Covid, De Luca continua lo show. Ma gli ospedali campani sono quasi al collasso

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Segnalazione di Antonio Amorosi

Coronavirus. I nodi del sistema sanitario campano. Medici, dirigenti e infermieri ci spiegano perché sono sempre in emergenza. Un problema strutturale…

di Antonio Amorosi

Il nodo segreto del sistema sanitario campano, la regione attualmente con maggiori contagi da Coronavirus. Ne abbiamo parlato con alcuni dirigenti sanitari: medici, dirigenti e infermieri locali. Ci hanno raccontato perché accade quanto stiamo vedendo nelle tv nazionali. Perché le ore di fila per poter fare un test o i tamponi a Napoli, i cittadini in attesa per giorni (molte volte ammalati), strutture intasate e al collasso.

Il Coronavirus ha messo alla prova il sistema sanitario nazionale, le strutture ospedaliere di molte regioni, la classe dirigente sanitaria, figuriamoci quelle più fragili, come la Campania dove tutti i nodi vengono al pettine.

In queste ore la reazione del governatore “sceriffo” Vincenzo De Luca è stata vietare ai medici pubblici di parlare con i giornalisti, per raccontare l’andamento della pandemia. Un argine fragile ad una sanitaria debole che sembra avere regole particolari.

I cittadini chiedono allo Stato e ai governatori di agire razionalmente, anticipando quanto si sa possa accadere con l’avanzare dell’inverno. Ma è difficile succeda in Campania dove si vive in continua emergenza. Ecco perché.    Continua a leggere

Macron gioca a fare il Napoleone

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di Gian Micalessin

Lui la chiama autorevolezza della democrazia. Sarà, ma quella di Emmanuel Macron, salito in cattedra all’Europarlamento per spiegarci come la diversità di idee sia, per l’Europa, un pericolo assimilabile a una guerra civile, non sembra un’auspicabile rivisitazione della libertà di pensiero.

Non occorre scavar tra le righe per intuire come, nel Macron-pensiero, l’unica idea buona di democrazia sia quella francese. O meglio quella di una Francia sotto la sua guida. O, meglio ancora, quella di un’Europa con lui come nuovo Napoleone. Non illudiamoci. Non è l’ennesima «macronata». Non è una fanfaronata assimilabile alla sparata, già smentita dalla Casa Bianca, con cui s’è attribuito il merito d’aver convinto Trump a restare in Siria. Stavolta siamo di fronte a un progetto. La rifondazione dell’Europa e la riduzione delle sovranità nazionali, i due concetti su cui Macron batte fin da settembre, hanno come punto di partenza la creazione di liste transnazionali per le elezioni europee. Il modello è quello di «En Marche!», la formazione con cui Macron ha fatto piazza pulita di socialisti e vecchia destra gollista a casa propria. Continua a leggere

Arcole: “Christus Rex” contesta la Va Crucis-show mentre parrocchiani e “parroco” battono in ritirata…

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di Redazione

Come previsto, è bastata una delegazione di soli 5 cattolici tradizionalisti per mandare in tilt i parrocchiani del paese di Arcole (provincia di Verona, diocesi di Vicenza) e per far desistere dal promesso confronto pubblico “don” Diego Castagna, attore di un Gesù fintamente crocifisso in una Via Crucis per i migranti, contro il femminicidio e per il diritto al lavoro.

Cosa c’entreranno questi temi con la Via Crucis, che dovrebbe essere una pia devozione alla Passione di Nostro Signore morto in Croce dopo atroci sofferenze per la redenzione del mondo in espiazione dei suoi tanti peccati? Perché questa teatralizzazione sacrilega di un momento così doloroso e solitamente votato alla penitenza?

Ieri mattina, dopo averlo concordato telefonicamente, ci siamo recati davanti alla chiesa di Arcole per chiedere queste cose al protagonista di questo show, dopo che già il giornale L’Arena della Vigilia di Pasqua aveva scritto, in termini generali, della nostra disapprovazione, così come, con maggiori chiarimenti, il quotidiano on-line www.veronanews.net .  Anche alcuni quotidiani nazionali e la politica ne hanno parlato con toni polemici, in linea coi nostri. Continua a leggere