La dott.ssa Gwyneth A. Spaeder risponde al dott. Massimo Citro

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C’è una ricerca della polemica tra certi ambient cosiddetti cattolici conservatori o “tradizionalisti” parecchio divisiva, che non riguarda, in realtà, né tematiche di Fede né di Morale, ma che concorre alla confusione dei nostri tempi e, appunto divide tra vaccinisti e non vaccinisti. Chissà se gli attori principali di questa diatriba spendessero tante energie sull’essenziale riguardante la crisi nella Chiesa e nell’Autorità! Forse si sarebbero già raggiunti risultati insperabili…comunque, noi che riteniamo più ragionevole, in scienza e coscienza, la posizione della dott.ssa Gwyneth A. Spaeder, la cui opinione abbiamo già pubblicato sul nostro sito, ci sembra giusto pubblicare anche la risposta all’immancabile rimbrotto del collega dott. Massimo Citro, di area Carlo Maria Viganò (n.d.r.)

Segnalazione Corrispondenza Romana

di Gwyneth A. Spaeder, MD

Caro Collega,

Nella sua risposta al mio articolo riguardante la lettera dell’Arcivescovo Viganò sulla sicurezza e sulla moralità dei vaccini mRNA COVID19, lei esprime il desiderio di “proseguire sul cammino di una reciproca critica costruttiva”. Apprezzo il tempo che ha impiegato per considerare il mio punto di vista ed esprimere il suo. Perché una discussione sia produttiva, tuttavia, si richiede un accordo di fondo su cosa possa ritenersi attendibile e autorevole e cosa no. Accordo che non sono certa ci sia. Dobbiamo anche fare attenzione a distinguere tra quelle che sono le ricerche in corso sui meccanismi e sugli esiti dell’infezione naturale da SARS-COV-2 e quelle che si concentrano sui vaccini mRNA progettati per mitigare i danni di tale infezione; spesso nella sua risposta tali studi vengono utilizzati in maniera intercambiabile. Dobbiamo peraltro cercare di evitare argomentazioni superficiali in cui semplici studi di laboratorio vengono presentati come prove clinicamente valide, o per cui si assume che certi protocolli terapeutici, giustamente utilizzati per una determinata malattia, siano efficaci in una situazione clinica diversa da quella in cui vengono solitamente impiegati.

Per cominciare vorrei chiarire velocemente un punto terminologico che può confondersi man mano che la nostra corrispondenza viene tradotta dall’inglese all’italiano e viceversa: in riferimento ai prodotti farmaceutici in questione, ovvero le iniezioni contenenti mRNA atte a indurre la produzione di una proteina spike modificata dal virus SARS-COV-2, continuerò a usare la parola “vaccino” per indicare un’entità somministrata ad un individuo con lo scopo di indurre una protezione immunitaria contro un agente patogeno. Usando questa definizione, il vaccino mRNA COVID non è diverso dai precedenti vaccini contro la poliomielite o l’influenza, anche se il meccanismo d’azione è diverso. Non credo che continuare a spendere altro tempo discutendo sull’uso del termine sia produttivo.

Per quanto riguarda le sue affermazioni secondo cui i vaccini COVID mRNA sono inefficaci, mi permetta di ricordare a lei e ai nostri lettori che questi vaccini sono stati progettati e testati per prevenire l’ospedalizzazione e la morte, ed è esattamente ciò che hanno fatto durante le ondate alfa e delta di questa pandemia; i primi dati ora suggeriscono che faranno lo stesso durante l’attuale ondata di omicron. Elencare numerosi articoli su casi particolari non serve a confutare questo fatto: questi vaccini stanno salvando vite e limitano la pressione sulle risorse sanitarie (CDC COVID Data Tracker).

Per quanto riguarda il suo successo nell’evitare l’ospedalizzazione dei suoi pazienti, senza sapere nulla della numerosità del campione di pazienti che ha in cura o sulle dimensioni della clinica che gestisce, è difficile trarre conclusioni significative, al di là del fatto che possa ritenersi una grande benedizione che a lei e ai suoi pazienti siano state risparmiate malattie più significative. La conclusione che lei trae è che le sue esperienze personali come medico possano essere applicate ed adattate al contesto di una pandemia mondiale. Vorrei metterla in guardia da un tale azzardo, poiché i dati a supporto delle sue modalità di trattamento individuali o vengono estrapolati da piccoli studi che non sono stati replicati in trial più ampi o presumono che il modo in cui un medicinale o un integratore si comporta per una certa malattia sarà lo stesso per un’altra. Le pubblicazioni sul ruolo della vitamina C nel trattamento delle infezioni delle vie respiratorie superiori negli anni ’90 possono suggerire un’ipotesi degna di essere verificata oggi nelle infezioni delle vie respiratorie inferiori, ma un’ipotesi è un punto di partenza e non una linea guida definitiva per il trattamento. Gli studi ventennali che esaminano il meccanismo d’azione dell’idrossiclorochina nei disturbi della coagulazione non possono sostituire studi recenti più ampi che non hanno dimostrato benefici per i pazienti SARS-COV-2 di oggi.

Vorrei anche affrontare le sue preoccupazioni sulla sicurezza dei vaccini mRNA COVID19, in particolare per quanto riguarda la proteina spike indotta dal vaccino, e fare qualche breve menzione ai dati provenienti da EudraVigilance. La proteina spike che i nostri corpi producono su impronta dell’mRNA contenuto nei vaccini è una versione modificata della proteina spike presente in SARS-COV-2. La modifica è lieve ma cruciale: in particolare, la proteina spike indotta dai vaccini non ha la capacità di cambiare forma e legarsi efficacemente al recettore ACE2 (impedendo così l’ingresso nella cellula); inoltre, ha un’ancora che lo tiene attaccato alla superficie delle cellule che lo producono, fornendo così un bersaglio stabile per le nostre cellule immunitarie. Per questo motivo, le preoccupazioni sollevate dagli studi da lei menzionati circa il potenziale danno alle cellule endoteliali da parte della proteina spike che fluttuerebbe liberamente nel corpo dopo la vaccinazione sono infondate. Gli studi da lei citati parlano specificamente della proteina spike di un’infezione naturale e, infatti, sottolineano ulteriormente l’importanza della vaccinazione per evitare tali complicazioni derivanti da un’infezione naturale (COVID-19 Vaccines and Spike Proteins – COVID-19 Resources Canada (covid19resources.ca). Per quanto riguarda EudraVigilance, è importante che i nostri lettori capiscano che svolge una funzione simile a VAERS negli Stati Uniti, e quindi qualsiasi estrazione di dati da quel sistema deve essere compresa ed esaminata nel contesto da cui quei dati derivano e con la dovuta attenzione all’incidenza di qualsiasi reazione avversa che viene sollevata.

Infine, vorrei parlare della sua affermazione secondo cui sono i vaccini stessi ad indurre lo sviluppo delle varianti. Spesso si afferma che chi non studia la storia è condannato a ripeterla, in questo caso però la storia ci consente di fare i conti con la realtà e ci offre anche un motivo di speranza. L’evoluzione virale ha seguito determinati schemi nelle precedenti epidemie e pandemie. In generale, è il pool di individui suscettibili che fornisce un serbatoio per lo sviluppo di mutazioni virali. E qualsiasi versione del virus che è in grado di diffondersi più rapidamente all’interno di quel serbatoio rischia di diventare rapidamente dominante. Perciò, il delta era più trasmissibile dell’alfa e l’omicron più del delta. Fortunatamente per noi, non accade spesso che un virus diventi contemporaneamente più trasmissibile e più mortale, poiché ciò limiterebbe effettivamente la capacità del virus di diffondersi (i deceduti non trasmettono attivamente il virus ad altri). Questo è stato certamente il caso della pandemia di influenza del 1918, ed è ciò che possiamo sperare accada col passare del tempo per le varianti di SARS-COV-2. Si noti, tuttavia, che in tutte le generazioni del virus, sono gli individui con immunità innata (cioè coloro che non sono stati vaccinati o precedentemente infettati) che forniscono il substrato necessario per lo sviluppo di nuove varianti.

In conclusione:

Sebbene per brevità abbia scelto di non rispondere punto per punto a tutte le sue obiezioni al vaccino e alla nostra attuale gestione delle infezioni da COVID19, spero sia chiaro che ho letto e considerato una ad una le sue preoccupazioni. Il punto cruciale del nostro disaccordo, tuttavia, è il modo in cui assegniamo valore alla ricerca medica e alle pubblicazioni. Come ho affermato nel mio articolo originario, esistono standard di prova e metodi oggettivi per confrontare la persuasività di un set di dati rispetto ad un altro. Se lei non è disposto ad accettare i risultati di studi estremamente ampi, randomizzati e controllati pubblicati su riviste mediche il cui nome gode di decenni (se non secoli) di credibilità, sarà molto difficile trovare un terreno comune in questa discussione. Se poi il fatto che la mia laurea in medicina provenga da un’istituzione di fama mondiale viene considerato sia come qualcosa che inficia le mie affermazioni di competenza medica sia come una prova della mia collusione con un nemico indefinito, non mi è chiaro come dovremmo procedere. Come giustamente mi fa notare nella sua lettera, abbiamo un dovere nei confronti dei nostri pazienti che supera le affiliazioni politiche. E come ho sottolineato nella mia risposta all’arcivescovo, sono grata di aver ereditato una tradizione di indagine scientifica rigorosa e intellettualmente seria dai numerosi medici e ricercatori cattolici e santi che ci hanno preceduto. Il loro esempio funge da guida tanto nell’approccio che adotto con i miei pazienti quanto nelle mie valutazioni e conclusioni circa i progressi della medicina per i pazienti di tutto il mondo.

Il mondo sta osservando come i cattolici rispondono a questa pandemia. Il livello dei nostri discorsi, e gli standard che adottiamo nell’affrontare questa storica sfida, avranno delle implicazioni a lungo termine sul modo in cui i medici e gli scienziati cattolici partecipano alla nobile professione medica.

 

La libertà al di là della retorica della libertà

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di Andrea Zhok

Fonte: Sfero

Ieri, stremato dall’ennesimo scempio argomentativo ascoltato nell’ennesima discussione su Green Pass e dintorni avevo pensato di provare a redigere (di nuovo) una sorta di vademecum con domande e risposte, magari solo per un senso di ordine mentale. Tuttavia ho l’impressione che siamo oramai andati oltre il livello in cui questo livello di ragioni poteva avere preminenza. Se non hanno attecchito a sufficienza da due mesi a questa parte, oramai siamo arrivati ad un livello ulteriore.

Sul piano di merito al di là dei mille argomenti di dettaglio in cui ci si può perdere, per stabilire l’illegittimità del Green Pass nella sua versione italiana bastavano due argomenti, semplici, e che chiunque avesse fatto un minimo sforzo di approfondimento poteva acquisire subito.

Per definire sul piano scientifico l’illegittimità del GP basta stabilire che:

1) anche i vaccinati contagiano;[1]

2) nessuno è nella posizione di garantire la piena sicurezza dei preparati da inoculare ora in uso.[2]

Non ci voleva assolutamente niente altro. Ed entrambi i punti sono accertati al di là di ogni possibile dubbio (vedi un po’ di riferimenti in nota).

Il primo punto elimina alla radice la presunzione di dover “tenere alla larga” il non inoculato in quanto potenzialmente lesivo (in effetti non godendo della protezione del farmaco il non inoculato è più facilmente la parte lesa.)

Il secondo punto fornisce ragioni per lasciare agli individui il compito di soppesare pro e contro dell’inoculazione – per sé o per le persone su cui si esercita la podestà – in quanto non ci sono da considerare solo benefici.

Sotto condizioni di ragionevolezza la discussione si sarebbe dovuta concludere qua, anzi non sarebbe neanche dovuta nascere.

Ma la scelta fatta dal governo è stata diversa. Nella crescente incredulità di chi ha seguito dall’inizio quella scelta all’opposizione, il governo è andato avanti in perfetta impermeabilità come un rullo compressore. Perché lo ha fatto? Due opzioni sembrano possibili.

A) Se l’idea era quella di creare un’astuta forma di obbligo mascherato a vaccinarsi senza assumersene la responsabilità, in tal caso possiamo pacificamente concludere che il governo ha fatto un disastro, irrigidendo le posizioni di chi non voleva cedere a un ricatto, esasperando il clima sociale, danneggiando l’economia, e riuscendo nel suo intento principalmente verso chi era inutile vaccinare, cioè le fasce giovanili – desiderose di una qualche normalità. Una catastrofe. Se questo era il governo dei competenti, la fantasia non basta ad immaginare gli incompetenti.

B) In alternativa il Green Pass non sarebbe stato inteso mai con finalità sanitarie ma principalmente come forma di controllo sociale destinata a durare; esso opera già in effetti una selezione tra ‘concilianti’ e ‘contestatori’, e con piccoli aggiornamenti funzionali può divenire uno strumento di sorveglianza e condizionamento potentissimo (una volta introdotta la pratica sociale, qualunque ‘buona ragione’ approvata dal governo può divenire criterio per sospendere elementari diritti di vita associata, emarginando il dissenziente). Questo scenario è più machiavellico, ma molto più coerente con il comportamento effettivo del governo.

Quale sia lo scenario effettivo personalmente non lo so. Potrebbe di principio anche essere una combinazione dei due (per alcuni, i più sprovveduti tra i nostri governanti, varrebbe la prima motivazione, mentre altri, giovandosi della loro dabbenaggine, starebbero mettendo in campo un’agenda di più ampio respiro.)

Ma questo quadro manca di un aspetto più radicale, profondo, e duraturo, un aspetto che non è chiaro se sia stato previsto neppure sotto l’ipotesi più malevola.

Che sia accaduto per caso o che sia stato preparato, di fatto questa crisi ha portato in luce qualcosa che prima era inapparente: un allineamento di tutti i ‘poteri’ nazionali, inquadrati a sostegno di un unico progetto, di cui il GP è un tassello. Governo, Parlamento e Confindustria, multinazionali farmaceutiche e multinazionali del digitale, sistema mediatico e magistratura, tutti i poteri che contano si trovano in una sorta di armonioso allineamento planetario, concorde nel rigettare ogni forma di resistenza all’imposizione di questa “cittadinanza per i meritevoli”.

Certo, in ciascuno di questi ambiti ci sono singoli individui che sfuggono dal flusso principale, ma il loro impatto è irrilevante.

Ora, è importante comprendere quale sia il quadro che viene percepito da chi contesta il GP, perché esso è inedito e sconcertante, e si presenta con questi tratti:

• Si assiste ad un governo che, nonostante (o forse proprio per) la sempre minore rappresentatività democratica delle forze che lo compongono, si accoda obbediente alle volontà di un “uomo della provvidenza”, un tecnico sostenuto dai vertici UE, incoronato dai media come l’Ultima Spiaggia, l’ultima occasione di redenzione di un paese immeritevole. Il governo procede per decreti, senza nessuna opposizione degna di nota, attuando un programma definito dalle condizionalità del PNRR che nessuno ha mai discusso o spiegato, figuriamoci sottoposto al voto.

Simultaneamente Confindustria utilizza i sindacati nazionali come stuoino, imponendosi come unico interlocutore effettivo del capo del governo.

• Il sistema sanitario, snodo fondamentale nella recente vicenda pandemica, ne esce stremato e ulteriormente ridotto nella sua dimensione pubblica. Dopo gli innumerevoli cicli di ‘razionalizzazione’ passata, ora si trova di fronte ad una parziale privatizzazione di fatto, per manifesta incapacità di far fronte alle liste d’attesa, mentre il problema pandemico viene consegnato ad una soluzione ‘cost-effective’ come la vaccinazione di massa, che non lascia tracce strutturali nel SSN. Il meccanismo della vaccinazione di massa si presenta come un modo per rendere abile e arruolata una parte maggioritaria della popolazione, costi quel che costi, attraverso un’operazione che trasferisce risorse dallo stato alle case farmaceutiche, senza rinforzare un sistema terapeutico pubblico.

In questo contesto si è ‘scoperta’ anche l’influenza straordinaria dell’industria farmaceutica, da cui una medicina sempre più affidata a finanziamenti privati, anche e soprattutto sul piano della ricerca, dipende oramai in modo preponderante. In questo contesto si sono viste pressioni, denunce, sanzioni mai viste prima, verso quella minoranza di medici che si è opposto alla narrativa pandemica dominante e a protocolli di cura fallimentari (e che siano fallimentari non è opinabile, avendo l’Italia i peggiori dati di letalità Covid al mondo). Nonostante quasi due anni di balletti imbarazzanti, di dichiarazioni e smentite e giravolte, gli organismi sanitari alle dipendenze del governo esigono l’assoluta acquiescenza dell’intero comparto sanitario. Questa obbedienza letteralmente perinde ac cadaver è stata richiesta da chi nel corso di un anno ha sostenuto: immunità di gregge con il 70% di vaccinati, anzi no con l’80%, anzi no obiettivo impossibile; efficacia dei vaccini al 97%, anzi al 67%; copertura dei medesimi di 6, anzi 9, anzi 12, o forse 3-4 mesi; loro conservabilità a meno 80°, anzi no anche in un frigo normale; loro scadenza estendibile di 3 mesi che manco lo yogurt; inoculazioni di cocktail di vaccini diversi mai sperimentati insieme, che mia zia ha detto che fan benissimo; protocolli sanitari congelati per mesi su ‘tachipirina e vigile attesa’, senza considerare nessun trattamento con farmaci riconvertiti (ampiamente usati all’estero); ecc. ecc. E sulla base di questa performance cristallina poi li vediamo minacciare di radiazione, sanzioni o morte professionale chiunque non si allinei con posizioni che – del tutto incidentalmente ça va sans dire – sono le più gradite alle multinazionali del farmaco.

• Nel frattempo, l’altro grande vincente del periodo Covid accanto all’industria farmaceutica, cioè le multinazionali che manovrano le reti di comunicazione telematica scatenano presunte “cacce alle fake news” manipolando i motori di ricerca, bloccando siti sgraditi con la più completa opacità sui criteri, reindirizzando ricerche di informazioni a fonti governative, cambiando gli algoritmi di diffusione e condivisione in modo da ridurre lo spazio a tesi ritenute improvvide, facendosi insomma garanti privati della verità pubblica da loro insindacabilmente dichiarata tale. Accadono così cose paradossali, come il fatto che la semplice menzione del sito VAERS (Vaccine Adverse Event Reporting System: il sito americano ufficiale per i rapporti sugli eventi avversi da vaccinazione) possa comportare la sospensione di una pagina sui social. (E questo mentre, all’insegna della massima trasparenza, l’Aifa decide di non fornire più i dati nazionali sugli eventi avversi con cadenza mensile, ma solo trimestrale.)

• Infine, ma più importante di tutti, il ruolo dei media di portata nazionale, giornali e televisioni, che hanno fatto a gara nell’omettere, distorcere e manipolare ogni informazione che potesse in qualche modo minacciare la narrazione governativa. Nella quasi totalità i giornali, che hanno perso negli ultimi quindici anni due terzi dei lettori, oramai fanno da mera cassa di risonanza retorica delle opinioni di direttori che sono emanazioni dirette del grande capitale. Non parliamo delle televisioni di portata nazionale. Chi si è ritrovato in questo periodo dalla parte “sbagliata” della barricata ha visto continuamente, ogni giorno, sistematicamente distorte od omesse tutte le informazioni rilevanti per capire qualcosa della protesta nel paese e delle sue motivazioni. Mentre si potevano vedere trasmesse (su canali alternativi e privati) manifestazioni estese, partecipate, reiterate, in tutte le città italiane, queste venivano trasformate televisivamente in nulla, salvo quando occasionalmente c’era un tafferuglio da stigmatizzare. Si è assistito a ondate martellanti di trasmissioni di “approfondimento” (Dio li perdoni) dove una vittima sacrificale (eterodossa) era chiamata a fare da bersaglio per le tirate bullistiche e ignoranti di veri e propri plotoni di esecuzione mediatica. E quando non si poteva tacere si è proceduto con metodici atti di character assassination nei confronti dei dissenzienti più autorevoli.

Ecco, il risultato di questo processo, per la parte di popolazione, non piccola, che l’ha vissuto è molto semplice.

Si è compreso, si è capito nel modo più diretto ed intuitivo che la propria collocazione di liberi cittadini in una democrazia è oggi sostanzialmente illusoria.

Se e nella misura in cui le nostre azioni e opinioni sono funzionali a specifici interessi (nella fattispecie gli interessi di autoriproduzione del capitale  implementati dallo stato neoliberale) possiamo avere una qualche voce, ma nella misura in cui ciò non accada possiamo essere ridotti in un istante alla più perfetta impotenza politica, sociale e culturale.

La rappresentanza democratica è inesistente, giacché le opzioni politiche tra cui possiamo effettivamente scegliere sono solo varianti cromatiche del Partito Unico Neoliberale.

Tutti i diritti acquisiti, tutte le pretese costituzionali ci possono essere sottratti in un momento senza colpo ferire. Le nostre ragioni possono essere silenziate e spezzate.

Per fare tutto ciò non c’è nessun bisogno di modificare formalmente il funzionamento dello stato e delle istituzioni, non c’è bisogno di sospendere le elezioni, né di chiudere i sindacati o i giornali, non c’è bisogno di inviare squadracce punitive. Niente di tutto ciò. Tutto è già predisposto a poter produrre gli stessi effetti di quegli interventi roboanti e onerosi con modalità quiete e pressoché inavvertite ai più.

Ecco, ed è a questo punto che – nella mia esperienza per la prima volta – l’invocazione di piazza alla “libertà” acquista un senso chiaro e condivisibile. “Libertà” è di per sé termini generico e ambiguo come pochi, e la sua invocazione in forma di slogan, come ogni slogan, è affetto da una costitutiva astrattezza che lo può rendere buono per mille usi, anche discutibili. È discutibile l’idea di libertà come arbitrio (“faccio quel che mi pare”), è assai discutibile l’idea di libertà liberale (“faccio gli affari miei, caschi il mondo”), ma nessuno di questi significati è qui in discussione.

In questo momento, in questo contesto, l’appello puro e semplice alla “Libertà” acquista un significato potente e indispensabile: è sia la libertà personale di autodeterminazione, sia la libertà come partecipazione democratica, entrambe ora calpestate e obliterate.

L’appello elementare alla “libertà” ora appare come qualcosa di eloquente, non perché abbia dietro una chiara elaborazione, ma perché il contesto ne chiarifica il senso: in una situazione che mostra la possibilità già in atto di mettere a tacere ogni istanza pubblica sgradita, in una realtà che evidenzia la capacità di un blocco di interessi consolidati di plasmare il giudizio pubblico e di guidare questo simulacro di democrazia in qualunque direzione desideri, in questo contesto chiedere “libertà” significa dare voce a una richiesta di senso che è innanzitutto umana, necessaria e preliminare ad ogni altra.

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[1] • Benjamin S. Bleier, et al., COVID-19 Vaccines May Not Prevent Nasal SARS-CoV-2 Infection and Asymptomatic Transmission, in Otolaryngology–Head and Neck Surgery, 2021, Vol. 164(2) 305–307.

• Talia Kustin, et al., Evidence for increased breakthrough rates of SARS-CoV-2 variants of concern in BNT162b2-

mRNA-vaccinated individuals, in Nature-Medicine, 14 June 2021.

• Subramanian S.V., Kumar, A., Increases in COVID‑19 are unrelated to levels of vaccination across 68

countries and 2947 counties in the United States, in European Journal of Epidemiology, September 2021.

• Subbaraman, N., How do vaccinated people spread Delta? What the science says, Nature, 12 August 2021

https://www.nature.com/articles/d41586-021-02187-1

• Griffin, Sh., Covid-19: Fully vaccinated people can carry as much delta virus as unvaccinated people, data indicate, in British Medical Journal,2021, 374, n. 2074

https://www.bmj.com/content/374/bmj.n2074?fbclid=IwAR1RfrBGtGkQlf_gxHLUzjCkVBlQNPrHiVsPoDcqXeQ49A9nggHyEBv07as

[2] • Pomara C., et al. Post-mortem findings in vaccine-induced thrombotic thombocytopenia https://haematologica.org/article/view/haematol.2021.279075

• Perry et al., “Cerebral venous thrombosis after vaccination against COVID-19 in the UK: a multicentre cohort study”, in The Lancet

https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(21)01608-1/fulltext

• Jane Woo, et al., “Association of Receipt of the Ad26.COV2.S COVID-19 Vaccine With Presumptive Guillain-Barré Syndrome – February-July 2021”,  JAMA, October 7, 2021, doi:10.1001/jama.2021.16496

https://jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/2785009

• Saif Abu Mouch, et al., Myocarditis following COVID-19 mRNA vaccination, in Vaccine (https://doi.org/10.1016/j.vaccine.2021.05.087);

• Supriya S. Jain et al., COVID-19 Vaccination-Associated Myocarditis in Adolescents, in Pediatrics, 2021 – doi: 10.1542/peds.2021-053427 https://pediatrics.aappublications.org/content/early/2021/08/12/peds.2021-053427

• George A. Diaz et al., Myocarditis and Pericarditis After Vaccination for COVID-19

https://jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/2782900

• Montgomery et al., Myocarditis Following Immunization With mRNA COVID-19 Vaccines in Members of the US Military, https://jamanetwork.com/journals/jamacardiology/fullarticle/2781601

• Rose et al., A Report on Myocarditis Adverse Events in the U.S. Vaccine Adverse Events Reporting System (VAERS) in Association with COVID-19 Injectable Biological Products, in Current Problems in Cardiology, https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0146280621002267?via%3Dihub

• Bakir M, Almeshal et al., Toxic Epidermal Necrolysis Post COVID-19 Vaccination – First Reported Case, in Cureus 13(8): e17215. doi:10.7759/cureus.17215

https://www.cureus.com/articles/68051-toxic-epidermal-necrolysis-post-covid-19-vaccination—first-reported-case?fbclid=IwAR2CoiEiCY3-7Yv3dzhPC8Id3lbERhZTYmAYPd6nicNKPctQ2RNXEHlYawE

• Darrell, O. Ricke, Two Different Antibody-Dependent Enhancement (ADE) Risks for SARS-CoV-2 Antibodies, in Front. Immunol. 12:640093. doi: 10.3389/fimmu.2021.640093

• Nouara Yahi et al., Infection-enhancing anti-SARS-CoV-2 antibodies recognize both the original Wuhan/D614G strain and Delta variants. A potential risk for mass vaccination?, in Journal of Infection

https://www.journalofinfection.com/article/S0163-4453(21)00392-3/fulltext?fbclid=IwAR2At6Gy3AnLPHY4pWtKpJb3SmeQ1RljYplRz_oVopGew_YepQQLecA9X0Q

• Cheng et al., Factors Affecting the Antibody Immunogenicity of Vaccines against SARS-CoV-2: A Focused Review

https://www.mdpi.com/2076-393X/9/8/869

• Watad et al, Immune-Mediated Disease Flares or New-Onset Disease in 27 Subjects Following mRNA/DNA SARS-CoV-2 Vaccination. https://www.mdpi.com/2076-393X/9/5/435

• Talotta, R., Do COVID-19 RNA-based vaccines put at risk of immune-mediated diseases? In reply to “potential antigenic cross-reactivity between SARS-CoV-2 and human tissue with a possible link to an increase in autoimmune diseases. https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S1521661621000024?via%3Dihub

[2] Correa e al., “Neurological symptoms and neuroimaging alterations related with COVID-19 vaccine: Cause or coincidence?” https://www.ijidonline.com/article/S1201-9712(20)32506-6/fulltext

[2] Hernandez et al., “Safety of COVID-19 vaccines administered in the EU: Should we be concerned?”, in Toxicology Reports, 8 (2021) 871–879.

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2214750021000792

Giornata aborto sicuro. PVeF: «L’unica sicurezza è la morte del bambino, mentre i dati sulla Legge 194 sono falsati»

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Segnalazione ProVita & Famiglia

 

COMUNICATO STAMPA
Giornata aborto sicuro
Pro Vita & Famiglia: «L’unica sicurezza è la morte del bambino, mentre i dati sulla Legge 194 sono falsati»

Roma, 28 settembre 2021

«Oggi è la cosiddetta Giornata internazionale per l’aborto libero, sicuro e gratuito. Ma l’aborto non è libero perché al bambino nessuno chiede il parere. L’unica cosa sicura è propria la sua morte, nonché le gravi complicazioni di cui soffrono decine di migliaia di donne come ferite pelviche o genitali, emorragie, danni cervicali, perforazioni e cicatrizzazione della parete uterina, fino alla morte con oltre 500 casi di decessi per aborto legale e “sicuro” negli Stati Uniti fino al 2017. Inoltre non è gratuito perché alla donna costa il prezzo di sofferenze indicibili anche interiori. L’aborto è diventato solo una battaglia ideologica, ma l’embrione è un essere umano e nessuna ideologia può sopprimerlo» ha dichiarato Toni Brandi, Presidente di Pro Vita & Famiglia.

«Si parla di sicurezza, ma proprio le conseguenze della Legge 194 sono insabbiate e falsificate. L’ultima relazione annuale del Parlamento sull’applicazione della norma, infatti, è stata una mera formalità, con statistiche incomplete e fuorvianti e dati palesemente copiati e incollati da quella del 2018» ha denunciato Jacopo Coghe, vicepresidente di Pro Vita & Famiglia. «è preoccupante e drammatico l’incremento delle complicanze immediate dell’aborto farmacologico, di ben il 2% in più nel 2019 e di dieci volte superiori a quelle registrate per tutte le oltre 70mila interruzioni volontarie di gravidanza chirurgiche dello stesso anno. È questo quello che vogliamo?Una società che uccide i propri figli? Una società senza futuro?».

«Altro che aborto sicuro – conclude Brandi – condanniamo questa pratica abominevole e omicida in tutte le sue forme, anche nella somministrazione “fai da te” della Ru486 in day Hospital. Questa scelta, infatti, non è mai indolore perché comporta contrazioni dolorosissime ed emorragie e qualsiasi dato è sottostimato se pensiamo che decine e decine di morti sono certificate solo dopo le rare, e costose, autopsie che vengono richieste».

Fonte: https://www.provitaefamiglia.it/blog/giornata-aborto-sicuro-pvf-lunica-sicurezza-e-la-morte-del-bambino-mentre-i-dati-sulla-legge-194-sono-falsati

Migranti stuprano e delinquono. Ma la Caritas non vuole si sappia

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Il rapporto di Migrantes e Caritas sui migranti: “Stereotipi e fake news creano isteria”

di Claudio Cartaldo

Ora la Caritas Migrantes vogliono pure indicare le notizie che gli italiani devono vedere o leggere sui migranti.

Il motivo? È necessario secondo le organizzazioni della Chiesa che “le nostre comunità” acquisiscano una nuova “grammatica della comunicazione” che sia “aderente ai fatti e rispettosa delle persone”.

Il rapporto sull’immigrazione

Nel loro Rapporto Immigrazione, Caritas e Migrantes hanno monitorato le notizie riguardanti l’immigrazione apparse nei telegiornali di prima serata delle reti Rai, Mediaset e La7. E cosa ne esce fuori? Che in dodici anni pezzi, servizi e minuti dedicati al tema dell’immigrazione sono cresciuti in maniera esponenziale, fino a dieci volte tanto che in passato. Siamo arrivati infatti dalle 380 notizie del 2005 alle 4.268 del 2017.

Secondo il rapporto ci sarebbe una correlazione tra i flussi migratori che arrivano nel Belpaese, l’interesse mediatico verso gli immigrati e “gli eventi di natura politica” che riguardano il Paese. “Colpisce constatare – si legge – che la sensazione di minaccia alla sicurezza e all’ordine pubblico ricondotta all’immigrazione sperimenta dal 2013 una crescita costante. Nel corso del 2017 i telegiornali di prima serata si soffermano per lo più sui flussi migratori (40%), riservando quasi la metà delle notizie ai numeri e alla gestione degli sbarchi sulle coste italiane. Un ulteriore 34% dei servizi tele-giornalistici è dedicato a questioni che mettono in relazione immigrazione, criminalità e sicurezza“.

Caritas e Migrantes criticano il fatto che non ci siano quasi mai “buone notizie” sui migranti. Al racconto dell’accoglienza, infatti, nel 2017 è stato riservato solo l’11% delle notizie. Ma ci sarà un motivo, no?

I reati dei migranti

A certificare il boom di reati degli immigrati ci sono infatti i dati. Freddi numeri. A rivelarli, come scritto dal Giornale, è stata la Fondazione Hume nell’analisi intitolata “Crimine e Immigrazione in Italia”. I dati provengono dall’Istat, che li ha messi insieme domandandoli alle procure e al ministero dell’Interno (dunque tenendo conto sia delle condanne o dei procedimenti aperti che alle semplici denunce). Cosa ne viene fuori? Che in tutte le tipologie di reato i crimini degli immigrati sono maggiori, in proporzione alla popolazione, a quelli degli autoctoni. Ne siete sopresi? No. Ma a quanto pare la Caritas sì. Per esempio negli omicidi volontari dal 2006 al 2015 gli immigrati imputati sono cresciuti del 22% mentre i nativi sono diminuiti del 17%.

Dati simili erano stati diffusi dal Viminale anche per il 2018. Tra i reati contestati agli stranieri risultavano in crescita le violenze sessuali (+5,7%), le rapine (+5,7%), i furti (+5,1%), le truffe e le frodi informatiche (+4,3%), fino ovviamente ai crimini legati agli stupefacenti (+5,2%). E pensare che mentre i reati degli stranieri aumentano, quelli generali sono in riduzione. In generale tra il 1 gennaio e il 30 giugno del 2018 sono state denunciate e/o arrestate 429.506 persone, di cui 136.876 stranieri (il 31,9% del totale). In fondo anche lo stesso rapporto di Migrantes certifica che “al 31 dicembre 2017 la popolazione carceraria conta 19.745 detenuti stranieri tra imputati, condannati e internati. Rispetto allo stesso periodo del 2016, quando gli immigrati erano 18.621, si registra un incremento del +6%“.

L’allarme della Caritas

Eppure la Caritas tira dritto. “Abbiamo sentito come gli stereotipi sulle migrazioni possono creare un’isteria collettiva – ha detto don Francesco Soddu, direttore della Caritas italiana – non possiamo tacere la preoccupazione per la costruzione di luoghi comuni sui migranti e su chi lavora per ospitarli. Le Ong sono dipinte come il nemico numero uno“. Secondo Soddu “esiste una narrazione falsata del fenomeno migratorio”. E così la Cei è pronta a “promuovere tutto ciò che potrà contribuire ad un’opera di contenimento di questa deriva culturale“.

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Decreto sicurezza, stretta su asilo e cittadinanza

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Salvini: Italia più sicura, via tutti i campi rom

Decreto sicurezza, iniziato il Consiglio dei ministri: via alla stretta sui migranti

Via libera del Consiglio dei ministri al decreto messo a punto dal ministro dell’Interno Matteo Salvini. Il provvedimento accorpa i due decreti su sicurezza e immigrazione a cui da settimane lavora il responsabile del Viminale. Il testo era stato oggetto negli ultimi giorni di uno stop-and-go legato a dubbi di costituzionalità. «L’obiettivo è chiudere tutti i campi rom entro la fine della legislatura», ha annunciato tra le altre cose Salvini in conferenza stampa.

IL PDF Decreto immigrazione e sicurezza, ecco il testo completo del decreto

Un decreto, aggiunge , «per combattere con più forza mafiosi e scafisti, per ridurre i costi di un’immigrazione esagerata, per espellere più velocemente delinquenti e finti profughi, per togliere la cittadinanza ai terroristi,

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Spagna: ignoti imbrattano statua a Santiago

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Segnalazione Corrispondenza Romana

È meta da secoli di pellegrinaggi, ma questo non ha fermato mani profanatrici, dall’imbrattare di blu una statua romanica in marmo della facciata della cattedrale di Santiago de Compostela: sfregiato il volto, su parte del corpo è stata scritto «Kiss», con riferimento ad una band degli Stati Uniti, nota nel genere heavy metal per i suoi suoni estremi, più volte accusati di proporre una musica satanica.

I servizi municipali hanno impiegato ore per cancellare disegni e scritte, ora la Polizia sta indagando, per individuare i responsabili, analizzando anche i video registrati dalle telecamere di sicurezza. Continua a leggere

Il mondo si è trasformato ma pochi in Occidente lo hanno compreso

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di Martin Sieff

Il mondo si è trasformato ma pochi in Occidente lo hanno compreso

Fonte: Controinformazione

Il mondo è cambiato e nessuno nell’Occidente lo ha notato. L’India e il Pakistan si sono uniti alla Shanghai Cooperation Organization. L’Organizzazione, a 17 anni dalla sua fondazione avvenuta il 15 giugno 2001, si è tranquillamente affermata come la principale alleanza e raggruppamento di nazioni in tutta l’Eurasia. Ora la stessa si è espansa da sei a otto paesi, due dei nuovi membri sono le gigantesche potenze regionali con armi nucleari dell’Asia meridionale, India, con una popolazione di 1.324 miliardi e il Pakistan, con 193,2 milioni di persone (entrambe nel 2016).

In altre parole, la popolazione combinata delle potenze facenti parte dello SCO, che già erano di oltre 1,5 miliardi di persone, è praticamente raddoppiata in un colpo solo. Continua a leggere

Cristiani in piazza in Vietnam contro il regime comunista

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Cattolici in piazza in Vietnam, a Binh Thuan, ad Hà Tinh e Vinh, ad esempio, con rosari, bandiere vaticane e striscioni, per protestare contro la concessione di terre ai comunisti cinesi e contro la legge liberticida sulla sicurezza informatica, autentica censura ad Internet: chi si colleghi ai siti cattolici rischia il processo.Già le forze dell’ordine hanno effettuato migliaia di arresti tra i manifestanti in tutto il Paese, il regime ha già minacciato una dura repressione. Il che non ha intimorito la Chiesa: il Vescovo emerito di Kontum, mons. Michael Hoàng Duc Oanh, ha chiesto anche per iscritto al presidente Tran Dai Quang di rispettare la volontà ed i diritti del popolo, di rilasciare quanti siano stati fermati, nonché di mantenere così la pace sociale.

Il Vescovo emerito ha anche criticato i sacerdoti membri dell’Assemblea nazionale, del tutto irreggimentati e per questo espressisi a favore della nuova normativa sul web: «Tradiscono la nostra fede ed il nostro Paese», ha detto il Vescovo. Continua a leggere

Un voto che sia identitario e contro l’islamizzazione

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Risultati immagini per voto consapevole“Il Circolo Cattolico Christus Rex” non dà un’indicazione di voto partitica. Si limita a dire a coloro che ci chiedono un’indicazione, di votare, in coscienza, per quello che si ritiene il “male minore”, tenendo conto della Dottrina Sociale della Chiesa, della scomunica latae sententiae per chi vota le sinistre e della realtà d’oggi. Ove possibile, il cattolico eviti l’isolamento e cerchi di poter dare il suo contributo per la buona battaglia o parte di essa, ricordando che tutto ciò che non viene fatto o condizionato da noi, vien fatto o condizionato dai nemici giurati di Cristo, nelle piccole come nelle grandi cose”.

QUINTA COLONNA

di Longino

C’è un pericolo più grande di tutti gli altri nelle elezioni del 4 marzo: esprimere un voto che non sia utile a tentare di fermare l’islamizzazione dell’Italia. I cristiani hanno il dovere di votare solo chi si oppone in modo credibile a questo progetto di cent’anni fa. E’ del 1925 la prima edizione del piano Kalergi, che ora viene attuato da una lobby mondialista, che ha in Bergoglio la punta di diamante, in George Soros il finanziatore e in Emma Bonino, l’esecutrice sul piano politico in Italia.

Come voleva Kalergi, la sostituzione della popolazione europea con popolazioni provenienti dall’area afro-asiatica è in atto. La sua conseguenza saranno gli stupri delle donne europee, che dall’ideologia islamista sono considerate niente di più che prede da conquistare, i matrimoni misti – per realizzare il meticciato – e la scomparsa dell’identità cristiana dall’Italia e dall’Europa. Continua a leggere