L’ECUMENISMO AVVENTURISTA, SPETTACOLARE ED ESASPERATO DI BERGOGLIO…

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Segnalazione di Giacomo Maria Prati

terra santa

IL MOTO VERSO LA FINE E’ VELOCISSIMO…NON VELOCE: MA VELOCISSIMO….

http://vaticaninsider.lastampa.it/nel-mondo/dettaglio-articolo/articolo/medio-oriente-middle-east-medio-oriente-32401/

L’idea di Bergoglio: essere accompagnato da un rappresentante di ognuno dei credi monoteisti durante la sua prossima visita a maggio in Medio Oriente

 

(è l’inizio della costruzione della nuova religione mondiale? dopotutto a Gerusalemme il fanatismo giudaico vuole ricostruire il Tempio (ecco “l’abominio della desolazione che sta nel luogo santo”) che sarà l’idolo delle nuova religione SINCRETISTICA mondiale…CIOE’ L’ANTICRISTO…) jack Continua a leggere

L’intervista di Bergoglio al Corriere della sera del 5 marzo 2014

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Segnalazione e commento di Maurizio-G.Ruggiero

FRANCESCO SUPERSTARQualche parola sulle bergogliate ultime; evidenziate in rosso si trovano le frasi equivoche o cattive dell’intervista rilasciata a de Bortoli sul Corriere della sera del 5 marzo 2014; in verde si trovano le espressioni accettabili (basta vedere la differenza numerica, per constatare lo stacco fra le une e le altre).

 De Bortoli ci mette del suo, elogiando lo stile da mungicapre del nostro, in particolare il Buonasera, in luogo di Sia lodato Gesù Cristo; lo tratta coi guanti gialli (“Padre Santo”) scoprendosi cattolico, in realtà bergoglista; aizza l’intervistato con domande suggestive contro “i fanatismi”, ovvero contro quelli che, non essendo relativisti, alla religione ci credono e in modo serio ed esigente (i tradizionalisti); evoca maliziosamente lo pseudocardinale Kasper, che parla di un abisso che separa la dottrina naturale sulla famiglia da come si comportano realmente i malvissuti contemporanei, cristiani inclusi (dove la colpa è della dottrina, da cambiare, non di chi vive nel peccato); si profonde in leccate da provincialotto senza dignità alla grande Cina.

Quanto a Bergoglio, sono invece da rimarcare:

1 – la gravità delle sue affermazioni sulla presenza del “Papa in seconda”, Ratzinger (in realtà usurpatore al pari suo) sulla plancia di comando della Chiesa, con una sorta di direzione consolare, a due; afferma la “normalità” della figura degli emeriti, invenzione conciliare, Vescovi o Papi che siano; fa intendere che sia lui che Ratzinger concepiscono il Papato come l’organo elettivo di un’azienda, dove l’amministratore delegato può benissimo lasciare o essere sostituito o affiancato, in omaggio alla dottrina vaticanosecondista della collegialità; non a caso nel finale Bergoglio elogia il sinodalismo tipico degli scismatici orientali;

 2 – ribadisce narcisisticamente che la tenerezza e la misericordia di cui egli si fa vanto sono quelle evangeliche, dimenticando del tutto la Giustizia di Dio;

3 – conferma la desacralizzazione in atto da molto tempo ormai della figura del Sommo Pontefice, che è “un uomo normale”, così normale da citare Freud; un argentino come qualsiasi altro, tanto da rinnovare il passaporto del suo Paese d’origine; dimostrando così di non avere neppure colto la prospettiva universale, di Padre comune di tutti i battezzati e di tutte le Nazioni cristiane, che dovrebbe essere propria di un vero Papa;

4 – si dichiara non marxista, pur appartenendo alla corrente social-comunista della cosiddetta teologia della liberazione, col suo pauperismo (leggi: miserabilismo); e comunque elogia i marxisti “brave persone”, cosa impossibile, dal momento che, senza la Grazia, è impossibile osservare i Dieci Comandamenti e non incorrere nei peccati e vizi più turpi; i poveri sono per lui una categoria sociologica (chi ha di meno) letta in una prospettiva cristo-marxista, mentre l’insegnamento di Gesù Cristo è quello della santa povertà, intesa cioè come distacco dai beni materiali, e che dunque può essere di chi ha di meno come di chi ha di più, potendovi essere persone povere materialmente, ma attaccatissime ai beni di questa terra, e quindi “ricche”, cosa ch’egli non spiega mai;

5 – propugna una globalizzazione della Chiesa, che altro non è che relativismo culturale e indifferentismo religioso, sempre condannati dal Magistero ecclesiastico;

6 – su divorziati risposati dice poco ed è evasivo, adoperando il solito linguaggio fumoso (“vanno aiutati” in cosa? a convertirisi? a tornare all’unione legittima? non pare); parla di sofferenze dei figli, ma non le attribuisce mai ai peccati dei genitori (guai!);

7 – sembra aprire alle cosiddette “unioni civili”, che non sono il matrimonio, per carità!, ma (dopo il sub-matrimonio civile) un sub-sub matrimonio, che gli Stati promuovono — dice — per ragioni economiche (quando invece l’odio per l’istituto matrimoniale è ideologico e rimonta quanto meno all’epoca della Rivoluzione francese, se non al protestantesimo addirittura);

8 – vuole femminilizzare la Chiesa, anche qui secondo il cliché progressista, contrapponendo il principio mariano a quello petrino, la Madonna all’autorità di Papi e Vescovi; sta leggendo un libro sulla dimensione femminile della Chiesa (titolo: Pietro e Maddalena, poveri noi!); ancora una volta la Santissima Vergine è deturpata e declassata da religiosa e da Regina, nel senso di madre di Re, a rivendicazioni para-femministe;

9 – sul controllo del nascite Bergoglio apparentemente ribadisce la posizione tradizionale contro Malthus e i suoi seguaci, ma poi dice che si deve guardare alla morale della situazione, un luogo comune dei progressisti; in pratica contrappone la soluzione del caso concreto preso a sé, prescindendo dalla dottrina, che resta pura teoria; dissociando insomma, come fanno tutti i liberali, la tesi dall’ipotesi;

10 – in bioetica dice di non essere un esperto, mentre sul fine vita rimanda a quelli che sono competenti, cui bisogna affidarsi; dunque anche il principio evocato e tradizionale secondo cui non necessitano cure straordinarie, se sono inutili, viene svuotato nella pratica;

11 – sull’Europa, meglio sull’Unione Europea, si riserva d’intervenire e, probabilmente, farà danni anche lì.

Questo il Bergoglio-pensiero. Domine salva nos, perimus!

 

Legge elettorale, spunta la norma “Salva Lega”…

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di: No censura.com

I leghisti fanno un’opposizione così dura e vera che Renzi ha deciso di SALVARLI, inserendo una norma ad hoc sulla nuova legge elettorale! I leghisti sostengono di essere contro l’Euro, ma quando hanno governato hanno avallato tutti i diktat di Bruxelles… hanno votato a favore del “Trattato di Lisbona” mentre ad altri trattati hanno votato contro in parlamento, ma si sono opposti in modo molto blando…  QUESTA è L’OPPOSIZIONE CHE PIACE AL SISTEMA DEI POTERI FORTI!!! 
L’OPERATO DEI LEGHISTI IN QUESTI ANNI… A cura di nocensura.com    Se una persona si sveglia dopo 15 anni di coma e ascolta il leader leghista Matteo Salvini – quello che qualche anno fa, alla festa leghista di Pontida intonava cori contro i napoletani (http://youtu.be/5fOaT5PsE4Q) ma che in questi giorni ha annunciato “che la Lega alle europee presenterà il simbolo in tutta Italia, compreso al sud” – non potrebbe mai immaginare che il suo partito ha passato buona parte degli ultimi 20 anni al governo, esprimendo ben 4 ministri e diversi governatori regionali.
Durante la campagna elettorale precedente all’ultimo governo Berlusconi, dove Maroni, Zaia, Bossi e Calderoli furono Ministri, scaricarono la colpa degli scarsi risultati ottenuti sull’ex alleato del governo precedente, l’UDC di Casini: “teneva sotto scacco il governo” – “impediva le riforme”; riforme che ahimè, non sono arrivate nemmeno quando hanno governato SENZA la “zavorra”, quando la Lega era determinante per la sopravvivenza del governo e avrebbe avuto tutto il potere contrattuale necessario per imporre al Pdl le proprie priorità.
La Lega Nord quando governava insieme a Berlusconi ha accettato supinamente tutti i diktat dell’ex premier e di Bruxelles, senza proferire parola, nemmeno timidamente. Dopo la famosa “lettera della BCE” votarono la manovra tremontiana da 50 miliardoni senza fiatare, e per le aziende del nord “vessate da roma ladrona” hanno fatto ben poco, anzi, NULLA.
Alla festa leghista di Pontida risposero ai militonti che chiedevano a gran voce di essere salvati dalla scure di equitalia promettendo che avrebbero disinnescato l’ente di riscossione, ma appena 2 mesi dopo, in parlamento, votarono una legge che aumentava il potere predatorio di equitalia, che da quel momento avrebbe potuto prosciugare conti correnti e altro.
Rimarrà alla storia la PAGLIACCIATA dei “ministeri al nord”, inaugurati in pompa magna con un carosello di ministri; uno spot pubblicitario che è costato agli italiani qualche milioncino di euro. Dei ministeri c’erano solo le targhe sui portoni.
Per anni i leghisti hanno tentato di attribuirsi il merito degli eccellenti arresti fatti dalle forze dell’ordine (a cui i loro governi hanno tagliato ripetutamente i fondi al punto da non esserci soldi per le divise e per mettere benzina alle pattuglie) i loro fedeli definivano Maroni “il ministro antimafia”, salvo poi risultare determinanti per evitare l’arresto al deputato PDL Nicola Cosentino, “nick o’ mericano”, che secondo i magistrati sarebbe stato il “referente” dei casalesi. Molto interessante anche questa inchiesta de L’Espresso:http://espresso.repubblica.it/palazzo/2012/04/20/news/lega-gli-affari-con-la-mafia-1.42400 e degne di nota anche le “10 domande al ministro Maroni”http://nonleggerlo.blogspot.it/2010/11/lega-e-mafia-10-domande-al-ministro.html
Infine le prodezze del “Trota”, spedito senza esperienza politica nel Consiglio Regionale della Regione più ricca d’Italia (dall’alto dell’ampia formazione maturata durante la laurea conseguita in albania, www.trotaelode.com) che dopo lo scandalo emerso grazie all’autistahttp://youtu.be/CWn18dBZTyk contestato persino da alcuni leghisti (quelli pensanti?) ha avuto la decenza di dimettersi (cosa non da tutti)
Gli affari di Belsito http://youtu.be/jWLmSjDljwY che da essere un “buttafuori” si ritrovò sottosegretario (vice-ministro) e tesoriere della Lega;
Quelli della “badante” Rosy Mauro, a cui i leghisti avevano affidato niente di meno che la VICE PRESIDENZA DEL SENATO, che già prima degli scandali che l’hanno coinvolta, ci aveva “colpito” dando ampia dimostrazione delle proprie capacità: http://youtu.be/Nut1_bg2cik
… Potrei continuare, potrei scrivere un libro sull’argomento, ma credo che non sia necessario;
Quello che MI e VI chiedo, è come può qualcuno nutrire ancora fiducia in un partito che ha ricoperto gli incarichi istituzionali più importanti della Repubblica, conseguendo i “risultati” sopra descritti, mentre il paese scivolava sempre più nel baratro della crisi; mentre le imprese del nord chiudevano i battenti, i leghisti evidentemente erano in tutt’altre faccende affaccendati.
Fortunatamente, oggi questo partito, che a mio modestissimo parere non dovrebbe nemmeno più esistere, raccoglie una percentuale di voti sempre più bassa, ben lontana dal 12% che li aveva portati al governo e alla guida di ben 3 regioni del nord;
Moltissimi ex militanti non hanno rinnovato la tessera, e sono usciti dalla Lega anche molti dei rappresentanti più significativi, come l’ex sottosegretario Michelino Davico, l’eurodeputato Claudio Morganti, che per diversi anni ha guidato il carroccio toscano, portandolo al 6,5% nel 2010 (contro l’attuale 0,4 conseguito alle elezioni 2013) e l’ex deputato Angelo Alessandri, che ha capitanato la Lega Nord emiliana.
Non basta fare propaganda sull’uscita dall’euro, auspicata ormai da più della metà degli italiani, e su altre che questioni che fanno certamente breccia su una discreta parte della popolazione, per avere CREDIBILITA’.

Prima Monti, poi Letta e Renzi: quell’Italia del PD che per la Ue è diventata il fanalino d’Europa

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Segnalazione Quelsi

by Rosengarten

 

LETTA RENZINon ci sono più alibi che tengano per nessuno: è un fatto incontrovertibile che l’evoluzione della politica italiana negli ultimi ventotto mesi è stata determinata solo dal PD sotto l’attenta regia di Giorgio Napolitano, il primo Capo dello Stato presidenzialista della Repubblica, un ruolo ed una figura che l’attuale Costituzione neppure prevede. E’ storia vecchia e nota. Con una drammatica telefonata mai smentita, ma anzi accertata e divenuta di pubblico dominio, il Capo dello Stato ha ritenuto di poter allargare le sue “consultazioni” per la formazione di un nuovo governo “non di centrodestra” alla cancelliera tedesca, ed ai suo vassalli mitteleuropei, facendo tesoro dei segnali arrivati nel corso dei sondaggi dell’estate 2011 presso i Grandi Vecchi della sinistra italiana, i faccendieri che manovrano dietro le quinte opinione pubblica, governi e “poteri forti” per orientarli alla tutela dei propri particolari interessi. Tutti segnali di luce verde quelli ricevuti per avere il via libera per boicottare il governo in carica e creare le condizioni di una “sua spontanea abdicazione”.

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Opporsi all’ideologia omosessualista è possibile

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di Alfredo De Matteo

 

no-gay-marriageHa suscitato molto clamore la notizia che il presidente ugandese Yoweri Museveni ha firmato la legge anti gay approvata in parlamento lo scorso dicembre, malgrado le forti pressioni (leggasi minacce) internazionali ricevute.

Tale legge prevede una serie di misure preventive che possono sembrare eccessive, soprattutto agli occhi di un Occidente ormai allo sbando intellettuale, morale e culturale, come l’ergastolo per i recidivi, la denuncia obbligatoria delle persone omosessuali e il divieto di qualsiasi forma di propaganda, ma che riflettono almeno in parte il tentativo di arginare un fenomeno, quello dell’ideologia del gender, che sta assumendo contorni sempre più preoccupanti e che minaccia seriamente la salute morale e materiale delle popolazioni tutte. In realtà, la inusitata durezza della legge ugandese mira a proteggere soprattutto i minori sia dalla propaganda gay sia dalla violenza a cui possono essere sottoposti; la norma, infatti, tende a punire severamente gli atti di omosessualità “aggravata” (ossia la violenza contro i minori, fenomeno di certo non estraneo al mondo omosessuale vista la forte e statisticamente accertata correlazione tra omosessualità e pedofilia) e la diffusione di messaggi inneggianti al comportamento contro natura.

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Ennesima provocazione di Luxuria dal Santuario di Montevergine

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di Luigi Bertoldi

 

Luxuria-dal-Santuario-di-Montevergine1Vladimir Luxuria ha scoperto la propria strada: diventare pasdaran Lgbt, dedicarsi alla guerriglia politica ed indossare i panni del provocatore (o provocatrice, che dir si voglia). In Italia e all’estero. Cercando la trasgressione, sfidando l’altrui sopportazione e sognando lo scontro, per poter strillare all’aggressione omofobica ed al “martirio” gay.

Una parte che le riesce male, pur impegnandosi a fondo: troppo pretestuose le sue rivendicazioni, per darle davvero retta. Prima dice d’esser stata folgorata dal buddismo, ma poche settimane dopo si converte sulla via di Bagnasco: il fatto che il Cardinale Presidente della Cei, ai funerali di don Gallo, alla Comunione le abbia posto nelle mani la Sacra Eucaristia a favore di fotografo, l’ha fatta improvvisamente «riconciliare» col Cattolicesimo, complice «Papa Francesco», che starebbe «aprendo ai gay» secondo quanto da lei dichiarato alla stampa, mostrando una volubilità spirituale da primatista olimpico.

E, proprio a proposito di olimpiadi, eccola proiettata in una missione internazionale a Sochi, sventolando la bandiera arcobaleno con tanto di scritta in russo «Gay è ok», per esser certa di suscitare la reazione nel Paese di Putin, per niente conciliante con l’ideologia omossessista. Reazione, giunta puntuale, perché certo la Russia non è l’Italia. Il fermo attuato dalla Polizia locale, fa scattare come una molla la protesta Lgbt con l’immancabile Vendola, il Sel e la sinistra varia. Poi le autorità russe han probabilmente capito che non ne valeva la pena ed han ritenuto meglio rilasciarla.

Non paga, l’irriducibile kamikaze trans ha deciso di puntare ancora più in alto e per la Candelora si è recata al Santuario di Montevergine con altri 3.500 tra omosessuali e gender vari, dettisi devoti all’icona bizantina della Madonna, chiamata “Mamma Schiavona” e proclamata loro protettrice. Ispirata forse dalla santità del luogo, Luxuria ha pensato bene di scrivere al Papa a nome di tutto il popolo Lgbt, per contrastare la discriminazione nella Chiesa, poiché «la fede dovrebbe essere garantita a tutti», trasformandola da dono di Dio in “diritto” infuso.

A parte l’evidente contrasto tra la doxa e la prassi in Luxuria & C. ‒ a sentirli, fedeli piissimi; nei fatti, trasgressori del Catechismo ‒, colpiscono ancora una volta le motivazioni addotte per l’incredibile “petizione”. Motivazioni, che “pescano” direttamente dalle parole del Pontefice, «dichiarazioni, che ci sembra segnino un cambiamento» addirittura «storico nel linguaggio utilizzato nei nostri confronti», «segnali di una Chiesa, che vuole aprirsi e accogliere», scrive, non senza un inevitabile ed accomodante riduzionismo dei concetti espressi da Papa Francesco, ma insomma la sostanza resta.

Così Luxuria auspica addirittura «al più presto» di poter avere con tutta la sua truppa «il piacere di un incontro e di un dialogo con Sua Santità». Conclusione in crescendo rossiniano con struggente invocazione al Santo Padre: «Fiduciose di una risposta, affidiamo le nostre preghiere alla Madonna Schiavona, “la mamma di tutti e tutte”». A margine dell’intera, sconcertata vicenda, restano alcune domande serie. La prima: fino a quando si possa tollerare che la fede, quella vera, venga pubblicamente umiliata e derisa, dando spazio e voce agli artefici di umorali conversioni blitz da rotocalco ed estemporanee esternazioni da talk show. La seconda riflessione: reso evidente quanto prevedibile – ovvero il rischio che talune sortite possano venire strumentalizzate – non sarebbe ora per la Chiesa di cambiar registro e parlare non per slogan à la page, ma secondo un evangelico «sì, sì; no, no»? Anche perché «il di più viene dal maligno» (Mt. 5, 37)

A proposito della “conciliarizzazione” nuova edizione del libro di don Marcello Bellina su Padre Marco d’Aviano

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di Maurizio-G.Ruggiero

 

PADRE D AVIANOHo rivevuto copia omaggio dell’agile libretto dello scomparso don Marcello Bellina, Padre Marco d’Aviano. Compì miracoli senza numero. Edizioni Segno – Tavagnacco (Ud) 2014 € 10,00.

 Ho sempre apprezzato questo testo fin dalla prima edizione del 1991, che conservo gelosamente e di cui credo di essere stato fra i principali diffusori.

Ho sempre auspicato una ristampa, al più una riedizione, magari ampliata, di quella fortunata edizione e, Le dirò, vedendo questo testo che mi ha mandato, pensavo che il momento fosse finalmente arrivato.

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Chi erano i cecchini in Ucraina? L’inquietante telefonata tra Ashton (Ue) e Paet (Estonia)

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Segnalazione Quelsi

by Gianni Candotto

 

CECCHINODurante le molte rivolte di questi ultimi anni, dalle primavere arabe alla Siria all’Ucraina, abbiamo sempre avuto una costante: a un certo punto apparivano dei cecchini che sparavano sulla folla facendola inferocire e elevando così il livello dello scontro fino a sfociare in vere e proprie rivolte.
E’ accaduto in Egitto, è accaduto in Libia, è accaduto in Siria ed è infine accaduto in Ucraina.
Molti si sono domandati che senso avesse per un governo, che poteva disporre di forze di repressione molto più adeguate allo scopo, utilizzare dei cecchini che sparavano sulla folla facendola inferocire e creando l’esatto effetto opposto di quello che avrebbe dovuto fare una forza di polizia con un minimo di raziocinio. Alcuni hanno ipotizzato, ma senza alcuna prova, che i cecchini non fossero uomini dei governi ma non meglio identificati agenti provocatori mandati ad elevare scientificamente il livello degli scontri per tutti altri interessi.

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Studio tedesco: di cannabis si può morire

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Segnalazione Quelsi

by Anna Buoncristiani

cannabis_flower-999px-300x300[1]C’è una novità sgradevole, che fornisce un argomento in più a chi si oppone alla legalizzazione delle cosiddette droghe leggere. Oggi sullaNuova Bussola Quotidiana Gianni Fochiriferisce i risultati d’un recentissimo studio tedesco, da cui risulta che gli effetti patologici della cannabis possono portare addirittura alla morte. Caso non frequente, fa notare Fochi, ma da non escludere dal conto. Da chimico abituato a trattare problemi di interesse ambientale, sanitario e sociale, egli fa notare l’assoluta incoerenza di una società che pretende il rischio zero (semplicemente un assurdo), addirittura il divieto, per ogni sostanza anche solo sospetta di conseguenze nocive, magari tutt’altro che gravi, mentre considera un progresso liberalizzare lo spinello. Di fronte alla cannabis “ogni rifiuto del rischio svanisce, ogni precauzione va a farsi friggere. Quei medici ed educatori che agitano gli spettri d’effetti nefasti per la salute fisica e psichica sono tutti oscurantisti e servi del Vaticano: ignoriamoli! Non si sta addirittura diffondendo in varie parti del pianeta l’uso medico della cannabis? E dunque, libertà di farsi una canna!”. Fochi prosegue ricordando che da molti anni si raccomanda di assumere le medicine, anche quelle considerate banali, solo quando servono davvero. Per la cannabis, invece, s’invoca via libera: di cannabis non è mai morto nessuno. Ed ecco la smentita: l’articolo dei ricercatori tedeschi comincia con parole che, tradotte, suonano così: “Si dice che la tossicità dei cannabinoidi è bassa. Il pubblico non sa gran che degli effetti cardiovascolari pericolosi della cannabis, per esempio dell’aumento provocato nel battito cardiaco e nella pressione sanguigna”. Vengono poi descritti i casi di due maschi giovani e sani, morti inaspettatamente sotto l’influsso acuto di cannabinoidi. Fochi non nasconde che si tratta per ora di un unico studio: occorrono altre ricerche, cosa del resto assolutamente valida anche per certi presunti inquinanti sui quali la scienza non ha ancora un quadro chiaro e soprattutto condiviso, ma su cui intanto frotte di ambientalisti irrazionali montano spauracchi tremendi. Nell’attesa che gli effetti gravi della cannabis vengano studiati con tutta l’attenzione doverosa, sarebbe però da incoscienti assecondare lo spinello libero. Era già sensato considerarlo una follia per motivi medici e psicologici. Ora, a maggior ragione, è il caso di opporsi.

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Dopo “IL MIO CAVALLO” e “IL MIO COMPUTER”, arriva pure “IL MIO PAPA”! Mondadori

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 Segnalazione di S.T.

IL MIO PAPADOPO “IL MIO CAVALLO” E “IL MIO COMPUTER”, ARRIVA PURE “IL MIO PAPA”! MONDADORI LANCIA UN SETTIMANALE PER I SORCINI DI BERGOGLIO

Domani in edicola arriva la prima “fanzine” al mondo dedicata a Papa Francesco. Coprirà gli appuntamenti e le dichiarazioni del pontefice – Lo dirigerà Aldo Vitali, direttore di “Sorrisi e Canzoni” ed ex redattore di “Topolino”: “la sua elezione ha provocato una nuova attenzione nei confronti dei temi etici, religiosi e di morale”…

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Nudi e disinibiti: il libro per bambini consigliato dal governo Hollande alle scuole

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Segnalazione di Redazione BastaBugie

 

Il libro mostra immagini di vecchi, della maestra, del poliziotto e dei bambini nudi per insegnare l’uguaglianza attraverso il nudismo

da Tempi

 

UOMA DONNO«Quando ho visto questo libro il sangue mi si è rimescolato e fa parte dei libri raccomandati agli insegnanti!». Questo è il commento incredulo del leader dell’Ump Jean-Francois Copé davanti al nuovo testo che il ministro dell’Educazione francese ha voluto inserire tra quelli consigliati agli insegnanti per i corsi del programma ABCD dell’uguaglianza: “Tous à poil”, Tutti nudi.

IL NUDISMO CI RENDE UGUALI
Nel libro tutti si spogliano per restare come mamma li ha fatti: i vecchi, il poliziotto, i vicini, la maestra e ovviamente i bambini. Così si insegna «l’uguaglianza attraverso il nudismo». Per i curatori del libro, riporta oggi il Foglio, l’album deve insegnare ad essere «disinibiti». In protesta alla nuova iniziativa del governo francese di Francois Hollande, la Manif pour tous ha chiesto di togliere il volume dagli istituti scolastici e dalle biblioteche pubbliche.

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Anita Ramelli, madre di Sergio, premiata dalla provincia di Milano

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Segnalazione Quelsi

 di Riccardo Ghezzi

 

SERGIO RAMELLIAnita Ramelli, madre di Sergio, è scomparsa lo scorso 24 dicembre, vigilia di Natale, portando con sé la dignità e la compostezza con cui ha combattuto il dolore di questi ultimi 38 anni. La vile uccisione del figlio Sergio per motivi riconducibili all’odio politico, nel lontano 1975, da parte di un commando di otto studenti di Avanguardia Operaia, ha lasciato un segno indelebile nella memoria di una donna che ha lottato con coraggio e determinazione alla ricerca di una giustizia che non ha mai davvero avuto.

 

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