‘L’intelligenza artificiale entrerà in guerra’

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Conversazione con Peter W. Singer, analista strategico di New America e professore al Center on the Future of War dell’Arizona State University.

a cura di Giorgio Cuscito
Pubblicato in: L’INTELLIGENZA NON È ARTIFICIALE – n°12 – 2022

LIMESCome avrà inizio la terza guerra mondiale? 

SINGERSarà il frutto degli insegnamenti dei conflitti del passato e delle intuizioni e innovazioni tecnologiche del presente. Nella storia la scintilla che ha acceso le ostilità è originata da un errore di calcolo, dal timore di combattere di una o dell’altra parte oppure da pressioni interne. 

La prima guerra mondiale, ad esempio, fu una crisi che si aggravò fino a sfuggire al controllo delle autorità.

Domani su Informazione Cattolica, editoriale di Matteo Castagna su questa tematica… 

Esiste una via di scampo per la “Fortezza Europa”?

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Riportiamo un’interessante opinione, che in buona parte è condivisibile. Manca, però, a nostro avviso, della consueta visione soprannaturale degli eventi. La “Fortezza Europa” dovrà riconoscere la regalità Sociale di N.S. Gesù Cristo come modello d’unità, altrimenti tutto sarà effimero (n.d.r.)

L’Unione Europea senza gli inglesi sarà costretta a ripensarsi

Segnalazione di Arianna Editrice

di Henri de Grossouvre

Fonte: Limes

Conversazione con Henri de Grossouvre, esperto di geopolitica e autore del saggio Paris Berlin Moscou.

a cura di Alessandro Sansoni

Esperto di geopolitica e di questioni strategiche, responsabile delle relazioni istituzionali di una grande corporation francese, Henri de Grossouvre, noto in Italia soprattutto grazie al suo saggio Paris Berlin Moscou, è un fervente sostenitore di un’Europa unita, politicamente e militarmente, oltre che economicamente.

LIMES I governi degli Stati membri dell’Unione europea, dopo lunghe e articolate trattative, hanno definito coloro che saranno chiamati ad occuparne le posizioni di vertice. In particolare, la scelta di nominare Ursula von der Leyen presidente della Commissione e Christine Lagarde presidente della Bce sembra confermare la solidità e la forza dell’asse franco-tedesco e la sua inattaccabile leadership politica. È davvero così oppure l’essersi dovuti esporre con propri nomi, assumendosi precise responsabilità istituzionali, dimostra piuttosto le difficoltà incontrate stavolta dai due “grandi” nel far quadrare il cerchio?

DE GROSSOUVRE Con il ritiro degli inglesi, la relazione franco-tedesca è tornata ad essere centrale anche nell’Europa a 27, nonostante le relazioni tra Angela Merkel ed Emmanuel Macron non siano particolarmente cordiali ed efficaci. L’evoluzione del ruolo internazionale degli Stati Uniti, di cui Donald Trump è contemporaneamente rivelatore e attore protagonista, e lo stesso Brexit impongono di riorganizzare il progetto europeo.

LIMES In che senso “riorganizzare il progetto europeo”?

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