Ecco come sta cambiando il mondo

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di Giulio Tremonti

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

Una visione preveggente sul mondo che sta cambiando in fretta, fuori dai dogmi globalisti, emerge dal dialogo con Giulio Tremonti, ex ministro dell’Economia e presidente dell’Aspen Institute Italia, che sulla prospettiva di «un patto nazionale» anti-inflazione è perplesso, ritenendolo difficilmente irrealizzabile. Sullo sfondo risalta la visione dell’“europeismo della realtà” che l’accademico ha perseguito sul piano politico e culturale, osteggiato dai tecnocrati del sovrastato Ue. Il suo ultimo saggio è Le tre profezie (Solferino).
Prof. Tremonti, alle difficoltà del post Covid ora si aggiunge la crisi economica per l’Ucraina. Dall’inflazione al caro energia, famiglie e imprese sono allo stremo. Che strumenti ha la politica per fronteggiare questa fase?
«Evocare un “patto nazionale” come ai tempi di Ciampi non tiene conto del fatto che la storia non si può ripetere per identità perfette. E in questo caso neppure ripetere per analogie. A quel tempo, nei primi anni novanta, non c’era la globalizzazione, non c’era la Cina, non c’era l’euro, non c’era la sovranità di Bruxelles. E quindi, se a quell’altezza di tempo fu fatto un esercizio politico virtuoso, oggi sarebbe un servizio politico non virtuoso e molto difficile tentarne la replica. Non ci sono i presupposti, il mondo è radicalmente cambiato».
Quali i cambiamenti più rilevanti rispetto al passato?
«L’Italia aveva una forte sovranità economica nazionale, e anche per questo era più facile combinarla con la responsabilità sociale. Tra l’altro la forza delle parti sociali era anche superiore a quella attuale».
Pesano meno?
«Ricordo il “Tavolo Verde” a Palazzo Chigi: da un lato il governo, dall’altro lato un impressionante schieramento di forze sociali economiche e sindacali. Credo che ora sia difficile rifare il tavolo in quella composizione, di massa e di forza».
Prima della pandemia c’era una ossessione per il rigore e l’austerità. Ora è tutto rimosso…
«Nelle considerazioni conclusive del governatore Draghi, Banca d’Italia maggio 2011, c’era scritto: “La gestione del pubblico Bilancio è stata prudente. Le correzioni necessarie in Italia inferiori a quelle necessarie in altri paesi europei”. Poi la stessa mano ha firmato l’opposto con la lettera della Bce… La pandemia in ogni caso ha segnato una rottura della storia politica dell’Italia e non solo».
Sono cambiati anche gli equilibri istituzionali?
«La pandemia ha avuto effetti politici e non solo sanitari. Ha spostato l’asse del potere verso il governo, ha liberato l’esecutivo dai vincoli finanziari. C’è una immagine che rende l’idea di quello che è successo».
Prego.
«La pandemia ricorda il mito della torre di Babele: l’uomo sfida la divinità erigendo verso il cielo la torre. La divinità reagisce privando l’umanità della lingua unica. Con la pandemia è stato lo stesso: è stato tolto il pensiero unico, spezzato il software della globalizzazione, si è persa la fiducia nel paradiso terrestre. Il mondo che riappare adesso è un mondo diverso da quello globale, oggi carico di tensioni, di torsioni, che si vedono sulle linee di produzione e sul prezzo delle materie prime: dal legno alla ghisa, dal petrolio al gas. Un mondo in cui l’uomo registra i suoi limiti, e i limiti del suo mondo. E questi sono evidenti per esempio nell’inquinamento ambientale creato dall’industria globale».
E i cittadini registrano l’arretramento del proprio potere d’acquisto.
«Erano già iper-evidenti tutte le tensioni di inflazione, prima della guerra. L’inflazione c’era già nelle bollette, nel carrello della spesa, sul pieno di benzina. E questo ci poneva il problema fondamentale».
Quale?
«Siamo tutti uguali davanti alle bollette, al carrello e alla pompa o sta peggio chi ha di meno?».
C’è un rischio gilet gialli sullo schema delle proteste francesi?
«Più che un rischio futuro, vedo già attuale la sofferenza di chi ha meno risorse economiche».
Non ricordavamo più gli effetti dell’inflazione…
«E’ una orrenda tassa regressiva. Fino all’ultima Finanziaria, davanti a questa realtà già evidente, l’azione del governo è stata strampalata, con politiche espansive, prevedendo sgravi fiscali per il ceto medio, e solo alla fine la tardiva scoperta del caro-bollette. Adesso il governo è mezzo salvato dalla guerra, ma lo vedo in difficoltà nel continuare le politiche di spesa pubblica espansiva, come sarebbe necessario a fronte dell’inflazione».
La realtà, se ci fosse chi la registra, scombina i piani dei governanti?
«Il malessere sociale è un dato di fatto. L’altro giorno scorreva sul display di un treno dell’Alta velocità, uno spot del governo sul Pnrr. Nel video risaltavano uomini e donne bellissimi, tipo attori americani. Ecco, la réclame del governo è oltre Hollywood: dà l’idea della distopia tra governo e Paese. Chi lo ha commissionato dovrebbe rimborsare di tasca sua il costo dello spot e destinare l’importo alla Caritas… Ho l’impressione che l’alta velocità si confonda con l’altra stupidità…».
La crisi energetica: c’è chi quasi scarica la responsabilità sugli italiani stessi…
«Il governo ha accusato il Paese per non aver capito l’emergenza energetica addossando le colpe agli italiani e agli anni passati. Ma se emergenza energetica fosse stata prevedibile, Draghi avrebbe dovuta metterla nel suo programma già l’anno scorso. In realtà non se ne parla neppure nel Pnrr. Aggiungo che fino al 2011, l’Italia, con l’Eni, aveva la piena proprietà dei campi petroliferi in Libia, non i diritti di concessione. E quindi una prospettiva di sviluppo incredibile. Qualcuno, che forse chi è al governo conosce, ha deciso di privarcene. Ottima dunque la prospettiva di ricerca di fonti alternative, ma come diceva quel tale…».
Diamogli un nome.
«Un economista di rango secondario rispetto ai giganti attuali, John Maynard Keynes, (Tremonti sorride, ndr), diceva che “nel lungo periodo siamo tutti morti”. Non dico che Gheddafi fosse simpatico, ma il petrolio libico era utile».
I dem, intanto sono innamorati del governo di emergenza e del mantra “ci vuole più Europa”. E’ la posizione di chi ha combattuto gli eurobond e portato il vincolo esterno…
«Quando è caduto il Muro, pochi sono rimasti sotto le macerie. Tutti hanno compiuto il salto. Molti hanno portato i loro “Penati ideologici”, nei templi dell’Occidente: dalla City di Londra a Bruxelles. Il comunismo ha perso perché ha perso, il mondo occidentale si è successivamente perso nel mercatismo e in varie successive ideologie».
L’europeismo come coperta di Linus?
«L’idea di Europa è fuori da tutto questo. Nel 2003, nel semestre di presidenza italiana Ue, il governo italiano propose gli eurobond per finanziare infrastrutture e industria militare. Il no fu totale. Solo nel 2020 – con 17 anni di ritardo – l’Ue emette eurobond. Solo nel 2022 in questi giorni si comincia a parlare di Difesa europea. Con questo ritardo sulla storia, è almeno il caso di rinunciare a dare lezioni».
Il mercatismo come era, non ci sarà più. Verrà maggiore spazio per i diritti dei popoli?
«Non c’è più l’ideologia globalista, riemerge “nella sinistra” la retorica europeista. Tanto per tentare di pareggiare il pensiero di questi giganti, le citerò una frase sull’Europa di Konrad Adenauer, pronunciata dopo il trattato di Roma del 1957: “Che la foresta non sia tanto fitta da impedire la visione dell’albero”. Parlava del rapporto tra Bruxelles e gli stati».
Che lettura non conformista consiglierebbe ai governati italiani in questi giorni…
«Mi faccia un’altra domanda…».

A cura di Michele de Feudis

Governo choc: deposita atto al Senato prevista proroga emergenza dicembre 2022

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Il mondo va verso l’uscita dalla pandemia. Ma il governo Draghi prevede lo stato d’emergenza fino a dicembre 2022. Una scelta ad oggi senza alcun fondamento
di Antonio Amorosi
In Italia si governa a colpi di emergenza. Dove è finita la democrazia? E’ regime?

L’emergenza piace tanto al governo di Mario Draghi al punto che la compagine governativa è capace di atti di preveggenza, oltremodo in contrasto con le tendenze di tutti gli altri governi del mondo che stanno pianificando, dopo l’avanzata della variante Omicron (più infettiva ma meno pericolosa), l’uscita dalla pandemia.
E’ stato depositato tra gli atti del Senato, ed emerge con un documento datato 16 gennaio 2022, un testo che prevede di prorogare lo stato di emergenza in Italia fino a dicembre 2022. E’ il Disegno di legge 2448-quinquies presentato dal ministro dell’Economia e delle Finanze Daniele Franco, altro banchiere nel governo e fedelissimo di Mario Draghi.
Così recita il Disegno di Legge depositato al Senato. “Art 1. 1 All’articolo 6, comma 6, del decreto-legge 30 aprile 2020, n. 28, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 2020, n. 70, le parole: «e comunque entro il 31 dicembre 2021» sono sostituite dalle seguenti: «e comunque entro il 31 dicembre 2022»”.

L’iniziativa del governo, disegno, “presentato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze (Franco), comunicato alla presidenza l’11 novembre 2021” è stato annunciato “nella seduta n. 379 del 16 novembre 2021” ed è stata classificata nel capitolo “Proroga di termini, malattie infettive e diffusive, informazione, apparecchi telefonici”. Una classificazione provvisoria.
Il Disegno di legge 2448-quinquies di cui parliamo mostra il “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2022 e bilancio pluriennale per il triennio 2022-2024” e per questo giustificherebbe tra le proprie pieghe l’estensione dell’emergenza in Italia, a discapito di quanto si aspettano gli italiani che anche in queste ore leggono della graduale tendenza di tutti gli altri Paesi del mondo a tornare alla normalità.

Più che il virus il problema in Italia sembra la sua gestione che si àncora a uno stato di emergenza permanente come forma di governo ordinario.
Un decreto legislativo del 2008, il numero 1, disciplinava come si attuasse lo stato di emergenza, all’articolo 23, comma 3, recitando: “la durata dello stato di emergenza di rilievo nazionale non può superare i 12 mesi, ed è prorogabile per non più di ulteriori 12 mesi”. Ma come abbiamo visto è stato aggirato.

Quali sono i criteri con i quali il governo proroga lo stato di emergenza nel nostro Paese? Con i numeri delle occupazioni delle terapie intensive? Con l’occupazione dei posti letti in ospedale? Con il numero dei morti da Covid? Con i numeri dei contagi? Il governo Draghi non lo ha mai chiarito.
Vedendo la situazione, con lo svuotamento dei poteri del Parlamento, l’inerzia delle forze sociali, ci si chiede che fine abbia fatto la democrazia in Italia.

Fonte: https://www.affaritaliani.it/politica/governo-choc-deposita-atto-al-senato-prevista-proroga-emergenza-dicembre-2022-775676.html

Covid19: una nuova inchiesta fa rabbrividire il mondo

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A cura della Redazione di www.nicolaporro.it

Origine animale oppure artificiale? È questa la grande domanda che da mesi ci si sta ponendo riguardo all’origine del Covid19. La maggior parte degli scienziati sostiene con forza la prima ipotesi dato che le precedenti epidemie di coronavirus, come la SARS, erano state veicolate all’essere umano attraverso gli animali. Eppure, sono tante le voci che esprimono un parere contrario, non solo fra gli esperti, ma anche a livello giornalistico. Ultima in ordine di tempo una clamorosa inchiesta dell’inglese “The Telegraph” che, qualora confermata, getterebbe un alone inquietante non solo sull’ormai celebre laboratorio di Wuhan ma anche sui possibili rapporti che questa realtà intratteneva a livello internazionale. Questa indagine, che si basa su dei documenti diffusi da Drastic, un team investigativo costituto da diversi scienziati per indagare sulle origini del Covid19, rivelerebbe principalmente tre cose.

Le rivelazioni dell’inchiesta

1) Ben 18 mesi prima dello scoppio della pandemia, i ricercatori cinesi avrebbero presentato un piano per infettare artificialmente i pipistrelli delle caverne dello Yunnan con un virus “potenziato” con l’obiettivo di “vaccinarli” contro malattie che avrebbero potuto effettuare il salto di specie e passare agli esseri umani. Come lo avrebbero fatto? Rilasciando nelle caverne dello Yunnan delle nanoparticelle contenenti «nuove proteinechimeriche» (ossia prodotte dalla fusione di sequenze di DNA appartenenti a più geni) di coronavirus di pipistrello che sarebbero dovute penetrare nella pelle degli stessi pipistrelli per via aerea. 

2) Questo progetto, secondo le indiscrezioni, includeva anche dei piani per mescolare ceppi di coronavirus naturali ad alto rischio con varietà meno pericolose ma più infettive.

3) Gli scienziati cinesi, per portare avanti questi esperimenti, avrebbero chiesto un finanziamento di 14 milioni di dollari alla Defense Advanced Research Projects Agency (Darpa, un’agenzia governativa del Dipartimento di Difesa degli Stati Uniti che sviluppa nuove tecnologie per uso militare) che avrebbe rifiutato di farlo perché “il progetto avrebbe potuto mettere a rischio le comunità locali”. Non solo: l’ente americano avrebbe anche messo in guardia il team sul fatto che non fossero stati considerati pienamente i pericoli del potenziamento del virus o del rilascio di un vaccino per via aerea. Secondo l’inchiesta, la candidatura per il finanziamento sarebbe stata presentata dallo zoologo britannico Peter Daszak di EcoHealth Alliance (EHA), l’organizzazione statunitense che ha lavorato a stretto contatto con il Wuhan Institute of Virology (WIV) sui virus dei pipistrelli.

I timori però a quanto pare erano presenti anche fra gli stessi scienziati di Wuhan. Il team, infatti, era preoccupato per il programma vaccinale e voleva quindi portare avanti una serie di attività di sensibilizzazione in modo che vi fosse una comprensione pubblica di ciò che stavano facendo e del motivo per il quale si stava procedendo, in particolar modo a causa dell’elevato consumo alimentare di pipistrelli nella regione.

La Cina ha fatto da sola?

Lo spettro che si agita intorno a questa inchiesta è ovviamente la possibilità che questi esperimenti siano andati avanti anche senza il sopracitato finanziamento e che il denaro sia stato trovato in altro modo permettendo agli scienziati di Wuhan di proseguire nei loro propositi.

Matthew Ridley, coautore di un libro sull’origine del Covid-19, in uscita a novembre, e che ha spesso chiesto alla Camera dei Lord un’ulteriore indagine sulle cause della pandemia, ha commentato: “Per più di un anno ho provato ripetutamente a fare domande a Peter Daszak senza ottenere risposta. Ora si scopre che è stato l’autore di questa informazione vitale del lavoro sui virus a Wuhan, ma si è rifiutato di condividerla con il mondo. Sono furioso”.

Un ricercatore dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), che ha preferito restare anonimo, ha affermato di essere rimasto senza parole. “La parte spaventosa – ha spiegato – è che stavano producendo virus Mers chimerici infettivi. Questi virus hanno un tasso di mortalità superiore al 30%, che è almeno un ordine di grandezza più letale di Sars-CoV-2. Così questa pandemia sarebbe potuta diventare quasi apocalittica”.

Insomma, la sensazione è che di polvere sotto il tappeto possa essercene molta e che questo possa essere solo l’inizio di un processo di scoperta della verità. Non ci sono ancora certezze riguardo a presunti coinvolgimenti o finanziamenti occidentali, il che però non può essere escluso a priori. L’altra ipotesi è che la Cina abbia proseguito in autonomia. E che le sia andata male. Molto male. 

Questo quadro spaventoso ci costringe quasi a sperare nell’origine animale. Ma si fa largo sempre di più la pista che ci porta dritti diritti al laboratorio di Wuhan.

Fonte: https://www.nicolaporro.it/covid19-una-nuova-inchiesta-fa-rabbrividire-il-mondo/

Covid, il dato del Regno Unito spaventa il mondo: nei vaccinati il tasso di letalità è più alto che nei non vaccinati

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Fonte: Fabrizio Fratus

Covid, nel Regno Unito il tasso di letalità è più alto tra i vaccinati che tra i non vaccinati: i dati che spaventano il mondo
Il Regno Unito è uno dei Paesi al mondo che ha completato per primo, insieme a Israele, la campagna vaccinale raggiungendo numeri elevatissimi di popolazione vaccinata (oltre il 70% dell’intera cittadinanza, più del 90% dei maggiorenni con più di 18 anni) già la scorsa primavera. Tuttavia la vaccinazione di massa non è bastata ad evitare la nuova ondata estiva provocata dalla variante Delta, che ha nuovamente riempito gli ospedali britannici di malati e portato la media dei morti giornalieri nelle ultime due settimane ad oltre 110 vittime ogni 24 ore.
Nei giorni scorsi il governo britannico ha pubblicato il consueto bollettino mensile con l’analisi dettagliata dell’andamento epidemiologico. Il documento originale è il seguente:

https://assets.publishing.service.gov.uk/government/uploads/system/uploads/attachment_data/file/1012644/Technical_Briefing_21.pdf se

Nel bollettino vengono fornite le analisi degli gli effetti delle varie varianti del virus nel Regno Unito in un sottoinsieme di pazienti covid in cui il genoma è stato identificato. La tabella 5 (pagina 22 e 23) si riferisce alla variante delta che ora è dominante. La tabella fornisce i dati di contagi, ricoveri e decessi per stato vaccinale e riporta quanto segue:

Non vaccinati: 183.133
Vaccinati con ciclo completo: 73.372
Totale morti dal 15 Febbraio al 15 Agosto:

Non vaccinati: 390
Vaccinati con ciclo completo: 679
Tasso di letalità (percentuale di morti tra i contagiati):

Non vaccinati: 0,21%
Vaccinati con ciclo completo: 0,92%
Quindi, visti così i dati, sembrerebbe che i vaccinati hanno una più alta probabilità di morire in caso di contagio rispetto ai non vaccinati. Ma il dato potrebbe essere fortemente condizionato dall’età dei contagiati, perchè sappiamo che i giovani non hanno gravi conseguenze dal Covid e quindi un alto numero di contagi tra i giovani non vaccinati potrebbe condizionare il tasso di positività. Fortunatamente nella tabella fornita nel documento del governo britannico i dati sono anche differenziati per due fasce d’età: under 50 e over 50. E allora possiamo approfondire meglio:

Totale contagiati dal 15 Febbraio al 15 Agosto:

Non vaccinati under 50: 178.280
Non vaccinati over 50: 4.891
Vaccinati con ciclo completo under 50: 40.544
Vaccinati con ciclo completo over 50: 32.828
Totale morti dal 15 Febbraio al 15 Agosto:

Non vaccinati under 50: 72
Non vaccinati over 50: 318
Vaccinati con ciclo completo under 50: 27
Vaccinati con ciclo completo over 50: 652
Tasso di letalità (percentuale di morti tra i contagiati):

Non vaccinati under 50: 0,04%
Non vaccinati over 50: 6,5%
Vaccinati con ciclo completo under 50: 0,06%
Vaccinati con ciclo completo over 50: 1,99%
Questo dato è molto importante perchè da un lato documenta l’efficacia dei vaccini per la riduzione del rischio da Covid nelle persone con più di 50 anni, seppur non in modo trascendentale, mentre dall’altro certifica come i giovani abbiano addirittura un aumento del rischio di morte da Covid nel caso in cui siano vaccinati.
L’efficacia dei vaccini è messa fortemente in discussione da questi dati: se vi dicessero che in caso di contagio potreste ridurre il rischio di morte dal sei al due per cento, cambierebbe significativamente la vostra preoccupazione nei confronti del virus? Ebbene, il risultato delle vaccinazioni di massa è nel Regno Unito la riduzione del rischio di morte in caso di contagio da Covid proprio dal 6,5% all’1,99% per gli adulti e anziani (over 50 anni). Una riduzione del rischio, seppur minima.
Al contrario, nel caso dei giovani (under 50 anni) il tasso di letalità (percentuale di morti sui contagiati) aumenta per chi ha ricevuto il vaccino (0,06%) rispetto a chi non ha ricevuto il vaccino (0,04%).
Molti esperti, come Peter McCullough, avevano già annunciato uno scenario di questo tipo argomentando già dai mesi scorsi come i vaccini sperimentali stessero danneggiando in generale la salute delle persone e anche se efficaci per la protezione dalla prima variante del virus (che adesso non circola più), non lo sarebbero stati altrettanto per le altre varianti con il rischio che se infettati da queste ultime sarebbe stato più difficile sopravvivere all’infezione perché nel frattempo il sistema immunitario era stato danneggiato dal vaccino.
La cosa più allarmante è che adesso i vaccini, con il passare dei mesi, perdono ulteriore efficacia proprio rispetto al contagio: ecco perchè la terza dose si rende necessaria per le persone fragili e debilitate (come accade da sempre, ogni anno, per l’influenza stagionale) mentre sarebbe opportuno evitare di continuare a vaccinare i giovani sani che già di base non hanno rischi dal Covid. Già in Italia avevamo documentato un sensibile aumento del tasso di letalità tra i vaccinati rispetto ai non vaccinati negli over 80. Questi numerosi segnali d’allarme che arrivano dal mondo basteranno per aprire gli occhi ai governi?
https://www.meteoweb.eu/2021/08/regno-unito-tasso-di-letalita-vaccinati-non-vaccinati/1717671/

PS
SARS-CoV-2, identificata una nuova variante in Sudafrica: “ha maggiore trasmissibilità e maggiore capacità di eludere gli anticorpi”
Identificata in Sudafrica, una nuova variante di SARS-CoV-2 che ha un preoccupante numero di mutazioni: ha “una maggiore trasmissibilità” e una maggiore abilità di eludere gli anticorpi
Allora prenotiamo scorte  la 4 dose!
l’Italia è ancora oggi il paese con il più alto tasso di morti per milione di abitanti.
SPERANZA CON I SUOI ESPERTI HANNO FALLITO E NON È UNA QUESTIONE POLITICA MA DI VITA O MORTE

Il regime della sorveglianza

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QUINTA COLONNA

di Marcello Veneziani

Fonte: Marcello Veneziani

Dunque, ricapitoliamo. Non è consentito avere un’opinione difforme in tema di covid e di pandemia, di chiusure e di vaccini rispetto a quelle somministrate dai vettori ufficiali; l’accusa di negazionismo o di no vax, di contravvenire alle regole dei social, della vita pubblica, dell’ordinamento è dietro l’angolo. È poi vietato avere giudizi difformi sulle coppie omosessuali, sulle maternità surrogate, le adozioni gay e in generale sui rapporti omo-trans-lesbiche; chi ha idee diverse, o semplicemente continua a difendere le differenze naturali, la famiglia, la nascita secondo natura e la vita secondo tradizione, entra in una sfera d’interdizione che passa dalla riprovazione al veto. Forti proibizioni sono introdotte da leggi, moniti e censure sui social. In tema di femminismo, diritti delle donne o riguardanti caratteristiche fisiche, etniche, lessicali si innescano processi sommari, a colpi di MeToo, catcalling e affini, che generano separazione e diffidenza tra uomini e donne. È vietato poi chiamare clandestini i migranti irregolari; i rom col nome tradizionale di zingari, i neri con l’appellativo antico di negri, senza alcuna connotazione dispregiativa; per ogni disabilità non vanno usati i termini adoperati da sempre, ma solo diversamente abili. E’ vietato nutrire un’opinione diversa da quella istituzionale in tema di fascismo e antifascismo, di razzismo e di nazismo, di storia e di massacri.

Oltre i divieti ci sono poi le cancellazioni del passato, in termini di amnesia collettiva della memoria storica e rimozione di tanti orrori, autori, imprese, personaggi, storie e pensieri non allineati. Tutto ciò che attiene alla nostra civiltà, tradizione e retaggio va deprecato o va accantonato per non urtare la sensibilità di chi non vi appartiene; bisogna sempre assumere il punto di vista a noi più estraneo e più remoto. Prima gli stranieri, per rovesciare un noto slogan politico fondato sulla preferenza nazionale.

In questa poderosa restrizione di pratiche, linguaggi e opinioni, la libertà consentita è un corridoio stretto e corto che si può percorrere all’interno delle opinioni lecite, in un perimetro assai angusto; appena superi il “range” consentito, coi limiti imposti alle divergenze, scatta la censura, la riprovazione, la denuncia, la condanna o l’isolamento, il cordone sanitario, la morte civile. Continua a leggere

La pandemia, il guinzaglio e la museruola

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Fonte: Marcello Veneziani

Pubblichiamo un’intervista rilasciata da Marcello Veneziani ad Apostolos Apostolou, uscita sulla rivista ateniese theflagreport.com

Con il coronavirus il sistema politico mondiale, quello che si chiama governo sovranazionale organizza un mondo clinico “ideale”. Niente fuori dal normale clinico. Oggi parliamo di profilassi assoluta, ecco lo slogan nuovo della politica. Soprattutto la profilassi, perché la virulenza si impossessa di un corpo, di una rete o di un sistema e cosi, deve trovare una soluzione il sistema politico globale. Questo è il piano politico oggi? Che ne dici Marcello Veneziani?

Il potere sanitario che si è imposto con la pandemia è l’applicazione di quel regime della sorveglianza e del controllo capillare di cui si era parlato negli anni scorsi. Mai era accaduto che fossero così ristrette le libertà e i diritti elementari, costituzionali e fondamentali dei cittadini e dei popoli. Mai era accaduto che fosse così palese l’uso della paura e il terrorismo sanitario per tenere sotto pressione i popoli e per disperdere ogni resistenza. La motivazione, naturalmente, è inoppugnabile: si tratta di fronteggiare il contagio. Ma la ricorrenza delle ondate (siamo nel pieno della seconda ondata e già si parla della terza per il 2021), il profitto politico, economico e farmaceutico evidente di chi gestisce la pandemia o ne trae benefici, il controllo mediatico quasi assoluto e l’ombra inquietante del modello cinese, che è stato fonte del virus ed è ora modello di riferimento per affrontare la pandemia, lasciano pensare che ci sia un disegno globale dietro tutto questo.

Il governo sovranazionale vuole uno spazio super protetto come campo di concentramento che il corpo perde tutte le sue difese. Il governo vuole un regime di sorveglianza a 360 gradi, rieducazione e lavaggio del cervello dell’intera popolazione. Forse il virus diventa l’arma per questo lavaggio, questo abbiamo visto poco tempo fa, con le elezioni presidenziali negli Stati Uniti d’ America. Come vedi questa opinione? Continua a leggere

BELT AND ROAD E DOMINIO CINESE DOPO IL COVID-19. La scelta fra scontro e perdite finanziarie

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La Belt and Road Initiative, (BRI); l’iniziativa di espansione economica e politica della Cina verso i paesi in via di sviluppo che si è sviluppato attraverso un insieme di investimenti finanziati  o cofinanziati da governo cinese viene a richiamare una serie di grossi problemi legati sia ai rapporti internazionali, sia allo sviluppo delle industrie interne.

La Cina a partire dal 2015, come indicato in un discorso ufficiale dallo stesso Xi Jinping, si è trovata nella necessità di affrontare una “Supply Side Structural Reform” (SSSR), cioè la necessità di riformare il proprio sistema produttivo per renderlo più efficiente ed orientato al mercato, perchè non era possibile supportare una crescita a colpi di aumento del debito interno del 10% all’anno. Le finalità  principali dell’SSSR sarebbero  migliorare la qualità e l’efficienza dell’approvvigionamento; promuovere adeguamenti strutturali; correggere la distorsione dell’allocazione dei fattori di produzione; migliorare l’adattabilità e la flessibilità della struttura dell’offerta ai cambiamenti della domanda; e migliorare la produttività totale dei fattori (People’s Daily, 4 gennaio 2016). Praticamente un programma che appare scritto da Mario Monti.  Più concretamente, l’SSSR comprende cinque obiettivi strategici fondamentali:

1) ridurre la capacità industriale in eccesso;

2) ridurre la leva finanziaria nel settore aziendale;

3) riduzione delle proprietà immobiliari inutilizzate;

4) riduzione dei costi per le imprese e

5) affrontare gli “anelli deboli” dell’economia (un eufemismo per la riduzione della povertà). Continua a leggere

Cristianofobia: chiese sotto attacco in tutto il mondo

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Segnalazione di Corrispondenza Romana

di Mauro Faverzani

Cristianofobia: si moltiplicano profanazioni, attentati ed atti vandalici ai danni delle chiese cattoliche in tutto il mondo. Compreso l’Occidente cristiano.

Negli Stati Uniti il senatore della Louisiana John Neely Kennedy, repubblicano, ha inviato lo scorso 11 agosto una lettera al procuratore generale William Barr, lettera in cui chiede di intensificare gli sforzi, per contrastare questa esplosione di violenza, scatenata da maggio contro edifici sacri, proprietà, strutture, parrocchie, cimiteri e persino contro numerose statue raffiguranti Santi, imbrattate, sradicate ed abbattute.

«I cattolici sono sotto attacco negli Usa», ha dichiarato il sen. Kennedy. In luglio la chiesa di Ocala, in Florida, è stata data alle fiamme, mentre all’interno i fedeli si stavano preparando per la S. Messa del mattino. Doloso è stato anche l’incendio appiccato ad una missione californiana, fondata da San Junipero Serra, mentre in una parrocchia di Chattanooga, nel Tennessee, una statua della Vergine Maria è stata decapitata, un’altra a Boston è stata data alle fiamme, una terza a Brooklyn è stata imbrattata con la scritta «Idolo», impressa con vernice spray nera. Atti analoghi sono stati registrati anche nel Colorado e nel Missouri. In alcuni casi gli autori sono stati identificati, in altri non ancora: sul banco degli imputati finiscono tanto singoli esagitati quanto gruppi organizzati e con finalità politiche.

«I cristiani sono stati e restano purtroppo uno dei gruppi religiosi storicamente più perseguitati al mondo – ha ricordato il sen. Kennedy – Per sfuggire alla persecuzione religiosa, gruppi di rifugiati hanno compiuto un insidioso viaggio attraverso l’Atlantico verso l’America», salvo poi ritrovarsi anche qui facili obiettivi nel mirino di bande di facinorosi.

Per questo, il senatore ha chiesto al procuratore generale Barr di agire in fretta, per perseguire i responsabili degli atti criminali compiuti ed anche per prevenire ulteriori atti di intolleranza e persecuzione religiosa. Continua a leggere

Ci odiano perché ci temono

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Risultati immagini per contro i cattolici tradizionalistiIn foto, Matteo Castagna, Responsabile del Circolo Christus Rex-Traditio

di Filippo Savarese

Ci stanno attaccando perché hanno paura di noi.

Abbiamo un piano per far rinascere l’Europa: questa vecchia, stanca e triste Europa. Ma non ce lo perdonano — e vogliono farci fuori per questo.

Hanno detto che io e te (noi di Christus Rex, n.d.r.), e tutti i sostenitori di CitizenGO, saremmo un gruppo di cospiratori estremisti, fondamentalisti, contro i diritti umani, e che organizziamo incontri segreti per loschi fini…

Tutto ciò è semplicemente ridicolo. Ma significa che sono veramente spaventati da CitizenGO. Ecco perché ci attaccano definendoci con tanto disprezzo e falsità.

Vuoi sapere chi ci sta attaccando, e perché?

Il Forum Parlamentare Europeo sulla Popolazione e lo Sviluppo ha pubblicato un documento intitolato (ironicamente) Ripristinare l’Ordine Naturale, in cui affermano testualmente che:

“…gli estremisti religiosi stanno mobilizzando le società europee contro i diritti umani sulla sessualità e sulla riproduzione…”

Se non fosse chiaro, gli estremisti in questione saremmo anche io e te…

Questo documento si scaglia contro il progetto Agenda Europa: un progetto per rimettere al centro del dibattito pubblico e politico europeo la vita, la famiglia, le libertà fondamentali.

Ti sembra così “estremista”?

Agenda Europa riunisce un gruppo informale di associazioni, realtà, organizzazioni ed esperti in varie materie che collabora insieme per questo scopo.

Anche CitizenGO e Christus Rex ne fanno parte, e con orgoglio. Continua a leggere

Fuori l’Europa, dentro Putin: così Trump spariglia le carte

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Segnalazione Linkiesta

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Fuori l’Europa, dentro Putin: così Trump ha cambiato il mondo (e si è messo nei guai)

In Usa reazioni inferocite dopo l’incontro Trump-Putin. Ed è comprensibile. Il vertice di Helsinki sancisce un enorme cambiamento, già in atto, per gli equilibri mondiali. Gli Usa non sono più amici di nessuno e corrono da soli. E per l’Europa e gli atlantisti non è un bel momento. (di Fulvio ScaglioneLEGGI)

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