Una giurista in prima linea per gli immigrati: ecco il nuovo sottosegretario del Papa

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Roma, 15 gen – “Ha svolto il suo servizio sempre nel settore multilaterale, soprattutto per quanto riguarda temi concernenti i migranti e i rifugiati, il diritto internazionale umanitario, le comunicazioni, il diritto internazionale privato, la condizione della donna, la proprietà intellettuale e il turismo”. Così Vatican News, il sito d’informazione della Santa Sede, presenta Francesca Di Giovanni, 66enne nuovo sottosegretario della Sezione per i Rapporti con gli Stati del Vaticano. Palermitana, laureata in Giurisprudenza, da 27 anni lavora in Segreteria di Stato ed è in assoluto la prima donna (oltretutto laica) a ricoprire una tale posizione nella Chiesa.

Papa Francesco ha insomma deciso di affiancare una donna a monsignor Mirosław Wachowski, il quale nella Sezione per i Rapporti con gli Stati adesso si occuperà principalmente del settore della diplomazia bilaterale. Stiamo parlando di quello che potrebbe essere definito il “ministero degli Esteri” del Vaticano, dunque il ruolo assegnato alla Di Giovanni non è propriamente di scarso rilievo visto che adesso si occuperà in particolare dei rapporti multilaterali.

“In prima linea per i migranti”

La Di Giovanni è una focolarina che è stata definita una “giurista in prima linea per migranti e rifugiati”, è dunque un’esperta di un tema particolarmente caro a Bergoglio, la cui scelta non sembra quindi affatto casuale. A Vatican News, il nuovo sottosegretario del Papa ha spiegato in cosa consisterà il suo ruolo nel settore multilaterale: “In parole povere si può dire che tratta dei rapporti che riguardano le organizzazioni inter-governative a livello internazionale e comprende la rete dei trattati multilaterali, che sono importanti perché sanciscono la volontà politica degli Stati riguardo ai vari temi concernenti il bene comune internazionale: pensiamo allo sviluppo, all’ambiente, alla protezione delle vittime dei conflitti, alla condizione della donna, e così via”.

Il restyling della Chiesa voluto da Papa Francesco procede dunque spedito. L’immagine che si sta delineando sempre di più sembra infatti perfetta per il verbo politicamente corretto e la scelta di una laica, particolarmente attenta alla questione ambientale e ai diritti degli immigrati e delle donne in quest’ottica rasenta quasi la perfezione.

Eugenio Palazzini

Da https://www.ilprimatonazionale.it/primo-piano/giurista-prima-linea-immigrati-nuova-sottosegretaria-papa-142583/

Anche a Lima i “vescovi” bestemmiano

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di Matteo Orlando per AGERECONTRA.IT
Secondo l’ACI Prensa, l’arcivescovo di Lima Monsignor Carlos Castillo Mattasoglio, ha avuto l’ardire di sostenere che “nessuno si converte davanti al Tabernacolo”, mentre, secondo lui, “è nelle relazioni umane che il Signore è nascosto”.
La blasfema affermazione dell’arcivescovo di Lima è arrivata nell’ambito dell’Assemblea arcidiocesana sinodale: “Chiesa di Lima, ti dico alzati!”, tenutasi dal 6 all’8 gennaio nella capitale peruviana.
Secondo l’arcivescovo di Lima, davanti al tabernacolo “possiamo anche sederci e pregare ma è molto raro che si abbia un’illuminazione in una situazione di passività. La contemplazione è estremamente importante, ma nella misura in cui la fede è stata trasmessa, qualcuno mi ha comunicato la fede”.
Nella sua presentazione, Monsignor Castillo ha detto ai partecipanti all’assemblea sinodale che sarebbe “terribile teologia” insegnare che la fede richiede anche uno “sforzo per corrispondere alla grazia”, mentre, secondo lui, la fede è solo un dono gratuito della grazia (esattamente quello che ha insegnato l’eretico tedesco Martin Lutero).
Questo vescovo modernista ha chiamato “soggetto credente autoreferenziale” chi si fa guidare “da certe norme e da un’interpretazione del dono di Dio come norme” ed ha spiegato che questi fedeli non si metterebbero “mai in discussione”, e credendosi di avere in mano “sempre la verità”, non sarebbe “attenti alle situazioni”.
Secondo l’ACI Prensa, in una sessione successiva Monsignor Castillo si è scusato per le sue parole sul Tabernacolo, ma non sull’attacco ai veri fedeli cattolici che cercano di rispondere alla grazia di Dio con il loro impegno morale.
Monsignor Castillo, prima della sua nomina come Arcivescovo di Lima, esattamente un anno fa, è stato professore della Pontificia Università Cattolica del Perú dove ha insegnato anche la Teologia della liberazione che ha appreso dal suo maestro, padre Gustavo Gutiérrez Merino. Non a caso, l’Arcivescovo ha assunto alcune posizioni in merito all’imposizione dell’ideologia gender molto aperte al dialogo. Lo stesso monsignor Castillo, ha dichiarato e ammesso la sua militanza a sinistra nel suo libro “Mi experiencia del laicado bajo la era Landázuri: entre testimonio e historia”. Inoltre, secondo il sito InfoVaticana, Castillo aveva legami con il Partito comunista rivoluzionario.