Gratteri: “Il virus è ossigeno per le mafie”

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Epidemia, crisi economica e riemersione del fenomeno mafioso. Sembra questo l’assunto da cui partirà il dibattito (rigorosamente sul web) che il sindaco di Rubiera Emanuele Cavallaro ha organizzato assieme a Nicola Gratteri e Antonio Nicaso, autori del saggio ‘Ossigeno Illegale’. Il giornalista Pierluigi Senatore dialogherà con i due autori, ma poi ci sarà anche spazio per eventuali domande dei partecipanti. L’evento rientra tra le azioni di Legalità & Cittadinanza responsabile, Progetto di pedagogia civica, promosso dall’amministrazione comunale di Rubiera. L’evento sarà in streaming su piattaforma web www.educativvu.it 

Per partecipare occorre registrarsi gratuitamente sul sito. Eventuali domande dei partecipanti dovranno essere inviate invece all’indirizzo mail info@caraco.it

Nicola Gratteri, procuratore capo di Catanzaro, e Antonio Nicaso, docente universitario e storico delle organizzazioni criminali, raccontano come le mafie coglieranno l’occasione di questa crisi per fare attività di riciclaggio, crearsi nuovi spazi nell’economia e radicarsi nel settore agricolo, della logistica, della grande distribuzione, della finanza o in altri settori strategici per l’Italia.

Fonte: https://www.ilrestodelcarlino.it/reggio-emilia/cronaca/il-virus-%C3%A8-ossigeno-per-le-mafie-1.5726013

Intervista di Gratteri a Le Monde: “L’Europa sottovaluta la ‘ndrangheta”

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“La ‘ndrangheta è l’unica presente in tutti i continenti, l’Europa la sottovaluta da troppo tempo”: questo il principale avvertimento lanciato da Nicola Gratteri, responsabile del maxi-processo alla ‘Ndrangheta che si è aperto a settembre a Roma, in una lunga intervista pubblicata oggi sul quotidiano francese Le Monde. Un’intervista a tutto tondo, a pagina 2 del giornale, in cui il sessantaduenne procuratore di Catanzaro parla lungamente del processo ‘Rinascita Scott’, considerato come il ‘Processo del Secolo’ e lancia un forte appello affinché l’Europa apra gli occhi, una volta per tutte. “Purtroppo – afferma Gratteri – l’Europa sottovaluta la ‘ndrangheta da troppo tempo. L’Unione europea non è pronta al livello normativo. Non controlla il concetto stesso di sicurezza dinanzi al crimine organizzato né la cultura di controllo del territorio. Da europeista convinto, mi dispiace molto. Dobbiamo condividere gli stessi codici, essere più uniti, altrimenti non saremmo in grado di contrastare l’invasione delle mafie”. E ancora: “Troppi Stati non capiscono questo pericolo o fanno finta di non capire”.

‘Ndrangheta transalpina

Quanto alla Francia, precisa il magistrato, la ‘ndrangheta è “principalmente radicata nel sud-est” del Paese, con una “predilezione per il settore alberghiero e della ristorazione. Del resto – spiega il procuratore – numerosi ‘ndranghetisti di nuova generazione sono diplomati presso scuole alberghiere. Sanno gestire (alberghi e ristoranti, ndr.), alcuni sono anche in cucina, ma la tesoreria proviene dai soldi della cocaina, riciclata secondo un sistema di fatture false, barando sul registratore di cassa”.

 

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Intervista di Gratteri a Le Monde: “L’Europa sottovaluta la ‘ndrangheta”

‘Ndrangheta, Gratteri nel Vibonese: «Mi odiano? Significa che stiamo facendo bene»

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VIDEO | Il procuratore di Catanzaro a San Nicola da Crissa: «Stanno cadendo templi massonici, c’è nuova fiducia nelle istituzioni». Il correntismo in magistratura? «Mai aderito». L’antropologo Teti: «Mitologia mafiosa può essere sostituita»

di Agostino Pantano

Torna nella provincia delle operazioni Rinascita Scott e Imponimento, il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, e lo fa per partecipare ad una conversazione su “Immagini, Mitologie e Realtà” organizzata dal Comune di San Nicola Da Crissa.

Nel paese del Vibonese di cui è originario l’antropologo Vito Teti, è stato proprio il docente a instradare i temi culturali di un confronto che ha impegnato anche il giornalista Michele Albanese, cronista calabrese che vive sotto scorta da 6 anni.

«I templi massonici»

Non è stata nominata la madre di tutte le indagini, quella che nei prossimi giorni culminerà con l’udienza preliminare a Roma per 456 inquisiti, ma tutta la riflessione nella piazza gremita si è incentrata sul suo esito definito rivoluzionario.

«Diversi templi massonici stanno cominciando a cadere», ha detto il capo della Procura di Catanzaro, con Albanese che – per allargare il raggio – ha sottolineato come «questa nuova fiducia verso le istituzioni deve essere accompagnata da una robusta presa di coscienza culturale e sociale».

Dopo i saluti del sindaco Giuseppe Condello, che ha ricordato anche gli altri due eventi antimafia che si susseguiranno a partire da stasera, Teti ha rilanciato il concetto di una «mitologia ‘ndranghetista che il calabrese può sostituire con il richiamo ad un bisogno di legalità che mai come oggi è realtà».

Una piazza molto gremita, tra gli altri nel pubblico si sono notati i vertici provinciali delle forze dell’ordine e il sindaco del capoluogo, Maria Limardo, ha ascoltato parole precise anche rispetto alle critiche da rivolgere ai Palazzi.

«Stiamo facendo bene»

«Alle parole di odio – si è sfogato Gratteri – sono abituato e le interpreto come il segno che stiamo facendo bene. Ho spalle abbastanza larghe e non cadrò mai in un fallo di reazione». Rispondendo alle domande del nostro network, il magistrato inoltre si è detto convinto «che il tempo dirà se meritiamo il consenso anche delle altre istituzioni e del sistema dei partiti, visto che l’appoggio dei cittadini c’è e ci dà fiducia».

Parole che lasciano intendere l’avvio di un percorso col quale Gratteri vuole abbassare al massimo il rischio di un isolamento – «abbiamo impiegato 2 anni per derattizzare gli uffici», ha detto – in un uno con le sue dichiarazioni finali che si riferiscono al contesto nazionale quando, rispondendo alle domande del cronista, ha dichiarato «non ho mai avuto bisogno di aderire ad alcuna corrente interna alla magistratura», concludendo: «Rimarrò in Calabria per il tempo necessario».

Fonte: https://www.lacnews24.it/cultura/ndrangheta-gratteri-nel-vibonese-mi-odiano-significa-che-stiamo-facendo-bene_122421/

L’Antimafia del “Conte-bis” cosa fa? La parola al dott. Luigi Gaetti

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ESCLUSIVA

di Matteo Castagna

Parlano: l’ex Sottosegretario agli Interni dott, Luigi Gaetti ed il silenzio dei “paladini della legalità”

Il dott. Luigi Gaetti, medico mantovano, specialista in anatomia patologica, 60 anni compiuti da poco, ha una particolare sensibilità per le tematiche legate all’ambiente ed è stato eletto al Senato della Repubblica nella scorsa legislatura.
Fin dal 2010 ha potuto osservare delle situazioni, nella vita sociale, che lo lasciavano perplesso, relativamente a movimenti poco chiari, che gli davano l’impressione d’essere favoritismi, ambiguità, applicazione delle regole solo per alcuni, gestioni allegre di presunti abusi edilizi, combriccole e comitati d’affari spontanei, quanto ambigui.
Nell’ottobre del 2013 entra nella Commissione Antimafia, presieduta dall’On. Rosy Bindi, e si fa subito notare per alcune segnalazioni relative all’inquinamento. Firma decine di interrogazioni parlamentari, esposti e richieste d’intervento per presunte infiltrazioni mafiose in varie città d’italia, quali Savona, Sondrio, Velletri, ma anche in Calabria e Campania. Nel suo lavoro in Commissione, tocca con mano quella realtà per cui le mafie di oggi non sono quasi più quelle che sparano, ma una sorta di reti, che operano nel “sistema relazionale” con il mondo dell’imprenditoria e della politica per l’ottenimento di appalti, soprattutto sotto soglia, ovvero a chiamata diretta, movimentare un colossale giro di denaro.

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Esponente di Libera calabrese querela Amorosi ma perde

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Segnalazione di Antonio Amorosi

Esponente di Libera calabrese querela Amorosi ma il giudice archivia. I fatti raccontati in “Coop connection”, che l’autore presentò anche a Verona il 7/11/2016 (come da locandina a lato) sono veri

Maglietta rossa la trionferà…evviva il rolex, l’attico e la libertà. Il Tempo racconta la vicenda dei neo-soprannominati con centinaia  di “LIKE” da Matteo Castagna sui social come “RIDICOL-CHIC”:

Esponente di punta di Libera, nel cuore della ‘ndrangheta, mi querela per aver raccontato nel libro Coop Connection, nelle 30 pagine su Libera, il suo sostegno ad una tizia con legami di parentela con le famiglie mafiose del territorio, arrestata assieme al marito per porto abusivo di armi, ricettazione e furto e gli attacchi ad un’attivista antimafia in serio pericolo (ma non di Libera). Il giudice archivia perché il “testo si fonda su accadimenti realizzatisi”. Ne parla Il Tempo (11/7/2018) e racconta come funziona…

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