Sveglia Europa, l’Ucraina non è una “primavera” ma una guerra fredda

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 Segnalazione di Redazione Quelsi

 

MANIFESTANTI UCRAINIÈ molto bellosognare di portare la democrazia nel mondo con i social network. Siamo sempre dentro le “primavere” come nel Truman Show. Piazza Tahrir come piazza Maidan. Immense piattaforme per gli spot delle multinazionali digitali. Ma fuori dal Truman Show la realtà è ben più spessa. Dopo i disastri in EgittoLibia e Siria, Kiev è l’ennesimo terreno di scontro della nuova guerra fredda fra Stati Uniti e Russia. Il pressing di Mosca su Yanukovich affinché non firmasse l’accordo di associazione con Bruxelles, così come le telefonate intercettate fra la rappresentante Usa presso la Ue Victoria Nuland e l’ambasciatore del suo paese in Ucraina, che discutevano le strategie che l’opposizione avrebbe dovuto adottare, lasciano intendere l’importanza che le due superpotenze annettono a questa crisi.

 
Per gli Stati Uniti si tratta della possibilità di mettere in difficoltà Vladimir Putin nel cortile di casa, e di invertire l’inerzia della sfida geopolitica fra Mosca e Washington che lo scorso anno ha riservato all’amministrazione Obama una serie di sconfitte che vanno dal caso Snowden al mancato intervento militare in Siria, dal riavvicinamento fra Russia ed Egitto alla mancata integrazione di Ucraina e Armenia nella sfera di influenza occidentale. Per la Russia si tratta di una questione vitale, perché senza Ucraina l’Unione Euroasiatica che il Cremlino ha in mente sarebbe monca, e perché gli oppositori che hanno piegato Yanukovichnon sono certo tutti europeisti, ma sono tutti fieramente antirussi.
Barack Obama, Vladimir Putin.
In un’Ucraina che si risposta verso Bruxelles, il gioco delle parti potrebbe invertirsi senza finire: ad alimentare la destabilizzazione del potere in carica non sarebbe più Washington, ma Mosca. La New York Review of Books ha offerto una visione idilliaca delle proteste di Maidan, presentando una piazza dove tutte le componenti (europeisti e nazionalisti, ebrei ed estrema destra, tartari, cosacchi e russofoni) si sarebbero date la mano nel nome della democrazia. In un paese etnicamente e religiosamente articolato che ha visto cambiare anche profondamente i suoi confini una dozzina di volte negli ultimi due secoli, e che oggi si ritrova sull’orlo della bancarotta (gli restano riserve valutarie solo per due mesi di importazioni), il futuro sarà presumibilmente poco roseo anche all’indomani di libere elezioni. Sfruttare lo scontento degli uni o degli altri sarà sempre molto facile per chiunque.
Se vuole evitare di ritrovarsi con una seconda guerra civile strisciante alle porte dopo quella balcanica degli anni Novanta, l’Europa deve avere chiaro che America e Russia continueranno a muoversi secondo logiche da grandi potenze. Alla prima non importa troppo che l’Europa paghi il prezzo della sua rinnovata rivalità con Mosca, la seconda non può fare a meno di una profondità strategica che collide con l’espansione verso est dell’Unione Europea.
Soprattutto Bruxelles deve smettere di pensare che il problema sia l’autoritarismo di Putin: la Russia va trattata come un vicino col quale individuare i rispettivi legittimi interessi e quelli comuni. Non come un dinosauro politico da convertire al verbo democratico europeo. Di cui si può essere orgogliosi, purché si accetti che non è la ricetta per tutte le latitudini.

Articolo di Rodolfo Casadei per Tempi.it
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Redazione | febbraio 26, 2014 alle 9:26 pm | URL: http://wp.me/p3RTK9-3Xv

In Uganda ergastolo per i gay. Ma non ci sono olimpiadi da boicottare

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Segnalazione Quelsi

di Riccardo Ghezzi

London, 11th July 2012. London Summit on Family PlanningMentre il mondo omosessualista italiano sfida la Russia di Putin, sfruttando la visibilità garantita dalle olimpiadi invernali di Sochi, in Uganda si approva una legge che prevede l’ergastolo per i gay. Niente a che vedere con la leggina, liberticida ma tutt’altro che persecutoria, che prevede il divieto della propaganda omosessuale al cospetto di minori, voluta da Vladimir Putin. In Russia i gay non vanno in carcere e non sono discriminati, salvo documentati episodi di violenza che non sono però riconducibili al varo della contestatissima legge; in molti Paesi africani invece si viene spediti direttamente in galera per omosessualità. Se è vero che l’Uganda, da questa settimana, è l’unico Paese che prevede l’ergastolo, è altrettanto vero che in quasi tutti i Paesi del Continente Nero, ad eccezione del Sudafrica, l’omosessualità è vietata e punita severamente: in Stati come la Nigeria è prevista una pena detentiva fino a un massimo di 14 anni, nei Paesi islamici in cui vige la Shari’a va peggio, essendo contemplata addirittura la pena di morte.

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Liceo Caro: la polemica continua

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Segnalazione della Lega Nazionale Antipredazione degli Organi
DONAZIONE ORGANI3A Cittadella (PD) continua la polemica. I genitori della studentessa sono rimasti molto scossi da questa esperienza, la giornalista Germana Gabrelle è stata eccezionale nella sua funzione informativa.
Su Il Gazzettino la Preside si è giustificata barricandosi dietro al concetto di scienza ufficiale unica ed  indiscutibile per cui  “non invita controparti le cui argomentazioni risultino prescientifiche perché la scuola sarebbe colpevole di  disinformazione”, poi si è giustificato il medico anestesista-rianimatore e coodinatore ospedaliero per i prelievi  (dell’ASL15) in palese conflitto di interessi, quindi è stato dato spazio ad in intervento della Lega Antipredazione (allegato) e infine l’Aido. Ma non finisce qui, l’atmosfera è calda.

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Yulia: il volto e la maschera

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Segnalazione del Centro studi Federici

 

JULIAChe giudizio portare sulla crisi che si è aperta in Ucraina con la rivoluzione europeista che ha portato alla destituzione del presidente e alla scarcerazione di Yulia Timoshenko?

Come cattolici, saremmo tentati di simpatizzare per chi è sceso in piazza per liberare l’Ucraina dall’influenza russo-scismatica ed avvicinarla all’Occidente: non dimentichiamo la presenza in Ucraina di una Chiesa Cattolica unita che ha sofferto sotto il regime comunista, che ne decretò la soppressione e il ritorno coatto alla cosiddetta “Ortodossia”, una terribile persecuzione.

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Petizione: No ai Paperoni di Stato!

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di Giuseppe Foglia

PAPERONI DI STATOFirmiamo perché tutti questi pubblici dirigenti dell’amministrazione pubblica italiana, I PIU’ PAGATI DEL MONDO, provino vergogna e rinuncino a questi assegni scandalosi!

#Paperonesolonelcartone

FIRMA: http://firmiamo.it/no-ai-paperoni-di-stato

Al nuovo Presidente del Consiglio Matteo Renzi,

al Presidente della Corte dei Conti Raffaele Squitieri,

al Giudice Costituzionale Giuliano Amato

Non leggete l’inchiesta dell’Espresso.

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Il “Conciliaresimo cattodemenziale” in perfetto stile statunitense ha colpito anche l’Italia

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Segnalazione di Un Veronese

Di Simone Costa

Il “Conciliaresimo cattodemenziale” in perfetto stile statunitense ha colpito anche l’Italia. Manca l’accento spiccatamente americano dell’attore per essere totalmente in linea con i noti venditori di false e varie fedi TEO-ECOMOMICO-GUERRIGLIERE tipiche di quel Paese

salmi 

http://www.youtube.com/watch?v=Et3-T20DDKw

 

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Ratzinger a Tornielli sulle illazioni circa la sua rinuncia. Nuovo siluro alle inconsolabili vedove di Ratzinger

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Segnalazione e commento di Maurizio-G. Ruggiero

http://www.lastampa.it/2014/02/26/esteri/vatican-insider/it/ratzinger-la-mia-rinuncia-valida-assurdo-fare-speculazioni-mk8Mnt6rKqlfBtnWHdnNiM/pagina.html

RATZINGER Razzi solidarizza con Bergoglio, essendo l’uno il dritto e l’altro il rovescio della medaglia;

1 – infatti ha scritto “al professor Hans Küng” (il noto eretico) di essere “legato da una grande identità di vedute e da un’amicizia di cuore a Papa Francesco” (capito, conservatori dei miei stivali?);

2 – smentisce i complottismi alla Socci e delle inconsolabili vedove di Ratzinger, che lo davano come vero Papa, Papa ombra, pronto a rientrare in campo per “salvare” la Chiesa, pur se al momento estromesso da una congiura progressista;

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IL PADRE NOSTRO TRA CONCILIARI, ERETICI E SCISMATICI IN PARROCCHIA A VAGO (VR)

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di Redazione

diocesi di vrTre incontri ecumenici a due voci con interventi protestante, ortodossa e cattolica, da tenersi in Vicaria di Soave – S. Martino B.A. nella sede della parrocchia di Vago di Lavagno nelle serate del 4, 11, 18 marzo p.v., sul tema “commento al Padre nostro”. Gli incontri verteranno sul commento della preghiera del Padre nostro, suddiviso in tre sezioni e con gli interventi rispettivamente il:

4 marzo di don Luca Merlo prete cattolico e docente all’Istituto teologico e Istituto di Scienze religiose di Verona e di Kerstin Vogt pastora luterana di Verona;

11 marzo don Luca Merlo e Jonathan Terino pastore valdese di Verona;

18 marzo don Luca Merlo e Gabriel Codrea prete ortodosso romeno.

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Monsignor Umberto Benigni

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Centro studi Federici – Per una nuova insorgenza

Benigni-conf201480° anniversario della morte di mons. Umberto Benigni (+ 27 febbraio 1934), fondatore del Sodalitium Pianum

 – Sabato 1° marzo 2014 alle ore 17,00 la rivista Sodalitium organizza una conferenza a Roma al “Pick Center”, in via Boezio n. 6 (Prati) sul tema:

“Mons. Benigni con San Pio X contro il modernismo”. Relatore: don Francesco Ricossa, direttore della rivista “Sodalitium”.

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I diritti dei bambini non sono quelli delle coppie sodomite

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 Segnalazione di Redazione BastaBugie

Una interessante iniziativa di un consigliere comunale per dare ai bambini la possibilità di avere sempre un padre e una madre

di Giano Colli

UOMA DONNOGentile redazione di BastaBugie,
vi segnalo […] una mia iniziativa come Consigliere Comunale di Trento. Ecco il testo della mozione che ho presentato:
La politica spesso si ritrova a parlare e a dibattere sulla famiglia producendo documenti, programmi elettorali e normative che, almeno sulla carta, si propongono di difenderla e sostenerla.
Ciò che colpisce è che, mentre le viene riconosciuto di essere la cellula prima della società, non viene mai definito cosa in effetti si intenda per famiglia e quando questa debba essere considerata tale: questo fa sì che l’iniziativa politica sia di fatto priva di soggetto e quindi senza un destinatario certo. Un’ambiguità volutamente cercata per preparare il comune sentire all’uso di detto termine e, di conseguenza, all’accesso alle stesse opportunità previste dal quadro normativo anche alle nuove e rampanti tipologie di unione che avanzano: unioni gay, ecc…

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Hollande omaggia i caduti francesi delle due guerre mondiali…solo i musulmani

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Segnalazione di Redazione BastaBugie

Si recherà anche a Notre-Dame per rendere omaggio ai soldati cattolici uccisi? No, perché dei cristiani chissenefrega!

di Leone Grotti

 

MULLAHTutti i capi di Stato del mondo onorano i caduti durante le Guerre mondiali, specialmente ora che si avvicina il 100esimo anniversario della Prima. Ma solo Hollande divide i caduti a seconda della religione di appartenenza e sceglie di onorare quelli musulmani e non quelli cristiani.

GRANDE MOSCHEA DI PARIGI
Così ieri il presidente della Repubblica francese si è recato nella grande moschea di Parigi per inaugurare il monumento alla memoria dei 100 mila soldati musulmani che hanno combattuto tra le fila francesi e che hanno perso la vita in guerra. «La Repubblica ha un debito verso di loro», ha detto ricordando poi che «l’islam in Francia e il suo messaggio di apertura sono perfettamente compatibili con i valori della Repubblica». Inoltre, ha aggiunto, «bisogna lottare contro le discriminazioni, le disuguaglianze e il razzismo» che sono alla base di «parole e atti anti-islamici».

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Martin Luther King: il “lato oscuro” del leader nero che “aveva un sogno”

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Lungi dall’essere l’eroe che spesso ci si presenta, fu un delinquente, un donnaiolo e un fondamentalista islamico eppure è ancora tanto amato anche da cattolici (disorientati)

 di Giuseppe Brienza

MLK Martin Luther King, nato “Michael King”, ad Atlanta il 15 gennaio 1929, è morto a soli 39 anni a Memphis, il 4 aprile 1968. Politico, attivista e pastore protestante (battista) statunitense, è stato nel 1964 il più giovane Premio Nobel per la pace del mondo.
 
IL “MITO SVELATO”: GARROW ED IL GRUPPO DELLA STANFORD UNIVERSITY
Pochi sanno che, negli anni 1980, i lavori di un gruppo di ricerca istituito alla Stanford University per la pubblicazione dell’Opera omnia di King, sono stati bruscamente interrotti perché l’editore, già pronto da tempo, ha improvvisamente rinunciato alla stampa delle opere annunciate. Dopo i primi giorni di lavoro, infatti, i membri, discepoli e ammiratori fedelissimi del leader nero, si sono detti, testualmente, «increduli, sconvolti, avviliti» da quanto andava profilandosi sotto i loro occhi. Ma cosa era successo?

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Traffico di organi in Siria, businnes tra Israele e “ribelli” siriani

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 Segnalazione di Redazione Il Faro sul Mondo

di Giovanni Sorbello

 

HUMANS ORGANSIl regime israeliano è stato più volte accusato in passato di essere dietro a sospetti traffici di organi internazionali. Un rapporto pubblicato mesi fa dal giornale libanese Ad-Diyar, afferma che in Siria il regime israeliano oltre a sostenere i “ribelli” ha avviato un proficuo traffico di organi. In questo criminale “commercio” oltre che gli stessi miliziani, sarebbero coinvolte anche alcune aziende private con sede in Turchia, riporta il giornale libanese.

 

 

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