Problemi nell’enclave spagnola: si sta avverando la profezia di Gheddafi?

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Immagine correlataSegnalazione di R.G.

Giovedì più di 500 migranti africani hanno oltrepassato le barriere di separazione dell’enclave spagnola di Ceuta e si sono introdotti illegalmente in UE. Già nel 2011 quando sembrava che niente facesse presagire una crisi tanto grave, il leader libico Gheddafi quasi fu in grado di prevedere qualcosa di simile prima del suo assassinio.

Questo è riecheggiato nelle pagine dei giornali di tutto il mondo: di mattina presto la guardia civile spagnola e quella marocchina hanno tentato di impedire a centinaia di migranti con un temperamento aggressivo di oltrepassare il confine tra il Marocco e l’UE. Durante quello che sembra un attacco premeditato le forze dell’ordine sono state attaccate con lanciafiamme, escrementi e sostanze corrosive.

Le forze dell’ordine erano smarrite poiché, sebbene si fossero verificati attacchi a Ceuta anche in passato, i migranti non avevano mai avuto reazioni tanto violente. Nell’area circostante l’enclave spagnola aspettano la loro possibilità di entrare in Europa ancora decine di migliaia di poveri africani.

Sebbene il numero delle nuove richieste di asilo all’UE sia diminuito quest’anno, la crisi migratoria al momento sembra aver raggiunto il suo punto più alto. Centinaia di migranti hanno dimostrato di essere decisi ad entrare in UE e nessuno potrà fermarli.Spinti dalla disperazione e dalla fame sono pronti a mettere a repentaglio la loro stessa vita e la vita degli agenti di frontiera per entrare in Europa. Non accettano i “no”.

La violenza che impiegano contro la polizia è impressionante e dev’essere un segnale d’allarme per Bruxelles. Fino ad ora l’UE non ha risposto a questo incidente, ma, se a breve non sarà elaborato un concreto piano d’azione, vi è il rischio che la violenza e l’anarchia arrivino anche al cuore dell’Europa.

Ancor prima dell’inizio della guerra civile del 2011 il dittatore libico Gheddafi così ammoniva:

“Ascoltatemi bene. Se mi volete soffocare e destabilizzare, farete solo il gioco di Bin Laden e aiuterete i gruppi armati di rivoltosi. Succederà quanto segue. Verrete aggrediti da un’ondata migratoria proveniente dall’Africa che si riverserà in Europa dalla Libia. Qui non ci sarà più nessuno a fermarli”.

Al tempo Gheddafi probabilmente non avrebbe mai immaginato che solo 6 mesi dopo sarebbe stato ucciso dai rivoltosi per la strada dopo l’intervento della NATO. Ma col suo ammonimento Gheddafi aveva ragione sebbene questo non intende giustificare in alcun modo l’operato del despota libico.Fino al 2011 la Libia era il Paese africano più ricco e la meta agognata per le popolazioni eritree e nigeriane che facevano la fame.

Quanto alla popolazione la Libia rientrava fra i Paesi con più immigranti al mondo. Oggi la Libia è unо stato fallito nel quale vi è un doppio governo ma non vi è alcun ordine. Il fallimento di questo stato ha destabilizzato anche i Paesi vicini. Situazioni difficili si osservano praticamente dalla Nigeria alla Somalia. Durante la guerra civile la Francia e gli USA hanno attivamente rifornito di armi i ribelli libici che naturalmente dopo la fine della guerra non le hanno restituite. Le attrezzature militari degli arsenali di Gheddafi furono depredate. Così il Libia si venne a formare un vero e proprio “mercato delle armi”. L’organizzazione Humans Rights Watch ha così ammonito dopo la fine della guerra civile: “È la maggiore distribuzione di armi che abbiamo mai visto. Negli prossimi decenni sarà una minaccia per la regione”. Un simile sviluppo si poté osservare anche in seguito agli interventi americani in Iraq, Afghanistan e, prima dell’intervento russo, anche in Siria.

Oggi la maggior parte delle domande di asilo in Germania è presentata da profughi provenienti dai Paesi di cui sopra. Partono dall’Africa diretti in Europa soprattutto abitanti di Nigeria, Eritrea, Somalia e Chad. Più del 75% dei profughi che arrivano in Europa via mare partono dai porti libici.

La politica della cancelliera tedesca del “in qualche modo ce la faremo” ricorda l’impotenza dell’Impero romano poco prima della sua caduta. I romani non riuscirono a gestire la crisi migratoria quando i Goti erano alle porte e entrarono nell’Impero durante l’attacco degli Unni. Inizialmente i Goti furono accolti pacificamente, venne fornito loro del cibo, ma quando il flusso divenne troppo importante, i romani cominciarono una guerra per fermare i Goti.

Inoltre, le autorità romane corrotte tenevano per loro il cibo e, quando i Goti che abitavano a Roma si accorsero di questo trattamento ingiusto nei loro confronti, scoppiò un’insurrezione. Il celebre storico Alexandr Demandr ha elencato anche altre cause della caduta dell’Impero romano: “Decadenza, ingordigia, modo di pensare antiquato, immobilità e perdita della identità nazionale”. E oggi in Europa pare che molti cittadini dell’Unione ritengano che tutto sia a posto finché hanno un tetto sulla testa, possono andare a mangiare fuori e a farsi le vacanze. La caduta dell’Impero romano cominciò prima della crisi migratoria, dunque i parallelismi sono agghiaccianti. E la leggendaria citazione di Cicerone: “Quousque tandem abutere patientia nostra?” si rivela più attuale che mai se indirizzata alla cancelliera tedesca Angela Merkel e al ministro degli Interni Horst Seehofer.

La politica di sicurezza della Merkel nei confronti dei migranti si distacca dalla politica del suo predecessore, l’ex cancelliere Willy Brandt: “Nella nostra società lavorano circa 2,5 milioni di persone che rappresentano altre nazioni. Siamo arrivati al punto di dover attentamente valutare dove si trovi il limite ultimo al di là del quale non possiamo più accogliere altre persone e la nostra responsabilità sociale finisce”.

Helmut Schmidt dieci anni dopo ammoniva:”Più di 4 milioni di stranieri sono il numero massimo per la società tedesca se non vogliamo avere seri problemi. Non saremo in grado di integrare più di 4,5 milioni di stranieri senza che si presentino conseguenze negative”. Oggi in Germania vivono 10,6 milioni di stranieri e non si parla più da tempo di confini sicuri. Horst Seehofer ha tentato insieme al cancelliere austriaco Sebastian Kurz e ai Paesi del gruppo di Visengrad di presentare un programma alternativo per la risoluzione della crisi migratoria. “I clandestini devono essere espulsi, la difesa dei confini va rafforzata. In Paesi terzi bisogna costruire centri di raccolta dei migranti a cui è stata rifiutata la domanda di asilo e l’agenzia Frontex deve essere convertita in una polizia frontaliera”.

Il punto principale di questo programma è la possibilità di presentare domanda di asilo nel Paese di origine. Dunque, dopo le insurrezioni di Ceuta sorge la domanda: cosa dovrebbero fare questi centri e come andrebbero difesi? La popolazione africana cresce molto velocemente ed entro il 2050 raddoppierà fino a raggiungere 2,5 miliardi. Il flusso di profughi spinti dalla fame, dai problemi economici, dalla corruzione e dalla mancanza di prospettive potrebbe aumentare. È molto probabile che i profughi non accettino il rifiuto della propria domanda di asilo e partano comunque per l’Europa.

In Siria vi è un barlume di speranza perché è lì che al momento si dirige buona parte dei profughi “europei”. Grazie al sostegno russo al presidente Bashar al-Assad è stato possibile scacciare in buona parte l’ISIS dalla Siria e interrompere la guerra civile. Dopo la visita della delegazione russa il presidente siriano ha confermato che a tutti i profughi “sarà garantito un rimpatrio sicuro”. Si sta già lavorando attivamente al rimpatrio dei profughi siriani dai Paesi vicini (Turchia, Libano e Giordania) affinché possano essere parte integrante della ripresa del Paese. Probabilmente in futuro sarà possibile dialogare con Assad per concludere accordi simile per il rimpatrio dei profughi.

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Bande paramilitari di migranti

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Segnalazione del Blog di Maurizio Blondet

BANDE PARAMILITARI DI MIGRANTI

BANDE PARAMILITARI DI MIGRANTI

di Ruggiero Capone Gruppi di migranti nigeriani che in un primo momento collaboravano con le mafie per lo sfruttamento della prostituzione ed il traffico delle droghe, ora stanno organizzando bande paramilitari per controllare il territorio italiano”, a rivelarcelo un articolo del “Times” del 29 giugno 2017, a cui si sono aggiunte pubblicazioni del “The Guardian” dell’agosto scorso. Parlano di gang criminali nigeriane e centrafricane che operano …

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La Commissione Ue denuncia l’Ungheria per il no ai migranti e la legge anti Soros

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Deferimento dell’Ungheria alla Corte di giustizia per il mancato rispetto delle normative europee su asilo e ricollocamenti. Aperta una procedura d’infrazione per la cosiddetta “legge anti-Soros”

di Raffaello Binelli

Doccia fredda per l’Ungheria, messa sotto accusa dalla Commissione europea pe la sua linea dura contro i migranti e la legge anti Soros.

Un deferimento alla Corte di giustizia è scattato per il mancato rispetto delle normative europee su asilo e ricollocamenti, inoltre è stata aperta una procedura d’infrazione per la norma che contrasta le attività del finanziere-filantropo Soros, leader dell’ong Open Society.

“La Commissione – si legge in una nota – ritiene che la maggior parte dei problemi individuati non sia stata ancora risolta e, pertanto, ha deciso di portare l’Ungheria davanti alla Corte di giustizia, che è l’ultima fase della procedura di infrazione” aperta nel 2015. Continua a leggere

Se ha fatto il patto sui migranti Renzi va processato

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di Paolo Becchi e Giuseppe Palma su Libero, 12/07/2017

Secondo l’ex ministro degli Esteri del governo Letta, Emma Bonino, dal 2014 al 2016 il governo Renzi si sarebbe impegnato per conto dell’Italia, d’accordo con altri governi europei, ad accogliere tutti i migranti che giungevano in Europa. E fin qui nulla di nuovo, visto che ciò è scritto nero su bianco sugli accordi relativi all’operazione Triton. Il problema sorge se, come ha lasciato velatamente intendere l’ex ministro della Difesa del governo Letta, Mario Mauro, ciò fosse avvenuto in cambio di una maggiore flessibilità da parte dell’Ue sui nostri conti pubblici, circostanza non scritta evidentemente da nessuna parte, ma tutto di un eventuale accordo segreto tra il governo Renzi e l’Ue. In cambio di una flessibilità, che gli serviva a scopi politici, è possibile che Renzi abbia tradito il Paese, consentendo l’invasione migratoria, indirizzata unicamente sul nostro territorio? Le dichiarazioni della Bonino e di Mauro, se lette insieme, a tanto porterebbero. Molti ne hanno parlato, avanzando critiche anche dure, ma nessuno ha sottolineato un punto decisivo: se un accordo di quel tipo vi è stato, come l’accordo segreto di scambio tra petrolio e migranti a Malta (di cui su Libero si è già data notizia), la cosa avrebbe persino riflessi penali.

Vi sarebbero infatti responsabilità penali, oltre che politiche, in capo all’ex presidente del Consiglio ed eventuali ministri in concorso con lui. L’art. 243 del codice penale recita: «Chiunque tiene intelligenze con lo straniero affinché uno Stato estero muova guerra o compia atti di ostilità contro lo Stato italiano, ovvero commette altri fatti diretti allo stesso scopo, è punito con la reclusione non inferiore a dieci ami. Se la guerra segue o se le ostilità si verificano, si applica l’ergastolo». Continua a leggere

E nun ce vonno sta’

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di Raffaele Pengue

E nun ce vonno sta’

Fonte: byebyeunclesam

Succedono tante cose in questo strano Paese. Forse sarà il caldo che rende tutti un po’ nervosi, ma siamo tutti concentrati, con rabbia, angoscia, curiosità e tifo. E il punto non è la paura del ritorno al fascismo (una colossale sciocchezza) e al razzismo e altri concetti propri del caldo e dell’assenza di un pensiero. Non sono neanche le magliette rosse (oramai i colori iniziano a scarseggiare…), hanno già annoiato. Non sono i digiunatori. Il borghese da centro storico, il “radical chic con il Rolex e l’attico a New York”. La duecentesima “reunion” del PD all’Ergife. L’ennesimo scoop sulla Raggi: “Chi di buca ferisce di buca perisce: Virginia Raggi inciampa e rischia di cadere”. La fine dell’era degli Emilio Fede e delle meteorine, perché comincia finalmente la stagione della tivù di qualità e perciò, colpo di scena: in tivù Matteo Renzi. No. Il problema dei problemi d’Italia, è ‘sto fatto che un mondo sia ormai fuori dai giochi. Un mondo che per non dissolversi del tutto confida nella zizzania e così separare i gialli dai verdi. Diventati, negli ultimi mesi, il parafulmine e i responsabili principali di ogni disumanità internazionale. Continua a leggere

Immigrazione: quanti falsi miti da sfatare!

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Risultati immagini per stop immigrazionedi Tatiana Santi

“Fanno i lavori che gli italiani non vogliono più fare”, “pagano le pensioni agli italiani”, “solo loro fanno figli in un Paese morente”. Il presidente dell’Inps Boeri vede proprio nell’arrivo di nuovi immigrati la soluzione a tutti i problemi italiani. Gli immigrati sono davvero così indispensabili?

Mentre i giovani italiani scappano all’estero in cerca di un lavoro e mentre le famiglie rinunciano a fare figli per mancanza di sicurezze, secondo il presidente dell’Inps Tito Boeri l’Italia ha bisogno di immigrati. Sarebbe curioso capire se Boeri si riferisce ad altri immigrati ancora che finirebbero a lavorare sui campi senza contratto, quindi sottopagati e senza alcun diritto. Il cosiddetto lavoro che gli italiani non farebbero più.

Per quanto riguarda il calo demografico, fenomeno preoccupante per il Paese, i dati Istat hanno mostrato come a fare meno figli siano tutti, italiani e immigrati. A mancare sono le sicurezze e il lavoro per poter mantenere una famiglia con i bimbi. Al di là della propaganda e delle dichiarazioni politiche del presidente dell’Inps, quali sono i miti legati all’immigrazione ancora da sfatare? Sputnik Italia ha raggiunto per un’intervista Laura Tecce, giornalista e sociologa.

Laura Tecce, qual è il suo punto di vista sulla dichiarazione di Boeri in merito alla necessità di una maggiore immigrazione per pagare le pensioni ai contribuenti?

Questo è lo slogan di tutti gli immigrazionisti, di chi è pro immigrazione e pro sostituzione della popolazione italiana, perché di questo si tratta. Boeri, che è il presidente dell’Inps, messo a capo dell’ente previdenziale da Renzi nel 2015, ha fatto dichiarazioni assolutamente opinabili. Ha affermato che l’invecchiamento della popolazione, il declino demografico e la fuga dei giovani all’estero possono essere compensati solo dagli immigrati.

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Meluzzi: “Migranti portatori malattie mentali. Carceri nuovi manicomi”

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Segnalazione Blog di Maurizio Blondet

Meluzzi shock: “Migranti portatori di malattie mentali. Le carceri sono i nuovi manicomi”

Lo psichiatra Alessandro Meluzzi è intervenuto questa mattina nel corso del programma “Genetica Oggi” condotto da Andrea Lupoli su Radio Cusano Campus, in merito alle dichiarazioni del Ministro Salvini sull’esplosione di aggressioni da parte dei pazienti psichiatrici. Le affermazioni di Alessandro Meluzzi “Fa bene il Ministro Salvini a sollevare questioni che attengono a zone che riguardano lui, ossia reati penali commessi …

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ONG, finanza e migranti. Il caso Jacques Attali

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di Ilaria Bifarini

ONG, finanza e migranti. Il caso Jacques Attali

Fonte: Scenari Economici

Conosciuto come l’eminenza grigia della politica francese dai tempi di Mitterand e noto per il suo ultraeuropeismo, Jacques Attali è l’uomo che ha scoperto Macron, presentandolo al presidente Hollande del quale è diventato consigliere. A lui viene attribuita la paternità di una frase molto esplicativa sul sentimento elitarista : “Ma cosa crede, la plebaglia europea: che l’euro l’abbiamo creato per la loro felicità?”. Meno nota è invece un’altra affermazione dell’illustre economista, professore, finanziere e a lungo consigliere di fiducia dell’Eliseo: “La forma di egoismo più intelligente è l’altruismo”.

La filantropia, questo vezzo umanitarista che sembra contagiare gli uomini di maggiore successo, non ha risparmiato Jacques Attali, che nel 1998 fonda l’associazione no profit Planet Finance. Certo, il nome tradisce un po’ da subito quello che dovrebbe essere il fine umanitario di questa organizzazione che opera in 60 Paesi e offre servizi e consulenze di tipo finanziario, microfinanza per l’esattezza. Finita nell’occhio del ciclone per il trattamento economico “schiavistico” riservato agli stagisti cui si richiedevano requisiti di prim’ordine, la società cambia nome e diventa Positive Planet, evocando nel nome la positività del modello economico di cui si fa portatrice. Continua a leggere

Aquarius, i migranti buttano via i doni della croce rossa e vanno al ristorante con banconote da 100 euro

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di Maurizio Blondet

A pochi giorni dallo sbarco, i migranti dell’Aquarius non si sarebbero per ora distinti per un comportamento ineccepebile. Come riporta il portale spagnolo casoaislado, i migranti alloggiati nella municipalità di Cheste, nei pressi di Valencia, avrebbero buttato via i doni fatti loro dalla croce rossa, perlopiù vestiti e coperte. D’altra parte le foto scattate dai residenti che abitano vicino alla struttura non lasciano adito a molti dubbi.

Ad Alicante invece, dove vengono alloggiati i migranti minorenni (o presunti tali), degli abitanti dichiarano aver visto i richiedenti l’asilo dell’Aquarius in un ristorante a bere alcolici pagando con banconote da 100 euro. Questo sin dalla prima sera e nonostante molti media spagnoli avessero riportato che i migranti fossero, dopo il viaggio dalla Libia alla Spagna, scioccati e traumatizzati.

Fonte. https://www.maurizioblondet.it/aquarius-i-migranti-buttano-via-i-doni-della-croce-rossa-e-vanno-al-ristorante-con-banconote-da-100-euro/ Continua a leggere

Migranti: un successo internazionale. E morale

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di Maurizio Blondet

SUI MIGRANTI, UN SUCCESSO INTERNAZIONALE. E MORALE .

SUI MIGRANTI, UN SUCCESSO INTERNAZIONALE. E MORALE .

Poiché nessun giornale o tv italiano ve  lo dice, diciamolo:   sui migranti, il governo italiano ha  riscosso un grande successo internazionale. Un successo politico e morale, perché ha costretto tutti i governi che ci hanno accusato di disumanità e  violazioni del codice dei salvataggi  perché “l’Italia chiude i suoi porti”, a dichiarare che chiudono i lor Esemplare  il caso della …

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