Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al tribunale;
e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna.
Mt. 5, 22
Ecco un elenco di insulti papali, raccolti nel The Pope Francis Little Book of Insults. E’ una graziosa silloge, una preziosa antologia, una leggiadra raccolta di invettive che il sedicente Vescovo di Roma ha indirizzato ai Cattolici. Non una parola – ça va sans dire – contro i peccatori, gl’idolatri, i deicidi, gli eretici, gli scismatici, i nemici di Dio. Le preziose perle di saggezza del Nostro sono riservate a coloro che rimangono fedeli a Cristo ed alla Chiesa. Il testo in inglese è disponibile qui.
Il fenomeno dell’immigrazione di massa che ha toccato la sua punta massima quest’anno in Europa sta suscitando una corsa accelerata alla realizzazione di quella società aperta e multiculturale che da molti ambienti politici e dagli intellettuali della cultura dominante veniva auspicata come prossimo futuro dell’Europa destinata a cambiare la sua connotazione sociale e culturale nell’arco di un certo numero di anni.
Il presidente ceko Zeman considera una “invasione organizzata”l’afflusso di migranti in Europa
Da Redazione
Praga -“Sono profondamente convinto che l’ondata dei migranti che arrivano in Europa e’ una invasione organizzata e non è un movimento spontaneo di rifugiati”. Lo ha affermato il presidente della Repubblica Ceka Milos Zeman, il quale si è anche rivolto ai giovani, maschi e sollecitanti asilo e li ha invitati a rimanere nei propri paesi ed a unirsi nella lotta contro l’ISIS accusando i rifugiati uomini di scappare dai conflitti in Medio Oriente.
Nella chiesa del Carmine di Napoli viene esposto un famoso Crocifisso miracoloso, visitabile dai fedeli fino al 2 gennaio 2016.
Il miracolo del Crocifisso è legato alla lotta, nel secolo XV, tra gli Angioini e gli Aragonesi, per il dominio di Napoli. Già dominava in Napoli Renato d’Angiò, il quale aveva collocato le sue artiglierie sul campanile del Carmine, trasformandolo in una vera fortezza, quando Alfonso V d’Aragona assediò la città, ponendo l’accampamento sulle rive del Sebeto, nelle vicinanze dell’attuale borgo Loreto.
Abolire macellerie e Garibaldi: ecco l’Italia a Cinquestelle
di Fabrizio Rondolino
Il nuovo libro di Casaleggio teorizza lo Stato ideale, dove i rei vanno mostrati in gabbioni sui viali, e il web decide ogni giorno come si vive.
Un tempo a Piazza Barberini, nel centro di Roma e a due passi dalla nuova sede dell’Unità, stazionava Remigio, con due antenne in testa e una selva di cartelloni intorno a sé: ballava, cantava, beveva dalla fontana e risputava l’acqua sulle macchine di passaggio (soprattutto quelle blu: nel ’92 fu denunciato da Cossiga per vilipendio del Capo dello Stato), alle donne gridava «Delirrrio» e agli uomini «A frociii!». Annunciava l’arrivo degli alieni e Alberto Sordi voleva metterlo in un film. Se n’è andato cinque anni fa, senza aver fondato un partito.
Siamo a posto! Aldo Moro, l’uomo del compromesso storico coi comunisti, Servo di Dio (grazie all’amicizia con Paolo VI) e Martire in odium Fidei! Un’altra conciliarata pazzesca, dove viene tirato in ballo anche il Terzo Segreto di Fatima! Così l’avvocato barese e postulatore Nicola Giampaolo. Insomma il cattocomunista Moro al servizio dell’anticomunismo e di Fatima. Tutto nel nome del concilio, s’intende.
Il canto degli angeli nella notte del Natale annunzia agli uomini il fine della vita umana ed è insieme il trionfo dell’opera di Dio. Oggi proporremo alla riflessione la Santa Messa del giorno, in cui è evidente la regalità di Cristo. Se la prima Messa nell’antichità era celebrata all’altare del presepio che si trova ora nella confessione della Basilica Liberiana a cui potevano accedere solo poche persone. La Messa del giorno era celebrata, invece, all’altare papale della Basilica ed il papa in persona celebrava il Santo Sacrificio a cui accorreva gran numero di fedeli per dare gloria alla nascita terrena del Divino Salvatore.
Le cifre le ha fornite a memoria, senza nemmeno leggere gli appunti che si era preparata la notte prima, la stessa Maria Elena Boschi il giorno in cui si è difesa alla Camera dalla mozione di sfiducia presentata su Bancopoli dal Movimento 5 stelle. «Come è noto», ha spiegato il ministro dei Rapporti con il Parlamento, «io posseggo, o sarebbe meglio dire possedevo, 1.557 azioni di Banca Etruria che ho acquistato a un valore di poco inferiore a un euro ciascuna, quindi avevano un valore iniziale di circa 1.500 euro.
I telegiornali del Santo Stefano non si stanno più nella pelle. Colti da frenesia, aprono tutti sul Califfo che minaccia Israele: “Un audio-messaggio! Di 24 minuti! Lo davano per morto e invece eccolo, più forte e invincibile che mai!”. Notizia-bomba che uniscono all’altra notizia-bomba: “Per diverse capitali europee c’è il rischio di un attentato terroristico con esplosivi o armi tra Natale e Capodanno” Lo dice “la polizia di Vienna” che è stata avvisata da “servizio di intelligence amico”. Deve essere proprio un amico d’infanzia, questo servizio, perché condivide solo con Vienna e non con le altre capitali, che pure sono “minacciate” da attentati terroristici. Tra Natale e Capodanno. Con esplosivi o armi.
Come dice il proverbio, “dagli amici mi guardi Iddio ché dai nemici mi guardo io”, specie dagli amici interessati ad incitare in Europa la strategia della tensione. Di solito sono questi amici che fanno gli attentati dell’ISIS.
Da tempo si notava il fatto che l’ISIS non attacca Israele. La cosa ha finito per dare nell’occhio. Ammazza una quantità di musulmani, vuole occupare Damasco e Baghdad, ma non si propone di conquistare Gerusalemme. Israele ne compra il petrolio, che arriva in Turchia. Israele si coordina con i militanti tagliagole anti-Assad che combattono in Siria, come ha rivelato nientemeno che un rapporto Onu.
Israele ne cura i feriti che combattono nel Sud della Siria, e ci sono tanto di foto di Netanyahu che va a trovare questi combattenti negli ospedali. Da ultimo s’è saputo persino che ‘ISIS con apposita fatwa – orribile – si autorizza a prelevare gli organi dai nemici e dagli apostati catturati: esattamente come fa’ Israele coi palestinesi.
La fatwa ISIS che autorizza gli espianti. In inglese. Trovata da commandos Usa durante una azione, ci dicono.
Insomma, l’ISIS sembra il fratello gemello di Israele.
Per fortuna adesso abbiamo il comunicato di al Baghdadi: “Pensavate vi avessimo dimenticato, o ebrei? Assolutamente no, non abbiamo dimenticato la Palestina nemmeno per un momento e con l’aiuto di Allah non la dimenticheremo…”. Anche se un malfidente potrebbe vedere in questa frase la conferma de suo sospetto: anche Israele non dimentica la Palestina e vuole occuparla tutta, con l’aiuto di YHVH.
Allora è venuta la curiosità: quale la fonte dell’audiomessaggio di Baghdadi? Vi conosco lettori. “Il SITE di Rita Katz!”, avrete sicuramente esclamato. Ebbene no, non è la Katz,stavolta. La fonte prima è stata Al-Arabyia in inglese, immediatamente ripresa da Haaretz e Jerusalem Post.
Come dubitare della credibilità di Al Arabyia? Specie quando parla di ISIS, sa quel che dice. E’ la tv degli Emirati, che finanziano ed armano l’ISIS a più non posso insieme ai loro grossi vicini sauditi. Come sapete, agli Emirati appartiene anche la prestigiosa compagnia aerea Etihad. Che possiede anche una flotta-cargo. Eccone un aereo:
Etihad in Bulgaria per caricare armi
Ora, precisamente questo aereo è stato ripreso dopo essere atterrato all’aeroporto di Burgas (Bulgaria) il 19 ottobre scorso; ma era già venuto in Bulgaria a giugno e ad agosto, almeno cinque volte.
Altri aerei da carico della Saudi Arabian Cargo, dei giganteschi jumbo-jet, sono parimenti atterrati all’aeroporto di Sofia fin dall’ottobre 2014. Più volte. La prima ha fatto impressine perché è dalla caduta della cortina di ferro che nessun aereo da carico atterrava in Bulgaria, specie di queste dimensioni. I Jumbo sauditi hanno caricato materiale non identificato sotto alta sorveglianza. Fatto istruttivo, le autorizzazioni di sorvolo dello spazio aereo bulgaro e di atterraggio di questi aerei sono state autorizzate dal ministero della Difesa e non, come di norma, dall’aviazione civile. In base al sub-art. 18 della Convenzione di Chicago sull’aviazione civile, Doc 9284, questo tipo di autorizzazione è obbligatorio quando i cargo caricano e trasportano materiale pericoloso: esplosivi, armi, munizioni. Ottanta tonnellate per carico.
Sauditi a Sofia
Ora, si sa che dall’inizio della guerra contro Assad, il governo Usa ha comprato in Bulgaria armi “di tipo sovietico” per 500 milioni di dollari. Fra cui 1 mila lancia-granate a spalla anti-carro e 700 sistemi di missili anticarro Konkurs. Per armare i “ribelli moderati”. Fatto sta che – oh disdetta – queste armi sono invece finite all’ISIS, perché i ribelli moderati, appena armati, pagati ed addestrati dalla Cia in Turchia e Giordania, si sono dichiarati fedeli del Califfo. Una vera sfortuna: Washington s’è trovata, contro la SUA VOLONTA’, ad armare l’ISIS con 500 milioni di dollari di armi bulgare; i sauditi e gli Emirati avranno speso non di meno nelle loro compere bulgare.
Tutto ciò risulta da una approfondita inchiesta condotta dal Balkan Investigative Reporting . Network (BIRN), a firma Maria Petkova. Ovviamente Arabia Saudita e Emirati dispongono, per le loro forze armate, di armamento occidentale americano; se comprano armi di tipo sovietico dai bulgari, è per rifornire l’ISIS. Un rapporto dell’Onu ha persino ricostruito uno di questi carichi su un Jumbo della Saudi Arabian Cargo in Bulgaria: 827 mitragliatrici con i sistemi per montarle su camioncini Toyota (i famosi Toyota del Califfo) e 120 sistemi anticarro, SPG-9.
Tutto ciò per assicurarvi: quando Al Arabiya diffonde un audio del Califfo, l’ha proprio ricevuto dal Califfo. Con cui possiamo rallegrarci: chi lo dava morto sotto i bombardamenti russi, chi gravemente ferito,chi in Libia per curarsi dalle ferite. Il Califfo è in cielo, in terra e in ogni luogo. L’ISis sta perdendo le sue roccaforti in Siria e in Irak, i suoi uomini stanno per ritirarsi da Ramadi, le sue autobotti vengono incenerite dai bombardieri russi, i suoi tagliagole scappano e – con la mediazione di funzionari dell’Onu – si mettono d’accordo col governo siriano per farsi evacuare dalle zone Sud di Damasco che non riescono più a tenere:
Eppure, Al Baghdadi è inconcusso e più forte di prima: minaccia Israele. Addirittura. I nostri media fanno bene a dar rilievo alla notizia: Sion sta tremando di paura, di sicuro. Come no.
Fanno invece benissimo i nostri media a tacere la seguente notizia: “Il Pentagono si rifiuta di condividere con Mosca l’intelligence sull’ISIS finchè non cambia la sua posizione di sostegno ad Assad”.
Fanno benissimo perché altrimenti il pubblico potrebbe capire che il Pentagono ha gli stessi scopi dell’ISIS, che ne cura la propaganda oltre che l’armamento; e al prossimo attentato “islamico” in una capitale europea (ci ha avvisati “un servizio di intelligence amico”) potrebbe dar la colpa, invece che all’ISIS, ai servizi Usa. I nostri amici e benefattori.
Come rispondere all’iconoclastia laicista che punta a mettere al bando ogni simbolo religioso dalla scena pubblica? Quando Wadena, una piccola città del Minnesota, ha dovuto rinunciare al suo presepe più importante installato ogni dicembre da dieci anni al Burlington Northern Park, in pieno centro, è stata Dani Sworski, una cristiana del posto, ad avere l’idea che ha permesso alla città di trasformare una circostanza avversa nel suo contrario. Perché niente, nemmeno ciò che sembra contrario alla fede, «avviene mai per caso», ha dichiarato la donna ai giornali.
C’è una nuova Banca Etruria, ma stavolta non riguarda la Toscana, bensì il Friuli e tira in ballo le coop. Ci sono migliaia di risparmiatori truffati, ancora una volta, da facili promesse. E a farne le spese sono ancora pensionati e casalinghe, mamme, papà, nonne, nonni, persone che hanno lavorato una vita per dare un futuro di serenità ai propri figli e nipoti.
Certificati azionari piazzati a un esercito di pensionati e casalinghe. Libretti di deposito per tutti, papà, mamma, nonno, suocera e sì, anche per il figlioletto di dieci anni, così «avrà qualcosa da parte». Senza alcun prospetto informativo, perché non c’è alcun rischio, solo laute garanzie, certezza dell’investimento e una sicura ipoteca sul futuro.Poi, d’improvviso il crac, i soldi bruciati e le notti trascorse con la luce accesa: le stesse che ora tolgono il sonno a obbligazionisti e azionisti di Banca Etruria sono un film già visto per i risparmiatori beffati dalle due più gravi crisi nella storia delle cooperative di consumo, che in Friuli Venezia Giulia hanno travolto 130 milioni di euro e 20mila soci tra Cooperative Operaie e Coop Carnica.
Nessuno qui, è sceso in piazza a manifestare. Nessuna delegazione grillina ha guidato una protesta sotto Montecitorio con al collo la cifra dei risparmi perduti. Il popolo coop ha pianto nel silenzio per mesi, soffocando la rabbia nella «vergogna di essere finito sulla soglia della povertà». Figli che non hanno ancora il coraggio di dire la verità ai genitori per timore di malori, famiglie che forse dovranno vendere la casa, giovani con il sogno svanito del master e di una specializzazione. E un suicidio. È il copione di una tragedia sociale, quello che insieme alla crisi che ha colpito le banche venete oggi ferisce il laborioso Nord est.Silvia, che vuole restare anonima, è vedova, ha due figli a carico. In azioni di Coop Carnica aveva 70mila euro, «sacrifici di una vita».
Con il tonfo finanziario i suoi soldi sono stati i primi a essere inghiottiti. Come vive? «Con la pensione di reversibilità di mio marito, ma la fine del mese non arriva mai. A mio figlio ho detto che non si sarebbe iscritto all’università. Ma degli amici ci hanno aiutato a mettere insieme la prima rata». Perché tutto in azioni di una cooperativa? «Era lo strumento più sicuro, dicevano, meglio che il conto in banca». E ora – al netto delle promesse di rimborso incerto e parziale contenute nei piani di concordato e nella solidarietà della sorella Coop Nordest – di fronte al fondo di risoluzione annunciato dal governo per tamponare l’emergenza delle quattro banche saltate, i soci gridano all’«assonanza» che lega i due estremi del «risparmio tradito». Il Friuli come Arezzo, cooperative come banche.
La notizia è freschissima: approvate le unioni gay in Grecia, con 194 voti a favore tra cui diversi provenienti dai centristi e qualcuno anche dal centrodestra.
Dati difficili da negare:
Tanto Tsipras è stato debole e perditempo sulle questioni di politica comunitaria, tanto è stato forte e veloce nell’approvare le ‘unioni gay’.
La “chiesa” scismatica greca esce gravemente sconfitta.
Le articolate teorie che volevano trovare in Tsipras una speranza concreta per il futuro hanno dimostrato tutta la loro debolezza e lo hanno fatto su ogni fronte: dalla politica interna, a quella internazionale, dall’economia ai temi etici. Su questo sito, da oltre un anno e spesso in controtendenza, abbiamo tentato di spiegare di quale bluff si trattasse: http://www.radiospada.org/?s=tsipras (archivio quasi completo)
I sostenitori della UE dichiarano una illimitata fiducia nelle istituzioni comunitarie proprio nel momento in cui in tutto il continente cresce la ribellione e la contestazione alle politiche economiche ed al sistema di regole imposto dall’Unione Europea.
Viene detto che, per curare le carenze delle varie situazioni di crisi e di sfiducia generate dalla politica neoliberista attuata dalle istituzioni comunitarie e fatta propria dai governi, “occorre più Europa”, ovvero maggiore sottomissione all’oligarchia tecnocratica europea e cessione di sempre maggiori quote di sovranità.
Sono i discorsi che in Italia facevano ad ogni piè sospinto i Giorgio Napolitano, i Mario Monti, i Letta ed ogni giorno ce lo ripete la Laura Boldrini e tanti altri, accompagnati dal coro dei grandi media e dei loro opinionisti (a libro paga delle centrali finanziarie) salvo qualcuno che adesso inizia a vergognarsi di questo servilismo verso le istituzioni europee.
Non è permesso dissentire dal “pensiero unico” eurosostenitore del neoliberismo e della preminenza dei mercati, prova ne sia che, quando in un paese emerge un partito o un movimento con una forte connotazione sovrana di anti eurocrazia ed anti immigrazione, immediatamente tutte le altre forze si coalizzano fra di loro per sbarrare il passo a quelli che vengono definiti “populisti”, nazionalisti “retrogradi” ed antiglobalisti. E’ successo in Francia con il Front National della Le Pen ed è analogo a quanto accaduto in precedenza in Portogallo come a quanto sta per avvenire in Spagna, con le dovute differenze. Di fronte al pericolo rappresentato dalle forze anti eurocrazia ed al risorgere del nazionalismo, cadono tutte le maschere che facevano la differenza fra conservatori e socialisti, fra socialdemocratici e liberisti e le forze del sistema di coalizzano fra loro in una unica coalizione. Questo rende l’idea di come i vecchi schemi destra e sinistra siano del tutto obsoleti e funzionali al sistema di potere eurocratico. Continua a leggere
Ad eccezione di Finlandia e Slovacchia, non esiste in Europa un sistema bancario esposto sul debito nazionale come quello italiano. Gli istituti guadagnano sui titoli di Stato, e lo Stato conta su un finanziatore costante. Ma, visto da Berlino, si tratta di un equilibrio instabile da smantellare.È per questo che il mese scorso a Bruxelles, riservatamente, è stato formato un «gruppo di lavoro». È una costola del Comitato economico e finanziario, gli sherpa dei ministri delle finanze europei (anche la Banca centrale europea è inclusa). Il compito del gruppo è indicare come le banche possano ridurre per gradi, negli anni, l’esposizione in titoli di Stato. La Bce segnala che sarebbe meglio avviare questa trasformazione quando la accetteranno anche le banche del resto del mondo, attraverso il Comitato di Basilea. Wolfgang Schäuble invece preferisce che l’area euro proceda da sola. Forse quello del ministro delle Finanze tedesco è solo un bluff per proteggere i contribuenti tedeschi da possibili esborsi, bloccando l’assicurazione europea sui depositi. Certo per ora gli è riuscito bene.
In un altro articolo Schauble addirittura suggerisce alle banche tedesche di tornare a disfarsi dei titoli di Stato italiani, si per riempirsi di bund a tassi negativi immagino! Continua a leggere