Mi piace al mattino l’odore dell’Impero in disfacimento

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di Aidan O’Brien

Mi piace al mattino l’odore dell’Impero in disfacimento

Fonte: Comedonchisciotte

Gore Vidal preferiva il caos all’ordine. Con la sua saggezza riteneva che le forze centrifughe creassero delle fratture e degli spazi in cui la libertà riusciva a fornicare.
Visto come stanno le cose, questo è quanto di meglio possiamo sperare. Potremmo però anche accontentarci di ciò che accade intorno a noi. Perchè l’ingannevole complotto della gang anglo-americana, che ha colmato gli ultimi 200 anni di imperialismo liberale, sta perdendo colpi. La grande illusione si sta disfacendo.
Anche la grande scacchiera non è nella migliore delle condizioni. La strategia anglo-americana per il controllo dell’Eurasia è stata fatta a pezzi dagli Euroasiatici. Il nonno dell’ISIS, Zbigniew Brzezinski, probabilmente si sta rotolando nella tomba. Secondo lui, la geopolitica era solo egemonia. E questa è una cosa che, al momento, nessuno possiede, meno di tutti gli Anglo-Americani. Continua a leggere

Assad restituisce la Legion d’onore alla Francia: “Non è un onore avere un’onorificenza di un paese schiavo degli USA”

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Non è successo niente in Siria, l’Occidente è perduto

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di Pierrick Tillet

Non è successo niente in Siria, l’Occidente è perduto

Fonte: controinformazione

Mi sento un po’ rassicurato perché non è successo nulla. Se seguivi la stampa anglo-americana, cosa che faccio ogni mattina, ti trovavi in un’escalation anti-russa. Infatti quello che risultava dopo le vicende d’Inghilterra, che risultava nel discorso, era una sorta di crescente russofobia assolutamente misteriosa e che meriterebbe un’analisi. E gli ultimi sviluppi diplomatici sono stati che gli americani e Trump hanno tweettato minacciando un massiccio attacco, ecc. E i russi che hanno detto: State bene a sentire, se è così, useremo la nostra difesa antiaerea e questo sistema che spaventa tutti, il sistema S400 che sembra sia il miglior sistema di difesa terra-aria del mondo.

A quel punto c’era semplicemente la possibilità di una guerra più grande e di una sorta di resa dei conti, le carte scoperte alla fine di una partita di poker, dal momento che in realtà non si sa di cosa i russi sono capaci. L’S400 potrebbe essere in grado di distruggere in aria tutto ciò che vola e in dieci minuti ci sarebbe stata la fine dell’impero americano. O ci sarebbe stato il fallimento degli S400 e gli Stati Uniti si sarebbero scatenati di nuovo.

Ebbene, abbiamo sparato petardi, abbiamo negoziato con i russi. C’era stata una dinamica anti-russa che montava e, alla fine, gli americani, i britannici e i francesi hanno colpito là dove i russi li hanno autorizzati a colpire. Dunque siamo tornati al nulla. Allo stato attuale delle informazioni, mi sento piuttosto rassicurato. Continua a leggere

Non c’è stato alcun attacco chimico in Siria

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di Robert Fisk

Non c'è stato alcun attacco chimico in Siria

Fonte: Megachip

Dal reportage del celebre e storico reporter di guerra Rober Fisk si evince che a Douma non c’è stato nessuno attacco con armi chimiche. Potrebbe essere contestata la versione di Fisk. Vero, ma dal momento che i governi di USA, Francia e Gran Bretagna hanno attaccato la Siria in quanto hanno ricevuto informazioni dai social network dell’uso di gas da parte dell’esercito siriano, perché non si dovrebbe credere ad un reporter di fama internazionale che da più di 40 anni realizza reportage dai campi di battaglia? L’articolo di Fisk acquisisce un’autorevolezza maggiore dal momento che non si può affatto definire un simpatizzante di Assad. Dall’articolo, qui in originale, emerge. Segue traduzione integrale. [L’AntiDiplomatico]

Questa è la storia di una città chiamata Douma, un luogo devastato e puzzolente di blocchi di appartamenti distrutti – e di una clinica sotterranea le cui immagini di sofferenza hanno permesso a tre delle nazioni più potenti del mondo occidentale di bombardare la Siria la scorsa settimana. C’è anche un dottore amichevole in un cappotto verde che, quando lo rintraccio nella stessa clinica, mi dice allegramente che la ripresa del “a gas” che ha fatto orrore al mondo – nonostante tutti i dubbiosi – è perfettamente genuina. Continua a leggere

Attacco in Siria: III^ guerra mondiale rimandata anche stavolta…

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L’OPINIONE

di Giulio Ginnetti

A pochi giorni dal raid missilistico occidentale in Siria, appare sempre più chiaro che esso non ha incrinato l’accordo tra Trump e Putin per gestire le sfere di influenza nel tormentato paese del Medio Oriente. Ciò che Russia e Stati Uniti hanno in comune è la necessità di riaffermare il loro primato sul piano internazionale, eroso negli ultimi decenni, ma di farlo in modo tale da gestire le divergenze, secondo l’accordo siglato al G20 di Amburgo, nel luglio 2017.

Ognuna delle due potenze segue i propri “interessi nazionali”. La sintesi National Defense Strategy 2018 firmata dal segretario alla Difesa americano Jim Mattis, chiarisce che la prima preoccupazione nella sicurezza nazionale degli Stati Uniti non è più il terrorismo, ma la competizione strategica tra gli Stati. E tra Russia e Cina, i due principali attori, con gli Stati Uniti, sul teatro internazionale, Trump considera la Cina l’avversario più temibile e cerca un accordo con Putin, per impedire che si saldi un’alleanza russo-cinese in chiave anti-americana.

L’obiettivo del raid, che si è limitato a una spettacolare operazione chirurgica, non era dunque di abbattere il regime di Assad, protetto da Mosca, ma quello di rafforzare l’immagine degli Stati Uniti. Trump, ha convinto il presidente francese Macron e la premier britannica May a compiere un atto dimostrativo, senza provocare danni alle forze russe, ottenendo in cambio la non interferenza di Mosca. Continua a leggere

Segretario della difesa USA: “Non abbiamo prove che Assad abbia usato armi chimiche”

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Americanismo grottesco e guerrafondaio…la storia si ripete…ma stavolta lo ammettono… (n.d.r.)

http://www.oltrelalinea.news/wp-content/uploads/2018/02/130305150918-james-mattis-1-full-169.jpg

Dopo tante narrative faziose e unilaterali, gli USA hanno finalmente ammesso di non avere prova alcuna sul fatto che Bashar al-Assad abbia utilizzato armi chimiche. Questa comunicazione, in fondo, …

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http://www.oltrelalinea.news/2018/02/17/segretario-della-difesa-usa-non-abbiamo-prove-che-assad-abbia-usato-armi-chimiche/ Continua a leggere

“Il raid in Siria è stato un fallimento”. Lo dicono anche i servizi israeliani

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LAPRESSE_20180414170403_26176266di Lorenzo De Vita

Per l’intelligence israeliana, l’attacco in Siria da parte di Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna, non ha raggiunto i suoi obiettivi. “Se il presidente Trump ha ordinato lo strike solo per dimostrare che gli Stati Uniti hanno risposto all’uso di armi chimiche da parte di Assad, allora questo obiettivo è stato raggiunto”. ha detto un alto funzionario dei servizi di Israele a Ynetnews. “Ma se c’erano altri obiettivi, come paralizzare la capacità di lanciare armi chimiche o dissuadere Assad dal riutilizzarle, allora è molto dubbio che qualcuno di questi obiettivi sia stato raggiunto“.

Parole non troppo diverse da quelle pronunciate da un altro funzionario dell’intelligence di Tel Aviv. “La dichiarazione di ‘missione compiuta’ e quella secondo cui la capacità di Assad di usare armi chimiche sia stata colpita in modo fatale, non hanno alcuna base”. E se queste affermazioni del Mossad hanno un peso, allora è possibile che la pressione di Israele sull’Occidente sarà ancora una volta molto incisiva.

I media israeliani da tempo sostengono che l’attacco in Siria ad opera delle forze occidentali si sia rivelato una netta vittoria di Bashar al Assad. Il bombardamento è stato molto limitato e assolutamente poco incisivo. Inoltre, come sottolineato da più parti, il fatto che buona parte dei missili da crociera lanciati dalle forze occidentali sia stata abbattuta, mostra un problema di efficacia dell’attacco. Inoltre, a detta dei funzionari israeliani intervistati, il fatto che il raid fosse annunciato e che non siano sprigionati gas tossici dagli edifici colpiti, dimostrerebbe che le armi chimiche e le componenti già non erano più presenti in quei depositi. In sostanza, l’idea è che le armi chimiche siano altrove, non che non ci siano mai state. Continua a leggere

Siria 1957: False Flag e la storia che si ripete

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Segnalazione del Centro Studi Federici

SIRIA: IL PRECEDENTE
È il 1957; il Presidente americano Eisenhower e il Primo Ministro britannico Mcmillan decidono che è arrivato il momento di un “regime change” in Siria.
Shukri al-Quwatli il presidente siriano che aveva vinto le prime elezioni democratiche, l’eroe dell’indipendenza non era più affidabile; si stava avvicinando troppo all’Unione Sovietica e Washington e Londra non potevano correre il rischio di perdere il controllo del petrolio siriano, né che la Siria diventasse un caposaldo comunista in Medio Oriente.
E così furono messi in campo Cia e Sis per studiare la soluzione migliore. E fu trovata: scatenare una serie di attentati terroristici a Damasco facendo finta che ci fosse una rivolta in corso; compiere alcuni omicidi mirati sulle figure più influenti del governo e una serie di provocazioni alle frontiere turca, irachena e giordana che spingesse quelle nazioni ad intervenire.
CIA e SIS avrebbero dovuto usare “le loro capacità sia nel campo psicologico che in quello dell’azione”.
Tra gli uomini del governo siriano da uccidere, il primo era Afif al-Bizri il capo di Stato Maggiore accusato di essere un uomo di Mosca.
Il piano per il “regime change” prevedeva il finanziamento ad un “Comitato Siriano Libero” e armi a “fazioni politiche paramilitari”; gli antesignani degli attuali “Ribelli moderati”.
L’operazione, ormai approvata ed esecutiva, si arenò per la rinuncia di Iraq e Giordania a scatenare una guerra disastrosa in Medio Oriente.
La storia del tentato golpe in Siria emerse qualche anno fa dai documenti privati di Duncan Sandys, Segretario alla Difesa del Premier britannico e pubblicati dal Guardian.
È impressionante la similitudine con ciò che sta accadendo oggi; ma in fondo non c’è nulla di nuovo né in Siria né altrove.

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L’ipocrisia delle armi chimiche

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di Robert Fisk

L’ipocrisia delle armi chimiche

Fonte: Comedonchisciotte

L’ipocrisia di tutto ciò. Queste ignobili intenzioni. La noncuranza. Le vergognose bugie e scuse.

Non sto parlando del presidente USA dai tweet affrettati e impulsivi e dei suoi desideri di scappare dai raid della polizia sull’ufficio del suo avvocato -ovviamente c’è una connessione con la Russia.

E non sto parlando del suo ultimo scandalo. E’ possibile che in questo momento la vita con Melania non stia andando a gonfie vele. Meglio parlare di questo che sedersi con i generali e gli ex-generali e discutere seriamente di Russia e Siria.

Non sto parlando di Theresa May, che vuole evitare il discorso Brexit attraverso ogni tipo di distrazione possibile: gli attacchi di Salisbury, Douma -anche Trump. Quindi quando la povera signora pensava di aver ottenuto il consenso del Presidente USA, Trump ha telefonato a Macron. Cosa è tutta questa assurdità? Continua a leggere

L’attacco in Siria? Un’utile commedia per evitare il peggio

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Segnalazione Linkiesta

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L’attacco in Siria? Un’utile commedia per evitare il peggio

Nonostante il discusso e discutibile attacco non è iniziata la terza guerra mondiale. Trump porta a casa intatto (più o meno) l’onore. I russi pure. E perfino Assad esce legittimato dallo “strike” di Usa, Inghilterra e Francia. (di Tommaso CanettaLEGGI)

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