La Polonia non è “stravolta” e “dilaniata” dal Covid. Ci sono appena stato!

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di Bruno Volpe

LE COSE SONO BEN DIVERSE DA COME LE DESCRIVONO I MEDIA ITALIANI. LO STESSO DISCORSO VALE PER L’UNGHERIA E LA REPUBBLICA CECA

Sono appena rientrato dalla bellissima Cracovia, benedetta terra polacca. Ritornato in Italia occorre rendere giustizia di tante cose.

giornaloni italiani e gli altri media ci descrivono quella bella nazione come stravolta e dilaniata dal Covid, afflitta e in preda ad una specie di isteria collettiva.

Basta andare sul posto ed accertarsi che le cose sono ben diverse da come le descrivono e tutto ciò che viene pubblicato in tema sui media italiani non risponde al vero.

Le false notizie riguardano anche l’Ungheria e la Repubblica Ceca, dove sono stato di recente. Una certa cautela esiste ed è naturale, ma di Covid, virus e vaccini si parla nei tg con misura e lo stretto necessario.

Insomma, il Covid non invade giornali e tv 24 ore al giorno. Nei locali pubblici si usa la mascherina, ma senza allarmismo. Si usa la mascherina nei mezzi pubblici che, al contrario del nostro Paese, sono puntuali, puliti e non affollati per la semplice ragione che circolano numerosi. Faccio un esempio: aspettavo un tram al Wawel, la palina elettronica lo segnalava in arrivo dopo 60 secondi. Il tram allo scoccare del tempo, è arrivato.

 

Veniamo al green pass. Sono stato in svariati bar, pasticcerie e ristoranti, locali di alto livello e prestigio nella Piazza del Mercato, la Rynek Glowny, incluso lo stellato Cyrano de Bergerac. Nessuno mi ha chiesto il green pass, anche se entrando in aeroporto è necessario.

In alcune discoteche ho assistito a scene di giovani che si divertivano e ballavano senza alcun problema e i mercatini del Natale nella Piazza Rynek Glowny si svolgevano normalmente, con tanto di pierogi, vin brulè, e arrosto di salsicce, concerti di canti natalizi e spettacoli teatrali.

Infine, ma non per importanza, mentre ero intento a sorseggiare un caffè, la scorsa domenica ho visto in una via del centro una processione religiosa con tanto di crocifisso, rosario, stendardi mariani e tanto fervore religioso.

Dunque, rispetto al nostro Paese, e ai paurosi italiani, le processioni pubbliche si tengono e svolgono regolarmente.

Signori, che nostalgia che ho di quella terra! Per la terra di San Giovanni Paolo II (e si vede). E quante calunnia su quella terra, figlie di informazioni manipolate.

 

 

 

Fonte: https://www.informazionecattolica.it/2021/12/17/la-polonia-non-e-stravolta-e-dilaniata-dal-covid-ci-sono-appena-stato/

Crisi demografica, l’Europa dell’Est non cede ai ricatti: “Immigrazione non è soluzione”

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Roma, 2 ott – L’immigrazione di massa è la vera soluzione alla crisi demografica dell’Europa? Ammesso che di soluzione si tratti, questa “grande sostituzione” applicata alla realtà è inutile e dannosa. Per tutta una serie di motivi, a partire dal fatto che gli immigrati invecchiano come tutti gli altri e quindi il problema di ripresenterebbe ex novo negli anni a venire. Senza poi considerare tutti gli altri costi, ivi compresi quelli previdenziali (altro che il “pagano le nostre pensioni”). Dati e circostanze che, laddove dalle nostre parti la sinistra continua a battersi in preda ad un disturbo ossessivo-compulsivo, nell’Europa dell’Est sembrano ancora essere di buon senso.

La conferenza di Budapest: meno immigrazione, più politiche di aiuto alla natalità per sconfiggere la crisi demografica

Pochi giorni fa a Budapest si è tenuta una conferenza proprio sull’inverno demografico del vecchio (potremmo dire in tutti i sensi) continente, alla quale hanno preso parte i capi di Stato e di governo delle nazioni dell’Europa dell’est. Raggiungendo un’intesa che sbugiarda la narrazione dominante e fatta propria, tra gli altri, anche dall’Unione Europa.

Leggi anche: Sostenere la natalità, non l’integrazione degli immigrati. La Ue cambi prospettiva

I leader di Repubblica Ceca, Polonia, Ungheria, Serbia e Slovenia hanno infatti firmato una dichiarazione in cui rifiutano categoricamente di usare l’immigrazione per risolvere la crisi demografica. Impegnandosi al contrario a promuovere politiche attive per favorire la natalità. A spingere di più su questa proposta sono stati il primo ministro magiaro Viktor Orban e il suo omologo ceco Andrej Babis, i quali stanno già facendo una campagna elettorale basata su una forte opposizione all’immigrazione in vista delle elezioni che si terranno nei prossimi mesi.

Giuseppe De Santis

Fonte: https://www.ilprimatonazionale.it/esteri/europa-est-rifiuta-grande-sostituzione-immigrazione-crisi-demografica-209091/