Il Club dei giornalisti del Messico premia Daria Dugin (Video da Mosca di Alexandr Dugin)

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di Diego Pappalardo (Corrispondente del Circolo Christus Rex-Traditio in America Latina)

Il Club dei Giornalisti del Messico, attraverso il suo Segretariato Generale, guidato da Celeste Sáenz de Miera, e la Federazione Internazionale del Club, hanno reso omaggio e premio postumo a Daria Dugin, in un incontro internazionale con la stampa organizzato il 7 Dicembre 2022.

Questo emozionante ricordo di Daria è avvenuto durante la cerimonia di premiazione del prestigioso concorso nazionale e internazionale di giornalismo che il Club dei giornalisti del Messico organizza da anni. Oltre ai professionisti della stampa, ai premiati e ai funzionari governativi, hanno partecipato all’omaggio l’Ambasciatore russo, Viktor Koronelli e il Sig. Guillermo Rocafort.
Ma il momento più emozionante è stato quando, da Mosca, è intervenuto il professor Alexander Dugin per esprimere alcune parole suggestive e commoventi nei confronti della la figlia (video) e ringraziare il Circolo dei giornalisti per il riconoscimento postumo a Daria.
L’Ambasciatore Koronelli ha ricevuto il premio postumo a nome della Famiglia Dugin.

Da parte sua, anche Guillermo Rocafort, scrittore ed economista ispanico e multipolarista, è stato premiato per la sua carriera in difesa della sovranità nazionale e di un’economia incentrata sul benessere delle persone. In questo modo, il Club de Periodistas de México ha riaffermato la sua posizione a favore della libertà di espressione e di un ordine internazionale multipolare.

 

Guillermo Rocafort

 

DISCORSO DI GUILLERMO ROCAFORT:

https://mail.google.com/mail/u/0?ui=2&ik=0094f36628&attid=0.1&permmsgid=msg-a:r-8820349886515350650&th=184f61d5dfbb8b4b&view=att&disp=inline&realattid=184f61bdf2ec3afa0631

 

VIDEO/AUDIO DEL PROF. ALEXANDR DUGIN DA MOSCA:

https://mail.google.com/mail/u/0?ui=2&ik=0094f36628&attid=0.1&permmsgid=msg-a:r942974351968028744&th=184f61be06d85dcf&view=att&disp=safe&realattid=184f61ab3b1aa058a5a1

 

Ringraziamo della testimonianza Diego, il cui nome compare tra i giornalisti firmatari del riconoscimento in foto e tutti i giornalisti dell’ “Ordine dei Giornalisti” del Messico, in prima linea per la libertà di espressione, in tempi di censura. Un esempio per chi fa informazione in tutto il resto del mondo.

In America Latina, il lavoro d’apostolato giornalistico di Diego Pappalardo è molto intenso e costante. Ha chiesto di poter ricevere per la traduzione e la pubblicazione su alcuni media dell’America Latina gli editoriali del nostro Responsabile Nazionale Matteo Castagna, così da rendere sempre più capillare l’opera per la Maggior Gloria di Dio, in questi tempi bui.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Messico: si fingono trans per essere eletti con le quote rosa

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Segnalazione di Redazione BastaBugie

Altre notizie dal mondo gay (sempre meno gaio): in Cina niente censura web su contenuti LGBT, a Madrid i Popolari impongono l’ideologia gender nelle scuole, Luxuria e il diritto alla comunione
da Tempi

(LETTURA AUTOMATICA)

Diciassette dei diciannove trans non sono trans, ma si sono dichiarati trans solo per essere eletti come donne. Lo scioglilingua serve a descrivere la paradossale situazione venutasi a creare a Oaxaca, Messico, nelle elezioni municipali e raccontata sul Foglio.
Quando furono presentate le liste, le associazioni che riuniscono le persone transessuali avevano esultato per un numero così alto di candidati. Poi, l’amara sorpresa. Non si tratta di trans ma di furbi maschietti che, approfittando dell’articolo 16 della nuova legge che tutela le scelte di queste persone, si sono dichiarati donne così da aumentare le loro possibilità di essere eletti grazie alle quota rosa.
Oh-oh, qualcosa non torna. Quando si sono accorti dell’imbroglio, le associazioni si sono arrabbiate. «Si è identificato che 17 delle 19 candidature approvate non formano parte della comunità̀ transgender», ha detto la leader Naomy Méndez. Da qui una denuncia alle autorità̀ federali, che hanno avviato un’indagine.
La cosa verrà risolta con l’obbligo per i candidati di presentarsi non come un nome fittizio, come è successo, e di dover fare campagna elettorale qualificandosi pubblicamente come transessuali davanti agli elettori.

Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal gaio mondo gay (sempre meno gaio).

http://www.bastabugie.it/it/edizioni.php?id=561

Titolo originale: Maschietti che si fingono trans per essere eletti con le quote rosa

Fonte: Tempi, 11 maggio 2018

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Perù, strage di 140 bambini: il più grande sacrificio di massa/ Impero Chimù: “È stata un’uccisione rituale”

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Resti della civiltà ChimùSegnalazione di Stefano F.

In Perù sono stati ritrovati i resti di 140 bambini uccisi in sacrificio umano strappando loro il cuore, il più grande sacrificio umano di bambini della storia

di Paolo Vites

Sulla costa settentrionale del Perù sono state scoperte le prove del più grande sacrificio di massa di bambini mai compiuto nelle Americhe, e forse in tutta la storia del mondo. Oltre 140 bambini e 200 lama sarebbero stati uccisi circa 550 anni fa nell’ambito di un sacrificio rituale. Le ricerche sono state svolte da un gruppo internazionale e interdisciplinare guidato da Gabriel Prieto della Universidad Nacional de Trujillo e da John Verano della Tulane University. «Non me lo sarei mai aspettato. E penso che anche per gli altri colleghi sia la stessa cosa», il commento a National Geographic dell’antropologo fisico Verano che ha lavorato per oltre tre decenni in questa regione. Il sito del sacrificio è conosciuto come Huanchaquito-Las Llamas. Qui nel 2011 furono trovati resti di 42 bambini e 76 lama. Alla fine delle ricerche, terminate nel 2016, il numero è salito a 140 bambini e 200 lama. «È stata un’uccisione rituale ed è stata sistematica», afferma Verano. «Spiegare il sacrificio dei bambini è decisamente più difficile», dice invece Joseph Watts, ricercatore postdottorato presso l’università di Oxford e il Max Planck Institute per la Scienza della storia umana. Questo perché la maggior parte delle società che praticavano sacrifici umani li praticavano tuttavia sugli adulti. (agg. di Silvana Palazzo) Continua a leggere