“Siamo contrari all’aborto, in ogni sua forma”: Signorini finisce nel tritacarne progressista

Condividi su:

Augurandoci che le pressioni di un determinato ambiente non lo costringano a una clamorosa retromarcia, come Circolo Christus Rex ci complimentiamo per la frase pronunciata da Alfonso Signorini davanti a milioni di telespettatori. Quando una persona dice cose giuste va applaudita, al di là del fatto che siamo e restiamo divisi su moltissime cose.

di Cristina Gauri

Roma, 16 nov — «Siamo contrari all’aborto, in ogni sua forma»: ieri sera un temerario (o suicida?) Alfonso Signorini si è così pronunciato contro la pratica dell’interruzione della gravidanza durante la diretta di lunedì sera del Grande Fratello Vip. La frase ha scatenato un polverone social infernale: il conduttore ha toccato uno degli argomenti più spinosi e difesi — spesso con la bava alla bocca — da tutto l’establishment politicamente corretto di tv e spettacolo.

Signorini temerario contro l’aborto

Il contesto nasce da uno scherzo architettato ai danni di Giucas Casella, a cui gli autori del programma stanno facendo credere che la sua cagnolina potrebbe essere rimasta incinta. Eventualità rifiutata dal mago e mentalista, che è contrario a una eventuale gravidanza del suo animale da compagnia. Da qui la presa di posizione del conduttore («Siamo contrari all’aborto, in ogni sua forma tra l’altro. Anche quello dei cani»), che ha fatto rizzare i capelli a tutto il mondo progressista.

La pasionaria Lucarelli alla riscossa

Alla Lucarelli, ad esempio, non è parso vero di poter risfoderare le vesti della pasionaria dei diritti femminili. «Caro Alfonso Signorini, non so a nome di chi credi di parlare, ma NOI abbiamo votato a favore dell’aborto con un referendum che ha la mia età, quindi fammi questo favore: parla per te e per il tuo corpo, visto che non rappresenti né il Paese né il corpo delle donne».

Così ha scritto su Instagram invitando Signorini a ripetere la frase incriminata «a chi è costretto all’aborto terapeutico, alle vittime di stupri etnici, alle donne che scelgono in piena libertà e a chiunque abbia una storia un po’ più complessa da raccontarti che “Bettarini ha bestemmiato al Grande Fratello, espulso!”». Poi chissà per quale motivo, la correttissima Lucarelli sente il bisogno di sottolineare l’omosessualità di Signorini, come se questo avesse qualcosa a che fare con l’argomento dibattuto. «Il moralismo ortodosso urlato al megafono del reality dal conduttore omosessuale pro life, ci mancava solo questo».

Fonte: https://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/siamo-contrari-allaborto-in-ogni-sua-forma-signorini-finisce-nel-tritacarne-progressista-214662/

“Omero razzista”. In America una scuola elimina l’Odissea

Condividi su:

Il delirio dell’assurdo domina il politicamente corretto. Ci vien da ridere, ma ci sarebbe da piangere…(N.d.r.)

 

di Giulio Meotti per il Foglio

Intervista a Victor Davis Hanson, autore di “Who killed Homer”: “Il creatore dei valori occidentali oggi è solo un altro maschio bianco”

“Sono molto orgogliosa di dire che quest’anno abbiamo rimosso l’Odissea dal curriculum!”, dichiara Heather Levine, che insegna alla Lawrence High School di Lawrence, nel Massachusetts. E’ il Wall Street Journal a raccontare la più grottesca follia della cancel culture americana. Sotto lo slogan #DisruptTexts, ideologi della teoria critica, insegnanti, burocrati scolastici e agitatori via Twitter stanno purgando i classici, da Omero a Francis Scott Fitzgerald. Si invoca la proibizione di ogni capolavoro letterario non conforme su genere e razza. “Le sottili complessità della letteratura vengono ridotte al rozzo clangore di lotte di potere ‘intersezionali’”, commenta Meghan Cox Gurdon, che si occupa di libri al Wsj. Così l’insegnante di inglese di Seattle, Evin Shinn, scrive che “preferirebbe morire” piuttosto che portare in classe “La lettera scarlatta”, a meno che il romanzo di Nathaniel Hawthorne non sia usato per “combattere la misoginia”. Quando l’“insegnante antirazzista” Lorena Germán si è lamentata del fatto che molti classici risentono del proprio tempo, la scrittrice Jessica Cluess ha ribattuto: “Se pensi che Hawthorne fosse dalla parte dei puritani, allora sei un’idiota e non dovresti fregiarti del titolo di educatrice”. Un’orda online ha accusato Cluess, l’autrice della popolare serie “Kingdom of Fire”, di “razzismo” e “violenza” e ha chiesto alla Penguin Random House di rescinderne il contratto. L’editore non ha obbedito, forse perché Cluess si è autodenunciata in tempo: “Mi assumo la piena responsabilità della mia rabbia non provocata verso Lorena Germán”. Ma non ha impedito all’agente letterario di Cluess, Brooks Sherman, di porre fine alla loro relazione professionale. Secondo questa logica, Omero sarebbe solo il capostipite della “mascolinità tossica”, la manliness di Harvey Mansfield (che Liberilibri riporterà in Italia a primavera). “E’ una tragedia che questo movimento anti intellettuale stia guadagnando terreno tra gli educatori e l’industria editoriale”, afferma lo scrittore di fantascienza Jon Del Arroz. E non è certo la prima volta.

CONTINUA IN ABBONAMENTO SU https://www.ilfoglio.it/cultura/2021/01/05/news/-omero-razzista-in-america-una-scuola-elimina-l-odissea-1629049/