I segreti di Helsinki

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di Israel Shamir

I segreti di Helsinki

Fonte: Comedonchisciotte

Come un uragano arancione, il presidente Trump ha travolto il Vecchio Mondo. Le visite dei presidenti americani in Europa sono solitamente un’operazione cosmetica. Non stavolta. Dai tempi dell’invasione mongola, non molti visitatori provenienti dall’esterno hanno scosso l’Europa come ha fatto lui. Il presidente degli Stati Uniti si è finalmente liberato della gabbia costruita dai suoi avversari politici ed ha cominciato a dire cose che i suoi elettori volevano sentire.

Le sue audaci dichiarazioni sono state tuttavia rapidamente minate e rinnegate dai suoi ministri consiglieri, creando la sensazione che Trump parli solo per sé stesso. Anche lui, alla fine, ha ripudiato le sue stesse affermazioni, dicendo di esser stato frainteso.

Trump sembra sempre più il protagonista de “Il Principe e il Povero”, il povero ragazzo che per caso diventa re – e comincia a comportarsi in modo non regale, mostrando misericordia e prendendosi cura della gente. La sua stessa corte ignora i suoi comandi. Trump dice quel che la gente vuole sentire, ma la sua amministrazione si attiene alla propria linea.

Durante la prima parte del suo viaggio ha recitato la parte del ribelle, in un mondo di uomini deboli e donne formidabili. L’Occidente è infatti governato da potenti zie e sorelle maggiori. Zia Angela in Germania, Zia Teresa in Inghilterra, Zia Brigitte in Francia. Mancava solo Zia Hillary per completare il puzzle e stabilire il dominio completo sui nipoti soggiogati. Continua a leggere

Bannon vuole conquistare la Ue con The Movement

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Avviso ai naviganti. Bannon vuole conquistare la Ue con The Movement

di Francesco Bechis

L’ex capo stratega di Donald Trump confida a The Daily Beast i dettagli del nuovo partito populista europeo. Dentro Le Pen e Farage, ma un posto d’onore è riservato a Matteo Salvini

Un’armata populista in marcia verso Bruxelles per ottenere la maggioranza all’Europarlamento e sconfiggere una volta per tutte “il partito di Davos”. Una Fondazione per i populisti, che dia linfa alla campagna elettorale per le elezioni europee del 2019 e metta insieme la crème de la crème dell’antiestablishment italiano, austriaco, tedesco, francese, britannico. Un’organizzazione che sfidi a colpi di fioretto Open Society, la fondazione pro-migranti del miliardario George Soros, l’Idra a sei teste per gli amanti di congiure e complotti. Il sogno di Steve Bannon comincia a prendere forma. Dopo aver espugnato la Casa Bianca l’ex capo stratega di Trump, allontanato con disonore dal Tycoon, si è messo al lavoro 24H per ripetere l’esperimento in Europa. E se un diffuso clichè vuole che il sequel di un film difficilmente ottenga lo stesso successo dell’originale, la sfida europea di Sloppy Steve può essere l’eccezione che conferma la regola.

The Daily Beast, dopo aver sentito Bannon, ha rivelato i primi dettagli. Si chiamerà The Movement, sarà un partito di destra (ma non disprezzerà l’apporto di voci diverse, purché il nemico resti lo stesso: le èlites europee), avrà il suo quartier generale a Bruxelles e sta già cercando staff per dare il via alle danze. I soldi non saranno un problema. Bannon non se ne cura più di tanto, è ancora incredulo che la campagna del Leave per la Brexit abbia raggiunto l’obiettivo con un budget di 7 milioni di sterline: “Quando mi hanno detto che il tetto di spesa era di 7 milioni gli ho detto ma intendete 70 milioni?? Con 7 milioni non ci compri nulla. Non ci compri i dati Facebook, non ci compri la pubblicità, niente”.

A Londra, nel lussuoso hotel Mayfair, l’incontro che ha siglato l’inizio della nuova avventura politica. Assieme a Bannon e Raheem Kassam, ex capo staff di Nigel Farage e direttore di Breitbart, si è presentata una nutrita delegazione dei movimenti antiestablishment europei. C’era lo stesso Farage, Jerome Rivière del Rassemblement National (Ex Front National), Filip Dewinter del fiammingo Vlaams Belang, il congressman repubblicano Paul Gosar (inviato del potentissimo Freedom Caucus, gruppo di conservatori pro-Trump che Bannon vuole avere dalla sua).

E poi volti non proprio rassicuranti, esponenti di spicco di partiti di ultra destra come Sweden Democrats e True Finns che inizialmente dovevano restarne fuori ma in extremis Bannon ha fatto rientrare perché “perfetti per il ruolo”. Non ci sono notizie di un coinvolgimento della Lega nella riunione londinese. Ci sono poche chances però che lo stratega più odiato d’America non imbandisca la tavola con il piatto più prelibato, la Lega di Matteo Salvini che sta scalando i sondaggi e conquista ogni giorno i riflettori a suon di respingimenti in mare. Bannon nutre una vera ammirazione per il ministro dell’Interno italiano. E se un posto nella dirigenza del Movement per Le Pen e Farage è giá blindato, difficile che rimanga fuori il segretario leghista, che al momento ha un peso specifico ben diverso e un po’ conosce le dinamiche di Strasburgo. A dissipare i dubbi ci pensano le parole di Matteo Salvini in una recentissima intervista al Washington Post, cui ha detto di voler “mettere insieme un gruppo che ottenga la maggioranza al Parlamento Europeo”.

I tempi sono maturi già da un po’. La debacle del Front National, il movimento di ultra destra guidato da Marine Le Penin cui Bannon aveva riposto tante speranze, sembrava aver allontanato una volta per tutte il pericolo di un’internazionale populista pronta a espugnare Bruxelles. Ma in poco meno di un anno l’ascesa delle forze euroscettiche in Austria, Olanda e Germania e il clamoroso exploit di Lega e Cinque Stelle del 4 marzo hanno riaperto la partita. Nel frattempo Bannon ha perso due lavori (alla Casa Bianca e a Breitbart news, l’emittente all news cara al far -right che lui stesso ha fondato) e ne ha guadagnato uno nuovo, non meno redditizio: mettere tempo, denaro e expertise al servizio di un nuovo movimento populista europeo.

Ne avevamo avuto sentore due mesi fa, quando ha fatto tappa a Roma in un tour europeo degno di una rockstar, esplodendo in un entusiasmo irrefrenabile per l’imminente nascita di un governo gialloverde, coronamento di un sogno che Bannon avrebbe voluto realizzare oltreoceano, per sua stessa ammissione, unendo all’irruenza di Donald Trump il carisma di Bernie Sanders. Poco male, la vita gli ha offerto un’altra occasione, e anche questa volta il vento tira a suo favore. Tic-tac, le lancette corrono, le europee si avvicinano e gli euroscettici hanno un jolly dalla loro parte. Chi vuole un’Europa diversa, liberale, moderata è avvisato: per fermare il ciclone Bannon servirà qualcosa di più di qualche bandiera blustellata per le strade di Bruxelles.

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Sovranisti al bivio tra Europa «leggera» e opzione Trump

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del Prof. Paolo Becchi su Libero, 20/07/2018

L’immagine di Juncker, presidente della Commissione europea, visibilmente alterato e barcollante durante l’ultimo vertice Nato, rappresenta quello che attualmente è l’Europa meglio di qualsiasi altra cosa. L’asse franco-tedesco, di cui Juncker è l’espressione, è in coma, non etilico, ma comunque in coma.

Il gruppo dei paesi di Visegrad interagisce con gli Stati Uniti,e gli Stati Uniti hanno dichiarato apertamente sostegno alla Brexit, guerra alla Ue e appoggio a tutti quei Paesi come il nostro che con il nuovo governo hanno assunto un orientamento euroscettico. Diciamolo chiaramente: la politica di Trump non è per nulla «isolazionista», come sembrava dalla campagna elettorale. La politica estera americana è tornata completamente sotto il controllo dei neocon. Trump punta ora palesemente a disaggregare l’Europa, perché teme la crescita non solo economica ma anche politica della Germania. Forse non è un caso che Bannon in questi mesi sia così spesso in Italia, su «mandato esplorativo» di Trump o per proprio interesse, poco importa. Trump sta rivelando il vero volto della sua attuale amministrazione: a tutti gli effetti continua ad esercitare quel ruolo imperiale che gli Stati Uniti hanno avuto dal dopoguerra e che dopo la caduta del muro di Berlino, per alcuni anni, hanno esercitato da soli. Certo, ora c’è di nuovo la Russia di Putin, e anche la Cina, che si muovono sullo scacchiere internazionale, ma l’Europa?

Ecco, la strategia di Trump è evidente: puntare ad una disgregazione dell’Europa aiutando tutti quei movimenti populisti, sovranisti che stanno avendo successo in Europa. Qui si apre un grosso problema per l’Europa e per il nostro Paese in Europa. L’Italia si trova di fronte a due possibili strade: infliggere un duro colpo all’egemonia franco-tedesca oggi indebolita, sfruttando l’appoggio di Trump, ma correndo in questo caso il rischio di diventare la «testa di ponte atlantica» sul vecchio continente. Liberi dai vincoli europei, ma sudditi ancora una volta dell’Impero americano? Continua a leggere

Limbaugh: Dems using Russia meddling ‘to eventually get rid of elections’

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Risultati immagini per Limbaugh: Dems Using Russia Meddling ‘to Eventually Get Rid of Elections’Segnalazione Breitbart

by Pam Key

Thursday on his nationally syndicated radio show, conservative talker Rush Limbaugh argued the hype over Russian meddling in U.S. elections was an effort by the Democratic Party “to eventually get rid of elections.”

Limbaugh said, “You realize as far as many Americans are concerned, every election going forward is not to be tainted depending on who wins and loses it. If the if the Democrats win, everything will be fine, you’ll never hear a word about tainted elections. In fact, the next time Democrats win the House or the Senate, pray tell the White House you’re probably going to hear one of two things: ‘Yeah the Russians were still trying to help the Republicans, we found out about it this time and we were able to overcome it and the Russians are going to be trying every election but we Democrats have found a way to beat them back. Vote for us, we can control the Russians, we’re not in bed with them,’ Blah blah. The other possibility is that if the Democrats won the election, that’s going to be, yet there won’t be any talk of the Russians meddling or colluding whatsoever. We won’t even hear a word about it. But when they lose, when they lose it, can’t be because they’ve been rejected by voters. There has to be some nefarious reason. There has to be tampering , there has to be meddling, there has to be collusion. In the process they have done a great job of making so many millions of Americans question the integrity of elections now.”

After using climate change as an example of Democrats group think, Limbaugh continued, “They believe all this garbage, so look how easy it’s going to be, probably on the way, to making them think that every election that matters is somehow tainted. They actually got started with this in 2000, Florida recount, Bush versus Gore. I believe this all has a very long-term purpose and that is to eventually get rid of elections. You can snicker and you can smirk and you can say ‘Come on Rush, you say things like that, it makes it really hard for us to support you,’ Well I am, maybe so, but I’m telling you, don’t laugh and be very careful in criticizing me because I am here to tell you that if they could, they would. Elections are the only thing standing in the way to what is considered to be a birthright entitlement and that’s power.”

He added, “You can’t deny, you cannot deny they’re working overtime to make everybody think the presidential race in 2016 is invalid. That it’s illegitimate. That the Russians were involved in some of the—Trump really didn’t win. That’s what all of this has been about.”

Follow Pam Key on Twitter @pamkeyNEN

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Gli alleati europei degli USA e della NATO sono “terrorizzati” per la fine delle vecchie certezze

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di Pepe Escobar

Gli alleati europei degli USA e della NATO sono “terrorizzati” per la fine delle vecchie certezze

Fonte: controinformazione

Trump ha ragione – La NATO è obsoleta, e se l’Europa vuole combattere i nemici immaginari, dovrebbe pagarsi le spese a modo suo
Terrorizzati da Trump, gli eurocrati di Bruxelles in questi ultimi giorni hanno trasmesso i loro timori ad Asia Times circa la fine della NATO, la fine dell’Organizzazione mondiale del commercio, persino la fine dell’UE.
Il livello d’isteria è giunto al culmine. Dopo il vertice della NATO a Bruxelles, il declino definitivo dell’Occidente è stato dichiarato da un accordo fatto mentre il presidente Trump si preparava a incontrare il presidente Putin a Helsinki.

Era stato lo stesso Trump a decretare che voleva parlare con Putin a porte chiuse, faccia a faccia, senza aiutanti e, in teoria, spontaneamente, dopo  che era stata annullata la riunione preparatoria tra il Segretario di Stato Mike Pompeo e il Ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov.  Il summit si svolge nel palazzo presidenziale dei primi del XIX secolo a Helsinki, ex residenza degli imperatori russi.

Come preambolo per Helsinki, lo spettacolare blitzkrieg di Trump alla NATO è stata una rappresentazione scenica per i secoli; i vari “leader” assortiti a Bruxelles semplicemente non sapevano cosa li stava colpendo. Trump non si è nemmeno preoccupato di arrivare in tempo per le sessioni mattutine relative alla possibile adesione di Ucraina e Georgia. I diplomatici hanno confermato ad Asia Times che, dopo la pungente “tirata d’orecchi o altra” sgridata di Trump, all’Ucraina e alla Georgia è stato chiesto di lasciare la stanza perché ciò di cui sarebbe discusso era strettamente un problema interno alla NATO. Continua a leggere

Ultim’ora! La Terza Guerra Mondiale è finalmente terminata!

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di DMITRY ORLOV
cluborlov.blogspot.com

Sconosciuta ai più, la Terza Guerra Mondiale ha imperversato, fino ad ora, per quasi trent’anni dal crollo del Muro di Berlino. Era stata preceduta dalla Guerra Fredda, che era terminata quando Mikhail Gorbachev si era arreso all’Occidente, con la conseguente, confusa, dissoluzione del Patto di Varsavia. Nonostante questa capitolazione, l’Occidente non aveva mai abbandonato il suo progetto di distruggere il Patto di Varsavia, insieme a quel che rimaneva dell’ex Unione Sovietica, per poi conquistare e smembrare la Russia stessa. In mancanza di minacce militari da oriente, la NATO, insieme alla sua gemella parassita, l’Unione Europea, si era incessantemente espansa ad est, ingoiando una nazione dopo l’altra. Fino ad ora ha conquistato l’intero Patto di Varsavia, più la Moldova e i tre Stati Baltici ed è alla caccia delle ultime briciole dell’ex Unione Sovietica: Ucraina, Georgia ed Armenia. La ragione per cui nessuno in Occidente si è reso conto che, per tutto questo tempo, c’è stata la Terza Guerra Mondiale è che l’Occidente ha sofferto di un profondo collasso mentale, grave tanto quanto il collasso fisico dell’URRS. La Russia si è ripresa dal suo collasso, l’Occidente, probabilmente, non lo farà mai.

Anche se l’Occidente finge di combattere la Russia, questa è pura fantasia. Le capacità difensive della Russia sono tali che una strategia militare contro di essa non è neanche pianificabile. La dottrina militare russa afferma che nessuna guerra verrà mai più combattuta sul suolo russo: se dovesse essere invasa, trasferirebbe immediatamente gli scontri in territorio nemico utilizzando le sue armi a lunga gittata, dotate di un raggio d’azione che comprende il mondo intero. Precisa anche che risponderà ad ogni minaccia esistenziale usando le armi atomiche, se necessario. E così il Pentagono, con la NATO a rimorchio, non sogna neanche più di attaccare la Russia. Questa speranza, ad un certo punto, era tornata vitale quando gli USA avevano creduto che fosse possibile eliminare la capacità di deterrenza atomica russa utilizzando un “primo colpo” nucleare, ma, da allora la Russia si è riarmata con armi più avanzate di quelle in possesso, attuale o futuro, degli Stati Uniti e così quel sogno è ormai defunto. Continua a leggere

Helsinki: Trump e Putin hanno cambiato le regole

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Vi spiego perché a Helsinki Trump e Putin hanno cambiato le regole del gioco. Parla Frattini

Il presidente della Sioi, già commissario europeo e ministro degli Esteri, definisce il vertice di Helsinki “una grande vittoria”. L’Europa ancora una volta non è pervenuta C’è chi griderà allo scandalo, accogliendo il presidente Trump al suo ritorno in patria con cartelli di sdegno per aver svenduto il Paese al nemico. Chi invece si farà prendere dall’entusiasmo, ringraziando il Tycoon …

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Fuori l’Europa, dentro Putin: così Trump spariglia le carte

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Segnalazione Linkiesta

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Fuori l’Europa, dentro Putin: così Trump ha cambiato il mondo (e si è messo nei guai)

In Usa reazioni inferocite dopo l’incontro Trump-Putin. Ed è comprensibile. Il vertice di Helsinki sancisce un enorme cambiamento, già in atto, per gli equilibri mondiali. Gli Usa non sono più amici di nessuno e corrono da soli. E per l’Europa e gli atlantisti non è un bel momento. (di Fulvio ScaglioneLEGGI)

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Gran confusione sotto Trump, la situazione ci avvantaggia

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di Maurizio Blondet

GRANDE CONFUSIONE SOTTO TRUMP. DUNQUE LA SITUAZIONE CI AVVANTAGGIA.

GRANDE CONFUSIONE SOTTO TRUMP. DUNQUE LA SITUAZIONE CI AVVANTAGGIA.

Certo che vedere John Bolton addomesticato  mentre, sulla via per Mosca dove porta un invito di Trump a Putin, fa tappa a Roma per invitare  il nostro premier Conte alla Casa Bianca, fa una certa impressione: molto è cambiato in poche settimane, e il cambiamento viene da Trump. Quello stesso che in pochi giorni ha voltato pagina con a Corea …

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Diciamolo: i sovranisti hanno ragione e gli insulti non li fermeranno

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di Marcello Foa

Diciamolo: i sovranisti hanno ragione e gli insulti non li fermeranno

Fonte: Marcello Foa

E dire che fino a poco tempo fa, gli intellettuali mainstream tentavano di screditare i sovranisti come pericolosi neofascisti. Oggi possiamo dirlo: i sovranisti avevano ragione e non c’è insulto che riuscirà a fermarci, per una ragione tanto semplice quanto inaspettatata: gli elettori stanno distruggendo scheda dopo scheda quel costrutto neoglobalista e transnazionale che anni di incessante propaganda hanno tentato di trasformare in un Destino ineludibile. Lo confesso: era difficile immaginarlo in queste proporzioni. La campagna mediatica (ma non solo) lanciata dall’establishment per fermare i populisti in ogni Paese (dagli Stati Uniti alla Gran Bretagna, dall’Austria all’Italia) è stata di una virulenza senza precedenti ed è destinata a durare. Pensate solo alle ultime vergognose accuse di Repubblica che ha etichettato come “rosso-bruni” molti intellettuali rei di essere favorevoli al governo legastellato e che accusa Matteo Salvini di essere un nazista. Fango, spazzatura, nient’altro che spazzatura.

Trump negli Stati Uniti ha subito lo stesso trattamento. Eppure la diffamazione non fa più presa, nemmeno se è strillata dal 90% dei media; anzi, produce l’effetto contrario. La popolarità del presidente degli Stati Uniti è altissima, la Lega passa di vittoria in vittoria e i 5 Stelle hanno schiantato a sinistra quel Pd per cui tifano quasi tutti i talk show. Tutto questo accade perché i cittadini sono stufi di non essere più padroni del proprio destino e non si fanno più incantare dalla narrativa, inzuppata di spin, volta a creare l’impressione che lo Stato sia una reliqua del passato e che il mondo sarà ineluttabilmente multiculturale, multietnico, governato da democrazie virtuali ma controllato di fatto da élite autonominatesi e prive di legittimità popolare. Altro che reliqua, lo Stato è più vivo che mai! Continua a leggere

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