Europa dall’Africa, si materializzano circa 200 migranti provenienti dalla zona più povera del continente, quella subsahariana.

L’obiettivo è di scalare, sfondare, penetrare i sedici metri di filo spinato delle barricate che proteggono per un perimetro di 8 chilometri Ceuta. Per questa ondata di disperati, oltrepassare il muro controllato da 800 agenti della Guardia Civil, da decine di vedette con cecchini armati, significa ottenere lo status di rifugiato o, se va male, il rimpatrio forzato. Alla fine il bollettino è di guerra: sette agenti di polizia feriti, mentre i migranti hanno avuto la peggio. A decine sono precipitati dalla rete, respinti dai potenti getti d’acqua e proiettili di gomma.

http://m.ilgiornale.it/news/2018/08/23/la-spagna-rossa-spara-sui-migranti-a-ceuta/1567298/ Continua a leggere

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