Cristo il Maestro, Tolkien la guida, il Rosario la vittoria

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L’EDITORIALE DEL LUNEDI

di Matteo Castagna per https://www.informazionecattolica.it/2022/10/17/cristo-il-maestro-tolkien-la-guida-il-rosario-la-vittoria/

LA LOTTA ALL’OMOLOGAZIONE MASSIFICANTE DA PARTE DEL PRESIDENTE DELLA CAMERA LORENZO FONTANA

Il neo-eletto Presidente della Camera dei Deputati On. Lorenzo Fontana, nel suo discorso d’insediamento ha citato due esempi di santità e lanciato un forte messaggio a favore delle diversità in un’ottica di lotta all’omologazione massificante. Non ho memoria che una delle più alte cariche dello Stato, la terza, subisse un linciaggio politico e mediatico preventivo così sguaiato e zeppo di pregiudizi, soprattutto perché cattolica. Curioso che tutti i sostenitori del ddl Zan si siano profusi nelle contumelie di peggior gusto. Loro…quelli del rispetto, dell’uguaglianza, dei desideri da chiamare “diritti”… Siamo alla Fontanofobia?L’insulto sistematico, iniziato con lo squallido striscione a Montecitorio e proseguito nei tweet e sulla bocca dei radical chic che hanno spopolato negli ultimi dieci anni con le loro fissazioni “arcobalenghe”, talvolta liberticide, fa provare un senso di pietà e di orrore verso questi personaggi, servi di ideologie di morte e contro natura, che fanno a gara a chi la spara più grossa per cercare disperatamente di supplire, con la loro bieca volgarità, alla privazione di potere, che logora sempre chi non ce l’ha o lo perde perché sonoramente bocciato dagli elettori.

Il protagonista buono Gandalf dice che “tutto ciò che dobbiamo decidere è cosa fare col tempo che ci viene dato” – scrive John Ronald Reuel Tolkien (1892-1973) ne “Il Signore degli Anelli”, che si può leggere come un manuale di sopravvivenza tra gli errori e gli orrori della Modernità. Il dott. Paolo Gulisano, nella sua prefazione al libro Tolkien, l’Europa e la Tradizione (Edizioni Passaggio al Bosco) ricorda come uno dei principali critici dell’omologazione, nell’accezione cui si è riferito il Presidente della Camera, fu Tolkien, che “ad essa contrapponeva la cultura dell’appartenenza e del radicamento“.

E’ Tolkien che scrive nel suo capolavoro: “Tutto diventerà una piccola maledetta periferia provinciale. Quando avranno introdotto il sistema sanitario americano, la morale, il femminismo e la produzione di massa all’est, nel medio oriente, in Russia, nella Pampa, nel Gran Chaco, nel bacino danubiano, nell’Africa equatoriale, a Lhasa e nei villaggi del profondo Berkshire, come saremo tutti felici…Ma scherzi a parte: trovo questo cosmopolitanesimo americano terrificante“.

La formidabile bellezza del pensiero di Tolkien è che non si basa su ideologie e non è etichettabile, se non da chi è in malafede o non ne conosce gli scritti. Il grande scrittore constata la Caduta del genere umano (in termini cristiani Peccato Originale) e ha ben chiaro davanti a sé il Nemico da abbattere (Sauron o Saruman) ma soprattutto il male che si annida infido in ciascuno di noi. Tolkien ci invita a non sprecare le occasioni, a fare un buon uso del tempo e della vita stessa, con coraggio e lealtà, per il Bene, nell’ancestrale guerra con le forze delle tenebre. Il bene è bellezza e onore, che trovano nella Tradizione Cattolica la loro sublimazione, secondo Tolkien, che rigettò le pulsioni progressiste degli anni sessanta e rimase fedele solo alla Messa tradizionale more antiquo. Fu pre-conciliare? Sì! Un po’ come Fontana, sperando che i sinistri, sull’onda dei BLM ora non brucino Il Signore degli Anelli

Se sant’Agostino ci insegna che il male non è il contrario del bene ma la sua privazione, è del tutto ovvio che quando Gandalf dice che dobbiamo decidere cosa fare col tempo che ci viene dato, comprendiamo quanto possano essere complementari i due assunti: dobbiamo trascorrere il tempo a fare il Bene, a fare straordinariamente bene le cose semplici, ad imbracciare quella “mitragliatrice a 50 colpi che è il Rosario” (cit. di un sacerdote e predicatore degli Esercizi di S. Ignazio di Loyola), arma che già i nemici dichiarano di temere a ragione, perché la Madonna schiaccerà la testa del serpente che loro coccolano e liberano nelle stanze della Sovversione.

La devozione all’Immacolata è la cura domiciliare per la pandemia anticristiana

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L’EDITORIALE DEL LUNEDI per https://www.informazionecattolica.it/2021/12/06/la-devozione-allimmacolata-e-la-cura-domiciliare-per-la-pandemia-anticristiana/

LA “PANDEMIA SINISTRA DELL’ASSURDO“, IN NOME DELLA DITTATURA DEL RELATIVISMO, SI STA DIFFONDENDO A MACCHIA D’OLIO NELL’INDIFFERENZA DI TROPPI

Sappiamo di vivere i tempi della “pandemia anticristiana”, che ha come effetto collaterale di breve termine la secolarizzazione e di lungo termine la scomparsa della Fede così come da tutti conosciuta, ovunque e sempre. All’interno di tale “pandemia” spirituale viviamo da sempre nella lotta tra il Bene (Cristo e la Sua unica Chiesa, fondata su S. Pietro) e il male (le sovversioni dell’ordine divino, sia esso morale o naturale).E’ facile comprendere da che parte stia colei che avrebbe voluto cancellare l’augurio di Buon Natale ed il nome di Maria dall’Europa che, nonostante tutto, affonda le sue radici nel Cristianesimo.

E’ la “pandemia sinistra dell’assurdo”, che in nome della dittatura del relativismo (liberalismo massimalista e ultra-liberismo economico) si sta diffondendo a macchia d’olio nell’indifferenza di troppi.

Tutti i sinistri sembrano sguazzare, contenti e garruli nelle pandemie dell’ignoranza, della sub-cultura di un utopistico e transumano egualitarismo di massa, del ritorno alla lotta di classe attraverso la creazione di una pianificata guerra tra vaccinati (buoni e bravi) e non vaccinati (brutti e cattivi).

Godono nel poter sottomettere il popolo in assurde restrizioni, perché in questo contesto possono costruirsi l’uomo nuovo, privo di pensiero e inebetito dal Grande Fratello, facilmente manipolabile e, soprattutto, eterodiretto a distanza soprattutto nei consumi, secondo i desiderata dell’alta finanza keynesiana senza scrupoli.

Magari, qualcuno sogna addirittura il gulag, magari in una dimensione virtuale, per coloro che si ribellano alla nuovo religione globalista, che ha già il suo Dio nella scienza e la sua Maria nella tecnocrazia, per cui chi non si prostra davanti all’idolo del terzo Millennio riceve una sorta di scomunica laica, che, col tempo, consisterà nell’esclusione dalla società.

Il loro nemico era, è e resta il Cristianesimo. Più resistiamo nella fede, più si agitano. Più resistiamo nella difesa della Tradizione Cattolica, più le grandi famiglie che governano il Sistema globale si arrovellano nel pensare a come annientarci, convincendoci che, in realtà, stanno facendo il nostro bene. I figli delle tenebre sono sempre stati più scaltri dei figli della luce, perché hanno una malizia che i secondi non possono avere. E Gesù lo sapeva. Per questo ci lasciò detto di “essere astuti come serpenti e puri come colombe” (Mt., 10,16) per possedere la medicina domiciliare contro la “pandemia anticristiana”.

A breve festeggeremo l’Immacolata concezione di Maria, colei che schiaccia la testa del Serpente, la Madre di Dio e della Chiesa, avvocata nostra al momento del Giudizio particolare, verso la quale dobbiamo avere una tenera devozione filiale, perché nel Suo nome e nel Suo Cuore senza peccato troveremo sempre rifugio, pace, ma anche la forza per combattere la “pandemia anticristiana” che ammorba il mondo.

Il Santo Rosario, recitato ogni giorno, è un farmaco micidiale contro il virus del peccato. Molti, oramai, non si interessano più dell’eccelso significato di questa Festività, fonte di grazie indescrivibili per tutti noi, Suoi figli devoti. A Lei ricorriamo, in questi tempi così terribili ed a Lei affidiamoci. Non ci lascerà mai soli e vinceremo la morte con Lei, per mezzo di Lei.

S.S. Pio IX proclamò il dogma dell’Immacolata l’8 dicembre del 1854. La verità della Immacolata Concezione era già patrimonio della fede orientale e della prima festa sotto questo titolo sin dal secolo VI e VII. Nella Chiesa latina sin dal mille. Il primo grande difensore dell’Immacolato concepimento di Maria, fu il francescano Duns Scoto, detto “Doctor subtilis”, nato a Duns in Scozia nel 1265. La sua assoluta certezza della Verginità di Maria, concepita, vissuta ed assunta in Cielo senza peccato, creò grandi ed accese dispute teologiche. Arrivato il giorno del grande atto Sorbonico, come si chiamava allora la disputa, mentre Scoto si avviava al luogo della discussione, si prostrò davanti ad una statua della Vergine che si trovava sul suo passaggio, e le indirizzò questa preghiera: Dignare me, laudare te, Virgo sacrata: da mihi virtutem contra hostes tuos. La Vergine, ad attestare il gradimento di questo atto, inclinò il capo: posizione questa che avrebbe poi conservata anche in seguito.

Ora, questa verità non è più incerta e disputabile, essa fa parte dei dogmi della nostra fede e fu solennemente definita da Pio IX il giorno 8 dicembre 1854 con la Bolla Ineffabilis, ove si proclama: “Il Dio ineffabile sin dal principio e innanzi ai secoli, elesse e dispose all’Unigenito suo Figlio una Madre, da cui fatto uomo, avesse egli a nascere nella felice pienezza dei tempi, e fra tutte le creature di tanto amore predilesse, lei, da compiacersi in lei sola con propensissimo affetto. Per il che, assai più che tutti i santi, la ricolmò dell’abbondanza di tutte le grazie celesti, tolte dal tesoro della divinità, in un modo così meraviglioso, che sempre affatto immune da ogni macchia, di peccato, e tutta bella e perfetta, ebbe in sé quella pienezza d’innocenza e di santità, di cui maggiore non può concepirsi al di sotto di Dio, e cui nessuno fuor che Dio stesso può raggiungere col pensiero. E per verità era del tutto conveniente, che sempre rifulgesse ornata degli splendori di perfettissima santità, ed affatto immune dalla stessa macchia della colpa originale, riportasse amplissimo trionfo dell’antico serpente, una sì venerabile Madre.

Dopoché mai non cessammo nell’umiltà e nel digiuno, di offrire a Dio Padre, per mezzo del Figliuol suo, le private nostre preghiere e quelle pubblicate della Chiesa, affinché si degnasse di dirigere e confortare la nostra mente colla virtù dello Spirito Santo, implorato il soccorso di tutta la corte celeste, ed invocato con gemiti lo Spirito Paraclito, il medesimo così ispirandoci, ad onore della santa ed individua Trinità, a decoro ed ornamento della vergine madre di Dio, ad esaltazione della fede cattolica e ad incremento della cristiana religione, coll’autorità del Signor Nostro Gesù Cristo, dei Beati Apostoli Pietro e Paolo, e Nostra, dichiariamo, pronunziamo e definiamo, che la dottrina la quale ritiene che la Beatissima Vergine Maria nel primo istante della sua concezione, per singolare grazia e privilegio di Dio onnipotente, in vista dei meriti di Gesù Cristo, Salvatore dell’umano genere, fu preservata immune da ogni macchia di colpa originale, è da Dio rivelata e quindi da credersi fermamente e costantemente da tutti i fedeli. Per la qual cosa, se alcuni presumessero, il che Iddio tenga lontano, di sentire in cuor loro diversamente da quanto fu da noi definito, conoscano e sappiano per fermo, che condannati dal proprio giudizio, hanno fatto naufragio nella fede” (Atti senigalliesi nel Bicentenario della nascita di Pio IX, Senigallia, 1992, pp. 259-266).

Freccero: A Trieste morta la democrazia (e l’Avv. G. Amato porta solidarietà ai lavoratori)

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di Redazione

ieri ed oggi l’avv. Gianfranco Amato, Presidente dei Giuristi per la Vita e di Nova Civilitas è andato in prima linea a Trieste (in foto mentre parla con il leader dei manifestanti) assieme ai portuali a portare solidarietà a persone perbene, onesti lavoratori, famiglie, anziani che, poi, si sono ordinatamente messe a pregare il Rosario e, successivamente, si sono sedute in segno di protesta. Amato ha rappresentato, così, concretamente, tutto quel mondo realmente cattolico che sa ancora ragionare e che, logicamente, sta dalla parte del popolo oppresso dall’iniquità delle botte da parte della polizia che dipende da un Ministro degli Interni che, dopo il rave party di Viterbo, i disordini di Roma del 9 ottobre e i continui sbarchi di clandestini, in un Paese normale si sarebbe già dimesso.

Particolarmente toccanti sono le immagini degli idranti e delle manganellate di Stato verso persone inermi, lavoratori in sciopero seduti o pacificamente in piedi. Sindacati e Co. tutti silenti di fronte al massacro ed all’intimidazione nei confronti dei nostri connazionali. E il centrodestra che fa? Ci saremmo aspettati la Meloni in piazza a Trieste e Salvini che lascia il governo. Non sono i, pur deplorevoli dossieraggi dei media di sinistra o le inchieste ad orologeria che fanno aumentare l’astensionismo, ma il fatto che gli elettori di questa parte politica non si sentono, in gran parte, rappresentati da chi non si oppone con decisione alle scelte autoritarie o molto discutibili di questo governo!

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Scritto e segnalato da Antonio Amorosi

“In atto un grande piano economico di ristrutturazione del mondo. Le élites possiedono i media, non possono dire la verità” intervista a Carlo Freccero

Chiamiamo il professore durante le cariche con lacrimogeni e idranti sui portuali No Green Pass di Trieste

Sto guardando le immagini. Sono sconvolto. A Trieste è morta la democrazia

Professore, c’è indignazione, sdegno per quanto sta accadendo ma è da tempo che lei è molto preoccupato…

Lo sono tremendamente. La popolazione non vede il grande piano delle élites mondiali, il grande Reset di Davos, ne parla Klaus Schwab, il direttore del World Economic Forum nel suo ultimo libro Covid-19, The Great Reset

La pandemia è la motivazione giusta per mettere in atto una costrizione sanitaria, come già illustrato anni fa da Michel Foucault nel suo capolavoro Sorvegliare e Punire, nel capitolo sul Panottico. La seconda tappa é la distruzione dell’economia reale e questa passa attraverso l’Agenda verde, la decrescita, le tasse sulle energie fossili

Lei lega un piano delle élites alla gestione della pandemia, quelle stesse élites che hanno pianificato anni fa la globalizzazione selvaggia in cui viviamo oggi. E’ così e dobbiamo preoccuparci?

Pochi sanno che nel settembre 2019 la finanza mondiale era in procinto di implodere, un rischio reale di insolvenza delle banche. La soluzione, da parte delle banche centrali, è stata di emettere liquidità sui mercati, senza limiti di sorta, ma per evitare di creare inflazione bisognava paralizzare i consumi delle popolazioni, imprigionandole nelle loro case con strumenti come i lockdown, il coprifuoco, le limitazioni ai viaggi e agli spostamenti. Altrimenti come si sarebbe potuto imporre ai cittadini un’agenda tanto assurda?

Un processo? Ma è possibile? Le epidemie accadono e accompagnano gli uomini dalla notte dei tempi. Lei pero dice: il tutto cambia per come vengono gestite, soprattutto oggi che abbiamo tanti mezzi. O sbaglio?

Assurdo ma esistente e imponente. Consideri solo che da quando la pandemia è iniziata le multinazionali moltiplicano i guadagni, mentre la gente comune è sempre più povera. Questo la dice lunga. La gestione della pandemia si è fatta sulla scia del grande reset. Al resto basta il piano Schwab. L’obiettivo finale, da raggiungersi entro il 2030 è illustrato da uno slogan del WEF: nel 2030 non possederai nulla, ma sarai felice!

Come?

Con il fallimento delle piccole e medie imprese a favore di banche e multinazionali

Andiamo verso una nuova rivoluzione industriale, per quanto mostruosa, che avrà queste caratteristiche?

Sì, La quarta rivoluzione industriale, un altro libro di Schwab, in cui il direttore del WEF spiega cosa deve accadere

Cosa?

L’uomo deve integrarsi con l’intelligenza artificiale, diventando un ibrido uomo-macchina. Questa ibridazione può essere fatta dall’esterno con la tessera digitale, dall’interno con un chips. Per questo è venuta a volatilizzarsi la privacy, in ogni settore. E’ un processo legato a quest’ossessione del controllo che ha ispirato Schwab. Nei suoi testi è un elemento cardine. Porterà a un nuovo tipo di società con il fallimento del particolare e del nostro tessuto produttivo

Molti ridicolizzano questo scenario. E’ possibile un piano del genere?

Non c’è alcun complotto. Cosa è accaduto lo ha spiegato benissimo Warren Buffet, quando ha detto “la lotta di classe esiste e l’abbiamo vinta noi, le élites”

Nel rappresentare la realtà i media sono stati fondamentali durante la pandemia. Lei è un massmediologo. Qual è la sua riflessione sull’informazione? Il sociologo tedesco Niklas Luhmann sosteneva che la comunicazione, con qualsiasi tecnologia attuata, fosse l’unico vero fenomeno sociale. La comunicazione plasma la realtà. C’è una guerra in atto nell’informazione?

Più che guerra direi che c’è una propaganda a senso unico. Accade perché le élites possiedono, oltre tutta la ricchezza del pianeta, tutti i grandi gruppi di informazione che sono così pochi da poter essere indicati con le dita della mano. Come la lotta di classe delle élites é stata vinta perché non aveva un antagonista, così anche la propaganda si è imposta in mancanza di antagonisti. Piuttosto oggi c’è una resistenza. Se la società è informazione, la resistenza oggi è resistenza mediatica

Sembra che una forma di resistenza, addirittura di lotta di classe, prima patrimonio della sinistra, la facciano le destre. Nelle periferie, tra i diseredati ci sono sempre più gruppi con questo orientamento. Si sono capovolti i parametri? Come lo spiega?

Con il passaggio dall’economia reale alla finanza, la lotta di classe ha cambiato segno. Nell’economia reale lo sfruttamento passava attraverso la proprietà dei mezzi di produzione. Per tanto la lotta di classe era fra padroni ed operai. Nella finanza invece lo sfruttamento passa attraverso la moneta a debito. La nuova lotta di classe, quella di oggi, avviene tra le banche, che possono emettere moneta solo indebitando tutti gli altri, e il resto del popolo oppresso dal debito. Questo popolo dell’economia non comprende solo gli operai, ma anche gli imprenditori, strangolati dal debito. Il serial La casa di carta è una grande allegoria di questa nuova lotta di classe

Per questo ha avuto un così grande successo…

Sì, una banda di Robin Hood decide di svaligiare la banca centrale. Tutti pensano che usciranno da quella banca portando in spalla sacchi di banconote già stampate. Invece si barricano dentro e cominciano a stampare moneta. Nella lotta di classe tradizionale la destra sono i padroni e la sinistra gli operai. La sinistra per tanto funge un ruolo di parte attiva. Nella lotta di classe di oggi la lotta è tra l’alto e il basso. Le élites oggi sono parte attiva, cioè conducono il gioco. Ma si gioca tra banche e popolo pieno di debiti

E cosa può fare il popolo?

Il popolo intanto può solo prendere coscienza. Ma la coscienza che può prendere il popolo non sembrano averla i sindacati, ancora appiattiti sul mito ottocentesco del lavoro come fonte di ricchezza e in nome di questo lavoro sacrificano i diritti dei lavoratori

Durante questi 2 anni si è molto parlato di scienza e scienziati. Secondo lei la gente sa cos’è la scienza e come funziona? Come viene finanziata, come si muove la comunità scientifica e gli enti regolatori?

Oggi se dal lato epistemologico, cioè della filosofia della scienza, la scienza si pone limiti rigorosi, dal lato della vulgata e della propaganda viene indicato come scientifico proprio ciò che si sottrae ad ogni verifica

Tutti coloro che esprimono dubbi sulla vaccinazione, con i nuovi sieri sperimentali, scienziati compresi, perché la comunità è divisa, vengono additati come pazzi, untori, irresponsabili. Cosa pensa di questo approccio diffuso?

Pensiamo ai vaccini, che ci vengono imposti come scientifici senza aver terminato il ciclo di sperimentazione, previsto sul bugiardino nel 2023. Non a caso siamo obbligati a sottoscrivere il cosiddetto consenso informato per liberare da ogni responsabilità l’apparato, lo Stato, che ce li impone. È un assurdo scientifico. Inoltre vorrei solo aggiungere una constatazione: le persone vaccinate che chiedono più vaccinazioni credono che i vaccini proteggano dal virus e le vaccinazioni dal contagio. Non è così. Lo abbiamo visto dai numeri. Se i non vaccinati fossero fanatici, come alcuni vaccinati, dovrebbero richiedere per legge l’allontanamento dei vaccinati

Diverse ricerche americane dimostrano che i Millennials e la Generazione Zeta sono quella parte della società che ha meglio accettato le misure governative di contenimento della pandemia e le campagne di vaccinazione. Lei che ne pensa?

I Millennials sono nati e cresciuti in un grande Truman Show. Hanno imparato ad usare i gadget digitali, prima di imparare a scrivere

Sono quella generazione nata e cresciuta insieme alle tecnologie digitali. Si identificano nelle tecnologie e vogliono salvare il mondo attraverso queste, sono consumatori che forse non si rendono conto di essere loro i primi ad essere consumati perché necessari e strumentali alle web company e a chi le governa? O sbaglio?

Non sbaglia. A scuola hanno imparato gli obiettivi dell’Agenda 2030. Nel tempo libero socializzano on line e non dal vero. Questi ragazzi sono cresciuti praticando da sempre il distanziamento sociale ed il lockdown spontaneamente. Per questo li hanno accettati subito come naturali. Questa realtà era già la loro vita. E’ questo il dramma

Sta accadendo però qualcosa di nuovo, anche in Italia?

Le piazze piene di queste settimane. Per due anni siamo stati inerti come Paese mentre tutto il mondo si ribellava. Eravamo in preda ad un’ipnosi collettiva che ci paralizzava. Il Green Pass ha prodotto il miracolo. Orgogliose delle loro vittorie le élites si sono divertite in questi anni a fare a pezzi, attraverso falsi obiettivi ed un condizionamento martellante, il valore della solidarietà sociale. Ma prima sono arrivate le parole del vicequestore di Roma Schilirò poi le piazze piene e oggi i portuali di Trieste. Mi sono commosso. Riportano in vita una parola che era cancellata dal nostro vocabolario: solidarietà. Bisogna ricominciare da lì.

 

La recita del Rosario: come Davide contro Golia

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Segnalazione del Centro Studi Federici

All’inizio del mese del Santo Rosario segnaliamo un’enciclica di Pio XII del 1951, dove il papa parla anche delle persecuzioni dei regimi comunisti nei confronti della Chiesa. Sull’incompatibilità del comunismo e del socialismo con la dottrina cattolica: https://www.sodalitium.biz/giornata-la-regalita-sociale-cristo-2021/
Lettera Enciclica “Ingruentium Malorum” di Pio XII del 1951
 
Fin da quando siamo stati elevati alla suprema cattedra di Pietro, per disegno della divina Provvidenza, alla vista dei mali che avanzavano, non abbiamo mai cessato di affidare al validissimo patrocinio della Madre di Dio le sorti dell’umana famiglia, e a questo scopo, come ben sapete, più volte, abbiamo scritto lettere di esortazione. Vi è noto, venerabili fratelli, con quanto zelo e con quanta spontaneità e unanimità di consensi il popolo cristiano abbia risposto dappertutto ai Nostri inviti. Lo hanno magnificamente attestato ripetute volte grandiosi spettacoli di devozione e di amore verso l’augusta Regina del Cielo, e sopra tutto quella manifestazione di universale letizia che i Nostri occhi medesimi poterono in qualche maniera contemplare, quando lo scorso anno dalla Piazza S. Pietro, circondati da una moltitudine immensa di fedeli, abbiamo solennemente proclamato l’assunzione in corpo e anima di Maria vergine in Cielo.
Se il ricordo di queste cose torna a Noi gradito e Ci conforta a sperare fermamente nella misericordia divina, al presente, tuttavia, non mancano motivi di profonda tristezza che tengono in ansia e addolorano il Nostro animo paterno.
Conoscete, infatti, venerabili fratelli, le veramente tristi condizioni dei nostri tempi. L’unione fraterna delle nazioni, da tanto tempo infranta, non è stata ancora dappertutto ristabilita, ma da ogni parte vediamo gli animi sconvolti dall’odio e dalle rivalità, e incombono ancora sopra i popoli minacce di nuovi sanguinosi conflitti. A ciò si aggiunge quella violentissima tempesta di persecuzioni, che già da lungo tempo infierisce contro la chiesa, privata della sua libertà, affliggendola assai duramente con calunnie e angustie di ogni genere, facendo scorrere talvolta anche sangue di martiri. A quali e quante insidie vediamo sottoposte le anime di molti Nostri figli in quelle regioni, perché rigettino la fede dei loro padri, e spezzino con somma loro sventura il vincolo di unione che li lega a questa sede apostolica! Né infine possiamo in alcuna maniera passare sotto silenzio un nuovo misfatto, intorno al quale, con immenso dolore, desideriamo vivamente richiamare non solo la vostra attenzione, ma pure quella di tutto il clero, dei singoli genitori e delle stesse pubbliche autorità: Ci riferiamo a quella iniqua campagna che gli empi conducono a danno della candida innocenza dei fanciulli. Neppure l’età innocente è stata risparmiata, ma si osa, purtroppo, strappare con gesto temerario persino i fiori più belli nel mistico giardino della chiesa, che formano la meravigliosa speranza della religione e della società. Se a ciò si rifletta, non deve destare molta meraviglia il fatto, che tanti popoli gemano sotto il peso dei divini castighi, e vivano sotto l’incubo di calamità ancora maggiori.
Tuttavia la considerazione di uno stato di cose tanto gravido di pericoli non deve abbattere il vostro animo, venerabili fratelli; memori, invece, di quel divino insegnamento: «Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto» (Lc 11, 9), con maggiore fiducia vogliate innalzare spontaneamente i vostri cuori verso la Madre di Dio, cui sentì sempre il bisogno di ricorrere il popolo cristiano nell’ora del pericolo, giacché ella «è stata costituita causa di salvezza per tutto il genere umano»(2)
Per tale motivo con gioiosa attesa e ravvivata speranza guardiamo al prossimo ritorno del mese di ottobre, durante il quale i fedeli sogliono accorrere con maggiore frequenza alle chiese, per innalzare le loro suppliche a Maria per mezzo del santo rosario. Questa preghiera, venerabili fratelli, desideriamo sia fatta quest’anno con maggiore fervore di animo come è richiesto dall’aggravarsi delle necessità. Ci è ben nota, infatti, la sua potente efficacia per ottenere l’aiuto materno della Vergine. Benché non vi sia certamente un unico modo di pregare per poter conseguire questo aiuto, tuttavia Noi stimiamo che il rosario mariano sia il mezzo più conveniente ed efficace, come del resto viene chiaramente suggerito dall’origine stessa, più divina che umana, di questa pratica e dalla sua intima natura.
Che cosa infatti di più adatto e più bello dell’orazione domenicale e del saluto angelico, che formano come i fiori di cui s’intreccia questa mistica corona? Aggiungendosi, inoltre, alle ripetute preghiere vocali la meditazione dei sacri misteri, ne deriva l’altro grandissimo vantaggio, che tutti, anche i più semplici e i meno istruiti, hanno in ciò una maniera facile e pronta per alimentare e custodire la propria fede. E invero, dalla meditazione frequente dei misteri, l’animo attinge e insensibilmente assorbe la virtù che essi racchiudono, si accende straordinariamente alla speranza dei beni immortali, e viene fortemente e soavemente spronato a seguire il sentiero battuto da Cristo medesimo e dalla sua Madre. La recita stessa di formule identiche tante volte ripetute, nonché rendere questa preghiera sterile e noiosa, quale mirabile virtù, invece, possiede, come si può sperimentare, per infondere fiducia in chi prega e fare dolce violenza al cuore materno di Maria!
Adoperatevi, dunque, venerabili fratelli, con particolare sollecitudine, perché i fedeli, in occasione del prossimo mese di ottobre, possano compiere questo fruttuoso ufficio con la maggior diligenza possibile, e il santo rosario sia da essi sempre più convenientemente stimato e diffusamente praticato. Per opera vostra principalmente il popolo cristiano possa comprenderne l’eccellenza, il valore e la salutare efficacia.
Ma soprattutto Noi desideriamo che in seno alla famiglia sia dappertutto diffusa la consuetudine del santo rosario, religiosamente custodita e sempre più sviluppata. Invano, infatti, si cerca di portare rimedio alle sorti vacillanti della vita civile, se la società domestica, principio e fondamento dell’umano consorzio non sarà diligentemente ricondotta alle norme dell’evangelo. A svolgere un compito così arduo, Noi affermiamo che la recita del santo rosario in famiglia è mezzo quanto mai efficace. Quale spettacolo soave e a Dio sommamente gradito, quando, sul far della sera, la casa cristiana risuona al frequente ripetersi delle lodi in onore dell’augusta Regina del Cielo! Allora il rosario recitato in comune aduna davanti all’immagine della Vergine, con una mirabile unione di cuori, i genitori e i figli, che ritornano dal lavoro del giorno; li congiunge piamente con gli assenti, coi trapassati; tutti infine li stringe, più strettamente, con un dolcissimo vincolo di amore, alla Vergine santissima, che, come madre amorosissima, verrà in mezzo allo stuolo dei suoi figli, facendo discendere su di essi con abbondanza i doni della concordia e della pace familiare. Allora la casa della famiglia cristiana, fatta simile a quella di Nazaret, diventerà una terrestre dimora di santità e quasi un tempio, dove il rosario mariano non solo sarà la preghiera particolare che ogni giorno sale al cielo in odore di soavità, ma costituirà altresì una scuola efficacissima di virtuosa vita cristiana. I grandi misteri della redenzione, infatti, proposti alla loro contemplazione, col mettere sotto i loro occhi i fulgidi esempi di Gesù e Maria, insegneranno ai grandi a imitarli ogni giorno, a ricavare da essi conforto nelle avversità, e, dagli stessi, verranno richiamati a umilmente volgersi verso quei celesti tesori «dove non giunge ladro, né tignola consuma» (Lc 12, 33); porteranno, inoltre, a conoscenza dei piccoli le principali verità della fede, facendo quasi spontaneamente sbocciare nelle loro anime innocenti la carità verso l’amorevolissimo Redentore, mentre essi, dietro il buon esempio dei loro genitori genuflessi davanti alla maestà di Dio, fin dai teneri anni impareranno quanto sia grande il valore della preghiera recitata in comune.
Non esitiamo quindi ad affermare di nuovo pubblicamente che grande è la speranza da Noi riposta nel santo rosario, per risanare i mali che affliggono i nostri tempi. Non con la forza, non con le armi, non con la umana potenza, ma con l’aiuto divino ottenuto per mezzo di questa preghiera, forte come Davide con la sua fionda, la chiesa potrà affrontare impavida il nemico infernale, ripetendo contro di lui le parole del pastore adolescente: «Tu vieni a me con la spada, con la lancia e con lo scudo: ma io vengo a te nel nome del Signore degli eserciti … e tutta questa moltitudine conoscerà che il Signore non salva con la spada, né con la lancia» (1 Re 17, 44.49).
Per la qual cosa vivamente desideriamo, venerabili fratelli, che tutti i fedeli, dietro il vostro esempio e il vostro incitamento, corrispondano con sollecitudine alle Nostre paterne esortazioni, unendo insieme i loro cuori e le loro voci, nello stesso ardore di carità. Se aumentano i mali e gli assalti dei cattivi, deve parimenti crescere e diventare sempre più vigoroso lo zelo di tutti i buoni; si sforzino costoro di ottenere dalla nostra amorosissima Madre, specialmente per mezzo di questa preghiera, senza dubbio a lei graditissima, che possano ritornare al più presto tempi migliori per la chiesa e per la società.
La potentissima Madre di Dio, mossa dalle preghiere di tanti suoi figli, ci ottenga dal suo Unigenito Figlio – noi tutti la supplichiamo – che coloro i quali hanno miseramente smarrito il sentiero della verità e della virtù, rinnovati nel loro animo, possano ritrovarlo; ci ottenga, che possano felicemente placarsi gli odi e le rivalità, fonti di discordia e di ogni genere di sventura; che la pace, quella vera, giusta e genuina, torni felicemente a risplendere sugli individui, sulle famiglie, sui popoli e sulle nazioni; che finalmente, assicurati, com’è giusto, i diritti della chiesa, quel benefico influsso che da essa deriva, penetrando senza ostacoli nel cuore degli uomini, fra le classi sociali e le arterie stesse della vita pubblica, congiunga fraternamente i popoli tra di loro e li conduca a quella prosperità che regoli, difenda e coordini i diritti e i doveri di tutti, senza ledere alcuno, affermandosi sempre maggiormente, per la vicendevole e comune collaborazione.
Non dimenticate, venerabili fratelli e diletti figli, mentre pregando fate scorrere la corona del rosario fra le vostre mani, non dimenticate, ripetiamo, coloro che languiscono miseramente in prigionia, nelle carceri, nei campi di concentramento. Tra di essi si trovano, come sapete, anche vescovi allontanati dalle loro sedi per avere eroicamente difeso i sacrosanti diritti di Dio e della chiesa; si trovano figli, padri e madri di famiglia, strappati dal focolare domestico e costretti a condurre lontano una vita infelice in terre sconosciute, sotto altri climi. Come Noi prediligiamo e circondiamo di un affetto paterno tutti costoro, così anche voi, animati da quella carità fraterna che la religione cristiana alimenta e accresce, insieme con le Nostre unite le vostre preghiere davanti all’altare della Vergine Madre di Dio, e raccomandateli al suo cuore materno. Essa senza dubbio, con dolcezza squisita, allevierà le loro sofferenze, ravvivando nei cuori la speranza del premio eterno, e non mancherà ancora, come fermamente confidiamo, di affrettare rapidamente la fine di tanti dolori.
Non dubitando che voi, venerabili fratelli, con lo zelo ardente che vi è solito, porterete a conoscenza del vostro clero e del vostro popolo, nella maniera che vi sembrerà più opportuna, queste Nostre paterne esortazioni; così pure nella certezza che i Nostri figli, sparsi ovunque sulla terra, corrisponderanno volentieri a questo Nostro invito, a voi tutti, al gregge affidato a ciascuno di voi – a quelli in particolare che specialmente reciteranno il rosario mariano secondo queste Nostre intenzioni – come segno della Nostra riconoscenza, auspice di celesti favori, con effusione di cuore impartiamo l’apostolica benedizione.
 
Roma, presso San Pietro, 15 settembre, festa dei Sette Dolori di Maria Vergine, nell’anno 1951, XIII del Nostro pontificato. PIO PP. XII
 

 

La fine della nostra civiltà

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della dott.ssa Silvana De Mari

Abbiamo buttato via il posto di figlio di Dio per diventare un bambino all’orfanotrofio… ripartiamo dal rosario

Ha spiegato Konrad Lorenz, in Gli otto peccati capitali della nostra civiltà, che una civiltà è come un ecosistema. Quando si sopprime qualcosa in un ecosistema, qualcosa che sembrava inutile o irrazionale o dannoso, si possono ottenere catastrofi assolutamente inaspettate, completamente involontarie e deliziosamente irreversibili. Una civiltà è come un arazzo: si taglia in un punto un filo e mezzo arazzo si disfa.
Come diceva la buonanima di Chesterton, prima di tirare giù una palizzata, poniti il problema del perché è stata costruita. Forse è vero che ormai è inutile, ma potrebbe anche non esserlo, quindi questa domanda fattela, e comincia a dirti subito che se l’unica risposta che ti viene in mente è che tu sei sicuramente molto più intelligente dei tuoi antenati che erano cretini, quella risposta è sbagliata.
Una civiltà si è formata nell’arco di secoli e tutti i tasselli hanno un senso.
Con questo non voglio dire che le società devono restare immobili e sempre identiche a se stesse, altrimenti abbiamo le terrificanti civiltà circolare dove tutti fanno sempre le stesse cose. L’operazione, però, fatta con l’Illuminismo prima e con il ’68 poi – ovvero di denigrare e rinnegare la religiosità, il mito, il rito, senza nemmeno chiedersi per quale necessità siano nati, quali erano tutti i loro significati e vantaggi, senza nemmeno avere un dubbio che un significato e un vantaggio da qualche parte ci fossero – è stata un suicidio. Faccio u discorso assolutamente laico, che ha valore anche per i non credenti. Continua a leggere