Alla vecchia e alla nuova maniera

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Segnalazione di Federico Prati

di Dmitry Orlov
cluborlov.wordpress.com

La parte più difficile del vivere un’epoca di cambiamenti stravolgenti è che nessuno si preoccupa di informarvi che i tempi sono cambiati e che nulla sarà più come prima. Di certo non i mezzibusti in televisione, che spesso sono gli ultimi a saperlo. Dovete scoprirlo da soli, se ne siete capaci. Ma io sono qui per aiutarvi.

Tutto ha a che fare con l’energia. Non con la tecnologia, che è accessoria; non con la superiorità militare, che è fugace e in gran parte immaginaria; certamente non con qualsiasi tipo di auto-giustizia politica o culturale, che è illusoria. L’energia non può essere sostituita. Se si esaurisce, non si può far funzionare l’economia industriale con le belle parole. Si spegne e basta. E quel che è peggio, le fonti energetiche non sono nemmeno particolarmente sostituibili tra loro. Se si esaurisce il gas, non si può passare al carbone o alla merda secca, anche se ci si è immersi fino al collo. L’industria moderna funziona con petrolio, gas naturale e carbone, in quest’ordine, e possono essere sostituiti in modo molto limitato.

Inoltre, l’energia deve essere molto economica. Il petrolio deve essere il liquido più economico che si possa comprare, meno caro del latte e persino dell’acqua minerale. Se l’energia non è abbastanza economica, tutte le industrie che la utilizzano diventano poco redditizie e chiudono. Questo è lo stadio in cui ci troviamo ora in gran parte del mondo. Quindi, cosa è successo?

Una volta gli Stati Uniti producevano la maggior parte del petrolio del mondo. Ma poi i prolifici pozzi del Texas occidentale si sono esauriti e l’Arabia Saudita è diventata il maggior produttore di petrolio. Ma gli Stati Uniti non avevano intenzione di accettare questo stato delle cose e avevano escogitato un piano ingegnoso: l’Arabia Saudita avrebbe venduto il suo petrolio in cambio di dollari americani freschi di stampa, poi avrebbe preso la maggior parte di quei dollari e li avrebbe restituiti agli Stati Uniti “investendoli” nel “debito” americano. Tutti gli altri che avevano bisogno di petrolio, per acquistarlo avrebbero dovuto trovare un modo per guadagnare dollari USA, e tutti i dollari USA che rimanevano dopo aver comprato il petrolio avrebbero dovuto essere investiti nel debito USA solo perché: “Bella economia quella che avete! Non vorremmo che le succedesse qualcosa di brutto, no?”

In effetti, alcuni non avevano recepito il messaggio (Saddam in Iraq, Gheddafi in Libia), con il risultato di ritrovarsi con i propri Paesi bombardati. E un sacco di altri Paesi indifesi erano stati bombardati solo per tenere gli altri spaventati. Ma poi la Siria, che si era rifiutata di recepire il messaggio, aveva chiesto aiuto ai Russi. I Russi avevano aiutato la Siria e ora nessuno ha più paura degli Stati Uniti. Nel frattempo, gli Stati Uniti si sono lasciati viziare da tutti questi soldi gratis, sono diventati grassi, pigri, degenerati e deboli e hanno accumulato il più grande mucchio di “debiti” (tra virgolette perché non c’è alcuna possibilità di ripagarli) di tutta la storia umana.

Nel frattempo la Russia, il più grande Paese produttore di energia al mondo, ha deciso che ne aveva abbastanza. Secondo il vecchio schema, la Russia esportava le sue risorse a basso costo, spendeva 1/3 dei ricavi per le importazioni e lasciava che gli altri 2/3 uscissero dal Paese, una buona parte dei quali veniva utilizzata anche per acquistare il “debito” degli Stati Uniti. Non potendo fare nulla subito, ha passato l’ultimo decennio a sviluppare le proprie forze armate al punto che ora gli Stati Uniti e la NATO hanno paura di avvicinarsi e la sua economia è arrivata al punto da non aver bisogno di gran parte delle importazioni, almeno per qualche anno. E poi è successa una cosa stupida: gli Stati Uniti hanno confiscato il “debito” statunitense detenuto dalla Russia, facendo sì che tutti nel mondo ne prendessero atto e cominciassero a loro volta a scaricarlo, persino i Giapponesi, mandando in tilt l’intero sistema finanziario.

Allo stesso tempo, la Russia ha iniziato a passare dalla vendita delle sue esportazioni di energia in dollari ed euro, che rimangono all’estero, dove possono essere confiscati, alla vendita in rubli, che rimangono all’interno del Paese. Volete acquistare l’energia russa? Allora trovate il modo di guadagnare qualche rublo! E se le vostre stesse sanzioni anti-russe vi impediscono di farlo, beh, allora, di chi è la colpa? Inoltre, dato che ora a livello mondiale c’è una carenza di energia, i Russi si sono chiesti: perché vendere molto petrolio e gas per pochi soldi quando se ne può vendere meno per più soldi?

Questi non sono sviluppi previsti, ma stanno accadendo ora e in tempo reale. Le “nazioni ostili” (cioè tutto l’Occidente) ora hanno bisogno di rubli per acquistare il gas naturale russo e c’è un piano per estendere questo schema alle esportazioni di petrolio. E, proprio un paio di giorni fa, il ministro delle Finanze russo, Anton Siluanov, ha annunciato che non ha molto senso per la Russia esportare qualcosa in cambio di dollari o euro, dal momento che la Russia non ne ha affatto bisogno e ha consigliato agli esportatori di iniziare ad utilizzare accordi di baratto. Il baratto è piuttosto scomodo, ma se offrendo dollari (o euro) si ricevono solo pugni sui denti, allora non rimane altro.

Che tipo di accordi di baratto? Per esempio, in Germania c’è un bellissimo e gigantesco impianto chimico, il complesso chimico di Ludwigshafen, di proprietà della BASF, che sta per chiudere a causa della carenza della sua principale materia prima, il gas naturale russo. Quell’attrezzatura potrebbe essere impacchettata e spedita in Russia in cambio di prodotti energetici, fertilizzanti e altre forniture fondamentali di cui i Tedeschi avranno bisogno per tenere insieme corpo e anima durante il prossimo inverno. Le sanzioni antirusse sono d’intralcio? Beh, di nuovo, non sono un problema della Russia; qualcun altro deve trovare un modo per aggirarle.

Intanto, in Occidente si accumulano molte idee, sistemi e istituzioni morte. Sono morti il Green New Deal (uno schema architettato da persone che non conoscono né la fisica né l’aritmetica) e il Great Reset, e il Build Back Better (qualunque cosa fosse), e l’Ordine Internazionale Basato sulle Regole, e la Mutual Assured Destruction (se lo chiedete, la Russia vi distruggerà, ma quanto è reciproco?). E siamo tutti in attesa del grido “cade l’albero!” quando la piramide del debito in dollari/euro/yen inizierà a crollare.

Il mondo sta anche aspettando con il fiato sospeso che un bel po’ di pomposi ma inutili fannulloni spariscano dalla vista del pubblico. L’eliminazione di quel pomposo pallone gonfiato di Boris Johnson è stato un buon inizio, ma che dire di Scholz, Macron, Duda, von der Lyin’, Zelensky e tanti altri? Biden fa parte di una categoria a sé stante, poiché è evidente che non importa chi sia il Presidente degli Stati Uniti o se ce ne sia uno.

Il mondo è cambiato, ma la realtà sociale non ha ancora raggiunto quella politica e fisica. Questa è l’estate dell’attesa. Poi arriverà l’inverno del malcontento . La prossima primavera vivremo tutti su un pianeta strano e diverso.

Dmitry Orlov

Fonte: cluborlov.wordpress.com
Link: https://cluborlov.wordpress.com/2022/07/13/old-way-new-way/
13.07.2022
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Le allucinazioni dei mass media

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di Dmitry Orlov 

Le allucinazioni dei mass media

Fonte: Comedonchisciotte

Per chiunque viva in Occidente (Stati Uniti, Unione Europea e le loro varie propaggini, come Australia, Nuova Zelanda) e voglia sapere cosa succede davvero nel mondo, l’ostacolo maggiore è il potente filtro alla realtà imposto dai mass media occidentali. [Questo filtro] utilizza due metodi per evitare che la realtà possa arrivare fino al pubblico, una attivo ed uno passivo.

Il metodo passivo usa l’omissione e l’insabbiamento: determinati fatti ed eventi non vengono semplicemente riportati. Alcuni sono deliberatamente soppressi, altri accuratamente messi in secondo piano, mentre altri ancora vengono presentati in un contesto appositamente studiato per mascherare il loro significato. Ad esempio, chiunque fosse stato abbastanza attento si sarebbe facilmente reso conto che Robert Mueller è senile e che non era assolutamente in grado di condurre alcun tipo di indagine o di scrivere un rapporto. Eppure questo aspetto saliente non è mai stato riportato [dai media]; si è trattato di una soppressione intenzionale. Continua a leggere

Ultim’ora! La Terza Guerra Mondiale è finalmente terminata!

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di DMITRY ORLOV
cluborlov.blogspot.com

Sconosciuta ai più, la Terza Guerra Mondiale ha imperversato, fino ad ora, per quasi trent’anni dal crollo del Muro di Berlino. Era stata preceduta dalla Guerra Fredda, che era terminata quando Mikhail Gorbachev si era arreso all’Occidente, con la conseguente, confusa, dissoluzione del Patto di Varsavia. Nonostante questa capitolazione, l’Occidente non aveva mai abbandonato il suo progetto di distruggere il Patto di Varsavia, insieme a quel che rimaneva dell’ex Unione Sovietica, per poi conquistare e smembrare la Russia stessa. In mancanza di minacce militari da oriente, la NATO, insieme alla sua gemella parassita, l’Unione Europea, si era incessantemente espansa ad est, ingoiando una nazione dopo l’altra. Fino ad ora ha conquistato l’intero Patto di Varsavia, più la Moldova e i tre Stati Baltici ed è alla caccia delle ultime briciole dell’ex Unione Sovietica: Ucraina, Georgia ed Armenia. La ragione per cui nessuno in Occidente si è reso conto che, per tutto questo tempo, c’è stata la Terza Guerra Mondiale è che l’Occidente ha sofferto di un profondo collasso mentale, grave tanto quanto il collasso fisico dell’URRS. La Russia si è ripresa dal suo collasso, l’Occidente, probabilmente, non lo farà mai.

Anche se l’Occidente finge di combattere la Russia, questa è pura fantasia. Le capacità difensive della Russia sono tali che una strategia militare contro di essa non è neanche pianificabile. La dottrina militare russa afferma che nessuna guerra verrà mai più combattuta sul suolo russo: se dovesse essere invasa, trasferirebbe immediatamente gli scontri in territorio nemico utilizzando le sue armi a lunga gittata, dotate di un raggio d’azione che comprende il mondo intero. Precisa anche che risponderà ad ogni minaccia esistenziale usando le armi atomiche, se necessario. E così il Pentagono, con la NATO a rimorchio, non sogna neanche più di attaccare la Russia. Questa speranza, ad un certo punto, era tornata vitale quando gli USA avevano creduto che fosse possibile eliminare la capacità di deterrenza atomica russa utilizzando un “primo colpo” nucleare, ma, da allora la Russia si è riarmata con armi più avanzate di quelle in possesso, attuale o futuro, degli Stati Uniti e così quel sogno è ormai defunto. Continua a leggere