L’arcangelo dona a Maria la pillola dei 5 giorni dopo: premiato spot blasfemo

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Lo spot è stato premiato dalla Società medica italiana per la contraccezione, ma sul web piovono le critiche

“Usala, fa miracoli”. E l’arcangelo Gabriele porge una scatola della pillola dei cinque giorni dopo a Maria.

 È lo spot messo a punto da un gruppo di studenti dell’Istituto Giorgi-Woolf di Roma, che ha vinto il premio dell’iniziativa Informiamoci, promossa dalla Società medica italiana per la contraccezione (Smic) e l’associazione culturale Lacelta.

Per comporre il progetto è stato usato il dipinto del Botticelli, l’Annunciazione di Cestello, ma l’angelo, invece di portare alla Vergine l’annuncio della nascita di Gesù, le porta in dono una scatola di Ellaone, la pillola dei cinque giorni dopo. Il progetto, chiamato #Usalafamiracoli, è risultato il più votato dalla giuria e ha vinto il premio dell’edizione 2018-2019 di Informiamoci.

Ma, sul web non sono mancate le critiche, che hanno etichettato lo spot come blasfemo, dato che usa immagini sacre per veicolare una pillola, che viene considerata abortiva e che va quindi contro i principi di quella religione da cui ha preso l’immagine per la pubblicità.

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Conferenza “Famiglia? Nessun dubbio !”

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Per chi non può venire perché troppo lontano o impossibilitato:

Oggi alle ore 15.30 streaming dalla pagina fb di Nova Civilitas, della conferenza pubblica dal titolo “Famiglia? Nessun dubbio !” con Gianfranco Amato e Matteo Castagna.
A seguire streaming dalla pagina fb Opzione Benedetto, della Conferenza Stampa degli organizzatori Gianluca Deghenghi del Mis Movimento Italia Sociale.

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Icone musicali lgbt verso il flop, il pubblico le abbandona

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La cantante Madonna sembra aver fatto un buco nell’acqua con il suo nuovo tour.

Icone lgbt verso la fine? E’ presto per dirlo, ma sicuramente qualcosa nella coscienza americana sta cambiando. Siamo in America, un tempo patria delle avanguardie gay, oggi terra di confronto tra le parti, dove arrivano brutti segnali per l’acclamata regina della trasgressione: Madonna. La diva del pop, da sempre simbolo del mondo “arcobaleno”, sembra ormai essere una stella in caduta libera nel panorama musicale internazionale.

La cantante di origini italiane (il suo vero nome è Veronica Ciccone) è infatti pronta a partire con il suo nuovo tour di concerti, relativi al suo album in uscita in questi giorni “Madame X”. Ma l’apertura dei botteghini per le date americane ha mandato alla pop star segnali tutt’altro che incoraggianti.

Se quattro anni fa i biglietti erano andati sold out nell’arco di qualche ora, questa volta, a distanza di giorni, i posti disponibili sono ancora tantissimi. Il caso più eclatante è quello di Brooklyn, dove ancora si contano centinaia di ticket invenduti.

Un segnale, neanche troppo velato, che l’essere estremamente provocatoria le diede grande fama in passato, ma che oggi quel giochetto non funziona più. Forse per il fatto che – di certo – alcuni atteggiamenti non si addicono più a una signora di quasi 61 anni, o forse perché in America sta nascendo una coscienza diversa, che non intende più correr dietro a  icone trasgressive come questa.

fonte – https://vocecontrocorrente.it/icone-musicali-lgbt-verso-il-flop-il-pubblico-le-abbandona1/

Gli ex omosessuali scendono in strada per testimoniare la loro libertà in Gesù

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Uomini e donne che si sono già identificati come ex-omosessuali hanno proclamato  il loro cambiamento  attraverso la fede in Cristo Gesù,  sabato scorso. Per la seconda volta, la March of Freedom (Marcia della libertà) si è tenuta a Washington DC, la capitale degli Stati Uniti.

Fondata da Jeffrey McCall, Freedom March è formata da cristiani che hanno abbandonato la pratica dell’omosessualità e stanno assistendo al potere di trasformazione dello Spirito Santo.

“Sono stato trasformato dalla grazia di Gesù ed ho scoperto che anche altri hanno fatto questa meravigliosa esperienza. Queste marce sono un modo per garantire che altre persone che hanno superato ciò  non si sentano isolate e sole “, ha spiegato McCall a The Christian Post.

La March of Freedom si è svolta sabato, partiti alle 13:00 dal Sylvan Theatre, situato vicino al monumento a Washington. L’obiettivo era connettere più  persone, raggiungere la comunità LGBT e dotare le chiese locali di ministri per gli omosessuali che vorranno essere informati.

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Anche in Ecuador vince la lobby lgbt: legalizzate le unioni gay

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Una sentenza storica delle Corte Costituzionale cambia le regole per le unioni tra persone dello stesso sesso.

Colpo grosso delle lobby gay in un altro Stato del mondo. Questa volta non si parla dell’estremo oriente (come fu nel caso di Taiwan nemmeno un mese fa) ma dell’America latina. L’Ecuador, infatti, ha legalizzato ufficialmente i “matrimoni” tra persone dello stesso sesso. La notizia è stata battuta dalle agenzie internazionali nella giornata di ieri e sta ormai facendo il giro dell’intero pianeta.

A stabilire le regole di questo tipo di “unione” è stata la Corte Costituzionale, dando così una svolta al riconoscimento dei diritti di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali del paese.

La decisione delle scorse ore è arrivata dopo un lungo braccio di ferro tra le istituzioni nazionali e le associazioni lgbt, che da sempre chiedono una riforma in tal senso. Alla fine però il paese si è piegato. Ma non si tratta però del primo caso in America latina. L’Ecuador si unisce ad Argentina, Brasile, Costa Rica, Colombia e Uruguay, che hanno già reso legali i matrimoni egualitari negli anni scorsi.

fonte – https://vocecontrocorrente.it/anche-in-ecuador-vince-la-lobby-lgbt-legalizzate-le-unioni-gay/

Duro botta-risposta Salvini e Sea Watch

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Roma, 13 giu – La guardia costiera di Tripoli ha assegnato alla nave Ong Sea Watch il porto di sbarco in Libia. All’imbarcazione, che ieri ha soccorso 53 immigrati in zona Sar libica, le autorità hanno accordato stamattina il porto di Tripoli; ma la Ong esclude la possibilità di riportare indietro il carico di clandestini in un porto ritenuto pericoloso.

“Nave pirata”

Ieri, alla notizia del salvataggio, il ministro dell’Interno Salvini aveva avvertito: “La Sea Watch è intervenuta in zona sar libica, anticipando la Guardia Costiera di Tripoli pronta ad intervenire e già in zona. Sappia che, qualora facesse rotta verso l’Italia, metterebbe a rischio l’incolumità delle persone a bordo, sottoponendole a un viaggio più lungo e disobbedendo alle indicazioni di chi coordina le operazioni di soccorso. È l’ennesima iniziativa di questo tipo – ha concluso – da parte di SeaWatch, una vera e propria nave pirata a cui qualcuno consente di violare ripetutamente la legge”.

Piena responsabilità

Stamattina il vicepremier aveva ribadito la sua posizione, minacciando ripercussioni legali: “La nave illegale, dopo aver imbarcato 52 immigrati in acque libiche, si trova ora a 38 miglia dalle coste libiche, a 125 miglia da Lampedusa, a 78 miglia dalla Tunisia e a 170 miglia da Malta. Le autorità libiche hanno assegnato ufficialmente Tripoli come porto più vicino per lo sbarco. Se la nave illegale Ong disubbidirà, mettendo a rischio la vita degli immigrati, ne risponderà pienamente“.

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Qual è il paese europeo che naturalizza più stranieri? L’Italia

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Nel 2017, 2016 e 2015 il nostro paese ha sempre capeggiato la classifica delle cittadinanze concesse a immigrati stranieri in Unione Europea. Germania mai oltre il terzo posto

Tri-campione europeo per numero di naturalizzazioni di cittadini stranieri, per quasi il 90 per cento non-Ue, è l’Italia. Nel calcio attualmente non siamo più i fulmini di un tempo, ma in materia di cittadinanza nazionale concessa a residenti stranieri Francia, Spagna, Germania e Regno Unito restano alle nostre spalle da un intero triennio. Nel 2017, nel 2016 e nel 2015 (gli ultimi tre anni per i quali sono disponibili le statistiche Eurostat ufficiali) l’Italia ha sempre capeggiato la classifica delle naturalizzazioni di cittadini stranieri, con cifre superiori al centinaio di migliaia: 146.605 nel 2017, 201.591 nel 2016 e 178.035 nel 2015. Nei due anni precedenti (2014 e 2013) l’Italia era stata rispettivamente il secondo e il quarto paese europeo per maggior numero di cittadinanze concesse a stranieri.

Penta-campione dei naturalizzati di paesi europei è invece il Marocco, che in tutti e cinque gli anni fra il 2013 e il 2017 risulta essere il paese da cui proviene il più alto numero di persone che hanno ricevuto la nazionalità di uno dei 28 paesi dell’Unione Europea: ben 434.500 marocchini sono diventati cittadini europei nel corso del quinquennio 2013-2017; al secondo posto per numero di naturalizzazioni nel quinquennio è l’Albania, che negli ultimi quattro anni analizzati si è anche costantemente collocata al secondo posto della classifica annuale dopo il Marocco; gli albanesi diventati cittadini europei nel quinquennio 2013-2017 sono 257.500, pari all’8,9 per cento di tutta la popolazione albanese (2,8 milioni di abitanti)

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Consul Press: INCONTRO con Alessandro Guzzi

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Conversazione con ALESSANDRO GUZZI … a 360° su Cultura, Fede, Umanità, Vita

LA VOGLIA DI VIVERE E CAPIRE DI ALESSANDRO GUZZI: UN ARTISTA FEDELE AI VALORI EREDITATI DALLA TRADIZIONE

Ha una gran gioia di vivere Alessandro Guzzi. Alla simpatica, sottile impertinenza – celata dall’atteggiamento posato dell’uomo d’altri tempi – riesce ad appaiare lo scrupolo di chi vuole capire cosa gli succede attorno. Tutt’altro che restìo al coinvolgimento, logico ed emotivo nello stesso tempo, così come ad abbracciare i valori tradizionali minacciati dall’atomismo sociale, dispiega una miniera di aneddoti. Alcuni dei quali vanno oltre la capacità di assicurargli il bandolo della conservazione.

In mezzo alla gente non morde il freno per dire la sua. Sa ascoltare e aspettare, pur rifuggendo dai vani segni di ammicco delle persone fiere di pensarla al medesimo modo, perché al momento giusto riesce a veicolare l’interesse degli interlocutori verso temi degni di nota.
Per sottolinearne l’urgenza si guarda bene dal ricorrere ad accenti demagogici. La sua forza di persuasione varca l’impasse delle banalità scintillanti. È un conversatore paziente, a volte implacabile, ma solo quando, dopo aver prestato orecchio al pluralismo dei punti di vista, ritiene giusto conferire lo stesso peso informativo al proprio. La poliedrica vena di pittore e scrittore, avvezzo tanto all’alta densità lessicale della lingua italiana quanto al carattere d’ingegno creativo dell’arte, prende piede senza le pose degli intellettuali con la puzzetta sotto il naso.

Ad Alessandro, oltre ai salotti letterari, dove scambiare franche ed erudite opinioni in punta di forchetta, sia pure sulla scorta dell’inseparabile virtù terapeutica dell’ironia, non dispiacciono le palestre, per tradurre in pratica l’arcinoto adagio latino “Mens sana in corpore sano”, né i poligoni di tiro. Da franco tiratore, affezionato ad ambiti protettivi da conservare in nome sia della Fede in Dio sia dei dogmi della Chiesa, spara addosso alle deviazioni teologiche.
Nel suo ultimo libro, “Canto dell’Occidente”, dapprima in filigrana, poi per filo e per segno, con un crescendo che appaga largamente le attese, svela gli intrighi nascosti intenti ad annullare l’indispensabile dimensione trascendentale. Messa a rischio dal deprecabile senso di trasformazione sociale connessa ai mass-media. Con una trasmissione di messaggi priva d’intoppi tra emittenti e destinatari per via dell’attitudine di questi ultimi ad adoperare le scorciatoie del cervello.

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Sant’Antonio patrono della Custodia di Terra Santa

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In che modo Sant’Antonio è stato scelto patrono della custodia?
Come riportato da padre Giuseppe Nazzaro (Custode della Terra Santa dal 1992 al 1998) in una lettera circolare del 1995, le cronache della Custodia recano l’impronta di un’ininterrotta devozione al santo di origine portoghese. Soltanto all’inizio del XX° secolo però (il 28 luglio 1920) sant’Antonio è stato scelto come «patrono particolare e protettore della Custodia».
Nel 1917 la Palestina, come il resto del mondo, è in guerra. Qui il conflitto era quello anglo-turco. Dal momento che la Turchia ha aderito al partito della Germania, le Autorità «fanno pulizia». I cittadini europei, religiosi compresi, vengono espulsi.
A dire il vero, però, non ancora del tutto: se si considerano i francescani, infatti, gli Italiani sono ancora sul posto. Ma per quanto tempo ancora? Il governatore turco di Gerusalemme, Giamal Pascia, ne ha decretato l’incarcerazione. A partire dalla pubblicazione del documento, dunque, la scure sarebbe caduta e i luoghi santi si sarebbero ritrovati privi dei loro guardiani cattolici. Allora il presidente custodiale, padre Eutimio Castellani, ordinò di pregare con fervore – in tutti i conventi della Custodia – una serie di tre Tridui in onore del Santo di Padova. In particolare fu determinante il triduo dal 22 al 27 aprile, perché il decreto di internamento dei frati italiani era già stato pubblicato.

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Benedetto XIV sulla citazione del nome di un eretico durante la Messa

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• Nella Congregazione del Santo Ufficio dell’anno 1673, trattando di questo capitolo della disciplina, fu deliberato un decreto di questo tenore: «Nella Congregazione Generale del Santo Ufficio del giorno 7 giugno 1673. Alla domanda se un Sacerdote di Livorno poteva far menzione nella Messa del Patriarca degli Armeni pregando per lui, pur essendo scismatico; e lo si chiede con insistenza affinché quella Nazione possa stringere con sempre maggiore affetto l’amicizia con i Latini: la Sacra Congregazione rispose che non si poteva, e doveva essere assolutamente proibito».

• «Nella stessa Congregazione, il 20 giugno 1674, dopo la lettura della comunicazione del R. P. D. Nunzio a Firenze, scritta il 10 aprile 1674 alla Sacra Congregazione di Propaganda Fide, e da questa trasmessa alla Sacra Congregazione del Sant’Ufficio, fu decretato di rispondere allo stesso Nunzio che, quanto a pregare nella Sacra Liturgia per il Patriarca degli Armeni, la Sacra Congregazione restava fedele al decreto emanato nell’anno 1673, che cioè non si poteva e che era assolutamente proibito».

• È dello stesso tenore il simile Decreto della Congregazione per la correzione dell’edizione del Messale dei Copti, tenutasi nell’anno 1732, ove fra gli altri dubbi proposti, ci fu anche questo: «Se e come si debbano emendare quelle parole con le quali il Sacerdote fa menzione del Patriarca, del Vescovo, ecc…». La risposta è stata questa: «All’inizio del Messale si ponga la rubrica nella quale viene istruito e ammonito il Sacerdote, riguardo alle cose che deve osservare nella celebrazione della Messa; fra queste una rubrica speciale sulla menzione del Romano Pontefice, nonché del Patriarca e del Vescovo, se sono uniti alla Chiesa di Roma; altrimenti si ometta la loro citazione; e questa rubrica sia ripetuta nel luogo appropriato».

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Marine Le Pen rinviata a giudizio per aver mostrato i crimini dell’Isis

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PARIGI, 12 GIU – La presidente del Rassemblement National, Marine Le Pen, è stata rinviata a giudizio per aver diffuso sul web – postandole sul suo profilo Twitter nel dicembre 2015 – foto di esecuzioni compiute dall’Isis e pubblicate dalla propaganda del gruppo jihadista. Lo si è appreso da fonti giudiziarie.

Il magistrato di Nanterre, alla periferia di Parigi, dove sorge la sede del partito, ha rinviato a giudizio Le Pen sulla base dell’articolo del codice penale che punisce la diffusione di messaggi violenti potenzialmente visibili da minori. Il 16 dicembre 2015 aveva postato le foto su Twitter in risposta al giornalista Jean-Jacques Bourdin, accusato dalla stessa Le Pen di aver “paragonato” l’Isis al suo partito (all’epoca Front National).

Come didascalia delle foto, Marine Le Pen aveva aggiunto: “Daesh è questo!” Le foto mostravano un soldato siriano schiacciato e ucciso da un cingolato, un pilota giordano bruciato vivo in una gabbia e il giornalista americano James Foley decapitato con la testa poggiata sulla schiena.  (ANSA)

fonte – http://www.imolaoggi.it/2019/06/12/marine-le-pen-rinviata-a-giudizio/

Risposta al Pride. “Famiglia? Nessun dubbio”: confronto cattolico tra Gianfranco Amato e Matteo Castagna

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Nella mattinata del prossimo Sabato 15 giugno 2019, nel pieno centro di Vicenza, un gruppo di fedeli laici, riuniti nell’Associazione San Marco Evangelista, svolgerà una Processione di riparazione contro il Vicenza Pride che si svolgerà nella città veneta. Questo Comitato ha spiegato che “la comunità fatica a comprendere la gravità delle sfilate omosessualiste e a percepire la necessità di riparazione: la propaganda Lgbt è riuscita a farle passare come ‘normali’, celandone i reali obiettivi dietro un’apparente rivendicazione di diritti: tali non sono la produzione di bambini tramite l’eugenetica e l’utero in affitto, la diffusione delle teorie gender nelle scuole, la distruzione della famiglia. Il tutto con la pretesa di divenire casta protetta da leggi che definiscano omofobo chiunque esprima convinzioni contrarie, e lo sanzionino con il reato di opinione secondo lo schema tipico dei regimi totalitari”.

Sempre Sabato 15 giugno 2019, ma a partire dalle ore 15.30, nel mese del Sacro Cuore di Gesù, il responsabile del Movimento Italia Sociale di Vicenza, Gianluca Deghenghi, ha organizzato una conferenza nella città veneta, dal titolo: “Famiglia? Nessun dubbio”.L’incontro pubblico vedrà confrontarsi due volti noti del mondo pro Life e del mondo cattolico Tradizionalista italiani: l’Avv. Gianfranco Amato, presidente di Nova Civilitas e dei Giuristi per la Vita, e Matteo Castagna, responsabile di Christus Rex-Traditio, giornalista e scrittore del discusso libro “Cattolici tra europeismo e populismo” (edizione Solfanelli, 2018) che delinea nette posizioni ecclesiali, etiche e socio-politiche.

“Obiettivo del convegno è spiegare che le foglie sono verdi d’estate e che due più due fa solo quattro nell’epoca in cui sembra che dire l’ovvio sia un atto rivoluzionario” – così ha commentato Matteo Castagna.

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Emma Bonino, soldi da Soros e dai paperoni mondiali

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Nonostante i flop elettorali, il partito di Emma Bonino e Della Vedova raccoglie donazioni dai più importanti miliardari del mondo.

Non si può certo affermare che +Europa, il partito di orientamento europeista e liberale di Emma Bonino e Benedetto Della Vedova, abbia grande appeal presso l’elettorato e goda di grande popolarità: nonostante le importanti campagne pubblicitarie e l’alleanza con il movimento del sindaco di Parma Federico Pizzarotti, Italia in Comune, il Partito Socialista Italiano, il Partito Repubblicano Italiano ed il Partito Democratico Europeo di Francesco Rutelli, alle elezioni europee il partito filo-Ue ha raccolto appena 833,443 voti, pari al 3,11% dei suffragi, attestandosi così sotto la soglia di sbarramento del 4%.Per l’ex radicale Emma Bonino si è trattato dell’ennesimo flop. Infatti, è dalle Europee di vent’anni fa (quando in ticket con Pannella prese l’8%) che la Bonino inanella un tonfo dopo l’altro, non vincendo e non eleggendo neanche un candidato, né alle Europee del 2009, né alle regionali in Lazio del 2010, né a quelle in Basilicata, né alle Politiche del 2018 (quando entrò in Parlamento, con Tabacci, grazie a un seggio blindato…).

Eppure il partito ultraeuropeista gode di importanti sostenitori e di finanziamenti altrettanto illustri. È noto che la forza politica ha ricevuto un finanziamento pari a 200mila euro da George Soros e dalla moglie Tamiko Bolton. Si apprende che tra il 22 e il 30 gennaio, i due “filantropi” liberal hanno versato la bellezza di 99.789 euro ciascuno nelle casse del partito della Bonino. A confermarlo è la stessa leader, ex Ministro degli Esteri: “Da Soros abbiamo ricevuto 200mila euro l’anno scorso. Ma smettiamola con le leggende. Questa si accompagna a quella che farei parte del Bilderberg, una specie di Ku klux klan dei poveri i cui membri italiani sono dei pericolosi complottisti. Io sono stata invitata una sola volta per spiegare la mucca pazza”.

Dugin censurato, Campi: “Segno di debolezza e vacuità”

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Come confermava nei giorni scorsi La Sicilia, l’Università di Messina ha revocato un incontro con il filosofo russo Aleksandr Dugin, autore della Quarta Teoria Politica. L’Università di Messina ribadiva che «tenuto conto anche delle numerose perplessità manifestate da molti docenti e delle controverse posizioni ideologiche del relatore, non concederà alcun locale per lo svolgimento dell’evento». Alcune associazioni partigiane, saputo dell’intervento di Dugin, erano intervenute sottolineando che il politologo russo «predica pericolose teorie fasciste. in particolare Dugin si richiama all’ideologo Julius Evola e in Russia ha costituito gruppi nazionalboscevichi, il cui contrassegno era la bandiera del Terzo Reich».

Campi commenta la censura che ha colpito Dugin

Il commento più interessante sulla vicenda lo ha scritto il Professor Alessandro Campi, politologo e docente presso l’Università di Perugia. «Molti giornali e siti presentano Aleksandr Dugin, in Italia in questi giorni per un giro di conferenze, come l’ispiratore segreto di Putin, ovvero come uno dei suoi più influenti consiglieri. Non so quanto sia vero. Tendo a pensare, per come ne conosco l’opera e il pensiero, che si tratti d’una esagerazione». osserva Campi.

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fonte – https://oltrelalinea.news/2019/06/11/dugin-censurato-campi-segno-di-debolezza-e-vacuita/

Depistaggio Borsellino, indagati per calunnia due pm che si occuparono dell’inchiesta sulla strage di via d’Amelio

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La nuova indagine è stata aperta dalla procura di Messina: sotto inchiesta Carmelo Petralia e Anna Maria Palma, oggi aggiunto a Catania e avvocato generale a Palermo. La notizia dell’inchiesta è emersa perché alle persone sottoposte a indagini e alle parti lese la Procura ha notificato l’esecuzione di accertamenti tecnici irripetibili. Riguardano 19 cassette con le registrazioni delle conversazioni di Vincenzo Scarantino, il picciotto della Guadagna e falso pentito che con le sue dichiarazioni depistò la strage.

Due pm che indagarono sulla strage di via d’Amelio sono indagati per concorso in calunnia aggravata dall’aver favorito Cosa nostra. Si tratta di Carmelo Petralia e Annamaria Palma, attualmente procuratore aggiunto a Catania e avvocato generale a Palermo. All’epoca erano entrambi pm di Caltanissetta. Ventisette anni dopo la strage che uccise il giudice Paolo Borsellino e cinque uomini della scorta ci sono quindi due magistrati accusati del depistaggio dell’inchiesta. La notizia dell’inchiesta è diventata pubblica perché l’ufficio inquirente della città sullo Stretto ha notificato un avviso di accertamento tecnico irripetibili agli indagati e alle parti lese, cioè Gaetano Murana, Giuseppe La Mattina e Cosimo Vernengo, ingiustamente accusati nei primi processi. Oltre a Gaetano Scotto, Giuseppe Urso, Natale Gambino.

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fonte – https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/06/11/depistaggio-borsellino-indagati-per-calunnia-due-pm-che-si-occuparono-dellinchiesta-sulla-strage-di-via-damelio/5248433/

Racconti miracolosi n° 83. San Spiridione. Le meretrici pudiche e i ladri onesti!

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Del Vescovo San Spiridione si racconta il seguente edificantissimo fatto. Quel Prelato era d’una carità del tutto portentosa. Le rendite sue erano divise in due parti uguali: una era dei poveri, un’altra gli serviva per la propria sostentazione e ancora per dare in prestito danaro a chi ne avesse avuto bisogno. Quando andavano a domandargli danaro in prestito non faceva che aprire lo scrigno dicendo: «Prendetene quanto ve ne potrà abbisognare». Allorché poi glielo andavano a restituire lo faceva da loro stessi mettere nello scrigno, senza badare né punto né poco se avessero o no contato giusto. Una persona, creduta da tutti un fiore d’onestà, ebbe la sventura d’abusare e della buona fede e del disinteresse del Vescovo. Andò elle una delle tante volte a restituire il danaro preso da molto tempo ad imprestito, e il Vescovo le disse di metterlo in quello scrigno dal quale l’aveva cavato quando ne aveva avuto bisogno. Questa finse di mettere, ma non mise nulla. Ora accadde che trovandosi quella persona, dopo un qualche tempo, un’altra volta nella necessità di ricorrere al Vescovo, andò tutta sicura del fatto suo. Spiridione, vedutola ed inteso di quel che si trattava, senza punto scomporsi, le disse: «Ecco lì lo scrigno, prendi a tutto piacer tuo». Corre quella disgraziata allegra allegra ed affonda la mano. Ma che cosa è avvenuto? Lo scrigno è vuoto. «Vieni a vedere, dice meravigliata al Vescovo: non ci è più danaro». E Spiridione col riso in bocca: «Non ci è più danaro? È proprio impossibile: lo scrigno dev’essere colmo». E, così dicendo, s’avvicina ed affonda anch’egli la mano. «Non c’è davvero nulla, egli poi dice con voce calma; ma sai tu perché è accaduto questo? Perché tu abusasti della mia buona fede: tu non rimettesti in questo scrigno, il quale appartiene ai poverelli, il danaro che prendesti per i tuoi bisogni l’ultima volta. Iddio ha voluto punire te e in te tanti altri che ricorrono alle mie largizioni. Hai fatto male, un male grandissimo, sappilo bene. Tu mi parevi una persona tanto buona, tanta onesta! Ora preghiamo un pochino insieme il gran Padre della misericordia che ci voglia ridonare il toltoci per i nostri peccati». Pregarono, e dopo la preghiera lo scrigno si trovò riempito. – Quella persona che vuotava lo scrigno di San Spiridione, a conti fatti, si poteva chiamare un “ladro onesto”. Un poeta ha voluto dipingere i nostri tempi in un sonetto, e nell’ultimo verso dice che noi al presente vediamo: Meretrici pudiche e ladri onesti ….. [N° 83, da Racconti Miracolosi, del Padre Giacinto da Belmonte, 1887, Volume II, pagine 282-284].

A cura di Carlo Di Pietro

fonte – https://www.sursumcorda.cloud/articoli/racconti-miracolosi/2232-racconti-miracolosi-n-83-san-spiridione-le-meretrici-pudiche-e-i-ladri-onesti.html

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