La rete di Maltauro a caccia di politici…

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IL Mattino Padova

 

MALTAUROLe carte dell’inchiesta su Expo e sanità lombarda. Il ruolo di Levorato, uomo delle Coop. Nelle intercettazioni appare citato molte volte anche Tosi.

PADOVA. È ben navigato Enrico Maltauro, forte di una sfilza di condanne a conferma della sua capacità di muoversi nel magmatico, a volte insidioso, mondo tra affari e politica. Affari grossi che non si fanno mai da soli. Lui lo sa bene, ed è il più ecumenico di tutti, tanto che l’inchiesta milanese «Tangentopoli vent’anni dopo» è costruita intorno al ruolo da protagonista dell’imprenditore vicentino con il portafoglio pieno per pagare gli intermediari politici o i dirigenti pubblici destinati a garantirgli appalti milionari (dai lavori a Saluggia per 98 milioni di euro a quelli della Cittadella della Sanità, valore 323 milioni), coperture politiche e non solo (c’è anche un ufficiale della Finanza che spiffera sviluppi giudiziari).

 

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Il governo potrebbe risolvere l’emergenza abitativa: ECCO LE PROVE!

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A cura di nocensura.com 

case e scheiLa CASA: i “potenti” in Italia sono riusciti a farla diventare un lusso, oggetto di speculazione e guadagni ingentissimi per qualcuno. Le “lobbies”, ma anche i “ricconi” possiedono decine, centinaia e talvolta migliaia di case: quelli che i romani chiamano “palazzinari” che ottengono rendite milionarie dall’affitto degli immobili, spesso anche allo Stato, come la Armellini, nota alle cronache per non aver pagato per anni le tasse sui suoi 1.243 case (e che probabilmente se la caverà con poco)

 

 

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Bergogliadi continue…

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Riceviamo e con piacere pubblichiamo

 

NOTIZIE DA FACEBOOK

 

Un “amico” prete conciliare, pubblica su FB il seguente testo:

 

…un santo “perdonatore” (p. Francesco)…

 

leopoldoOggi festa di padre Leopoldo Mandic, il piccolo frate croato che per quarant’anni ha confessato a Padova. Lo accusavano di troppa misericordia, e lui rispondeva : “Se il Signore mi rimproverasse di troppa larghezza, potrei dirgli : Paron benedeto, questo cattivo esempio me lo avete dato voi !”….La celletta dove confessava veniva chiamata : “il salotto della cortesia”

 RISPONDO SUI COMMENTI, ALLEGANDO ALCUNI FATTI STORICI SU S. PADRE PIO.

Padre Pio non accettava il compromesso con il peccato. Una piaga ha colpito la vita morale oggi: il compromesso etico. Per paura di vedere le Chiese vuote anche la pastorale cattolica ha tralasciato di presentare Cristo e la sua legge in tutta la sua esigenza. Non bisogna dimenticare che la misericordia non toglie rigore alla giustizia. L’abbiamo detto e lo ricordiamo ancora: Padre Pio non ammetteva compromessi con il peccato, con nessun peccato, con l’attaccamento e l’affetto al peccato, con il vizio, con l’abitudine peccaminosa. Era inflessibile: non ammetteva discussione. Non accettava scusanti davanti al male: la menzogna, il risentimento, l’ira, la trascuratezza nei doveri cristiani trovavano in Padre Pio il sacerdote che richiamava l’anima a entrare in se stessa e a correggersi. Un giovane si presentò da Padre Pio per confessarsi. Aveva un solo peccato. Appena dichiara il peccato, si sente dire da Padre Pio: «Vattene!». Il giovane tenta una difesa: «Padre… una sola volta». E Padre Pio: «No, non è la prima volta!». Infatti l’abitudine c’era – confidò il penitente – e Padre Pio la stroncò. Così ha rifatto i cristiani del compromesso. Padre Pio non si accontentava di recidere le foglie del comportamento sbagliato: andava alla radice, al cuore; voleva conversione vera. «L’intrinseco perverso» non trovava spazio nella direzione spirituale di Padre Pio, per nessuno, per nessuna età, in nessuna circostanza. Bisognava eliminarlo, in tutti i campi, in tutte le età, in tutte le situazioni. Non accettava discussione. Non era possibile una replica. Quando il penitente replicava, spesso il Padre diceva: «O te ne vai tu, o me ne vado io».Padre Pio però non respingeva, non abbandonava. Bastava seguirlo con la buona volontà. Bisognava rivedere la vita, riformare la mentalità, far uso dei mezzi spirituali, rompere con le occasioni e le compagnie perverse. Inoltre sapeva distinguere e applicare cuore e dolcezza quando il caso lo richiedeva. Come era intransigente nel diagnosticare e combattere il male, così era pietoso e soccorrevole verso chi, riconosciuta la colpa, cercava la riconciliazione. Un figlio spirituale del Padre era caduto gravemente; il rimorso lo affliggeva, ma la paura di presentarsi al Padre, di cui conosceva bene i metodi, gli impediva di accostarsi al confessionale. Venne da me e mi pregò di intercedere presso il Padre perché lo ricevesse e lo ascoltasse. In realtà ero rimasto non poco titubante, ma accettai l’incarico. Padre Pio mi lasciò dire. Ancora una volta dovetti constatare l’imprevedibilità del Padre. Fu sereno e disteso: «Figlio mio, tu ti meravigli di ciò che è successo? Non sai che se il Signore, per un solo attimo, alzasse la mano dalla tua e dalla mia testa, saremmo capaci di fare molto peggio? Va’, digli che venga subito».Sono innumerevoli le anime guidate da Padre Pio attraverso le penose e dolorose vie della purificazione fino alle vette della perfezione evangelica: sapeva trasformare le pietre in figli di Dio. L’anima si sentiva vigilata, guidata, sostenuta nelle prove della purificazione. Il Padre era un vero padre spirituale!

  • Un giorno, un uomo, cattolico praticante, stimato ed apprezzato negli ambienti ecclesiastici, andò a confessarsi da Padre Pio. Poiché intendeva giustificare la sua condotta, esordì accennando ad una “crisi spirituale”. In realtà viveva nel peccato: sposato, trascurando la moglie, cercava di superare la cosiddetta crisi fra le braccia di un’amante. Purtroppo non immaginava di essersi inginocchiato ai piedi di un confessore “anormale”. Padre Pio, alzandosi di scatto, gridò: “Ma che crisi spirituale! Tu sei uno sporcaccione e Dio è adirato con te. Vattene!”
  • Una signora italo-inglese, giunta dall’Inghilterra si presentò al confessionale di Padre Pio, ma questi, anziché confessarla, le sbatte lo sportello in faccia dicendole: “Per te non sono disponibile”. Per quale ragione Padre Pio non intendeva confessarla? Dopo aver atteso un paio di settimane durante le quali si era, quasi ogni giorno, presentata al confessionale, la signora venne finalmente ascoltata da Padre Pio. Alla richiesta del perché l’avesse fatta attendere tanto, Padre Pio le rispose: “E tu quanto hai fatto attendere nostro Signore? Ti devi chiedere come Gesù possa accoglierti, dopo i tanti sacrilegi commessi. Tu, per anni, hai mangiato la tua condanna; per anni, a fianco di tuo marito e tua madre, hai fatto la santa comunione in peccato mortale.” La donna, pentita, sconvolta, ricevette piangendo l’assoluzione. Quando, qualche giorno dopo riparti per l’Inghilterra era la personificazione della gioia.
  • Dio vede tutto e di tutto dovremo dare conto. Il racconto che segue, dimostra che anche i nostri pensieri più nascosti sono conosciuti da Dio. Un uomo, nel 1920 si presenta al convento dei cappuccini per parlare con Padre Pio, certamente non è un penitente come tanti altri in cerca di perdono anzi, a tutto pensa tranne che al perdono. Appartenente ad una banda di criminali incalliti, quest’uomo ha fermamente deciso di sbarazzarsi della moglie per convolare a nuove nozze. Vuole ucciderla e al tempo stesso procurarsi un alibi indiscutibile. Sa che sua moglie è devota di un Frate che vive in un paesino del Gargano, li nessuno lo conosce e può mettere facilmente in atto il suo piano omicida. Un giorno quest’uomo convince con una scusa la moglie a partire. Quando giungono in Puglia, la invita a fare visita a quel personaggio di cui tanto già si parla. Alloggia la moglie in una pensione appena fuori paese e si reca da solo al convento per ritirarle le prenotazione della confessione, quando questa poi andrà dal frate lui si farà vedere in paese per costruirsi un alibi. Cerca un’osteria e conosciuti degli avventori li inviterà a bere e a farsi una partita a carte. Allontanandosi più tardi con una scusa si recherebbe ad uccidere la moglie appena uscita dalla confessione. Tutto intorno al convento è aperta campagna e nella penombra della sera nessuno si accorgerà di nulla, tanto meno di chi sotterra un cadavere. Poi tornato continuerebbe ad intrattenersi con i compagni di giuoco per poi ripartire, da solo, così come è arrivato. Il piano è perfetto ma non ha tenuto conto della cosa più importante: mentre lui pianifica l’omicidio, qualcuno ascolta il suo pensiero. Giunto al convento vede Padre Pio che confessa alcuni paesani, preda di un impulso che neanche lui riesce a ben contenere, presto si inginocchia ai piedi di quel confessionale degli uomini. Non ha finito neanche il segno della croce che dal confessionale escono delle urla inconcepibili: “Via! Via! Via! Non sai che è proibito da Dio macchiarsi le mani di sangue con un omicidio? Vattene! Vattene!” – Poi preso per un braccio il cappuccino finisce di scacciarlo. L’uomo è sconvolto, incredulo, sgomento. Sentitosi scoperto fugge atterrito verso la campagna, dove, caduto ai piedi di un macigno, con la faccia nel fango, finalmente si accorge degli orrori della sua vita di peccato. In un attimo rivede tutta la sua esistenza e, fra laceranti tormenti dell’animo, comprende a fondo la sua aberrante cattiveria. Tormentato nel più profondo del suo cuore ritorna in Chiesa e chiede a Padre Pio di confessarlo veramente. Il padre glielo concede e questa volta, con infinita dolcezza gli parla come se lo conoscesse da sempre. Anzi per aiutarlo a non dimenticare nulla di quella vita sbandata gli elenca tutto momento per momento passato, peccato dopo peccato, crimine dopo crimine con ogni dovizia di particolari. Arriva fino all’ultimo infamante premeditato, quello di uccidere la sua consorte. L’uomo si sente raccontare l’uxoricidio che solo lui aveva partorito nella sua mente e che nessun altro all’infuori della sua coscienza, conosceva. Esausto ma finalmente libero, si getta ai piedi del frate e chiede umilmente perdono. Ma non è finita. L’uomo terminata la confessione, mentre si sta accomiatando, fatto l’atto di alzarsi, Padre Pio lo richiama a sé e gli dice: “Tu hai desiderato avere dei figli, non è vero? – Caspita questo santo pure questo sa! – “Ebbene non offendere più Dio ed un figlio ti nascerà!”. Quell’uomo tornerà da Padre Pio esattamente lo stesso giorno di un anno dopo, totalmente convertito e padre di un figlio nato da quella stessa moglie che lui voleva uccidere
  • Un giovane di Padova si avvicinò a Padre Pio per una benedizione ma il Padre lo guardò e gli disse: “Togli dal portafoglio la tessera comunista (erano i tempi in cui il regime comunista russo perseguitava la Chiesa) assieme alle fotografie di quelle donnacce sporche che conservi gelosamente. Non ti vergogni con tali fotografie addosso?”. “Si” – rispose il ragazzo tutto tremante. “E siccome hai intenzione di fare pulizia, adesso che torni a casa, lacera le altre cose invereconde che conservi nel cassetto del tavolino”
  • Padre Pio conobbe ciò che accadde a papa Pio XII dopo la sua morte. Il 9 ottobre 1958, lo stesso giorno in cui Eugenio Pacelli era spirato a Castelgandolfo, suor Pascalina Lehnert scriveva una lettera a San Giovanni Rotondo ad un frate di sua conoscenza per sapere cosa ne pensasse Padre Pio. Il frate rispose alla suora dicendo che aveva posto la domanda a Padre Pio il quale, con un volto quasi trasfigurato, aveva risposto: “E’ in paradiso. L’ho visto nella Santa Messa”. Il frate, aggiunse che non fidandosi delle sue orecchie aveva chiesto nuovamente a Padre Pio: “Lo ha visto in Paradiso?”. “Si”, gli aveva risposto Padre Pio con un sorriso celestiale. Al riguardo Padre Agostino da San Marco in Lamis, il 18 novembre 1958 annotava nel suo Diario: “Padre Pio ha sentito tutto il dolore della sua anima per la morte del Papa Pio XII. Ma poi il Signore glielo ha fatto vedere nella gloria del Paradiso”.
  • Padre Pio era in grado di riconoscere se un uomo era un sacerdote e se determinati oggetti erano benedetti. I fenomeni di ierognosia rientravano fra i tanti carismi posseduti da Padre Pio. Un giorno una signore vestito in “principe di Galles” e tanto di cravatta al collo se ne stava in sacrestia con gli altri uomini in attesa dell’arrivo di Padre Pio. Era proprio in prima fila. Padre Pio appena scortolo gli disse: “Reverendo, siete venuto “travestito”, ma non dovete vergognarvi di venirmi a trovare, la prossima volta tornate vestito da prete”.

 

COMMENTO DEL CONCILIARISTA

Gentile signore preferisco andare all’inferno con San Leopoldo e papa Francesco che in paradiso con chi non freme di tenerezza per il cuore del Padre (ma sarà poi un paradiso?)

  • Commento mio: REV DON…., con la frase: (ma sarà poi un paradiso?), a chi si riferisce?

RISPOSTA: Caro signore, forse padre Pio qualche svista deve averla avuta, perché quando mio padre andò a confessarsi da lui per chiedergli consiglio sul suo matrimonio, padre Pio gli assicuro che avrebbe fatto una bella famiglia…Ora mi rendo conto che padre Pio non aveva visto giusto nei miei confronti,…cosa che invece lei sa fare molto bene. Ma io voglio proprio essere un “perdonatore” folle…!

POCO DOPO ARRIVA, UN ALTRO COMMENTO: “Caro signore non mi riferisco certo a san padre Pio.. anche se però posso dubitare che per lei non sia santo, in quanto canonizzato da un papa eretico e scismatico come Giovanni Paolo II…Canonizzazione non valida !

Ancora sulla nota teologica delle canonizzazioni: i conservatori sono i modernisti peggiori

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Segnalazione e commento di Maurizio-G. Ruggiero

 

 

COPPIACosa non si farebbe per non ammettere quel che si vede e che si dovrebbe dire? Ovvero che vi sono dei pagliacci vaticanosecondisti, dal 1958 in poi.

Un altro “articolo-boiata” (cfr. link qui sotto) per “provare”, con sofismi e intellettualismi degni di miglior causa, la non infallibilità delle canonizzazioni. Addirittura vi si sostiene che il beato o santo proclamato potrebbe stare all’Inferno …

 

 

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Costretti a versare il “pizzo” ai No Tav per evitare danni al locale

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Segnalazione Quelsi

 

by Riccardo Ghezzi

 

NO TAV MAFIADal “pizzo” a Cosa Nostra all’obolo che gli esercenti sono costretti a versare ai No Tav per evitare scontri e possibili danneggiamenti al locale. La mentalità mafiosa, già apertamente denunciata su queste colonne in occasione degli incendi appiccati a certe strutture, sembra aver fatto breccia in valle.

 

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Bergoglio’s Got Nothing to Lose

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Segnalazione di don Anthony Cekada

 

BERGOGLIO LEGGEWhy the Sedevacantist Argument Must Change by Rev. Anthony Cekada

 Francis’s outrageous statements and actions have provoked negative reactions from many quarters.

An official of the papal curia  said recently of Bergoglio’s plan to give sacraments to the invalidly married: “If that happens, we’ve crossed the line into heresy.”

 

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“La Trinità ha un suo perché” e spigolature “foglianti”

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del Prof. Franco Damiani

 

TrinitaLettura del “Foglio” di giovedì 8 maggio. Comincio dalle “Controriforme” di Francesco Agnoli, su cui tornerò, e passo sulla colonna opposta a “Comizi” di Angiolo Bandinelli, tutto contento di aver assistito alla “Grande Missione in 100 piazze di Roma”, una specie di happening in stile “born again”, ovviamente però “con papa Francesco”, che gli ha fatto ricordare i suoi primi comizi in difesa della droga libera, con “i primi capelloni, i primi freaks, le prime femministe, i primi anticlericali e antimilitaristi”,  e con i camionisti che gridavano loro “Andé a lavurà”: grido che a mio avviso sarebbe perfetto anche per i neomissionari bergogliani di oggi.

 

 

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Nintendo, no ai matrimoni gay nel suo simulatore di vita reale. Ed è polemica

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Segnalazione Quelsi

 

by Redazione

 

miiqualityRoma, 9 mag. (Ign) – In ‘Tomodachi Life’ gli omosessuali non possono sposarsi. E’ un videogioco, quello della Nintendo, definito simulatore di vita reale. Si può scegliere tutto: la voce, il volto, i vestiti. Tutto. Ma, a differenza della realtà di alcuni Paesi nel mondo, due persone dello stesso sesso non possono sposarsi e quindi, nel videogioco, non possono mostrare alla comunità il coronamento del loro amore.

 

 

 

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La Società salesiana e la leva obbligatoria nel risorgimento

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donbosco_fraSegnalazione del Centro Studi Federici

 La leva militare: un dramma dei primi anni settanta

Le enormi spese che dovette affrontare don Bosco per l’esenzione dei chierici

Un’opera come quella salesiana che dagli umilissimi inizi di casa Pinardi nel 1846 alla morte di don Bosco nel 1888 era già diffusa in varie nazioni europee e sudamericane, doveva avere alle sue spalle un fondatore capace di attirare numerose schiere di giovani disponibili a consacrarsi all’educazione di quella “gioventù a rischio”, cui troppo pochi nella società civile e in quella ecclesiale si interessavano seriamente.

 

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