Sbarchi clandestini senza sosta, la Lamorgese fa finta di niente. E intanto manganella a Trieste

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di Redazione

“Non ho ancora sentito indignazione e solidarietà verso le tantissime persone perbene, che col Rosario in mano sono state manganellate o allontanate con gli idranti dalla polizia a Trieste, perché manifestavano ordinatamente il loro dissenso al green pass, di cui, in Europa, noi italiani siamo gli unici ad averne l’imposizionedice il Responsabile Nazionale del Circolo Christus Rex-Traditio Matteo Castagnae questo è preoccupante perché siamo di fronte all’ipocrisia di Stato della democrazia a senso unico. Se dissenti dal Pensiero Unico, per il mainstream sei fascista. Se sei contrario al lasciapassare perché non è giusto pagare per poter lavorare o essere, de facto, obbligati a un Trattamento Sanitario, sei considerato un facinoroso o un elemento eversivo, anche se i vaccinati trasmettono comunque il virus, contagiano e vengono contagiati”.

“E loro? Scusate, ma chi usa idranti e manganelli contro una donna incinta, anziani, scioperanti seduti o in preghiera, che cos’è? E’ tolleranza, questa? E’ democrazia? Non una parola da chi sabato è sceso in piazza a Roma per un bolso antifascismo, a fascismo morto e sepolto da 76 anni. Chi non prende le difese del popolo, faccia un serio esame di coscienza e, poi, non si lamenti se la gente diserta le urne, non cerchi né trovi alibi. I lavoratori e le famiglie italiane sono esasperati da imposizioni folli! E noi, del Circolo Christus Rex-Traditio, saremo sempre dalla loro parte, perché sono il nostro prossimo, in maggior difficoltà”.

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di Cristina Gauri

Roma, 18 ott — Lamorgese «pugno di ferro» con i pacifici portuali di Trieste e guanti di velluto con ravers e sbarchi di clandestini. Dorme il Viminale, troppo impegnato a bersagliare manifestanti no green pass con idranti e lacrimogeni, mentre a Lampedusa si susseguono senza sosta gli approdi di immigrati.

Sbarchi, a Lampedusa continua l’invasione

La notte appena trascorsa ha visto l’arrivo di altri 170 clandestini, stipati nel tristemente noto hotspot di contrada Imbriacola, perennemente al collasso o sull’orlo della crisi. centosettanta nuovi ospiti della struttura da aggiungersi ai 152 arrivati ieri con sei diverse imbarcazioni. Nell’hotspot si trovano al momento 329 persone. La Prefettura di Agrigento, d’intesa con il Ministero dell’Interno, è impegnata nelle operazioni di «travaso» degli stranieri per evitare che la situazione degeneri. Impresa impossibile, visto il flusso continuo di sbarchi sull’isola: appena le autorità riescono a dare respiro alla struttura, trasferendo gruppi di immigrati, ecco che subito approdano altre centinaia di irregolari che vanno a colmare nuovamente la misura. 

Ci si mettono anche le Ong

La ciliegina sulla torta arriva dalle onnipresenti Ong, i taxi del Mediterraneo così solerti nel rifilarci migliaia di esseri umani disinteressandosi poi delle sorti che toccheranno gli stessi una volta varcati i nostri confini. Spacciatori? Ladri? Senzatetto? Prostitute? Vittime del caporalato? Non è affare dei sodali di Carola Rackete. Nel frattempo Alarm Phone ha lanciato via Twitter il consueto allarme chiedendo il salvataggio immediato di 75 persone a bordo di un gommone «in pericolo al largo di Garabuli (Libia). Non lasciateli annegare», scrivono i volontari.

La Sea Watch a caccia di clandestini

Intanto Sea Watch 3 inanella operazioni di recupero clandestini: 5 in meno di 24 ore, per un totale di 322 immigrati a bordo. «5 soccorsi in meno di 24 ore. Dopo i due interventi di ieri, questa mattina abbiamo prestato assistenza ad altre tre imbarcazioni portando a bordo 202 persone. 322 persone sono ora al sicuro su SeaWatch3 anche grazie al supporto del nostro aereo Seabird», twittano soddisfatti quelli di Sea Watch Italy. Il copione è già scritto. Ora bisogna solo attendere che la nave si riempia di persone fino a scoppiare, così da poter lanciare l’allarme e avanzare la richiesta di «porto sicuro». Prima si rivolgeranno a Malta, che come da copione fingerà di essere sorda, e poi all’Italia, con Lamorgese che srotolerà il tappeto rosso d’ordinanza.   

Fonte: https://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/sbarchi-clandestini-senza-sosta-lamorgese-211175/

Anno nuovo, nuovi sbarchi. La Sea Watch torna in mare e ne raccoglie 119

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Roma, 10 gen – E’ stata la nave Ong tedesca Sea Watch 3 ad aprire l’anno in bellezza, raccogliendo in tre missioni più di 100 immigrati. Per la precisione, 119. E’ ritornata nel Mediterraneo con il vento in poppa, dopo la fine del fermo amministrativo che l’aveva colpita per alcuni mesi per aver violato le acque nazionali e aver speronato una motovedetta della Guardia di Finanza, sotto la guida di Carola Rackete.   

Con la prima operazione, avvenuta nella giornata di giovedì, la nave Ong ha recuperato 60 immigrati da un barcone in avaria poco distante dalle coste libiche. Nelle ore successive la Sea Watch ha compiuto un secondo recupero di 17 persone. Questa mattina, come ha fatto sapere l’organizzazione tedesca a mezzo Twitter, altre 42 persone sono state raccolte in acque maltesi. “Alle 4 del mattino la SeaWatch3 – si legge nel tweet – ha soccorso altre 42 persone in zona Sar Maltese. L’imbarcazione su cui viaggiavano era stata segnalata ieri pomeriggio ma le autorità maltesi si sono rifiutate di intervenire. Le persone a bordo correvano un serio rischio di ipotermia”. Siamo quindi a quota 119 clandestini a bordo dell’imbarcazione, ma non è escluso che ne verranno “salvati” altri nei prossimi giorni.

Le cifre di questo 2020 appena iniziato iniziano già a preoccupare. Sono già 228 gli immigrati approdati illegalmente sulle nostre coste dall’inizio dell’anno, ma il bel tempo di questi ultimi giorni potrebbe favorire altri sbarchi dalla Libia. Il numero è quindi destinato ad aumentare già dalle prossime ore. Non depone a favore nemmeno il confronto con il numero di clandestini sbarcato nello stesso arco di tempo nel 2019: nei primi dieci giorni dell’anno scorso, infatti, erano arrivate in Italia 57 persone. Il trend di aumento degli sbarchi si conferma anche ora. Intanto, oltre alla Sea Watch 3, anche altre navi Ong sono in viaggio verso il tratto di mare interessato maggiormente da flussi migratori.

Cristina Gauri

Da https://www.ilprimatonazionale.it/primo-piano/anno-nuovo-nuovi-sbarchi-la-sea-watch-torna-in-mare-e-ne-raccoglie-119-142025/