Il vaccino SputnikV per la collaborazione globale contro la pandemia

Condividi su:
Questo articolo di opinione racconta la storia dietro la creazione del vaccino russo contro il COVID-19 e sottolinea la volontà della Russia di cooperare con la comunità internazionale

tratto da Sputnik News

Il «momento Sputnik» è arrivato. Il vaccino russo «Sputnik V» è stato lanciato diventando il primo vaccino COVID-19 registrato al mondo e rievocando i ricordi del lancio shock nel 1957 del satellite sovietico, che aprì lo Spazio all’esplorazione umana. Quella nuova portò non solo alla competizione ma anche a molti sforzi di collaborazione, inclusa la missione congiunta Apollo-Soyuz degli Stati Uniti e dell’Unione Sovietica.

Un vaccino COVID-19 è la priorità numero uno al mondo in questo momento e molti paesi, organizzazioni e aziende, affermano di essere vicine a svilupparne uno. Entro la fine di quest’anno alcuni altri paesi potrebbero avere i propri vaccini. È importante che le barriere politiche non impediscano che le migliori tecnologie disponibili vengano utilizzate a beneficio di tutte le persone di fronte alla sfida più grave cui l’umanità si trova a dover affrontare da decenni.

Sfortunatamente, invece di esaminare la scienza dietro la collaudata piattaforma di vaccini basata sui vettori adenovirali (virus a DNA) che la Russia ha sviluppato, alcuni politici e media internazionali hanno scelto di concentrarsi sulla politica e sui tentativi di minare la credibilità del vaccino russo. Crediamo che un tale approccio sia controproducente e chiediamo un ‘cessate il fuoco’ politico sui vaccini di fronte alla pandemia COVID-19. CONTINUA SU:  https://www.diariodelweb.it/esteri/articolo/?nid=20200811-547136

Il delirio di Henri Lévy: «Vaccino contro il virus grazie agli immigrati». Salvini: «Porta l’Africa a casa tua»

Condividi su:

Indigna non poco il “comizio” pro migranti del filosofo francese Bernard-Henri Levy ospite di Quarta Repubblica da Nicola Porro. In contrapposizione a Matteo Salvini il francese si è permesso di dire in piena emergenza sbarchi delle fandonie colossali che neanche Laura Boldrini avrebbe pronunciato con tanta sicumera. Con la prosopopea tipica dei guru della rive gauche. Dopo avere sputato veleno contro i sovranisti italiani , ecco la perla che ha sconcertato e imbufalito gli spettatori collegati sui social: i migranti sarebbero una chiave fondamentale per arrivare al più presto ad un vaccino efficace contro il Coronavirus. Testuale: “Il fatto che troveremo il vaccino in Italia e in Europa lo dobbiamo agli immigrati”, ha a più riprese ribadito”, suscitando lo sconcerto dell’ex vicepremier Salvini. “Siamo su scherzi a parte?”, ha chiesto il leader leghista al conduttore.

Henri Levy peggio della Boldrini

Le scintille si sprecano. ”Aspetta un attimo, con tutto il rispetto, lei dice che se troviamo il vaccino, lo dobbiamo agli immigrati che sbarcano a Lampedusa? – interloquisce Salvini con gran dose di pazienza. – Mi scusi, se troviamo la cura al Covid, non è grazie ai medici italiani e ai ricercatori e scienziati del San Matteo di Mantova ma è grazie agli immigrati che arrivano? Adesso, questa perla mi mancava…E’ colpa di Putin, è colpa di Salvini… Grazie agli immigrati, invece, troveremo il vaccino…”. La replica di Salvini al filosofo francese Bernard-Henri Levy non si fa attendere. La sua espressione è tutta un programma. Ma è un dialogo tra sordi. Lo scrittore e intellettuale transalpino, consulente di Emmanuel Macron, sembra invasato e fuori di sé.

Salvini a Henri Lévy: «Venga alla stazione Termini…»

”Mi arrendo, professore, venga stasera in stazione Termini a Roma o alla Stazione centrale di Milano, così vede quanto è bella l’immigrazione clandestina che a lei piace tanto…”, dice il leader della Lega.”Senza l’immigrazione africana non c’è ricerca in Francia, non si troverà mai una vaccino e una cura contro il Covid. Deve dire grazie ai migranti…”. Salvini non ci sta: ”Vabbè, stiamo su Scherzi a parte…”. Continua a leggere

1 2