IL SOFISMA STRUTTURALE DELLA F.S.S.P.X. (Fraternità Sacerdotale San Pio X) E I SUOI GRAVI ERRORI

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di Doctor Quidam

Con le ultime dichiarazioni del Superiore della F.S.S.P.X. è ormai certo il proposito di procedere alla consacrazione episcopale di vescovi ad Econe senza il previo mandato apostolico e sono stati resi pubblici i nomi degli “eletti” alla collazione dell’episcopato.. L’argomento principe sollevato dal teologo della F.S.S.P.X. don Jean-Michel Gleize è quello che i vescovi consacrati saranno senza giurisdizione “des abbés episcopaux” come furono definiti un tempo, dopo le consacrazioni del 1988, con la medesima volontà di non istituire una gerarchia parallela.

Tutto questo argomento proposto parte da un ragionamento (sillogismo) con delle premesse errate che porta a delle conclusioni ancora più errate. San Tommaso d’Aquino insegnava nel “De Ente et Essentia”: “parvus error in principio, magnus est in fine”.

In primo luogo va evidenziato che nella Chiesa Cattolica esiste un dogma che è la sottomissione al Romano Pontefice da parte di tutti i cristiani e le umane creature, già definito da Bonifacio VIII nella Bolla “Unam Sanctam” del 13 novembre 1302 DS 875, al quale dogma non si può derogare senza cadere nell’eresia.

La F.S.S.P.X. suppone che si possano aprire Priorati, case religiose, predicare, amministrare Sacramenti senza l’autorizzazione dei vescovi ordinari diocesani, questo è completamente falso, già dal Medioevo furono emanate censure in merito, in quanto già solo una predicazione senza controllo del vescovo diocesano era sinonimo di predicazione scismatica se non eretica, perché non vagliata dai censori ecclesiastici
diocesani che valutavano il predicatore. Lo stesso San Francesco d’Assisi e l’Ordine da lui fondato ebbero all’inizio molti ostacoli per questo motivo.

Lo stesso Mons. Marcel Lefebvre quando andò a Venezia per una Messa Pontificale il 7 aprile 1980 fece menzione di questo problema durante il sermone, nella normalità un vescovo non poteva predicare in un’altra diocesi senza l’autorizzazione del vescovo ordinario. Continua a leggere

Un anno dopo la morte del neomodernista Joseph Ratzinger

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Segnalazione del Centro Studi Federici

“È stato l’errore dell’età confessionale aver visto per lo più soltanto ciò che separa, e non aver percepito in modo esistenziale ciò che abbiamo in comune nelle grandi direttive della Sacra Scrittura e nelle professioni di fede del cristianesimo antico” (discorso di Benedetto XVI ai rappresentanti del Consiglio della Chiesa Evangelica di Germania, Erfurt, 23.09.2011)
Il 31 dicembre 2023 moriva Benedetto XVI, uno dei protagonisti del neo-modernismo condannato da papa Pio XII con l’enciclica “Humani generi” del 12.08.1950”, sulla scia dell’enciclica “Pascendi Dominici gregis”dell’8.09.1907, con la quale il papa san Pio X condannò il Modernismo.
Per l’occasione ripubblichiamo un dossier sugli errori dottrinali affermati e insegnati da Joseph Ratzinger insieme ai comunicati dell’Istituto Mater Boni Consilii sulla famosa rinuncia e sull’elezione di Jorge M. Bergoglio e il discorso tenuto da B. XVI alla delegazione della massoneria ebraica dei “B’nai B’rith”.
Dossier Ratzinger: quando il Reno si gettò nel Tevere
La rinuncia di Joseph Ratzinger
In merito all’elezione di Jorge M. Bergoglio
Discorso di Benedetto XVI  a una delegazione di “B’nai B’rith International”
Fonte: