Matteo Castagna: “la legge sull’omofobia è una ciliegina ideologica, una legge speciale da regime comunista”
INTERVISTA A “INFORMAZIONE CATTOLICA”
di Matteo Orlando, giornalista de Il Giornale
INTERVISTA A “INFORMAZIONE CATTOLICA”
di Matteo Orlando, giornalista de Il Giornale
Gli alleati di governo insieme valgono meno del Carroccio
L’effetto Umbria erode gli alleati di governo. “La Lega si conferma il primo partito con il 34,3%, in crescita di 3,5%, seguito dal M5s con il 17,9%, in calo di 2,9%, e dal Pd che arretra di 2,3%, attestandosi al 17,2%. A seguire Fratelli d’Italia (9,8%) che da fine agosto nei sondaggi ha sorpassato Forza Italia, oggi al 6,2% alla pari di Italia viva che fa segnare un aumento dell’1,4%. Da segnalare infine la crescita di Europa Verde che passa dall’1,2% al 2,2% e la flessione delle forze di Sinistra dal 2,8% all’1,7%”. Sono i dati del sondaggio Ipsos che, per il Corriere della Sera, ha analizzato gli orientamenti di voto all’indomani del voto in Umbria. Continua a leggere

C’è anche George Orwell a dividere Liliana Segre da Matteo Salvini. Lui ha detto nella sua polemica contro la commissione anti-odio al Senato: “Non vogliamo bavagli, non vogliamo uno stato di polizia che ci riporti a Orwell”. E la senatrice a vita, Segre, replica adesso: “Salvini lasci stare Orwell, non c’entra proprio niente. È uno degli autori che io più cito nei miei incontri con gli studenti nelle scuole. Parlo loro di 1984 e della Fattoria degli animali. Con la commissione del Senato non c’entra. Salvini mi ha un autore per me fondamentale. Evidentemente l’unico punto di contatto tra me e il capo della Lega è Orwell”.
Fonte: Il Messaggero.it del 1/11/2019 Continua a leggere
La Lega di Matteo Salvini sempre più primo partito secondo i sondaggi elettorali, ma è tutto il centrodestra a crescere, bene Italia Viva di Renzi, meno bene Pd e M5s.
Di Roberto Vivaldelli
Il deputato leghista Raffaele Volpi è il nuovo presidente del Copasir: il carroccio è pronto a prendere di mira il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, colui che ha autorizzato gli incontri con i procuratori americani William Barr e John Durham. Le parole di Giancarlo Giorgetti, riportate da Augusto Minzolini su Il Giornale, non lasciano spazio a dubbi: «Solo in un Paese come l’Italia succedono queste enormità. Continua a leggere
Fonte: formiche
La crisi di governo? Qualcuno ha voluto trasformare in statisti questi ragazzi che fino a poche ore fa venivano trattati come dementi. Ecco le mosse delle elites italiane spiegate da Pietrangelo Buttafuoco, che racconta a Formiche.net la destra egemone e viva oggi in Italia: quella di Salvini-Don Camillo che ha l’ha messa in moto “nei suoi modi ruspanti”.
Come mai il patto tra politicamente scorretti è saltato?
Alla luce di quello che abbiamo saputo è saltato perché non hanno saputo reggere la forte tensione che la loro stessa presenza determinava nel sistema. Loro erano al governo ma non sono mai stati il potere e staccandosi inevitabilmente, sia gli uni che gli altri, vanno ad essere catturati dalle lusinghe del potere. Il mostro in assoluto osteggiato dal potere è Salvini.
Perché?
Tutti quelli che sino a ieri erano visti come dementi, compreso lo stesso premier sfottuto a sangue per curriculum e linguaggio, adesso sono diventati statisti. Conte viene visto come il nuovo De Gasperi, ma si sorvola sui suoi congiuntivi e sulla teca di San Gennaro di Di Maio. Elementi che fanno sì che il M5S, liberato dall’abbraccio coi cattivi della Lega, sia diventato accettabile nei piani alti.
Fonte: Fabio Falchi
Che io non sia un fan della Lega e del suo “Capitano” è noto. Tuttavia, un conto è leggere la politica con “categorie” morali e ideologiche, un altro, pressoché sconosciuto ai più, è leggerla con categorie “politico-strategiche” (ossia quelle che spiegano la lotta per l’egemonia), geopolitiche e metapolitiche. Perfino i commenti sulla seduta di ieri al Senato riflettono l’incapacità dei più di leggere la politica con lenti che non siano “impolitiche”, sempre che non si confondano le ciance politiche (ovverosia dei politici e sui politici) con il Politico. Difatti, ciò che conta per i più, citazioni o stilemi (pseudo)colti o meno, è fare il “tifo” (in questo caso pro o contro Salvini, proprio come la maggioranza dei parlamentari).
Invero, quasi nessuno ha colto che l’unico che ieri in Senato ha parlato (sia pure a braccio e non senza quella demagogia che lo contraddistingue) della “questioni essenziale” di questa crisi di governo, paradossalmente (almeno per alcuni) è stato proprio il “Capitano”. In pratica, gli altri si sono concentrati soprattutto sui difetti, sulle “lacune” e sulle “colpe” del “Capitano” oppure (come lo stesso Bagnai) sul governo giallo-verde, per attaccarlo o difenderlo.
Salvini (benché ovviamente si sia difeso dalle accuse di Conte) invece non ha insistito tanto sulle ragioni della crisi (sebbene, anche lui ne abbia parlato) quanto piuttosto sulla necessità per l’Italia di non “soggiacere” più ai diktat del direttorio franco-tedesco. Continua a leggere

“Una grande convention dei partiti sovranisti europei” per presentare una sorta di programma comune, e, perché no, lanciare Matteo Salvini come presidente della Commissione Ue. La proposta arriva dal ministro leghista della famiglia, Lorenzo Fontana, tra i più attivi costruttori dell’Internazionale sovranista che scalda i motori in vista delle Europee 2019, che parla di un appuntamento da fissare per febbraio-marzo prossimi.
In un’intervista al Corriere della Sera, il ministro si mostra convinto quando dice che ormai il “sentire delle persone è cambiato e non solo in Italia” come hanno dimostrato anche le elzioni in Trentino e Alto Adige. Per questo “se l’alleanza sovranista vincesse – spiega – cambierebbe finalmente i trattati senza pensare a uscite dall’Europa, che in questo momento – chiarisce – non sono all’ordine del giorno”.
Quanto al fatto che ad unire i sovranisti europei ci sia praticamente solo l’ostilità verso Bruxelles, Fontana non si scoraggia: “Potremmo dialogare con la parte migliore del Partito Popolare“, spiega.
Ma “la verità è che noi abbiamo la possibilità di rifondare l’Europa, di aprire una grande stagione riformatrice dopo decenni”, assicura.
Fonte: http://www.affaritaliani.it/politica/ue-fontana-convention-dei-partito-sovranisti-per-lanciare-salvini-567914.html Continua a leggere
di Lorenzo Chialastri

Fonte: Bye Bye Uncle Sam
Partiamo dal convincimento che la verità sia nel tutto, come Hegel insegna, quindi anche nelle sue necessarie interne contraddizioni.
L’antifascismo, cosi come il neofascismo, prescinde da questo tutto, trasformando il fascismo in un archetipo che è quello che gli altri hanno deciso per lui. Una valutazione unica è doverosa non certo per una volontà riabilitativa, ma soltanto per avere un’arma in più per una corretta interpretazione, non del passato, ma del presente che, stando così le cose, pesa molto di più perché drogato.
Per questo è particolarmente illuminante il significato del termine fascismo così come evocato dagli antifascisti.
Il suo uso prescinde da una valutazione storica, così come da una politica o filosofica, il suo uso non è neanche quello di un semplice aggettivo denigratorio, ma è un investimento per garantirsi sempre il diritto all’ esistenza e alla ragione. Prescinde persino dallo spazio temporale, persino da una prospettiva manichea, come se il fascismo, in quanto Male Assoluto, fosse sempre esistito. Una cloaca comunque da contrapporre alla propria autoreferenzialità. Al suo cospetto, tutto sembra svanire, dal colonialismo, alla tratta degli schiavi, allo sterminio degli Indiani d’America, al genocidio degli abitanti della Tasmania, persino lo sfruttamento sembra così sopportabile dinanzi al fascismo, la “legge bronzea dei salari” di Ricardo finisce per coincidere con una piattaforma per il rinnovo contrattuale.
L’antifascismo diventa l’abito buono che da i super poteri, un mezzo per diventare dei fuoriclasse. Già dei fuori classe, l’antifascismo è così potente da far scomparire non solo Giovanni Gentile, ma anche Karl Marx e Antonio Gramsci.
La gravità di una tale liturgica investitura risiede tutta nell’inautenticità dell’antifascismo. Continua a leggere
di Redazione
Da oltre un anno pubblichiamo articoli interessanti di “Breitbart”, abbiamo contatti con il mondo sovranista USA rappresentato dall’ex portavoce di Trump, Mr. Steve Bannon, che abbiamo conosciuto di persona a Roma. Uomo dalle indiscutibili doti carismatiche, gran oratore che sa colpire nel segno, capire cosa la gente voglia. Un esperto di comunicazione, certamente più “libero” nell’azione da quando non è più alla Casa Bianca, ove ha contribuito in maniera determinante a far eleggere Trump. Inflessibile sui temi etici, si dichiara cattolico e con un particolare amore per l’Italia, la sovranità, il patriottismo, l’identità. Ne abbiamo riportato interviste ed il progetto. Ora chiarisce meglio alcuni aspetti:
LO STRATEGA SOVRANISTA
“L’Italia è il centro dell’universo perché sta ridefinendo la sua politica”. Parola di Steve Bannon, fondatore di The Movement (movimento internazionale lanciato per diffondere il populismo di destra), si dichiara pronto a offrire tutto il necessario ai sovranisti europei: “Il mio sostegno prevede la creazione di sondaggi mai fatti prima d’ora sulle elezioni europee – prosegue sulle pagine del Corriere della Sera – Posso fornire una “war room” a risposta rapida, composta da agende di cose da dire, gente da mandare in tivù, risposte quando attaccano il candidato e tanto altro“.
Leggi anche: Il monito di Bannon nei confronti dell’Italia
La differenza, per l’ex stratega di Donald Trump, la fa sempre il denaro: Luigi Di Maio e Matteo Salvini “avranno speso neanche 10 milioni di euro per la loro campagna elettorale”, una cifra irrisoria per Bannon che punta a produrre analisi dei dati in grado di individuare dove si trovano gli elettori e condurli poi al voto. Ma chi finanzierà queste belle idee? “Ho moltissimi donatori europei facoltosi, che hanno venduto le proprie imprese o sono in là con gli anni, persone che vedono nei populisti una voce per la gente umile”, chiarisce il giornalista. Continua a leggere
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