Illusionismo

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di Daniele Dell’orco

Fonte: Daniele Dell’orco

Uno dei principi base dell’illusionismo è quello di ribaltare la verità di fronte all’osservatore incentivandolo a guardare altrove mentre la verità, con un trucco, gli passa sotto il naso.
In questo secolo, nulla è più illusorio della comunicazione: l’arma più potente che esista.
Ieri, mentre le ferrovie polacche erano costellate di mezzi corazzati occidentali, e mentre i Paesi europei scioglievano le riserve sull’invio di Leopard all’Ucraina, è successa una cosa: il governo ucraino ha comunicato ufficialmente di essersi ritirato da Soledar.
Lo schema comunicativo è funzionato alla perfezione. Un villaggio perso tecnicamente nel weekend della befana e fattivamente il 12 di gennaio, è stato dato per “conteso” per altre due settimane contro ogni logica e contro ogni evidenza, in attesa che l’attenzione del pubblico potesse spostarsi altrove per poi ammettere, senza contraccolpi, la semplice verità.
Mi ha ricordato tanto la vicenda di Peski.
Chi segue la pagina dall’estate lo saprà.
Ero in viaggio per Mosca dal Donbass quando il villaggio fuori Donetsk venne conquistato dalle Milizie popolari. Avevo aspettato qualche ora in più per dare la notizia come confermata giusto per sicurezza. Durante il mio tragitto verso Mosca, alcuni che erano con me in Donbass stavano andando proprio a Peski, dove sarei andato anch’io se fossi potuto rimanere qualche giorno in più.
Quando loro mi inviarono le loro foto da Peski, scrissi che il villaggio era caduto, senza più dubbio, perché la “pulizia” di alcune sacche di resistenza non costituisce di per sé alcun tipo di “contesa reale”.
Poiché i comandi militari ucraini negavano la caduta di Peski, commentatori e colleghi per niente super partes dicevano che Peski fosse ancora contesa.
Avevo le foto e i video.
Ma loro niente, era contesa perché l’Ucraina diceva che era contesa.
Fatto sta, Peski era caduta e difatti venne annunciato ufficialmente giorni dopo in qualche trafiletto mentre l’opinione pubblica parlava già d’altro. A Soledar è successa la stessa identica cosa.
La domanda è: a cosa serve avere 10mila (!!!) reporter inviati sul campo da quasi tutto il mondo se poi per dare una notizia vera, fattiva e verificata bisogna aspettare il via libera da Kiev ed essere quindi 10/15 giorni in ritardo rispetto alla cronaca?
Ma attenzione, la colpa non è del metodo di “comunicazione di guerra” ucraino.
L’Ucraina fa il suo lavoro.
La colpa è di chi non lo capisce.

Migranti Diciotti spariti, Meluzzi: “Ma molti non erano malati? Se contagiano di chi è la colpa?”

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LO SPECIALE

Cinquanta migranti che dalla nave Diciotti erano stati trasferiti nel centro di Rocca di Papa si sono allontanati e risultano irreperibili. Le cinquanta persone si erano limitate a “manifestare l’interesse per formalizzare la domanda d’asilo” precisa il Viminale. “Ma come, non li avevo sequestrati?” ha commentato ironico il ministro Salvini. Lo Speciale ha chiesto un commento ad Alessandro Meluzzi, noto psichiatra, scrittore e opinionista, oltre che profondo osservatore del fenomeno migratorio.

Cinquanta migranti della Nave Diciotti sono scappati. Ma non avevano bisogno di vitto, alloggio e protezione? 

“Questa fuga conferma un antico pensiero di Lenin, ossia che i fatti hanno la testa dura. I fatti possono essere manipolati, trasformati in azioni propagandistiche, in idiozie buoniste ma poi si pongono in tutta la loro chiarezza. Va detto innanzitutto che quando la nave Diciotti era ancora ancorata, su di essa si è assistito ad una continua passerella di politici, vescovi, giornalisti e tante anime belle che hanno poi spinto un magistrato a formulare delle accuse molto pesanti, come il sequestro di persona o l’arresto illegale, nei confronti del Ministro dell’Interno. Tutto questo sostenendo che a bordo c’erano delle persone che dovevano scendere, perché avevano dei gravissimi problemi di natura sanitaria e socio-politica, trattandosi di eritrei in fuga dalle persecuzioni. Poi invece scopriamo che non c’erano soltanto eritrei ma anche consistenti gruppi di persone provenienti dalle isole Comore che con l’Eritrea non hanno nulla a che fare e che sono isole per i villaggi vacanze”. Continua a leggere