Per il Financial Times è tempo di sostituire demograficamente l’Europa

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Il Financial Times ha pubblicato un articolo in cui afferma che le persone che vivono nei paesi europei dovrebbero “prepararsi al rifornimento demografico da parte di arabi e asiatici”.

Parag Khanna, l’autore dell’articolo, ha anche scritto un libro intitolato “Move: How Mass Migration Will Reshade the World – and What It Means For You”.

Non sorprende che abbia anche stretti legami con il World Economic Forum e il Council on Foreign Relations ed è stato un “Global Governance Fellow” presso la Brookings Institution.

Khanna afferma ridicolmente che vaste aree del pianeta diventeranno “inabitabili” a causa dei cambiamenti climatici, causando “milioni, se non miliardi di persone… di trasferirsi su terreni alle latitudini più adatte alla sopravvivenza”. Per ora nulla di tutto questo è successo, anzi, sta accadendo l’opposto.

Quindi afferma che la “carenza di manodopera” in Nord America e in Europa richiederà a queste regioni di “aprire di conseguenza i rubinetti dell’immigrazione”.

“Il Nord America e l’Eurasia devono assorbire più persone”, chiede Khanna, apparentemente insoddisfatta dell’enorme numero di migranti che stanno già accogliendo.

“Gli odierni paesi di Visegrad, tesi dal punto di vista fiscale e in via di spopolamento, potrebbero fondersi in una federazione più ampia per amministrare meglio le loro foreste vitali, l’agricoltura e i fiumi al fine di prepararsi al rifornimento demografico da parte di arabi e asiatici”, scrive. Sarebbe bello chiedere che ne pensino Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia e Slovacchia! Poi uno si lamenta della posizione politica dei governi di quegli stati. hanno forse torto? Tra l’altro l’articolo definisce questi paesi come “Al limite dell’equilibrio finanziario”, mettendo in luce un ulteriore collegamento con le politiche di austerità che tanto piacciono alla Commissione, al FMI e agli altri organi soprannazionali.

L’idea che americani ed europei vengano “riforniti” o “sostituiti” da popolazioni migranti è un’area di discussione che viene trattata in modo molto diverso a seconda di quale parte venga a  parlare.

Per coloro che sostengono la migrazione di massa, l’idea che gli europei bianchi vengano sostituiti demograficamente è inevitabile e/o qualcosa da celebrare e incoraggiare. Nello stesso tempo chiunque suggerisca che traslocare di milioni di persone in luoghi con culture diverse possa incidere negativamente sul paese ricevente e, in fondo costituisca un impoverimento del paese di emigrazione, viene visto  modo negativo è bollato come “razzista” .

Con questi articoli la teoria della “Grande sostituzione” prende una sua tangibile realtà. Non solo, viene a unirsi con l’altra grande, e devastante, teoria del cambiamento climatico, che, allo stato attuale, non ha portato allo spostamento di neppure una persona. Anzi proprio recentemente sono stati contati 1,8 miliardi di alberi in più nell’Africa subsahariana occidentale, fatto che contraddice proprio chi ha scritto l’articolo del Financial Times.

L’emigrazione di massa, non casualmente rivolta proprio a quei paesi europei che maggiormente vogliono difendere la propria libertà e identità, non è altro che l’ennesimo progetto di riallocazione di massa che ha avuto uno dei suoi maggiori sostenitori in Stalin. Progetti che non tengono conto delle persone, delle loro identità e dei loro desideri. Comunque ora il disegno è chiaro: collegare cambiamento climatico e sostituzione demografica. Ora lo potete toccare con mano.

Fonte: https://scenarieconomici.it/per-il-financia-times-e-tempo-di-sostituire-demograficamente-leuropa/

La Costituzione sopra la legge UE: la decisione della Corte Costituzionale di Varsavia definisce nuovi limiti legali per la UE

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Colpo di scena da Varsavia. La Corte Costituzionale polacca ha stabilito che la costituzione del paese ha la precedenza su alcune leggi dell’UE.

Lo sforzo della Corte di giustizia dell’Unione europea di interferire nel sistema giudiziario polacco viola il principio dello stato di diritto, il principio del primato della costituzione polacca nonché il principio del mantenimento della sovranità nel processo di integrazione europea ”, ha stabilito il tribunale. Questo porta lo scontro fra la Polonia e la commissione a un livello superiore, perché contesta l’applicabilità delle leggi di Bruxelles nel Paese, e dato che, per ora, la Commissione non ha una forza armata per applicarle, si rischia di arrivare a uno stallo.

Come riporta DW, la corte ha esaminato specificamente la compatibilità delle disposizioni dei trattati dell’UE, che vengono utilizzate dalla Commissione europea per giustificare l’opinione in merito allo stato di diritto negli Stati membri, con la costituzione polacca.

Una sentenza della Corte di giustizia europea di marzo ha affermato che l’UE può obbligare gli Stati membri a ignorare alcune disposizioni del diritto nazionale, compreso il diritto costituzionale. La Corte di giustizia europea afferma che la procedura recentemente implementata dalla Polonia per la nomina dei membri della sua Corte suprema costituisce una violazione del diritto dell’UE. La sentenza della Corte di giustizia europea potrebbe potenzialmente costringere la Polonia ad abrogare parti di una controversa riforma giudiziaria legata alla nomina dell’equivalente del CSM. Con la propria  decisione la Corte Costituzionale polacca viene a disapplicare, a sua volta, la decisione della Corte di Giustizia. Ricordiamo che il concetto di applicazione della “Rule of law”, fortemente voluto dal centro sinistra nel parlamento europeo, viene a imporre una serie di regole, teoricamente basate sul diritto europeo, che sono indigeste a paesi tradizionalisti come la Polonia,

Il partito di governo PiS ha accolto positivamente la decisione, che fornisce un ulteriore strumento a suo favore, e sicuramente lo utilizzerà a fini politici. “Il primato del diritto costituzionale su altre fonti di diritto deriva direttamente dalla Costituzione della Repubblica di Polonia”, ha scritto su Twitter il portavoce del governo PiS Piotr Muller dopo la decisione della corte. “Oggi (ancora una volta) questo è stato chiaramente confermato dalla Corte Costituzionale”.

Nello stesso tempo Varsavia è il maggio percettore di fondi europei dal 2004, percettore netto, mica come l’Italia che paga più di quanto riceva. Quindi la Commissione ha un forte strumento di pressione verso Varsavia. Nello stesso tempo però Berlino ha delocalizzato nel vicino una parte consistente delle proprie produzioni industriali più scomode e non può permettersi uno scontro economico permanente senza delle ricadute negativa. la Polonia è un importante membro della Nato che poi confida direttamente sull’aiuto di Washington nei confronti dei vicini russi e bielorussi. Si è aperta una partita molto complessa. La Commissione per ora si riserva di studiare la sentenza prima di reagire, ma reagirà, e il rischio è di giungere al Polexit, all’uscita della Polonia dalla UE

Ora un  semplice pensiero: alla fine Bruxelles può solo ricattare con i soldi Varsavia per contrastare questa sentenza. Però nei confronti dell’Italia, datore, netto, cosa potrebbe fare, nel caso di una sentenza sulla superiorità del diritto italiano su quello europeo? Niente, perché noi paghiamo più di quanto prendiamo…

Fonte: https://scenarieconomici.it/la-costituzione-sopra-la-legge-ue-la-decisione-della-corte-costituzionale-di-varsavia-definisce-nuovi-limiti-legali-per-la-ue/

 

 

La Polonia aumenta i tassi di interesse per limitare l’inflazione (dopo l’acquisto di tanto oro)

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Una vera sorpresa è arrivata dalla Polonia, la cui banche centrali ha inaspettatamente aumentato i tassi di interesse di 40 punti base, cedendo alle pressioni per una lotta all’aumento dell’inflazione che ha già spinto le vicine Ungheria e Repubblica Ceca ad iniziare a inasprire la politica monetaria. Nessuno dei 29 economisti intervistati da Bloomberg aveva previsto l’aumento che ha spinto il tasso di riferimento allo 0,5%, a fronte di un’inflazione al 5,8%.

Ecco l’andamento dell’inflazione polacca:

Il primo aumento della Polonia dal 2012 è arrivato il giorno dopo che il governatore della banca centrale Adam Glapinski aveva segnalato la disponibilità dei decisori ad aumentare i tassi, anche se non aveva parlato dell’imminenza di questa decisione.  Arriva anche un giorno dopo che il banchiere centrale ha affermato che la Polonia avrebbe cercato di acquistare 100 tonnellate di oro nel 2022.

Uno sguardo più attento alla dichiarazione rivela che la decisione sembra essere stata un po’ caotica e mentre affermava che era stata motivata dal tentativo di ridurre l’inflazione al suo obiettivo nel medio termine, la dichiarazione non specifica inoltre se si tratti di una decisione una tantum o del primo passo di un’inversione di tendenza di lungo periodo.

A differenza della Fed, almeno la Polonia ha avuto il coraggio per l’inflazione che sembra non essere più transitoria, e invece “potrebbe rimanere elevata più a lungo del previsto”.

“Tra una probabile ulteriore ripresa economica e condizioni favorevoli del mercato del lavoro, l’inflazione potrebbe rimanere elevata più a lungo del previsto”

“Anche se l’impatto di alcuni fattori dell’offerta attualmente in aumento dell’inflazione diminuirà l’anno prossimo, l’aumento dei prezzi globali sia dell’energia che delle materie prime agricole osservato negli ultimi mesi potrebbe ancora aumentare la crescita dei prezzi nei prossimi trimestri”. nello stesso tempo la crescita sembra essere sufficiente a mantenere una crescita sostenuta nonostante il ritocco dei tassi, come si può vedere.

Anche la disoccupazione permette una visione positiva della situazione:

Bloomberg osserva che la dichiarazione ha anche omesso una frase che diceva che la banca centrale continuerà il suo programma di acquisto di obbligazioni. Quindi il QE polacco, a favore del governo, non si interromperà troppo presto, come quello della BCE.

Fonte: https://scenarieconomici.it/la-polonia-aumenta-i-tassi-di-interesse-per-limitare-linflazione-dopo-lacquisto-di-tanto-oro/?utm_medium=push&utm_source=onesignal&utm_campaign=push_scenarieconomici

 

USA: gli stati più vaccinati sono quelli con più casi di covid…

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Il Vermont, lo stato con il più alto tasso di vaccinazione negli Stati Uniti, sta vivendo un’impennata di casi di covid a livelli mai visti dal picco della pandemia lo scorso inverno. Lo Stato ha un tasso di vaccinazioni record: 89% dei maggiorenni, 99% degli over 65% teoricamente immunizzati. Però non basta: lo stato ha anche avuto i due giorni con maggior mortalità proprio nel mese di settembre. Però il vaccino non doveva proteggere dai casi di covid grave?

Naturalmente questo sta creando una grande frustrazione fra burocrati dello Stato che si trovano a fronteggiare un’esplosione di casi e di ricoveri che, almeno in teoria, non sarebbe dovuta succedere. Lo stato ha registrato il più alto tasso di ricoveri ogni 100.000 residenti il ​​30 settembre, superando il record stabilito il 31 gennaio dello scorso anno. Il record di morti, otto, è stato raggiunto il 13 settembre. I casi sono del 69% più alti che nella mite Florida, dove i vaccinati sono molti, ma molti di meno.

Alla fine di agosto, quattro dei dieci casi di COVID-19 nel Vermont erano tra le persone vaccinate, secondo una lettera firmata da 90 dipendenti del Dipartimento della salute del Vermont, tra cui l’epidemiologo statale Patsy Kelso.

Il governatore Phil Scott (R) ha revocato lo stato di emergenza nel Vermont a giugno, quando l’80% della popolazione aveva ricevuto almeno un’iniezione del vaccino. Da allora ha indicato che è cauto nel reintrodurre lo stato di emergenza. “Non possiamo essere in uno stato di emergenza perenne”,

Il caso del Vermont non è il solo. Il capo di UMass Memorial Health, il più grande sistema sanitario nel Massachusetts centrale, ha affermato di recente che gli ospedali regionali hanno visto quasi 20 volte più pazienti COVID-19 rispetto a giugno e non c’è un letto di terapia intensiva da vendere. Il Massachusetts ha il quinto tasso di vaccinazione più alto della nazione.

Nel Connecticut, il secondo stato più vaccinato degli Stati Uniti, il legislatore ha recentemente esteso i poteri di emergenza del governatore per fronteggiare la pandemia.

Il 22 settembre, il Maine, il terzo stato degli Stati Uniti più vaccinato, aveva quasi 90 persone in unità di terapia intensiva, un picco di pandemia per lo stato.

Non è che, più che le vaccinazioni, possano le condizioni climatiche? Così, un vago suggerimento per il dotto Fauci. Altrimenti non si spiegherebbero la differenze fra stati del New England, estremamente ligi nella vaccinazioni, e quelli del Sud, molto più pigri…

Fonte: https://scenarieconomici.it/usa-gli-stati-piu-vaccinati-sono-quelli-con-piu-casi-di-covid/

 

AIFA sotto inchiesta: clamorosa rilevazione di “Fuori dal Coro”

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Ieri la trasmissione “Fuori dal coro” di Mario Giordano ha fatto una rivelazione shock: l’AIFA, l’agenzia italiana per il farmaco, è sotto inchiesta da parte della magistratura contabile per aver rifiutato la donazione di 10 mila dosi di anticorpi monoclonali della Eli Lily, successivamente perfino autorizzati. L’AIFA si è spinta in precedenza perfino a negare la donazione, ed ha rifiutato l’accesso al verbale nonostante una sentenza della magistratura.

Nicola Magrini, direttore generale dell’agenzia, si è visto chiedere dalla Corte dei Conti il verbale, segretato, del 29/10/2020, nel quale veniva rifiutata la donazione dell’anticorpo monoclonale, e l’accusa è di “Scelta pubblica non ponderata”, e i membri del consiglio rischiano di dover rispondere personalmente per i danni derivanti dal rifiuto della donazione degli anticorpi. Ecco un estratto dalla trasmissione:

Gli anticorpi monoclonali Eli Lily, attualmente talmente ricercati negli USA da essere soggetti, insieme a quelli Regeneron, a un vero e proprio contingentamento da parte dell’amministrazione federale perché la domanda supera l’offerta.

Il problema dell’utilizzo, anzi del mancato utilizzo, per ben 5 mesi degli anticorpi monoclonali potrebbe avere, prima o poi, anche delle conseguenze più serie: il problema delle 10 mila dosi rifiutate non è solo erariale, ma è legato anche a vite umane che sono state sacrificate dal ritardo. Anzi, come rivelato dalla trasmissione, se non fosse per il professor Palù questi farmaci non sarebbero stati approvati neppure in primavera.

La dirigenza AIFA naturalmente difende le sue posizioni. In Italia nessuno è mai responsabile.

Fonte: https://scenarieconomici.it/aifa-sotto-inchiesta-clamorosa-rilevaziondi-fuori-dal-coro/

 

 

Il Congresso USA sta introducendo, zitto zitto, il Dollaro Digitale?

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Lo scorso 28 luglio il deputato Don Breyer ha presentato un disegno di legge, che dovrebbe andare presto il discussione, per la regolamentazione delle valute virtuali e dei cryptoasset, denominata “Digital Asset Market Structure and Investor Protection Act” Questa proposta di legge però contiene una norma che emenda le attuali leggi in vigore e che rischi di mutare radicalmente il funzionamento del denaro negli USA.

Premettiamo che la FED non emette denaro fisico (banconote etc) a caso, né lo distrugge, se non con un’autorizzazione federale ed entro precisi limiti fissati dalla normativa che ne guida e dirige i poteri. Il deputato Breyer, nella sua proposta, viene ad introdurre il seguente emendamento riguardante i poteri della FED:

d) Supervisionare e regolamentare, tramite il Segretario del Tesoro, l’emissione e il ritiro delle banconote della Federal Reserve (sia fisiche che digitali), fatta eccezione per la cancellazione e la distruzione, e la contabilizzazione in relazione a tale cancellazione e distruzione, delle banconote non idonee alla circolazione , e per prescrivere norme e regolamenti (inclusa la tecnologia appropriata) in base ai quali tali banconote possono essere consegnate dal Segretario del Tesoro agli agenti della Federal Reserve che ne fanno richiesta”.

Fin qui tutto bene. Questa è la norma attuale che regolamenta l’emissione e la distruzione delle banconote. Ecco la proposta di integrazione Breyer:

“Sono autorizzate le banconote della Federal Reserve, da emettere a discrezione del Consiglio dei governatori del Federal Reserve System allo scopo di effettuare anticipi alle banche della Federal Reserve attraverso gli agenti della Federal Reserve come di seguito stabilito e per nessun altro scopo. Nonostante qualsiasi altra disposizione di legge, il Consiglio dei governatori del Federal Reserve System è autorizzato a emettere versioni digitali delle banconote della Federal Reserve oltre alle attuali banconote fisiche della Federal Reserve. Inoltre, il Consiglio dei governatori del Federal Reserve System, previa consultazione con il Segretario del Tesoro, è autorizzato a utilizzare la tecnologia Distributed Ledger (la blockchain ndr) per la creazione, la distribuzione e la registrazione di tutte le transazioni che coinvolgono banconote della Federal Reserve digitali. Le suddette banconote saranno obbligazioni degli Stati Uniti e saranno considerate a corso legale e saranno esigibili da tutte le banche nazionali e membri e dalle banche della Federal Reserve e per tutte le tasse, dogane e altri diritti pubblici. Saranno riscattati in moneta legale su richiesta presso il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, nella città di Washington, Distretto di Columbia, o presso qualsiasi banca della Federal Reserve”.

E così, in poche righe, si concede alla Federal Reserve il potere di emettere le cosiddette CBDC, Central bank Digital Currencies, le valute virtuali delle banche centrali equivalenti a quelle dei privati. Solo che, senza un’ulteiriore normativa, queste hanno delle caratteristiche ben poco desiderabili, come:

  • sono perfettamente tracciabili, per cui addio privacy;
  • sono programmabili, per la durata e per la modalità di spesa.

Quindi, se non si vuole fare la fine, nella migliore delle ipotesi, della Cina, con economia e consumi controllati centralmente, una normativa del genere deve essere per lo meno integrata da una di carattere garantista che preveda dei forti limiti sulle possibilità della FED di programmare e di tracciare il token in questione. Il futuro può essere pericolosamente illiberale.

Fonte: https://scenarieconomici.it/il-congresso-usa-sta-introducendo-zitto-zitto-il-dollaro-digitale/

 

Vaccinazione ed allergie: che sappiamo? Poco

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Una delle reazioni avverse più forti che può avvenire a causa del covid-19 è costituita dall’anafilassi, cioè da una generale e diffusa reazione allergica.

Poiché i vaccini COVID-19 sono nuovi, ci sono molti fattori sconosciuti. Ad esempio, non è noto se un individuo svilupperà un’allergia o una grave anafilassi dopo essere stato vaccinato. Inoltre è molto difficile comprendere se le persone con determinate allergie possano essere vaccinate. Questo perché, negli studi clinici sono stati esclusi soggetti con anamnesi di allergia. Ad oggi, è disponibile un numero limitato di studi che valutano la sicurezza dei vaccini COVID-19 in individui con una storia di allergie.

Gli scienziati hanno quindi cercato di colmare il vuoto nella ricerca riguardante le reazioni avverse al vaccino COVID-19 di Pfizer  tra gli individui con allergie. Hanno pubblicato i loro risultati sul server di prestampa medRxiv*. L’attuale studio è stato condotto presso lo Yamagata University Hospital, in Giappone, dove il vaccino BNT162b2 mRNA COVID-19 è stato somministrato al personale ospedaliero e agli studenti di medicina tra il 3 marzo 2021 e il 27 agosto 2021.

I ricercatori hanno ottenuto risposte da 1586 partecipanti dopo la prima vaccinazione e 1306 partecipanti dopo la seconda dose del vaccino BNT162b2, cioè il vaccino Pfizer. Dopo aver analizzato i dati, gli scienziati hanno rivelato che prevalevano alcune reazioni avverse comuni come dolore e gonfiore nel sito di vaccinazione, febbre, affaticamento, mal di testa, nausea, brividi, artralgia e dolore muscolare al di fuori del sito di vaccinazione. Tipicamente, la frequenza e la gravità delle reazioni più avverse sono state riscontrate dopo la seconda dose di vaccinazione rispetto alla prima. Inoltre, è interessante notare che questo studio ha rivelato che le donne e gli individui più giovani hanno manifestato reazioni avverse a un tasso più elevato rispetto ai maschi e agli anziani.

Il presente studio ha riportato che i soggetti con una storia di allergie hanno manifestato alcune reazioni avverse di maggiore gravità e la durata dei sintomi è durata per un periodo più lungo rispetto ai soggetti senza allergie. Questo risultato concorda con uno studio precedente che riportava che la vaccinazione COVID-19 del personale ospedaliero mostrava una maggiore frequenza di reazioni avverse in presenza di allergia.

Anche se non si sono presentati casi particolarmente gravi questo studio mette in mostra come l’interazione fra vaccino e altre situazioni patologiche: del resto il vaccino sembra risolvere tutto, quindi perché comprenderne il funzionamento?

Fonte: https://scenarieconomici.it/vaccinazioni-allergie/

L’illusione della democrazia

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di Francesco Carraro

www.francescocarraro.com

Al raduno di Confindustria, Mario Draghi ha ricevuto la standing ovation come un atleta olimpico dopo l’oro, come un cantante pop dopo l’esibizione, come un virtuoso del violino dopo il concerto. Un politico adorato dall’intellighenzia, dai media, persino dalle masse (stando ai sondaggi) fa inevitabilmente notizia, come il famoso cane morso da un uomo. Quindi, c’è da chiedersi perché. Siamo davvero di fronte all’uomo della provvidenza, o c’è altro da indagare, e da capire? Accendiamo la seconda e proviamo a spiegare perché.

Basta partire, come sempre, da una (ulteriore) domanda: Draghi gode di buona stampa perché è un fuoriclasse, o sembra un fuoriclasse perché gode di buona stampa? Il quesito non deve necessariamente limitarsi al premier. Può essere esteso a dismisura: il Covid terrorizza perché è un morbo letale, o perché è dipinto come tale? La vaccinazione è un imperativo categorico perchè ce lo dice la coscienza, o ce lo dice la coscienza perché glielo ha suggerito la pubblicità truccata da scienza? L’Unione europea è desiderata perché è un’idea meravigliosa o pare un’idea meravigliosa perché ce lo ripete, da anni, l’intero universo del mainstream? L’euro è nelle nostre tasche perché lo abbiamo voluto, o lo abbiamo voluto perché ci hanno educati ad accettarlo?

Per questi, e altri consimili, interrogativi, la risposta è semplice, e la conoscono tutti, benchè (quasi) tutti la neghino, anzi la ignorino, anzi rifiutino addirittura di porsi la previa domanda. Una buona parte delle cose “importanti” della nostra vita lo sono solo solo in virtù di condizionamenti appresi. Proprio come la saliva del famoso cane di Pavlov che aveva appetito al suono di un campanello, anziché all’apparire di una ciotola, giusto perché lo scienziato lo aveva “programmato” così. Nel nostro caso, la programmazione è gestita dal del circuito di informazione di massa che, in realtà, è un sistema di “formazione” permanente delle coscienze. In primis, perché le maggiori testate, soprattutto televisive, non sono libere e indipendenti (requisito imprescindibile di ogni giornalismo con ambizioni di verità e di onestà). In secundis, perché sono possedute da centrali finanziarie e di potere (sovente occulte). Le stesse dalle quali è scritto il copione su cui l’uomo della strada deve letteralmente “costruire” il proprio mondo di significati, il proprio orizzonte di senso, il proprio serbatoio di pregiudizi.

In altri termini, viviamo in un mondo invertito, e quindi sovvertito. Non è l’uomo a valutare i fatti con la propria autonoma coscienza, sono i fatti (magistralmente raccontati, e quasi sempre falsificati) a plasmare la coscienza dell’uomo. Il che sarebbe una notizia così interessante da meritare la prima pagina come il già citato uomo che morde il povero cane. Ma ciò non avviene perché chi dovrebbe informarci, ha troppo spesso la missione, se non la vocazione, esattamente opposta: disinformarci per “formarci”.

Da questo punto di vista, vi sarebbe da chiedersi se abbia ancora senso parlare di democrazia in un contesto siffatto. E, quindi, se non siamo per caso tutti vittime di un incantamento collettivo, di un’opera di magia nera. Un’alchimia  in grado di guidare la (stragrande) maggioranza di noi non verso il bene superiore per tutti (di cui, secondo la logica democratica, i più dovrebbero essere depositari), ma verso occulti obbiettivi buoni per pochissimi e dannosissimi per tutti gli altri. Torna in mente la frase di uno che della democrazia (e di come sopprimerla) si intendeva, eccome. Così Benito Mussolini ne parlava in una lettera al maestro di ogni manipolazione di massa, Gustave Le Bon: “La democrazia è il regime che dà o cerca di dare l’illusione al popolo di essere sovrano”. Scritta novant’anni fa. Mai vera come oggi.

Fonte: https://scenarieconomici.it/lillusione-della-democrazia/

Dalla Polonia una sfida al cuore del potere di Bruxelles

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La corte costituzionale polacca deciderà se alcune disposizioni dei trattati dell’UE sono compatibili con la costituzione polacca e se la corte suprema dell’UE può costringere il paese a sospendere parte delle sue riforme giudiziarie. I funzionari governativi  polacchi insistono sul fatto che i casi, che saranno esaminati martedì e mercoledì, sono necessari perché gli organi dell’UE hanno oltrepassato i loro poteri, violando quindi i diritti definiti dalla costituzione polacca.

“Non si tratta solo della Polonia. Il problema è che alcuni funzionari europei stanno cercando di conferire all’UE maggiori competenze senza modificare i trattati”, ha affermato Sebastian Kaleta, viceministro della giustizia polacco. “Questo è molto pericoloso, perché potrà far implodere l’UE dall’interno”. nello stesso tempo però questa causa rischia di far saltare la costruzione europea ed anche molti dei poteri informali di Bruxelles. Didier Reynders, commissario per la giustizia dell’UE, ha dichiarato al Financial Times che esiste il rischio di una “vera minaccia per l’architettura stessa della nostra unione” a causa di sfide legali simili da parte degli Stati membri, tra cui Francia e Germania. “Se non  fermi queste cause, avrai sempre più possibilità per i diversi Stati membri di contestare il primato del diritto dell’UE e la competenza della Corte di giustizia europea”, ha affermato Reynders.

Il mese scorso, la Commissione europea ha avviato un’azione legale contro la corte costituzionale tedesca a Karlsruhe per una sentenza del 2020 secondo cui la Corte di giustizia europea aveva agito oltre le sue competenze in un caso relativo all’acquisto di obbligazioni della Banca centrale europea. Reynders ha quindi scritto anche al governo polacco chiedendo formalmente di ritirare una delle mozioni davanti alla sua corte costituzionale, affermando che sembrava contestare i principi fondamentali del diritto dell’UE e l’autorità della Corte di giustizia europea. Alla base del contendere vi sono le modifiche costituzionali polacche, compresa la riforma della Suprema Corte, che, secondo Bruxelles, avrebbero toccato dei punti facenti parte dei trattati europei e che poi sono state anche contestate dalla maggioranza di sinistra del Parlamento europeo, con le note accuse di “Violazione dello stato di diritto”.

Funzionari polacchi respingono le critiche dell’UE a Varsavia come un doppio standard. “Questo non è – come stanno cercando di dire alcuni funzionari della Commissione europea – un precedente”, ha affermato Kaleta, aggiungendo che altri tribunali costituzionali “hanno affermato agli organi dell’UE che stanno interferendo negli affari interni senza competenza”.

Tuttavia, Kim Lane Scheppele, professore di diritto a Princeton, ha sostenuto che c’era una differenza fondamentale tra le sfide polacche e quella lanciata in Germania. Il tribunale di Karlsruhe ha contestato il modo in cui la Corte di giustizia europea aveva svolto il proprio lavoro nel valutare la validità dell’acquisto di obbligazioni da parte della BCE; i casi polacchi si chiedevano se il diritto dell’UE si applicasse alla Polonia e fosse superiore al diritto costituzionale nazionale. Un putno essenziale che , se chiarito a favore di Varsavia, permetterebbe a tutte le corti costituzionali nazionali di opporsi alle decisioni europee e della Corte di Giustizia Europea. Purtroppo per noi non cambierebbe molto, perchè i giudici della Corte Costituzionale sono noti per la loro totale flessibilità nei confronti della Commissione.

Fonte: https://scenarieconomici.it/dalla-polonia-una-sfida-al-cuore-del-potere-di-bruxelles/

La Florida manda la guardia nazionale al confine di Texas ed Arizona contro l’immigrazione. Intanto Biden dorme

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Il governatore della Florida Ron DeSantis ha annunciato mercoledì di aver autorizzato l’invio della polizia al confine tra Stati Uniti e Messico in Arizona e Texas, a seguito di una richiesta da parte di questi stati.

DeSantis, un repubblicano, ha affermato che la Florida è il primo stato a rispondere a una lettera dei governi. Greg Abbott e Doug Ducey, entrambi repubblicani, che hanno chiesto aiuto a tutti gli altri stati per controllare il confine. Una accusa indiretta verso il governo Federale, a cui spetterebbe la difesa  dei confini, ma che non sta facendo, oggettivamente, nulla.

“Siamo qui oggi perché abbiamo problemi in Florida che non sono interni  alla Florida,  che siamo stati costretti ad affrontare da molti anni, ma soprattutto negli ultimi sei mesi, a causa del fallimento dell’amministrazione Biden nel proteggere il nostro confine meridionale”, ha detto DeSantis durante un evento mercoledì. “E, in effetti, fare davvero qualcosa di costruttivo su ciò che sta accadendo al confine meridionale”.

Sebbene DeSantis non abbia approfondito la natura dello spiegamento della polizia, ha affermato che ci saranno “maggiori informazioni sui contorni dell’assistenza reciproca” in futuro. “Sono sicuro che in ognuno di questi dipartimenti dello sceriffo, ci sono vice che scalpitano per essere in grado di aiutare”, ha aggiunto.

“Penso che ci siano molte persone del tipo, ‘Amico, vorrei poter fare qualcosa per aiutare’. Beh, hanno l’opportunità di farlo. Penso che vedrai molte mani alzarsi dicendo: “Ehi, mandami, voglio essere utile”, ha aggiunto il governatore repubblicano.

DeSantis ha anche usato la conferenza stampa per criticare le politiche sull’immigrazione dell’amministrazione Biden, affermando che il presidente Joe Biden ha annullato una serie di mandati di successo dell’era Trump progettati per frenare l’immigrazione illegale

Abbott e Ducey, nella loro lettera in cui chiedevano aiuto mettevano in luce come questa richiesta fosse finalizzata a risparmiare problemi e costi anche agli altri stati:

“Con il tuo aiuto, possiamo fermare meglio  questi autori di crimini statali e federali, prima che possano causare problemi nel tuo stato”, hanno scritto i due governatori.

I dati rilasciati questa settimana da Customs and Border Protection mostrano che gli agenti hanno arrestato circa 180.000 persone entrate illegalmente negli Stati Uniti a maggio, che è la cifra più alta registrata in circa due anni. Più di 112.000 di questi immigrati illegali sono stati espulsi ai sensi della disposizione sanitaria del Titolo 42, che è stata autorizzata tramite una dichiarazione di emergenza lo scorso anno a causa della pandemia di COVID-19. Però il flusso sembra inarrestabile, anche per l’effetto attrazione esercitato da Biden.

Fonte: https://scenarieconomici.it/la-florida-manda-la-guardia-nazionale-al-confine-di-texas-ed-arizona-contro-limmigrazione-intanto-biden-dorme/

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