LE VERITÀ SULLA RIVOLTA DI BELGRADO

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Riceviamo e pubblichiamo da parte di un nostro appassionato lettore:

Sulla rivolta in atto a Belgrado contro il governo di Aleksandar Vucic (leader del cosiddetto Partito Progressista Serbo) viene detto e scritto in Italia tutto e il contrario di tutto.

L’attuale ribellione popolare non è un fulmine a ciel sereno; essa sale sulle spalle delle proteste politicamante trasversali dell’inverno scorso scattate per condannare la politica di capitolazione sulla questione del Kosovo-Metohja.

Tra le tante sciocchezze, abbiamo ad esempio letto che i rivoltosi contestavano il governo per la sua scelta di ammorbidire la quarantena. Niente di più grottesco.

Come ben spiega questo reportage le radici della sollevazione sono ben più profonde ed i motivi politici ben diversi.

Malgrado noi si sia lontani dalle opinioni politiche dell’autore (riconducibili ad un nazionalismo serbo-ortodosso radicale) abbiamo tradotto e pubblichiamo la sua corrispondenza poiché getta un diverso ma illuminante fascio di luce su quello che bolle in pentola in Serbia, ovvero nel cuore stesso dell’area balcanica.

Non è del resto esatto che la rivolta in corso abbia, come scrive il corrispondente, un univoco segno. Essa raccoglie, per quanto quella nazionalistica sia quella dominante, diverse correnti d’opinione contrarie al governo.

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di Goran Kadijević

I mezzi di informazione occidentali dipingono l’attuale rivolta serba come una sollevazione causata per lo più dalle bugie del Governo Vucic sui dati del contagio. Ciò è falso.

La rivolta serba contro la biosorveglianza totalitaria globalista e progressistica dell’elite del Deep State ha avuto inizio nel momento stesso in cui il progressista Vucic impose mesi fa il cosiddetto lock down all’intera Serbia.

La rivolta serba, essendo una rivolta politica conservatrice, non è iniziata una settimana fa, ma mesi fa. Bosko Obradovic, guida carismatica dell’Opposizione nazionalista serba, occupando per due settimane di sciopero della fame i gradini di fronte alla Camera dell’Assemblea Nazionale, era di fatto il primo uomo politico della storia contemporanea, ben prima del presidente statunitense Donald Trump, ben prima del presidente Bolsonaro, ben prima dell’irruzione sulla scena del BLM e di antifa americani e ben prima delle varie voci di scienziati alternativi al progressismo totalitario sanitario, a contestare la Rivoluzione colorata planetaria in atto.

E’ tipico del nazionalismo Serbo precorrere i fatti e le grandi tendenze storiche: Gavrilo Princip Draza Mihajlovic Ratko Mladic, guerrieri puri andati al martirio per essere stati troppo in anticipo sui tempi, strateghi politici, prima che militari, antagonisti totali, irriducibili, ai rivoluzionari colorati della loro epoca, hanno perso, sono stati demonizzati nella memoria eterna di più generazioni ma hanno però aperto una nuova epoca storica e spirituale come veri e propri eroi cosmici. Continua a leggere