Ecco come Monti, Di Paola, Passera ed una procura “assente” hanno consegnato i Marò all’India

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RIUNIONE

Segnalazione Quelsi

by Rosengarten

Che nella vicenda dei Marò ci fosse del torbido e che i due fucilieri fossero vittime sacrificali per altri interessi è sempre stato molto più di un sospetto avanzato da molte parti, a cominciare da Qelsi. Però adesso se ne ha la conferma perchè, come spesso accade, anche se immerse nella melma più vischiosa, a lungo andare spesso le cose affiorano per spontaneo e naturale processo di decantazione. Ieri è apparsa in rete una lettera che l’allora Ministro delle Giustizia, sig.ra Paola Severino, tramite il suo capo di gabinetto dott.r Eugenio Selvaggi, inviò il 13 marzo del 2013 ai colleghi del Governo Monti per spiegare le ragioni per le quali, sulla base delle rilevazioni satellitari, del diritto penale e di quello internazionale l’Italia avrebbe potuto e dovuto rifiutarsi di riconsegnare agli indiani i Marò che si trovavano in Italia per una licenza elettorale di 4 settimane. Si ricorderà, che in un primo momento il governo annunciò che i Marò sarebbero restati in Italia, decisione che però il premier Monti presto si rimangiò dietro i “saggi” consigli di due membri di quel terrificante esecutivo, il Ministro della Difesa amm. Giampaolo Di Paola e quello per lo Sviluppo Economico, nonchè ad interim anche per le Infrastrutture ed i Trasporti, Corrado Passera.

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Petitions for Sunday Precious Blood Mass

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JESUS

Segnalazione di don Anthony Cekada

Petitions for Sunday Precious Blood Mass

For info, click here,

A few weeks ago we offered a special packet of items associated with the wonderful July devotion to the Precious Blood.

We also invited you to submit your intentions which will be placed on our altar to be remembered in our High Mass this coming Sunday, July 12, the Solemnity of the Precious Blood.

If you do not wish to receive the devotional pack but would like to have your intentions remembered at the Mass this Sunday, you may submit them at this link,

We  invite you to view our 9:00 AM High Mass on July 12th, the Solemnity of the Precious Blood, at this link.

You can still receive the devotional pack, including Walz’s Devotion to the Precious Blood, via this link.

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La ‘Ndrangheta a Verona e gli strani incontri…

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CROCE

Segnalazione di www.veronapulita.it

 

 

 

LA ‘NDRANGHETA A VERONA e GLI STRANI INCONTRI (da www.vvox.it)

Alfano scopre l’acqua calda: a Verona opera l’organizzazione malavitosa calabrese. Sono anni che si dice. E si scrive. Ci voleva il Ministro dell’Interno, Angelino Alfano (con tutto il rispetto…), per informarci di ciò che tutti i veronesi sanno. Solo un folle (o un sodale..) potrebbe negare l’evidenza: la criminalità organizzata vive e vegeta dove c’è la ricchezza, non la povertà. …

Leggi tutto.

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Donazione Organi: il Garante della Privacy spiana la strada al decreto contro-legge…

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 garante

La propaganda di Stato insiste affinché il cittadino dichiari il “SI’” o il “NO” alla donazione di organi presso l’anagrafe al momento della richiesta o rinnovo della Carta d’identità con facoltà di far apporre tale volontà sul documento stesso. Sottolinea che rappresenta una facoltà e non un obbligo con ciò scaricando sul cittadino le conseguenze dell’illecito percorso.

In nome della libertà, senza obbligo quindi, con decreto contro-legge specifica (L. 91/99 art.5), il governo sollecita i sindaci ad utilizzare le anagrafi per catturare la dichiarazione di volontà favorevole o contraria alla donazione degli organi; in nome della libertà, senza obbligo quindi, i cittadini vengono indotti a scrivere sì o no alla macellazione del proprio corpo presso l’anagrafe. Una libertà falsa e velenosa che ha il sapore del ricatto e sfrutta perfino le paure del cittadino oppositore pur di fagocitare e comprimere l’intera comunità dentro il Sistema Informativo Trapianti (SIT), confidando che le masse si adeguino a tale insistente pressione. Sembra libertà ma è schiavitù: operazione di furbizia di uno Stato che nasconde ai suoi cittadini che l’espianto di organi per trapianto si pratica su un vivo che ha perso la coscienza, dichiarato d’autorità in cosiddetta “morte cerebrale” a cuore battente.

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Treviso: distribuzione di foglie di alloro e di un po’ di Catechismo davanti al Duomo

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foto le foglie di francesco

Segnalazione di Luciano Gallina

Domenica 12 luglio 2015, in Piazza Duomo a Treviso nei pressi della gradinata che porta al Duomo stesso, sono stati distribuiti dei sacchetti contenenti quattro foglie e un foglietto con il testo in calce.

È stata avvisata la stampa (Gazzettino, La Tribuna di Treviso e Antenna Tre), inviando agli stessi la foto del sacchetto e il testo in esso contenuto.

La scelta del sacchetto con le foglie è dovuto al fatto che Bergoglio ha chiesto in via ufficiale di masticare della coca e al suo passaggio, sono state distribuite 20.000 (VENTIMILA) bustine di foglie di coca ai presenti

In allegato foto del sacchetto e di alcuni volontari che si sono prestati per la distribuzione dei sacchetti

Le foglie

Di   Francesco

 

Bergoglio 4 foglie per 4 peccati

 

 

I QUATTRO peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio

 

  • OMICIDIO VOLONTARIO.

C’è qualcosa di più grave dell’aborto quale è l’omicidio voluto dalla madre?

Allora perché Bergoglio telefona alla Bonino (ma anche a Pannella), per invitarLa a pentirsi? Ma NO! Le dice “tieni duro”. Durante il colloquio “abbiamo parlato di migranti, povertà e del Mediterraneo.” Sui 6.000.000 di bambini UCCISI VOLONTARIAMENTE (“solo” in Italia, dopo la legge 194/78, promossa con accanimento dalla Bonino & C.) nemmeno un accenno.

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Gay Pride: per la Pascale gli oppositori sono senza dignità

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Pascale_Berlusconi_paese-bigotto

Sabato c’è stato il Gay Pride a Napoli, il “Mediterranean Pride of Naples”. Tema di questa edizione: “L’amore vince. Libera è la cultura, libero è l’insegnamento”.

In pratica, un grande spot alla teoria gender imposta (alla faccia della libertà!) in tutte le scuole di ogni ordine e grado.

A proposito di cultura, non poteva mancare l’indispensabile contributo di Francesca Pascale, fidanzata di Silvio Berlusconi, nonché nuova ideologa di quello che un tempo era il più importante partito di centro-destra italiano, la casa dei cosiddetti moderati, ovvero Forza Italia.

In un post su Facebook, il presidente di Gay-Lib Daniele Priori, che è anche il portavoce del sindaco di Marino – attualmente agli arresti domiciliari – trascrive il messaggio che la Pascale ha voluto rivolgere a tutti i partecipanti del Pride.

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Fonti del Foglio: Tosi si avvicina a Renzi e si prepara a entrare nel Nazareno di governo

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TOSI

Il sindaco di Verona, Flavio Tosi, da tempo in rotta di collisione con la Lega Nord, ha scelto di avvicinarsi sempre di più al perimetro di governo, triangolando con l’universo centrista che ruota attorno alla coppia Alfano-Fitto, e nei prossimi giorni potrebbe mettere a disposizione del nuovo soggetto politico che nascerà in Parlamento in sostegno del Pd al Senato e alla Camera (con una decina di transfughi di Forza Italia non solo vicini a Verdini) i suoi tre senatori: Patrizia Bisinella, Raffaella Bellot e Emanuela Munerato. Difficile che qualcuno di loro abbia anche un posto al governo, più probabile che si apra uno spazio quando si andranno a ridisegnare le geometrie delle commissioni Parlamentari.

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Cristiani siriani contro l’Isis, yankees pro Isis in funzione anti-russa, Bergoglio contro Dio.

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Isis benedetti in chiesa dal sacerdote

 

 

Segnalazione e commento di Maurizio-G. Ruggiero

… mentre i conciliari, come al solito, tradiscono … e gli americani importano l’Isis in Europa (nella Nova Rossja per l’esattezza, in funzione anti-russa):

Non passa giorno che le autorità diplomatiche americane non dicano di essere pronte a riaprire i rapporti con Mosca, soprattutto per quanto riguarda la lotta all’Isis. Eppure, nello stesso momento, accettano che al fianco delle truppe nazionaliste ucraine che stanno fronteggiando i separatisti filorussi nel Donbass combattano gli islamisti.

A confermarlo è un reportage del New York Times, che riporta il racconto della guerra “contro Putin” delle tre milizie cecene schierate con Petro Poroshenko, i cui combattenti provengono quasi esclusivamente da quell’Emirato del caucaso che ha dichiarato fedeltà al Califfato dell’Isis.

“Ci piace combattere i russi – dice al Nyt il comandante di uno dei tre battaglioni islamisti – abbiamo sempre combattuto i russi”. Ci sono circa 30 miliziani per ognuna delle tre truppe, la “Dzhokhar Dudayev” e la “Sheikh Mansur”, che sono a prevalenza cecena, e la “Crimea”, dove sono inquadrati soprattutto tatari della regione ora sotto il controllo di Mosca.

I combattimenti in Ucraina, nonostante la pace di Minsk, si stanno spostando verso Mariupol. Per fermare la possibile avanzata dei filorussi, l’esercito ucraino sta ricorrendo sempre più massicciamente a truppe di volontari. Tra cui, appunto, gli islamisti ceceni amici di Al-Bahgdadi. “In Ucraina – riporta il Nyt – si dice che il grido “Allahu Akbar” delle truppe cecene sia quello che più di tutti intimorisca i soldati filorussi”.

Nell’intervista, il combattente ceceno ha detto che lei e gli altri islamisti combattono con poche protezioni: “Questo è il nostro modo di vedere le cose. Noi crediamo in Dio, quindi non abbiamo bisogno di giubbotti corazzati”. E poi ha concluso: “E ‘utile per l’Europa che noi combattiamo qui come volontari. Ma non tutti capiscono”.

Forse perché fanno parte di quel movimento jihadista ceceno guidato da Aslan Byutukayev. Il quale non ha avuto remore nel dichiarare la sua affiliazione allo Stato Islamico.

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Crocefisso con falce e martello non mi offende, è arte di protesta

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Pope Francis on way back from South America tour

L’accordo sulla Grecia, i rapporti Usa-Cuba e i movimenti, ma anche il crocifisso con la falce il martello regalatogli dal presidente Morales e perfino una battuta sulla coca. Papa Francesco, sul volo di ritorno dal suo viaggio più lungo, quello in sud America non smentisce il suo consueto spirito e il suo humor.

Falce e martello – “Capisco questa opera, la considero un’espressione di arte di protesta, per me non è stata un’offesa, ve lo dico perché non ci siano opinioni sbagliate. La porto con me in Vaticano”. Così il Papa sul crocifisso su falce e martello ispirato al disegno del gesuita Espinal assassinato dalla dittatura, regalatogli dal presidente boliviano Morales.

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Grexit non ci sarà, la vera partita è tra Obama e la Merkel

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DUO BIANCONERO

Per tutta la settimana il dibattito è stato sulla Grecia, poi si è allargato alla sovranità, poi alle domande sul Grexit. Operatori specializzati affermano che la Borsa ci sta già dicendo che non ci sarà nessun Grexit, noi continuiamo a ripetere che la Borsa sta solo valutando le mosse di Draghi ed è tanto più serena quanto più Draghi decide di fare il banchiere e continuare a sussidiare le banche, anche quelle elleniche.

Ogni discussione è utile a se stessa, le decisioni sono state già prese da gennaio scorso, non è uno scoop della “Civetta” è semplice competenza di chi mangia pane e Borsa da tutta una vita, basta guardare la Borsa e poi le notizie, mai il contrario perché non esiste nessuno in grado di arrivare prima del mercato sulla “conclusione reale delle questioni”. Spesso non si riesce a rendersene conto perché il mercato arriva “molto” prima di chiunque, se poi si aggiunge l’incompetenza della maggior parte degli individui, che per sopravvivere devono maturare altre competenze, ecco che il gioco è fatto e gran parte dei media fanno il resto.
Intanto dipaniamo la prima questione incompresa: i Paesi membri non hanno perso mai la sovranità, semplicemente non l’hanno mai avuta. E se proprio dobbiamo essere leali con noi stessi, dobbiamo dire che è l’Europa la prima ad avere perso la sovranità su se stessa. Questo è accaduto nel 1945 quando ogni decisione relativa a questioni comunitarie e disegni di federazione europea si sono potuti “abbozzare” con l’avallo di Washington e Londra che da sempre conservano l’ultima parola sulle questioni europee in materia economica e politica estera.
Quindi, riguardo la questione greca, il braccio di ferro non è fra l’Europarlamento e Syriza, magari! Il braccio di ferro si sta consumando fra Stati Uniti e Germania, perché non è neanche vero che l’Europa sia “germanizzata”, l’Europa è “germanocentrica” perché la Germania è di fatto una “colonia” statunitense dal bombardamento a tappeto di Berlino in poi.
Ecco dunque che da Washington arrivano ormai grida di rimprovero per “obbligare” Atene e Berlino a scendere a compromessi “prima di subito” e perché la gestione della questione è stata insoddisfacente, e con buona pace della “democrazia capitalista” la Merkel non ha perduto la testa solo perché ancora non si è trovata un’alternativa “apparentemente autorevole” e anche “sottomissibile”.
Gli americani esercitando forti pressioni per evitare che Atene sfugga alle maglie della UE e della Nato, perché la dinamica di “egemonia angloamericana” sull’Europa è viva, e lotta insieme a noi ogni minuto del giorno e della notte.
Passiamo ad analizzare la funzione di Alexis Tsipras: in tutta la questione (siamo tutti pedine su una scacchiera, inutile illudersi). Alexis Tsipras è troppo giovane per essere un consumato politico capace di trattare e negoziare con “vecchie volpi” senza essere sbranato. E’ sopravvissuto esclusivamente perché è sostenuto dal disegno angloamericano di scardinare l’eccesso di austerità propugnato dalla Germania, che sta portando la moneta unica al collasso dopo anni di recessione nell’europeriferia.
Gli Usa non contestano le politiche di austerità, vicino a Tsipras sono stati collocati due ministri delle finanze (Varoufakis prima e Tsakalotos ora) che di greco hanno poco soprattutto riguardo la formazione tecnico professionale (in sostanza sono più americani che greci), nei fatti gli Usa contestano la “dose eccessiva” di austerità che sta portando a una crisi irreversibile l’Eurozona.
Ecco che Tsipras è utilissimo agli Usa per contrastare la Germania e creare più di qualche imbarazzo ai tedeschi che si trovano spaesati di fronte a tanta protervia greca. Pensate solo quanto sarebbe disposto a pagare Matteo Renzi per essere al posto di Tsipras in questo momento che è l’emblema del coraggio mentre lui finora ha fatto la figura dell’agnello. Tuttavia è utile ricordare che Tsipras esiste perché Washington lo protegge (fin quando è utile).
Già prima del referendum del 5 luglio, il Fmi si è sbilanciato a favore di Tsipras nella sua contesa con i creditori europei: il 2 luglio, con un tempismo per nulla casuale, il fondo con sede a Washington rende pubblico un rapporto dove si giudica insostenibile il debito pubblico greco e se ne chiede uno “riscadenziamento” accompagnato da ulteriori 50 miliardi di aiuti. Non solo, quindi l’istituzione americana evita di dichiarare il default tecnico di Atene dopo il mancato rimborso della tranche il 30 giugno, ma esorta i creditori europei affinché alleggeriscano le loro pretese creditizie: è grazie all’assist del Fmi che Tsipras avanza nuove richieste per un alleggerimento del fardello debitorio, chiedendo, in base alle indiscrezioni che precedono l’inconcludente Eurogruppo del 7 luglio, il taglio del 30% del debito ed un piano di finanziamento dalla durata ventennale.
E credete che questo le Borse lo abbiano saputo il 7 luglio?
Il Financial Times (organo di stampa autorevolissimo dell’establishment finanziario europeo) da mesi lancia messaggi subliminali alle presidenze del consiglio europee (soprattutto alla cancelleria tedesca) ammonendo sulla posta in gioco. Nonostante tutto hanno mandato a referendum Tsipras, ovvio che adesso è dovuta scendere in campo direttamente la stampa rappresentativa della finanza statunitense (il New York Times) e pubblica un editoriale non firmato “For Europe’s Sake, Keep Greece in the Eurozone” dove, in sintesi, lancia un appello/ammonimento alla Germania affinché eviti l’uscita dall’euro della Grecia, membro della UE nonché della NATO. Si facciano carico la Germania ed i creditori europei del debito greco, scrive il giornale, perché le conseguenze del Grexit sarebbero un terremoto dei mercati finanziari mondiali e l’incrinatura dell’intera eurozona.
Per chiarezza riportiamo il passaggio in originale “Ms. Merkel, the most powerful political leader in Europe, now has to decide whether she is willing to risk the stability of the European Union, consign Greece to economic depression and threaten global financial markets, or do the rational thing at this critical moment.(…) A Greek exit would also do untold damage to the credibility of the euro and the European project by making clear that any country’s membership in the Eurozone could be revoked (…) Yes, Greek officials past and present are responsible for many of their country’s problems. But European leaders have made the crisis worse by their mismanagement. Now it’s incumbent on them to end the threat to the Eurozone by saving a small, paralyzed country”.
In conclusione, il vero problema non è la Grecia. Il problema è da mesi la Germania, e più nello specifico la Merkel che, politicamente, ha salva la testa solo perché è riuscita a convincere i Paesi membri a inutili e perniciose sanzioni verso la Russia di Putin. Riguardo il resto, un eccesso di protagonismo della Merkel e cortigiani nella crisi greca sta ora polarizzando le opinioni pubbliche degli altri Paesi europei contro il governo di Berlino, mettendo a repentaglio l’integrazione europea.
La conferma di questo è la telefonata diretta di Obama alla Merkel; il presidente americano esprime il convincimento che la Grecia debba rimanere ad ogni costo nell’euro, schierandosi così apertamente a fianco del “marxista” Tsipras contro i falchi teutonici che, specialmente dopo il referendum del 5 luglio, citano con sempre maggiore frequenza l’evenienza che Atene sia espulsa dall’euro. Tuttavia c’è da considerare che la credibilità degli Usa è ai minimi storici, negli ultimi 15 anni hanno prodotto più danni della grandine soprattutto con i QE che provocano bolle speculative sparse in tutti i mercati del mondo, e questo mette a rischio il potere di imporsi sull’Europa.
L’indebolimento dell’influenza angloamericana si evidenzia con i focolai ormai alle porte della periferia europea (Nord Africa e Levante con l’ISIS e nell’Est europeo con la crisi ucraina), dunque l’unica possibilità di agire è quella di incendiare questi scenari con lo scopo di rendere impermeabile l’Europa non riuscendo più a incidere direttamente nelle capitali europee. Le telefonate, i continui rovesciamenti di fronte da parte del Fmi, sono il tentativo di arrestare le forze centrifughe all’interno dell’Europa.
In tutto questo Putin sta solamente aspettando che la strategia americana fallisca per inserirsi fra le crepe formatesi fra la Grecia e la troika (il danno di quest’ultima è evidente). Il ruolo della Grecia è di una potenza contrattuale insperabile per chiunque. A costo di salvarla di nascosto gli Stati Uniti sono pronti ad intervenire direttamente, la Grecia deve solo gestire i tempi per non perdere l’appuntamento con Putin che non vuole passare come la ruota di scorta di una pulce.
Un fatto è certo, e questo Tsipras deve considerarlo bene: se fosse “Grexit” l’onda d’urto per il popolo greco sarebbe talmente devastante (forze speculative) che nessuno è in grado di stabilire se riuscirà ad arrivare indenne alla sponda russa. Anche questo la Borse lo hanno calcolato con precisione e quindi “scommettono” da gennaio sulla permanenza della Grecia nella Nato prima ancora che nell’Europa.
La Borsa è una grande “sala scommesse” col privilegio di sapere in anticipo quello che gli investitori non possono sapere (non tutti) ma sempre di scommessa si tratta. Non crediamo che la secolare “perizia” dei Mercati venga meno proprio ora! E infatti Tsipras rimane con noi per il momento: possiamo andare serenamente al mare.

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13 LUGLIO 1917: DUE ABISSI RICORDATI DALLA MADONNA DI FATIMA

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EDITORALE DEL VENERDI

di Arai Danele

Nel Messaggio profetico portato a Fatima da Nostra Signora c’è la visione di due abissi all’orla dei quali si trovano gli uomini.

Per scamparli si deve ricorrere alla Grazia di Dio con l’intelligenza e la volontà di cui ci ha dotati insieme alla capacità di fede, speranza e carità nella Sua Parola.

Il primo abisso è quello della realtà dell’inferno che la Madre del Cielo ha voluto far vedere ai pastorelli. Visione profetica nel senso che si viveva allora in terra secondo una mentalità mondana capace d’offuscare non solo la realtà dell’esistenza dell’anima immortale, come la stessa ineluttabilità della morte seguita dal giudizio; visione che si conferma profetica per le generazione di questo secolo. Continua a leggere

DISTRATTI da Grexit, Il Parlamento Europeo approva il CENSURATISSIMO TTIP (42% PIL GLOBALE)

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Di grande attualità
Senza Edward Snowden non ne sapremmo nulla…
L’accordo che si svolge in segreto e a porte chiuse da più di un anno, dovrà rimanere segreto per i cinque anni successivi alla sua stipula…

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la mercificazione del mondo fa un grosso passo avanti. Col Voto di “Grosse Koalition” di “Popolari” (ora forse un po meno e Socialisti (che assomigliano sempre pià al nostrano Pd … Partito Diviso). Barricate (inutili) delle opposizioni.

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PREOCCUPATI DELL’ONDA “DEMOCRATICA” Greca e di quella montante Podemos , dietro alla spinta anche della Merkel il TTIP approda in parlamento e viene approvato con forzature importanti:

Martin Shultz fa saltare l’emendamento 40 che avrebbe permesso di far esprimere l’aula sull’arbitrato internazionale delle multinazionali contro gli Stati recalcitranti.

Si tratta di una forzatura procedurale inaudita. In due tappe. Prima invoca le prerogative del presidente per eliminare il pericoloso emendamento dalle procedure. poi ne fa votare un altro preparato da lui (pensate come lavorano bene le lobbies Usa-Ue su questo personaggio) dove cambia nome al pericolossissimo arbitrato (che si chiamerà Super Corte) e lo fa votare.

Che deficit di democrazia in questo Europarlamento che poteva almeno far finta di tener conto di 2 milioni di firme della società civile.

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Putin caccia Soros dalla Russia per ‘attività sovversiva’

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Le associazioni sovversive dello speculatore George Soros, stanno per essere cacciate dalla Russia.

Mosca sta indatti considerando il divieto di svolgere attività nel proprio territorio alle organizzazioni non governative straniere (ONG) che camuffate da enti ‘per la promozione della democrazia’ – un tipo di ‘democrazia’ dove i ricchi dominano grazie al controllo dei media – svolgono attività sovversiva.

La TASS, agenzia statale russa, ha riferito poche ore fa che il Consiglio della Federazione sta considerando una “lista” delle ONG accusate di svolgere “aggressione soft” nel Paese.

Dodici organizzazioni sono nella lista nera patriottica, tra cui la famigerata Open Society Foundations, di Soros. Molto attiva anche in Italia nel promuovere l’immigrazione e l’entropia etnica in generale anche attraverso sovvenzioni ad associazioni e siti internet pro-clandestini e pro-zingari.

Altre organizzazioni direttamente riconducibili agli Stati Uniti sono il National Endowment for Democracy, la Fondazione MacArthur e la Freedom House. In totale, l’elenco comprende sette organizzazioni americane, tre ucraine e due polacche.

TASS ha citato un progetto di legge che impedirà l’azione di ONG atte a portare “un attacco contro gli interessi nazionali”, comprese quelle finanziate da Stati esteri, che hanno l’obiettivo di “minare l’unità patriottica” della Russia.

 

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Alfano:”A Verona c’è la ‘Ndrangheta” ma per Tosi è sempre il solito fango…

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DIA

VERONA Stavolta non ci sono alibi. Perché stavolta non viene usato il condizionale. Ma solo l’indicativo. E perché a spazzarli via una volta per tutte, è il ministro dell’Interno. Quell’Angelino Alfano che aveva tentato un matrimonio politico con Flavio Tosi sull’altare delle elezioni regionali. Matrimonio mai consumato, visto il risultato delle urne. Con uno strascico che metterà a dura prova la liasion. Già, perché a sferzare a Tosi una scudisciata su uno dei temi a lui cari, vale a dire quello della «macchina del fango» che macinerebbe ogni volta che si parla d’infiltrazioni criminali a Verona e nel suo territorio, è proprio lui, il ministroalleato. Alfano ha risposto a un’interrogazione presentata dagli onorevoli del Pd Vincenzo D’Arienzo e Alessandro Naccarato su quelle «supposte» infiltrazioni. E le parole che ha usato non solo non le mettono in dubbio, ma le considerano cosa certa.

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