L’attacco durissimo di Crippa (di cui si trova articolo anche su questo sito) e le polemiche sui giornali non sono altro che un toccasana pubblicitario per la vendita del libro, come ha dimostrato la corsa all’acquisto di varie persone, il giorno stesso del suo arrivo in libreria.
Più o meno ingenuamente, qualcuno ha persino messo in giro la voce che il libro sarebbe stato ritirato dal commercio, così alcuni si sono affrettati ad andarlo a comprare. E Socci ha potuto, così, smentire, come potete leggere a fine articolo, dando così la notizia due volte e, quindi, rilanciando la pubblicità al suo testo…E mentre il disorientamento aumenta, le tasche dell’autore, che elenca le eresie di Bergoglio ma dichiara la Sede Vacante per una questione di “brogli elettorali” (sic!), si ingrossano… Ma allo stesso tempo si parla di sedevacantismo e in determinati ambienti lo si inizia a sdoganare dall’ostracismo…
Segnalazione di Pietro Ferrari
di Carlo di Pietro

IL FATTO.
È in distribuzione in tutte le librerie il testo “Non è Francesco” di Antonio Socci, giornalista e scrittore italiano, laureato in lettere moderne (1983), con una carriera giornalistica che va da 30Giorni nella Chiesa e nel mondo, al Giornale, Libero, il Foglio, Panorama e Rai. Apprendo dal web che dal 2004 è direttore – per conto della Rai – della Scuola di giornalismo radiotelevisivo di Perugia. Negli anni del liceo milita negli ambienti della sinistra (fonte Wikipedia) per poi approdare nel 1977 a Comunione e Liberazione. Senza nulla togliere alle sue doti di scrittore e di indiscusso intellettuale contemporaneo, da Comunione e Liberazione al giornalismo di punta … il passo forse è breve (sic!).
Il testo ha fatto discutere ancor prima della sua distribuzione con successiva possibile lettura e vivamente spero che non produca ulteriori fratture nel già devastato mondo della cosiddetta «Tradizione» (epiteto bizzarro, per altro. O si è cattolici integrali o non si è cattolici, non essendo il cattolicesimo una religione liberale o relativista).
CLAMOROSO.
Cosa c’è di clamoroso in questo scritto? Lo leggeremo. Nella mia città è arrivato stamane.
Socci parte da un racconto della giornalista argentina Elisabetta Piqué (libro simil apologetico Francesco. Vita e rivoluzione), una sorta di biografa di J. M. Bergoglio, da cui si apprende che «Dopo la votazione e prima della lettura dei foglietti, il cardinale scrutatore, che per prima cosa mescola i foglietti deposti nell’urna, si accorge che ce n’è uno in più: sono 116 e non 115 come dovrebbero essere. Sembra che, per errore, un porporato abbia deposto due foglietti nell’urna: uno con il nome del suo prescelto e uno in bianco, che era rimasto attaccato al primo. Cose che succedono. Niente da fare, questa votazione viene subito annullata, i foglietti verranno bruciati più tardi senza essere stati visti, e si procede a una sesta votazione». Continua a leggere