Segnalazione di Corrispondenza Romana
di Mauro Faverzani
Facebook sa tutto sui suoi utenti. Ora è provato. Oltre 1.300 milioni di persone, un terzo della popolazione mondiale, viene sistematicamente monitorato tramite i “mi piace” dai soloni dei social network e dai ricercatori, universitari e non, che ne cavano importantissime ed accurate statistiche sul comportamento umano, specie in relazione ai temi di maggior rilevanza sociale o, più recentemente, alle condizioni sanitarie nelle varie aree del pianeta.
Già i dati, che gli iscritti forniscono, rappresentano una fonte d’informazioni troppo preziosa, per non esser presa in considerazione: non solo nome e cognome, età e scuole frequentate, bensì anche luoghi visitati, ideali, sogni, convinzioni, emozioni, hobby, gusti, tutto quanto insomma fa parte, in fondo, del business.
Secondo il “Washington Post”, Facebook disporrebbe di un proprio centro ricerche almeno dal 2008, centro in cui si raccolgono ed analizzano tutti i dati. «Con tutte le notizie che forniamo a Facebook un buon analista sarebbe in grado di estrarne dei profili psicologici perfetti e ad un livello di accuratezza mai raggiunto prima», afferma Manuel Chao, responsabile del Dipartimento SEM dell’agenzia di marketing on line Hello.
I fatti: almeno 689.003 account sono stati manipolati per elaborare uno studio psicologico in collaborazione con due Università statunitensi, quella di Cornell e quella di San Francisco. Studio, ch’è giunto ad accertare un «contagio emozionale» sulle nostre reazioni. Per comprovare tale tesi, ad un gruppo selezionato di utenti sono state fornite più notizie positive oppure più notizie negative, senza il consenso, né l’approvazione degli interessati. Continua a leggere