di LEONARDO MOTTA
Il vescovo Joseph Bonnemain, a Coira (Svizzera), in occasione della sua consacrazione in giorno un giorno di solennità della Chiesa, perché giorno di festa per il Patriarca San Giuseppe, ha dato la comunione a tre personalità della Chiesa riformata.
Joseph Bonnemain, che è spagnolo e fa parte dell’Opus Dei, evidentemente non crede più al sacramento. Colpisce anche la presenza alla messa di tre persone in rappresentanza delle “periferie sociali”. I tre partecipanti che hanno ricevuto la comunione sono stati: Rita Famos, presidente della Chiesa riformata svizzera, Michel Müller, presidente del Consiglio della Chiesa riformata di Zurigo, Mario Fehr, membro del governo del Cantone di Zurigo. Persone che in Svizzera non brillano certo per credere nel Sacramento della Santissima Eucaristia, presenza perenne del Corpo, del Sangue, dell’Anima e della Divinità di Nostro Signore Gesù Cristo.
Joseph Bonnemain è nato nel 1948 a Barcellona dove ha vissuto fino alla maturità. Rientrato in patria ha conseguito la laurea in medicina a Zurigo, prima di trasferirsi a Roma per gli studi di teologia. Ordinato sacerdote della prelatura dell’Opus Dei nel 1978, due anni dopo, una volta conseguito il dottorato in diritto canonico, è tornato in Svizzera assumendo numerosissimi incarichi, tra cui anche quello di membro della delegazione della Santa Sede presso l’OMS a Ginevra. Nei primi di anni sacerdozio è stato assistente spirituale degli studenti e cappellano dell’ospedale Limmattal.
Oltre a dare la comunione a tre protestanti, profanando il corpo di Cristo, il nuovo vescovo svizzero alla fine della cerimonia si è inchinato per ricevere la benedizione del pubblico.
Il cardinale svizzero Kurt Koch ha presieduto la cerimonia di consacrazione e investitura di Joseph Bonnemain e, inutile dirlo, non si è turbato per niente di quanto accaduto!
La diocesi di Coira (Dioecesis Curiensis) è una sede della Chiesa cattolica che nel 2019 contava 679.946 battezzati su 2.041.680 abitanti. Dal 1448 gode del privilegio di una procedura di elezione del vescovo concordata fra i 24 canonici del capitolo della cattedrale e la Santa Sede, privilegio confermato da papa Pio XI nel 1926 e parzialmente modificato da papa Pio XII nel 1948.
La diocesi comprende i cantoni svizzeri di: Grigioni, Svitto, Glarona, Zurigo, Obvaldo, Nidvaldo ed Uri.
E pensare che il precedente vescovo, monsignor Vitus Huonder, che come motto aveva “Instaurare omnia in Christo”, prima di lasciare il governo pastorale della diocesi per raggiunti limiti di età, era noto in Svizzera per le sue posizioni in materia di sessualità e famiglia, in particolare fortemente contrarie riguardo a pratiche omosessuali e sacramenti ai divorziati risposati, tante che il teologo apostata Hans Küng, nel 2011, lo aveva definito ultra-conservatore e ne aveva criticato aspramente l’operato, affermando che avrebbe fatto perdere numerosi fedeli alla diocesi. Ma Huonder ha tirato avanti dritto per la sua strada sostenendo i dubia presentati da alcuni alti prelati relativamente all’esortazione apostolica Amoris laetitia di Bergoglio.
Il suo successore, adesso, ha rovesciato tutto. I poveri fedeli sono passati dalle stelle… alle stalle








