La Passione di Cristo e della Chiesa
Segnalazione del Centro Studi Federici
La Passione di Cristo, Resurrezione: Jim Caviezel conferma il sequel del film di Mel Gibson
di Carola Proto
A 16 anni dall’uscita in sala de La Passione di Cristo, che incassò globalmente oltre 600 milioni di dollari, Jim Caviezel conferma definitivamente che il già annunciato sequel si farà e che sarà un film decisamente più ambizioso del primo. Già nel mese di aprile l’attore aveva parlato de La Passione di Cristo: Resurrezione, definendolo il più grande film della storia del cinema. Adesso ci tiene a ripetere il concetto e a spiegare: “Mel Gibson mi ha appena mandato la terza versione della sceneggiatura del film”. Nell’intervista, rilasciata a Breitbart News, l’attore riflette sul fatto che dà un po’ di tempo i film biblici vanno meno per la maggiore, e quindi Hollywood non è poi così disposta a investire ingenti quantità di denaro. Nel mese di marzo Caviezel aveva detto che a Gesù la gente preferisce Superman, ma non capisce che Gesù è il più grande supereroe di tutti i tempi.
Come sappiamo, La Passione di Cristo: Resurrezione sarà incentrato sui tre giorni che separano la morte di Gesù dalla sua Resurrezione, il che significa che la nuova fatica del regista australiano potrebbe scatenate più polemiche de La passione di Cristo. Non tutti credono, infatti, che Gesù discese agli Inferi in quel penoso lasso di tempo.
Ad aprile vi avevamo detto che La Passione di Cristo: Resurrezione sarebbe uscito a Pasqua del 2021. Siccome le riprese non sono ancora cominciate, iniziamo a sospettare che l’arrivo al cinema verrà posticipato, anche se non avrebbe senso per Mel e Jim puntare su un periodo diverso dell’anno.
Dieci esempi concreti di gnosi omosessualista tra i “modernisti cattolici”
L’EDITORIALE DEL LUNEDI
di Leonardo Motta
Il “Gesù pro Lgbt” propagandato nei giorni scorsi dalla Chiesa Nazionale Islandese (di matrice Luterana) ci porta a non stupirci più di tanto perché i casi di gnosi omosessualista all’interno della Chiesa Cattolica di matrice modernista sono numerosi. Non ci credete? Vi ricordo dieci esempi che fanno comprendere come una certa gnosi omosessualista si è introdotta ai vertici delle gerarchia ecclesiastica e, ancor di più, nel clero.
Incontrando dei religiosi latinoamericani, il 6 giugno 2013, Jorge Bergoglio aveva affermato che nella Chiesa c’è una “lobby gay”, ed aveva aggiunto: “dobbiamo vedere cosa possiamo fare”.
Questa lobby, purtroppo, negli ultimi anni ha alzato notevolmente la cresta e sta tentando di cambiare anche la dottrina della Chiesa. Il che non significa che chi sposa queste posizioni abbia necessariamente tendenze omosessuali. Molto semplicemente diversi sostenitori di questa pericolosissima gnosi sono diventati semplicemente dei sudditi del pensiero oggi dominante e, da sudditi del mondo e non di Cristo, cercano di trovare un compromesso tra la gnosi omosessualista e l’insostituibile dottrina della Chiesa.
Facciamo solo qualche esempio recente.
Il “cardinale” americano Joseph Tobin (che dovrebbe guidare a Cristo 1,5 milioni di cattolici di Newark, New Jersey) il 17 aprile 2019, durante un’intervista con Anne Thompson della NBC sul “Today Show” (https://www.today.com/video/how-cardinal-joseph-tobin-found-his-calling-in-the-catholic-church-1496688707952), ha sostenuto che il Catechismo della Chiesa cattolica avrebbe usato “un linguaggio molto sfortunato” sugli omosessuali. Purtroppo il cardinale ha “confuso” ciò che dice il Catechismo sull’inclinazione omosessuale (gli atti omosessuali sono, infatti, definiti “intrinsecamente disordinati”) con quello che realmente dice sulle persone omosessuali. Tobin è lo stesso personaggio che nel 2017 ha promosso il libro “Building a Bridge” del discusso gesuita padre James Martin, un gesuita che pontifica sull’omosessualità attraverso il suo profilo Twitter (https://mobile.twitter.com/JamesMartinSJ). In quel libro si sostiene che la Chiesa deve modificare il linguaggio con cui parla di omosessualità. Tobin aveva detto del libro che “in troppe parti della nostra Chiesa ufficiale le persone LGBT sono state fatte sentire sgradite, escluse e persino piene di vergogna. Il nuovo libro di Padre Martin, coraggioso, profetico e ispiratore, segna un passo essenziale per invitare i dirigenti della Chiesa a svolgere il ministero con più compassione, e per ricordare ai cattolici Lgbt che essi sono parte della nostra Chiesa ufficiale come qualsiasi altro cattolico” (https://www.catholicnewsagency.com/news/cardinal-tobin-catechism-language-very-unfortunate-on-homosexuality-45966). Continua a leggere
La Legge divina spiegata ai bambini (con illustrazioni ed esercizi)

Segnalazione di Sursum Corda
Preghiamo per i nostri Sacerdoti e Religiosi, per le Suore, per le vocazioni, per le famiglie, per le intenzioni della nostra Associazione e per la conversione dei modernisti affidandoci alla potente intercessione di San Giovanni di Dio .
Ossequi, Carlo Di Pietro.
“Gesù è nero, accettatelo o vi uccido”, paura in un volo diretto a Chicago (VIDEO)
L’aereo dell’Alaska Airlines è stato deviato per Seattle-Tacoma. Non ci sono feriti.
di Lilia Ricca
«Ucciderò tutti su questo aereo, a meno che non accettiate che Gesù era un uomo di colore». Lo scorso fine settimana, un passeggero dell’Alaska Airlines ha minacciato di uccidere chiunque non accetti che «Gesù era un nero».
Sul volo 422 per Chicago, poco dopo il decollo, l’uomo disarmato è entrato in cabina urlando. Un funzionario dell’azienda lo ha detto al Seattle Times: «L’uomo è diventato estremamente belligerante e fisicamente aggressivo durante la salita».
In un video, viene visto minacciare i passeggeri “in nome di Gesù”, finché i passeggeri, compreso un poliziotto, non lo sopraffanno. L’aereo dell’Alaska Airlines doveva atterrare a Chicago, ma è stato deviato all’aeroporto internazionale di Seattle-Tacoma. Nessun passeggero o membro dell’equipaggio è rimasto ferito.
Fonte: Info Chrétienne
Fonte: https://vocecontrocorrente.it/gesu-e-nero-accettatelo-o-vi-uccido-paura-in-un-volo-diretto-a-chicago-video/ Continua a leggere
Atto di riparazione al Sacro Cuore di Gesù
Segnalazione di don Ugo Carandino
Gesù dolcissimo, il cui immenso amore per gli uomini viene con tanta ingratitudine ripagato di oblìo, di trascuratezza, di disprezzo, ecco che noi prostrati dinanzi ai tuoi altari intendiamo riparare con particolari attestazioni di onore una così indegna freddezza e le ingiurie con le quali da ogni parte viene ferito dagli uomini l’amantissimo tuo Cuore.
Ricordando però che noi pure altre volte ci macchiammo di tanta indegnità e provandone vivissimo dolore, imploriamo anzitutto per noi la tua misericordia, pronti a riparare con volontaria espiazione, non solo i peccati commessi da noi, ma anche quelli di coloro che errando lontano dalla via della salute, o ricusano di seguire Te come pastore e guida ostinandosi nella loro infedeltà, o calpestando le promesse del Battesimo hanno scosso il soavissimo giogo della tua legge.
E mentre intendiamo espiare tutto il cumulo di sì deplorevoli delitti, ci proponiamo di ripararli ciascuno in particolare: l’immodestia e le brutture della vita e dell’abbigliamento, le tante insidie tese dalla corruttela alle anime innocenti, la profanazione dei giorni festivi, le ingiurie esecrande scagliate contro Te e i tuoi Santi, gli insulti lanciati contro il tuo Vicario e l’ordine sacerdotale, le negligenze e gli orribili sacrilegi ond’è profanato lo stesso Sacramento dell’amore divino, e infine le colpe pubbliche delle nazioni che osteggiano i diritti e il magistero della Chiesa da Te fondata. Continua a leggere
Veneto, le maestre cancellano il nome di Gesù dalla canzoncina di Natale: bimba si ribella e vince
Unʼalunna di 10 anni ha lanciato una petizione, sottoscritta dalla quasi totalità dei bimbi in aula, costringendo le maestre alla retromarcia
Per non offendere la sensibilità degli alunni non cattolici, le maestre di una scuola elementare della Riviera del Brenta, al confine tra le province di Venezia e Padova, avevano cancellato il nome di Gesù da una canzoncina di Natale imparata per la recita. Ma una bambina di 10 anni si è ribellata e, dopo aver raccolto le “firme” tra i compagni di classe, ha vinto la sua battaglia: Gesù ha così ripreso il suo posto nella canzone.
Il vangelo secondo Giuda – Perché il dodicesimo apostolo tradì?
Segnalazione di Andrea Giovanazzi
Che bello, è ritornato il nemico
di Claudio Risé

Fonte: Claudio Risé
Tira aria nuova. Lo provano le parole: quelle ripetute fino allo sfinimento decadono e tra lo stupore generale ne tornano di antiche. Più secche, irritanti, ma forse anche più vere. Per esempio torna in auge la parola nemico, detta così, senza tante storie. Come ha fatto Donald Trump da Helsinki, prima dell’incontro con Vladimir Putin, quando in un’intervista alla televisione americana Cbs ha detto: “Penso che l’Unione europea sia un nemico. Non lo credereste, ma gli europei sono dei nemici”. L’affermazione non è presentata come una questione personale, anche se il grande pupazzo gonfiato con un Trump-infante con pannolino e cellulare in mano, issato nel cielo per 16 mila sterline davanti al Parlamento di Londra con la benedizione del sindaco Sadiq Khan avrà di sicuro avuto la sua parte nella questione, e altrettanto i cortei anti Donald nelle strade di Helsinki da dove il Presidente ha rilasciato l’intervista. Ma Trump rassicura: i nemici esistono, non è uno scandalo, né una novità. Anzi: “non significa che sono cattivi”, ha continuato il presidente Usa. “Significa che sono in competizione con noi”. Ecco un’altra volta il bambino con il suo scandaloso grido che sta cambiando il mondo: il Re è nudo.
Non siamo tutti amici. Non facciamone però una tragedia. Era la storia che ci raccontavano prima che era una farsa. Subito interviene allora lo spiumacciato establishment europeo con le accorate smentite e ferme condanne, come da copione: il Presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk assicura che no! “Usa e Ue sono ottimi amici! Chiunque dica che sono nemici diffonde fake news”, brandendo il luogo comune più usato e usurato del momento per cercare di sistemare tutto. In realtà la fake new, durata fin troppo tempo, è quella che: “siamo tutti amici”. La novità assoluta è il ritorno in grande spolvero della categoria linguistica, affettiva e cognitiva dell’amico-nemico, che presiede da sempre alla vita umana, alle relazioni tra le persone, e naturalmente anche tra gli Stati. Ebbene sì: è vero che non ci vogliamo sempre bene; ma in ciò non c’è niente di male e non è il caso di farne chissà che storia. In genere, come dice il Puer Robustus Donald Trump è semplicemente perché “siamo in competizione”: meglio ammetterlo, piuttosto che truccare le carte. Continua a leggere




