Russia e Occidente al bivio, tra virtù e decadenza

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QUINTA COLONNA

L’EDITORIALE

di Matteo Castagna per Informazione Cattolica del 3/10/2022

RUSSIA E OCCIDENTE: SI STANNO SCONTRANDO SUL PIANO NATURALE E SOPRANNATURALE DUE MONDI E CONCEZIONI DELLA VITA E DELLA CIVILTÀ PROFONDAMENTE DIVERSI. ENTRAMBE HANNO PERÒ IN COMUNE IL DESIDERIO SMODATO DI POTERE E DI DENARO…

Non vediamo al momento nessuna minaccia imminente sull’uso di armi nucleari da parte di Mosca ma continuiamo a monitorare la situazione in modo molto serio“. Sono le parole di Jake Sullivan, Consigliere per la sicurezza nazionale americana, nel corso di una conferenza stampa tenutasi il 30 settembre alla Casa Bianca. Intanto, Mosca ha posto il veto alla risoluzione “ostile” al consiglio di sicurezza dell’ONU.

La Cina, il Gabon, il Brasile e l’India si sono astenuti nella votazione per il riconoscimento di Donetsk, Luhansk, Kerson, Zaporizhzhia che, tramite referendum popolare, hanno deciso di tornare Russia ed abbandonare l’Ucraina. Dieci i voti a favore del rifiuto. Allo stesso tempo, USA e NATO frenano sull’ingresso immediato di Kiev nell’Alleanza atlantica, proseguendo con una politica cerchiobottista. Medvedev: “Zelensky vuole entrare rapidamente a far parte della Nato”.

Grande idea. Sta solo chiedendo all’Alleanza di accelerare l’inizio di una terza guerra mondiale”. Infine, il Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin festeggia nella Piazza Rossa, assieme ai leader delle quattro regioni annesse, parlando di “giornata storica”. La risposta della Russia al tentativo USA di utilizzare l’Ucraina come base per laboratori biochimici e per piazzare lanciarazzi a 700 km dal Cremlino, avanzando verso est, è stata scongiurata da Mosca, che si riprende i territori, storicamente suoi.

Al di là delle parole di circostanza e degli allarmismi della propaganda, Putin pare aver già vinto la prima battaglia, respingendo il nemico e annettendo i territori occupati dall’Ucraina. Ora, la posta in gioco è tutta economica ed energetica. Laddove non arriverà la politica, arriverà la guerra. Sul piano naturale e soprannaturale si stanno scontrando due mondi, due concezioni della vita e della civiltà profondamente diversi, che hanno, però, in comune il desiderio di potere e di denaro. Se l’Occidente liberale, decadente e secolarizzato, ha ucciso Dio per abbracciare il materialismo più abietto, la Russia autarchica, sacrale e identitaria, ha mantenuto vivi i principi tradizionali dell’Oriente ortodosso, che, sul piano morale, erano identici a quelli della Civitas Christiana europea, erede della grande civiltà greco-romana. L’impressione, però, che la venialità riferita alla ricchezza ed al primato economico aleggi abbastanza concretamente anche nella steppa ex sovietica, si osserva nell’atteggiamento verso le risorse di cui, forse, la Federazione Russa vorrebbe ottenere, in qualunque modo, il monopolio.

Ma una società non sarà mai multipolare se qualcuno pretende esclusive sul mondo. Vale per gli americani, ma anche per Putin. La prudenza del colosso cinese e dei Paesi emergenti (BRICS) può essere letta anche in quest’ottica, perché essi hanno ingenti affari sia con l’Occidente liberale che con l’Eurasia, e probabilmente, intendono avere garanzie chiare e nette nel mantenimento dell’indipendenza economica concorrenziale.

In realtà, l’aderenza intima, libera e affettiva, di tutta una vita alle norme tradizionali, faceva sì che essa acquistasse un significato superiore: attraverso l’obbedienza e la fedeltà, attraverso l’azione conforme ai principi e ai suoi limiti, una forza invisibile le dava forma e la disponeva sulla stessa direzione di quell’asse soprannaturale, che negli altri – nei pochi al vertice – viveva allo stato di verità, di realizzazione, di luce.

Così si formava un organismo stabile ed animato, costantemente orientato verso il sopramondo, santificato in potenza e in atto secondo i suoi gradi gerarchici, in tutti i domini del pensare, del sentire, dell’agire, del lottare. In tale clima viveva il mondo della Tradizione, prima di essere travolta dalla Sovversione liberale e comunista. “Questi popoli [europei] pensavano santamente, agivano santamente, amavano santamente, odiavano santamente, si uccidevano santamente – essi avevano scolpito un tempio unico in una foresta di templi, attraverso cui il torrente delle acque scrosciava, e questo tempio era il letto del fiume, la verità tradizionale, la sillaba nel cuore del mondo“. Così si esprimeva sulla nostra civiltà classico-cristiana Guido De Giorgio (1890-1957) nel saggio Ritorno allo spirito tradizionale, pubblicato sulla rivista La Torre (n. 2/1930).

Il filosofo Julius Evola (1898-1974), a tal proposito, scrisse citando il conte Arthur De Gobineau (1816-1882) che l’Europa feudale mostrava l’assenza di una organizzazione unica, un deciso pluralismo, nessuna economia o legislazione unitaria, condizioni di sempre risorgenti antagonismi – eppure una unità spirituale, la vita di un’unica tradizione costituivano la causa prima della sua longevità. Evola, nel suo Rivolta contro il mondo moderno scriveva, già nel 1934: “specie la tradizione estremo-orientale ha messo ben in rilievo l’idea che la morale e la legge in genere sorgono là dove la “virtù” e la “Via” non sono più conosciute: perduta la Via, resta la virtù; perduta la virtù resta l’etica; perduta l’etica resta il diritto; perduto il diritto resta il costume. Il costume è solo l’esteriorità dell’etica e segna il principio della decadenza“.

Continua, quasi profeticamente, Evola: “sopravviene l’individualismo, il caos, l’anarchia, l’hybris umanistica, la degenerazione, in tutti i domini. La diga è infranta. Resti pur l’apparenza di una grandezza antica – basta un minimo urto per far crollare uno Stato o un Impero. Ciò che può prenderne il posto avrà la sua inversione… il Leviathan onnipotente, un sistema collettivo meccanizzato e totalitario“.

Probabilmente è per questo che l’Unione europea al soldo di Soros e degli Stati Uniti di Biden e delle sue lobby di potere volte al transumanesimo hanno già perso. I popoli liberi possono ancora svegliarsi dal torpore provocato dal benessere, dai tecnocrati e dal pensiero unico, ripartendo dallo Spirito, recuperando la sana dottrina cattolica cattolica di sempre, vivendo con virtù e seguendo l’esempio di quel Cristo che è la Via, ma anche la Verità e la Vita.

 

La via cattolica per la Pace

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L’EDITORIALE DEL LUNEDI

di Matteo Castagna per https://www.informazionecattolica.it/2022/03/21/la-via-cattolica-per-la-pace/

SULLA GUERRA I MEDIA HANNO UN APPROCCIO VIZIATO DAL MANICHEISMO LIBERALE

L’eccesso di esemplificazione in fenomeni complessi ed epocali come quelli che stiamo vivendo porta a posizioni tranchant che possono essere un ostacolo insormontabile per addivenire alla pace.

media avrebbero un ruolo importante nel dare un’informazione equilibrata, non deformata dalla propaganda. Dietro la guerra in Ucraina, ci sono motivazioni geopolitiche, economiche, culturali, storiche, religiose. Invece, assistiamo ad un approccio viziato dal manicheismo liberale, che è di matrice illuminista e protestante, per cui dopo il 1991, col crollo del muro di Berlino e dell’Unione Sovietica, ovvero del comunismo, non vi sono più contrapposizioni ideologiche.

Esiste solo l’Occidente guidato dagli Stati Uniti e “fine della storia”, per dirla con una frase del politologo nippo-americano Francis Fukuyama.

Negli anni ’90 iniziava il processo di trasformazione del modello liberal-capitalista del XX secolo in globalismo. Il mondo unipolare, però, ha trovato alcuni ostacoli fin da subito, come ad esempio l’Islam politico, l’ascesa dei cosiddetti BRICS (Brasile, Russia, india, Cina, Sudafrica) ma anche il populismo, persino in America, nella forma adottata da Donald Trump. I grandi globalisti George Soros, Jeff Bezos, Mark Zuckerberg, Bill Gates, Barack Obama, Klaus Schwab, Hillary Clinton, Bernard Henri Levy e Joe Biden vogliono superare queste battute d’arresto al dominio globale e cementare il trionfo globale del liberalismo, che negli ultimi 30 anni ha progressivamente mutato la società, non solo attraverso la tecnologia, ma nei processi sociali e culturali, nella diffusione delle politiche di genere (LGBTQ+), nell’educazione, attraverso programmi scolastici mirati alla cancellazione di ogni identità e alla costruzione dell’ “uomo nuovo” come soggetto amorale, privo di pensiero e idee, sessuomane, perverso, transumano.

L’eredità di due anni di emergenza sanitaria è aver divinizzato la scienza (scientismo) come quinta colonna del sistema liberale, nell’arte si fa trionfare il surrealismo, nei social-media si alimenta la superbia della persona comune che si sente tuttologa, come zuccherino a un’umanità di sudditi consumatori dei prodotti delle élites globaliste. In tutto questo, non c’è più posto per Dio, che viene sostituito dalla religione unica mondiale, ossia l’unità nella diversità che fa convivere la Verità con l’errore, negando il principio di non contraddizione.

Va detto con estrema obiettività che Russia e Cina non hanno opposto un’ideologia contrastante. Al contrario, hanno fatto proprie le tesi del liberismo economico, fino a diventare due Superpotenze. Se è vero che Xi Jinping detiene il debito pubblico degli Stati Uniti e Putin dispone di una grande forza nucleare, l’Occidente liberale dimostra la sua debolezza nel non aver tenuto conto dell’avanzata esponenziale, concorrenziale e globale dell’Oriente del mondo.

Ha, dunque, ragione Alexander Dugin quando dice che “il comunismo è scomparso, ma l’Oriente, l’Eurasia, no“. Appare, quindi, piuttosto realistico ritenere che l’Occidente abbia sottovalutato l’altra parte del mondo, oggi in grande fermento, e che cerchi di sostituire la realtà stessa con il dominio incontrastato del mondo virtuale.

In un articolo sul Financial Times, Fukuyama parla direttamente della “guerra di Putin all’ordine liberale”. Perciò “l’operazione militare speciale in Ucraina è un accordo decisivo per stabilire la Russia come civiltà, come polo sovrano di un mondo multipolare”. Tutti i geopolitici anglosassoni hanno compreso tale assunto, da Halford Mackinder (1861-1947) a Zbigniew Brzezinski (1928-2017). Non potrà esservi pace duratura finché l’Occidente liberale non prenderà atto che dal suo fallimento è sorta una reazione multipolare incredibilmente forte, guidata dalla Russia.

La grande identità religiosa cristiano-ortodossa di questa reazione determina dei problemi di non poco conto per il mondo cristiano-cattolico, che non può permettersi di vedere incrinarsi il primato petrino di Roma, nonostante la secolarizzazione.

Nel mese di San Giuseppe, patrono della Chiesa universale, è più che mai necessario pregare perché il Cuore Immacolato di Maria possa trionfare sul virus liberale, sul cancro social-comunista e sulla paralisi modernista, così che la Chiesa possa irradiare di Luce salvifica tutto il Creato, affinché la pace non sia solo assenza di guerra ma la tranquillità dell’Ordine dato dal Magistero Perenne e dalla Dottrina Sociale dei Papi.

 

Verona, mozione anti aborto, Andrea Bacciga saluta le “donne in rosso”

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“Ma, adesso, non posso manco più salutare?” Così il Consigliere Comunale di Verona Avv. Andrea Bacciga, a fronte delle polemiche scatenate dai soliti noti, nel corso del Consiglio di ieri sera, resta stupito davanti ai suoi accusatori. “A Verona mi sento rappresentato al meglio dall’amico consigliere Andrea Bacciga. A Roma apprezzo molto le dichiarazione di un altro amico, il Ministro per la Famiglia Lorenzo Fontana. Su immigrazione e temi etici non si faranno intimidire dai nuovi stalinisti, neppure se alcuni gironzolano tra i Sacri Palazzi, e tireranno dritto, perché la linea è quella giusta” – commenta così Matteo Castagna.

SCOPPIA IL CASO IN CONSIGLIO COMUNALE

Mozione anti aborto, Bacciga fa il saluto
romano alle donne sulla balconata

Dalla Prima Pagina de L’Arena odierna Continua a leggere

Aquarius, i migranti buttano via i doni della croce rossa e vanno al ristorante con banconote da 100 euro

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di Maurizio Blondet

A pochi giorni dallo sbarco, i migranti dell’Aquarius non si sarebbero per ora distinti per un comportamento ineccepebile. Come riporta il portale spagnolo casoaislado, i migranti alloggiati nella municipalità di Cheste, nei pressi di Valencia, avrebbero buttato via i doni fatti loro dalla croce rossa, perlopiù vestiti e coperte. D’altra parte le foto scattate dai residenti che abitano vicino alla struttura non lasciano adito a molti dubbi.

Ad Alicante invece, dove vengono alloggiati i migranti minorenni (o presunti tali), degli abitanti dichiarano aver visto i richiedenti l’asilo dell’Aquarius in un ristorante a bere alcolici pagando con banconote da 100 euro. Questo sin dalla prima sera e nonostante molti media spagnoli avessero riportato che i migranti fossero, dopo il viaggio dalla Libia alla Spagna, scioccati e traumatizzati.

Fonte. https://www.maurizioblondet.it/aquarius-i-migranti-buttano-via-i-doni-della-croce-rossa-e-vanno-al-ristorante-con-banconote-da-100-euro/ Continua a leggere

La Via Yankee al Sovranismo

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di Riccardo Paccosi

La Via Yankee al Sovranismo

Fonte: Bye Bye Uncle Sam

Le ambivalenze della emergente prospettiva sovranista analizzate relativamente al caso italiano.
Un contributo da leggere con attenzione.

Ho iniziato a parlare dell’esistenza di una Via Yankee al Sovranismo, più o meno da quando ho iniziato a identificarmi, da un punto di vista marxista, con tale categoria politica. Dunque, intorno al 2012.
Infatti, dall’avvento dell’austerity del Governo Monti nel 2011, si è immediatamente palesato che, a fronte della rigidità tedesca che indirizzava le posizioni dell’Unione Europea imponendo politiche di macelleria sociale a Grecia e Italia, da parte degli Stati Uniti vi era un atteggiamento decisamente più elastico nei confronti della spesa pubblica e del bilancio statale. La troika che impartiva ordine ai governi euro-mediterranei, in altre parole, risultava essere composta dal “poliziotto buono” FMI e dal “poliziotto cattivo” Commissione Europea.
Così, molte figure pubbliche che in quel periodo e a vario titolo si pronunciavano contro l’austerity – per esempio Paolo Barnard, ma anche Stefano Fassina – enunciavano altresì esplicitamente la necessità di cercare sponda politica negli Stati Uniti e nel Fondo Monetario per uscire dalla trappola mortale del fiscal compact e dal controllo tedesco sulla nostra economia.
Da allora, molta acqua è passata sotto i ponti.
Otto anni di austerity hanno quasi del tutto eroso, presso l’opinione pubblica italiana ed europea, il preesistente sostegno alla prospettiva eurofederalista e hanno portato, quindi, il sovranismo al centro del dibattito politico e reso maggioranza parlamentare quelle forze politiche che, con varia gradazione, alle tematiche sovraniste sostengono di rifarsi. Continua a leggere