Inflazione, quanto costa all’anno agli italiani?

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di Alessandra Caparello

L’inflazione è alle stelle e solo nel mese di dicembre 2022, in Italia, i prezzi sono cresciuti dell’11,6% rispetto al dicembre dell’anno precedente, un valore a cui non si assisteva dalla prima metà degli anni Ottanta. La realtà, però, è che per molti risparmiatori l’inflazione è salita fino al 18,3% e i costi, in termini assoluti, fino a 363 euro in più al mese, 4 mila euro in più in un anno.

A fare i calcoli è Moneyfarm, società di gestione del risparmio con approccio digitale, che ha utilizzato l’indicatore di “inflazione effettiva” per affrontare la questione più urgente, oggi, per le finanze personali delle famiglie italiane.

I calcoli di Moneyfarm

Partendo dagli ultimi dati Istat sull’aumento dei prezzi nel 2022 e incrociandoli con la fotografia 2021 dei consumi di 52 diversi profili di famiglie e di consumatori, Moneyfarm ha stimato, con il supporto di Smileconomy, l’inflazione effettiva.

A dicembre 2022 l’inflazione misurata da Istat è stata in aumento dell’11,6% rispetto al dicembre 2021, ma per i 52 profili tracciati l’inflazione effettiva va dall’11,5% al 18,3%, poiché i consumi effettivi delle famiglie esaminate “battono” l’indice dei prezzi al consumo medio del paniere Istat. Ragionando in termini assoluti, dai calcoli di Moneyfarm emerge che l’inflazione costa alle famiglie da 188 a 363 euro in più al mese, che, su base annua, significa tra i 2 mila e i 4 mila euro in più.

Considerando questa cifra, per poter continuare a mantenere il proprio stile di vita e neutralizzare gli effetti di un aumento dei prezzi eccezionalmente alto, una famiglia italiana dovrebbe risparmiare tra il 10% e il 15% delle sue entrate (“tasso di risparmio antidoto”).

Pertanto le famiglie che, prima del 2022, risparmiavano meno hanno dovuto rinunciare ad alcuni consumi o attingere ai propri risparmi per mantenere inalterati i propri consumi. Attualmente, però, gli italiani risparmiano mediamente il 7% del loro reddito, quindi non sarebbero in grado di affrontare una nuova ondata di inflazione nel 2023. Andrea Rocchetti, head of investment advisory di Moneyfarm, ha commentato:

“Purtroppo ancora il 35% degli italiani fatica a comprendere gli effetti dell’inflazione, come emerge dall’ultimo rapporto Consob sulle scelte di investimento delle famiglie italiane. Considerando che a livelli di inflazione come quelli attuali non si assisteva dagli anni Ottanta e che le implicazioni sulla gestione delle finanze personali delle famiglie sono notevoli, è fondamentale che gli operatori del risparmio si impegnino sul fronte dell’educazione finanziaria. Le conoscenze degli italiani risultano carenti sia quando si tratta di concetti basilari – per esempio il concetto di ‘diversificazione’, compreso da appena un italiano su due – sia quando si vanno a indagare gli strumenti o i rischi finanziari. Questa situazione rende ancora più indispensabile rivolgersi a un consulente finanziario per ragionare su una gestione efficiente dei propri risparmi”.

L’inflazione del 2022 non è democratica: ecco chi perde di più

L’indagine di Moneyfarm inoltre rivela che tra le 52 tipologie di consumatori analizzate, sono i disoccupati ad avere l’inflazione effettiva più elevata, al 18,3%. Quando il capofamiglia è disoccupato l’inflazione agisce come una tassa occulta di 241 euro al mese su una spesa media mensile che alla fine del 2021 era di 1.319 euro al mese. Una tassa che, in assenza di aiuti e di bonus, significa probabilmente dover tagliare ulteriormente i consumi per la famiglia.

Quando il capofamiglia è un lavoratore dipendente, invece, l’inflazione effettiva è del 13,1% e la spesa mensile aggiuntiva ammonta a 308 euro.

Chi è disoccupato spende, in proporzione, molto di più in beni essenziali come energia e prodotti alimentari: le due voci con maggiore aumento dei prezzi. Chi invece può contare su entrate stabili come i lavoratori dipendenti, spende in modo più bilanciato, su più voci di consumo, e risulta quindi meno colpito dall’inflazione.

Se si guarda ai nuclei familiari, sono i single ad avere la peggio, con un’inflazione effettiva del 16,8% e una spesa aggiuntiva mensile di 208 euro, ma per gli anziani soli la situazione è purtroppo ancora peggiore: 17,6% l’inflazione effettiva e 188 euro la spesa aggiuntiva mensile. All’estremo opposto si collocano le coppie con due figli, con un’inflazione effettiva del 13%.

Oltre a categorie occupazionali e nuclei familiari, Moneyfarm ha preso in esame anche la dimensione territoriale in cui vivono le famiglie, da cui è emerso che l’inflazione effettiva è più alta nelle aree metropolitane, dove raggiunge il 16,2% e comporta una spesa aggiuntiva di 309 euro al mese. Mentre le famiglie che vivono in piccoli comuni (sotto i 50.000 abitanti), hanno un’inflazione effettiva al 13,9%. A livello regionale, la Liguria (13,9%) è in cima alla classifica delle regioni con inflazione effettiva più alta, con un incremento mensile di spesa di 277 euro. In fondo alla classifica troviamo invece la Provincia Autonoma di Trento, dove il dato è più basso di oltre due punti percentuali (11,5%).

La Bolletta del Natale

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Buongiorno Christus Rex
sono Veronica Colombo, e faccio parte del team di Prontobolletta.
Vi contatto in quanto avrei il piacere di presentarvi il nostro ultimo articolo che pone in analisi l’aumento dei costi a causa del consumo elevato di gas ed elettricità dentro e fuori le abitazioni di tutta Italia
Nel periodo Natalizio, non si parla solo di aumento dei costi e della spesa per la famiglia ma anche dell’impatto ambientale causato dalle luci e catene luminose che addobbano le case e fanno brillare le città. Solo in questo periodo dell’anno, in Italia, vengono immesse nell’atmosfera circa 20mila tonnellate di CO2 proprio a causa delle decorazioni natalizie. E’ davvero possibile limitare il consumo? In che modo risparmiare gas ed elettricità nelle abitazioni? 

di Veronica Colombo

Si prevede un Natale all’insegna dei rincari per tutto il territorio nazionale. Dalle bollette alla spesa per andare a sciare. La spesa per una famiglia sul Mercato Tutelato per il periodo natalizio è di circa 1,70 euro in bolletta della luce, quasi un euro in più rispetto al 2021, quando il costo stimato era di 0,77 euro.
Questo tenendo in conto che ogni famiglia utilizza almeno una catena di 300 luci Led per illuminare l’albero e un tubo Led per decorare esternamente balconi e finestre.

Ma non è solo un fattore di spesa e costi aumentati. Secondo la Società Italiana di Medicina Ambientale, calcolando l’impatto del Natale sull’ambiente, decorare la casa con luci e catene luminose produce in Italia circa 20mila tonnellate di CO2 che vengono immesse nell’atmosfera.
Come ogni Natale che si rispetti, in Italia, dall’8 dicembre al 6 gennaio sia gli interni che gli esterni delle abitazioni sono decorati con illuminazioni natalizie che rimangono accese diverse ore al giorno se non anche di notte.

Secondo SIMA (Società Italiana di Medicina Ambientale) si tratta di una vera e propria invasione di fili luminosi e di lampadine che determina un incremento dei consumi energetici di circa il +30% rispetto al resto dell’anno, pari a 1.600 MWh al giorno ossia 46.400 MWh di energia consumata solo nel periodo che va dall’8 dicembre all’Epifania. I consumi in questo periodo equivalgono a 650 tonnellate di CO2 immesse ogni giorno in atmosfera, tra le 18 mila e le 20mila tonnellate di CO2 durante l’intero periodo delle festività. Si tratta delle stesse tonnellate di Co2 emesse da oltre 6.000 automobili in un anno.

La spesa delle famiglie per illuminare le case con addobbi e luminarie costa oltre 30 milioni. Il consumo di energia cresce del 30%, impattando su bollette e ambiente. Per andare a sciare la media pro capite sarà compresa tra 1.400 e 1.600 euro, trasporti esclusi, con una crescita del 15-18% rispetto a un anno fa. Costi e impatto ambientale si abbattono sensibilmente se si ricorre alle luci Led per risparmiare in bolletta.

Con le luci Led l’incidenza sulle bollette è di pochi centesimi di euro al giorno. Al contrario, un filo di luci di vecchia generazione tenuto acceso diverse ore al giorno incide fino a 15 euro a famiglia sulla bolletta di dicembre. Ipotizzando l’utilizzo di 3 fili di luci tra interni e balconi, l’aggravio di spesa sul fronte dell’energia può raggiungere i 60 euro.

Come poter risparmiare durante le festività?                                                                                                                                             

Per risparmiare esistono alcuni ‘trucchi’ che possono aiutare a non spendere o consumare energia in modo spropositato.

  • Innanzitutto bisognerebbe puntare sulle luci in qusanto arebbe meglio utilizzare una tipologia di luci Led sia per l’interno che per l’esterno delle abitazioni.
  • E’ possibile ridurre consumi e sprechi utilizzando timer che limitano la durata di accensione delle illuminazioni, e diminuendo il numero di luci sull’albero di Natale sfruttando oggetti riflettenti come specchi e palline argentate o dorate che riescono a ricreare, senza elettricità, un particolare sbrilluccichio.
  • Molto più luminose delle classiche grazie ai toni sul blu, riescono a risparmiare fino al 90% rispetto a quelle ad incandescenza. Leggermente più costose se confrontate con le tradizionali, non solo durano di più, ma consumano decisamente di meno.
  • Inoltre si può limitare l’utilizzo delle luci optando per la luce delle candele. Disponibili in forme e grandezze diverse, si possono scegliere anche quelle profumate che ricordano i classici aromi natalizi. In questo caso si riuscirà a creare nelle abitazioni un’atmosfera raccolta, accogliente e natalizia.
Come risparmiare il Gas a Natale?
Infine, alcuni consigli utili e non banali da ricordare se si vuole diminuire il consumo medio di Gas nelle abitazioni nel periodo Natalizio. Durante il periodo di Natale, pranzi e cene sono all’ordine del giorno, quindi passiamo molto tempo dietro ai fornelli con gli elettrodomestici in funzione.
Per risparmiare si può scegliere di usare il forno per le preparazioni grandi e che hanno bisogno di più tempo di cottura, mentre quello a microonde se dovete scaldare un piatto pronto.
Ricordiamo anche che durante il pranzo o la cena, complici anche gli abiti più pesanti, la vicinanza tra i commensali crea un naturale aumento della temperatura. In questo caso meglio abbassare il termostato e si avrà lo stesso risultato. Nel caso di riscaldamento centralizzato, visto che la maggiorate della giornata si passerà attorno al tavolo, meglio azionare solo quello presente nella stanza in cui ricevete gli ospiti e spegnerlo nel resto delle camere.