Contro la plutocrazia torniamo alla Politica

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Il Vicedirettore di Informazione Cattolica ha parlato di questo editoriale nel corso della trasmissione radiofonica su RPL di ieri

L’EDITORIALE DEL LUNEDI

di Matteo Castagna per www.informazionecattolica.it  

IL MATTARELLA-BIS RAPPRESENTA LA CILIEGINA SULLA TORTA DELLA PLUTOCRAZIA, IN DANNO ALLA POLITICA, INTESA COME ARTE DELL’AMMINISTRARE IL BENE COMUNE

Il Mattarella-bis rappresenta la ciliegina sulla torta della Plutocrazia, in danno alla Politica, intesa come arte dell’amministrare il bene comune. Essa è “il predominio nella vita pubblica di individui o gruppi finanziari che, grazie alla disponibilità di enormi capitali, sono in grado d’influenzare in maniera determinante gli indirizzi politici dei rispettivi governi”. Il paradosso, il dramma decadente o forse la dimostrazione di collusione subordinata è che i partiti, in Parlamento, applaudano per ben 54 volte.

Il Dizionario di Politica del 1940, prodotto dall’Istituto dell’Enciclopedia Italiana, in quattro volumi, contiene le riflessioni di ben 247 insigni studiosi di differenti scuole di pensiero. In merito, si legge che “specie nei regimi democratici la plutocrazia ha trovato modo di estendere e consolidare il suo potere: basti pensare all’America ed in special modo agli Stati Uniti, ove, prevalendo proprio la morale del guadagno, l’etica della ricchezza, la subordinazione degli interessi morali e politici a quelli economici, è assai comune“. E poi: “internazionalista per la tutela e lo sviluppo dei propri affari, la plutocrazia è, di solito, pacifista, filantropa, umanitaria“.

E’ andata completamente perduta la sana dottrina di S. Tommaso d’Aquino, che definiva la politica come scienza di ciò che è l’uomo in quanto animale sociale, che deve essere e fare (“agere sequitur esse“), orientandosi verso un determinato fine (“omne agens agit propter finem“) che è la salvezza dell’anima.

La morale sociale o politica si fonda sulla metafisica che ci fa conoscere la vera natura dell’uomo, creatura spirituale e immortale, che deve saper discernere il bene dal male secondo i criteri stabiliti da Dio, che trascende il mondo, è maestro, legislatore e giudice dell’umanità, nonché autore della legge morale oggettiva e obbligatoria. La politica non ha nulla a che fare con la “partitica”.

Noi non possiamo non fare politica” – diceva San Pio X, perché “la politica confina con l’altare” – affermava Pio XI. Il cristiano e l’essere umano non può non fare politica, ma non deve essere neppure un “demo(nio)-cristiano”, poiché egli non solo è per natura animale sociale ma è stato elevato all’ordine soprannaturale, perciò deve occuparsi non solo del proprio bene, ma anche di quello comune, in vista del benessere comune temporale, subordinato a quello soprannaturale.

Sant’Agostino Aurelio nelle Confessioni, lib. III, cap. 8 scriveva come fosse un dovere dell’uomo la sua dimensione sociale, perché “una parte che non armonizza col tutto è deforme”, un piede slogato o un dito moncato non sta bene lui e non fa sentir bene tutta la persona. Il liberismo è il piede slogato e l’organo deforme della Società civile con la quale non vuole vivere in armonia, data la filosofia individualista alla quale si rifà e che lo rende autolesionista o masochista, slogato, doloroso e addolorante per gli altri.

La Politica, secondo S. Tommaso è una scienza (“scire per causas“) e non una “mascherata” o una “grande abbuffata”. Una scienza architettonica che serve a coordinare tutte le altre scienze pratiche, affinché nella Società regni l’ordine e non il caos della sovversione globalista e mondialista. la politica è una virtù, non una passione o peggio un vizio, anzi la più nobile delle virtù cardinali-morali, che riguarda il ben agire dell’uomo in campo sociale, poiché l’uomo è stato creato da Dio come animale socievole e non deve disinteressarsi della res publica, societas o polis.

L’esperienza attesta che i valori dello Spirito presto o tardi trionfano. Come notava il filosofo francese Charles-Louis de Secondat, barone di Montesquieu (1689-1755), in Considerazioni sulle cause della grandezza dei Romani (IV) a proposito della guerra dell’opulenta Cartagine contro Roma proletaria: “l’oro e l’argento finiscono; ma la virtù, la costanza, la forza e la povertà non s’esauriscono mai”.

 

La contro-rivoluzione cattolica in un libro: “Le serate di San Pietroburgo, oggi”

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FRA GLI “IRREGOLARI” DELLA FILOSOFIA CONTEMPORANEA DOBBIAMO ANNOVERARE SICURAMENTE IL CATTOLICO JOSEPH DE MAISTRE. LA “POLIZIA POLITICA” DELLA CULTURA ILLUMINISTA, PROGRESSISTA E LAICISTA NON L’HA POTUTO CANCELLARE DEL TUTTO PERCHÉ TROPPO FECONDO E PROFONDO NELL’ANALISI, MA HA FATTO DI TUTTO PER IGNORARLO A SCUOLA, ALL’UNIVERSITÀ E NELLE LIBRERIE. A DUE SECOLI DALLA SUA MORTE, PERÒ, L’AUTORE DELL’OPERA INDIMENTICABILE “LE SERATE DI SAN PIETROBURGO” (1821) TORNA ALL’ATTENZIONE E, FRA GLI ALTRI, NE PARLANO ANCHE MATTEO ORLANDO E GIUSEPPE BRIENZA IN UN LIBRO APPENA PUBBLICATO DALLE EDIZIONI SOLFANELLI

di Angelica La Rosa

Matteo Orlando e Giuseppe Brienza, giornalisti e studiosi di Dottrina sociale della Chiesa rispettivamente condirettore e direttore di inFormazione Cattolica, hanno presentato venerdì pomeriggio, in diretta nazionale su RPL-Radio Padania Libera, il libro “Le serate di San Pietroburgo, oggi. 56 frecce controrivoluzionarie” (pp. 272, euro 15), appena pubblicato dalle Edizioni Solfanelli di Chieti.  L’intervento è andato in onda durante la trasmissione “Potere al Popolo” di Sammy Varin, che può essere ascoltata in tutta Italia sul Canale 740 del digitale terrestre, sulla Radio DAB, in Radiovisione sul sito www.radiorpl.it o anche sul canale YouTube o pagina Facebook dell’emittente vicina alla Lega di Matteo Salvini.

Il dott. Brienza ha introdotto la conversazione sottolineando come, per molti aspetti, la riflessione storica ed il pensiero politico del filosofo cattolico Joseph de Maistre (1753-1821) stiano tornando d’interesse. Dopo due secoli di damnatio memoriae a partire dalla sua morte, infatti, non pochi lo riconoscono ormai come un vero maestro di saggezza intellettuale, di rigore morale e di acume politico. Nel libro “Le Serate di San Pietroburgo, oggi”, appena uscito in un secondo volume (il primo è uscito nel 2014 a cura dello stesso Brienza e di Omar Ebrahime, con una Presentazione di Marcello Veneziani), si riprende nel titolo una delle maggiori opere di de Maistre, pubblicata nel 1821, per attualizzarla con 56 contributi “contro-rivoluzionari”, arricchiti da una originale Presentazione a cura del deputato cattolico e vicesegretario federale della Lega Lorenzo Fontana, che è anche Responsabile del “Dipartimento Famiglia e valori identitari” del partito di Matteo Salvini. Nel suo scritto (pp. 5-6), fra l’altro, l’on. Fontana definisce quello curato da Brienza e Orlando «un testo che nasce nel solco della tradizione e, in un’epoca come quella attuale, rappresenta un’operazione di grande coraggio. Il coraggio sta innanzitutto nei contenuti espressi, decisamente oltre il mainstream, e che sta nell’autorevolezza di firme decisamente e fieramente non-allineate. Una raccolta del pensiero critico, la definirei. Onore al merito» (p. 5). Continua a leggere