La dott.ssa Gwyneth A. Spaeder risponde al dott. Massimo Citro

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C’è una ricerca della polemica tra certi ambient cosiddetti cattolici conservatori o “tradizionalisti” parecchio divisiva, che non riguarda, in realtà, né tematiche di Fede né di Morale, ma che concorre alla confusione dei nostri tempi e, appunto divide tra vaccinisti e non vaccinisti. Chissà se gli attori principali di questa diatriba spendessero tante energie sull’essenziale riguardante la crisi nella Chiesa e nell’Autorità! Forse si sarebbero già raggiunti risultati insperabili…comunque, noi che riteniamo più ragionevole, in scienza e coscienza, la posizione della dott.ssa Gwyneth A. Spaeder, la cui opinione abbiamo già pubblicato sul nostro sito, ci sembra giusto pubblicare anche la risposta all’immancabile rimbrotto del collega dott. Massimo Citro, di area Carlo Maria Viganò (n.d.r.)

Segnalazione Corrispondenza Romana

di Gwyneth A. Spaeder, MD

Caro Collega,

Nella sua risposta al mio articolo riguardante la lettera dell’Arcivescovo Viganò sulla sicurezza e sulla moralità dei vaccini mRNA COVID19, lei esprime il desiderio di “proseguire sul cammino di una reciproca critica costruttiva”. Apprezzo il tempo che ha impiegato per considerare il mio punto di vista ed esprimere il suo. Perché una discussione sia produttiva, tuttavia, si richiede un accordo di fondo su cosa possa ritenersi attendibile e autorevole e cosa no. Accordo che non sono certa ci sia. Dobbiamo anche fare attenzione a distinguere tra quelle che sono le ricerche in corso sui meccanismi e sugli esiti dell’infezione naturale da SARS-COV-2 e quelle che si concentrano sui vaccini mRNA progettati per mitigare i danni di tale infezione; spesso nella sua risposta tali studi vengono utilizzati in maniera intercambiabile. Dobbiamo peraltro cercare di evitare argomentazioni superficiali in cui semplici studi di laboratorio vengono presentati come prove clinicamente valide, o per cui si assume che certi protocolli terapeutici, giustamente utilizzati per una determinata malattia, siano efficaci in una situazione clinica diversa da quella in cui vengono solitamente impiegati.

Per cominciare vorrei chiarire velocemente un punto terminologico che può confondersi man mano che la nostra corrispondenza viene tradotta dall’inglese all’italiano e viceversa: in riferimento ai prodotti farmaceutici in questione, ovvero le iniezioni contenenti mRNA atte a indurre la produzione di una proteina spike modificata dal virus SARS-COV-2, continuerò a usare la parola “vaccino” per indicare un’entità somministrata ad un individuo con lo scopo di indurre una protezione immunitaria contro un agente patogeno. Usando questa definizione, il vaccino mRNA COVID non è diverso dai precedenti vaccini contro la poliomielite o l’influenza, anche se il meccanismo d’azione è diverso. Non credo che continuare a spendere altro tempo discutendo sull’uso del termine sia produttivo.

Per quanto riguarda le sue affermazioni secondo cui i vaccini COVID mRNA sono inefficaci, mi permetta di ricordare a lei e ai nostri lettori che questi vaccini sono stati progettati e testati per prevenire l’ospedalizzazione e la morte, ed è esattamente ciò che hanno fatto durante le ondate alfa e delta di questa pandemia; i primi dati ora suggeriscono che faranno lo stesso durante l’attuale ondata di omicron. Elencare numerosi articoli su casi particolari non serve a confutare questo fatto: questi vaccini stanno salvando vite e limitano la pressione sulle risorse sanitarie (CDC COVID Data Tracker).

Per quanto riguarda il suo successo nell’evitare l’ospedalizzazione dei suoi pazienti, senza sapere nulla della numerosità del campione di pazienti che ha in cura o sulle dimensioni della clinica che gestisce, è difficile trarre conclusioni significative, al di là del fatto che possa ritenersi una grande benedizione che a lei e ai suoi pazienti siano state risparmiate malattie più significative. La conclusione che lei trae è che le sue esperienze personali come medico possano essere applicate ed adattate al contesto di una pandemia mondiale. Vorrei metterla in guardia da un tale azzardo, poiché i dati a supporto delle sue modalità di trattamento individuali o vengono estrapolati da piccoli studi che non sono stati replicati in trial più ampi o presumono che il modo in cui un medicinale o un integratore si comporta per una certa malattia sarà lo stesso per un’altra. Le pubblicazioni sul ruolo della vitamina C nel trattamento delle infezioni delle vie respiratorie superiori negli anni ’90 possono suggerire un’ipotesi degna di essere verificata oggi nelle infezioni delle vie respiratorie inferiori, ma un’ipotesi è un punto di partenza e non una linea guida definitiva per il trattamento. Gli studi ventennali che esaminano il meccanismo d’azione dell’idrossiclorochina nei disturbi della coagulazione non possono sostituire studi recenti più ampi che non hanno dimostrato benefici per i pazienti SARS-COV-2 di oggi.

Vorrei anche affrontare le sue preoccupazioni sulla sicurezza dei vaccini mRNA COVID19, in particolare per quanto riguarda la proteina spike indotta dal vaccino, e fare qualche breve menzione ai dati provenienti da EudraVigilance. La proteina spike che i nostri corpi producono su impronta dell’mRNA contenuto nei vaccini è una versione modificata della proteina spike presente in SARS-COV-2. La modifica è lieve ma cruciale: in particolare, la proteina spike indotta dai vaccini non ha la capacità di cambiare forma e legarsi efficacemente al recettore ACE2 (impedendo così l’ingresso nella cellula); inoltre, ha un’ancora che lo tiene attaccato alla superficie delle cellule che lo producono, fornendo così un bersaglio stabile per le nostre cellule immunitarie. Per questo motivo, le preoccupazioni sollevate dagli studi da lei menzionati circa il potenziale danno alle cellule endoteliali da parte della proteina spike che fluttuerebbe liberamente nel corpo dopo la vaccinazione sono infondate. Gli studi da lei citati parlano specificamente della proteina spike di un’infezione naturale e, infatti, sottolineano ulteriormente l’importanza della vaccinazione per evitare tali complicazioni derivanti da un’infezione naturale (COVID-19 Vaccines and Spike Proteins – COVID-19 Resources Canada (covid19resources.ca). Per quanto riguarda EudraVigilance, è importante che i nostri lettori capiscano che svolge una funzione simile a VAERS negli Stati Uniti, e quindi qualsiasi estrazione di dati da quel sistema deve essere compresa ed esaminata nel contesto da cui quei dati derivano e con la dovuta attenzione all’incidenza di qualsiasi reazione avversa che viene sollevata.

Infine, vorrei parlare della sua affermazione secondo cui sono i vaccini stessi ad indurre lo sviluppo delle varianti. Spesso si afferma che chi non studia la storia è condannato a ripeterla, in questo caso però la storia ci consente di fare i conti con la realtà e ci offre anche un motivo di speranza. L’evoluzione virale ha seguito determinati schemi nelle precedenti epidemie e pandemie. In generale, è il pool di individui suscettibili che fornisce un serbatoio per lo sviluppo di mutazioni virali. E qualsiasi versione del virus che è in grado di diffondersi più rapidamente all’interno di quel serbatoio rischia di diventare rapidamente dominante. Perciò, il delta era più trasmissibile dell’alfa e l’omicron più del delta. Fortunatamente per noi, non accade spesso che un virus diventi contemporaneamente più trasmissibile e più mortale, poiché ciò limiterebbe effettivamente la capacità del virus di diffondersi (i deceduti non trasmettono attivamente il virus ad altri). Questo è stato certamente il caso della pandemia di influenza del 1918, ed è ciò che possiamo sperare accada col passare del tempo per le varianti di SARS-COV-2. Si noti, tuttavia, che in tutte le generazioni del virus, sono gli individui con immunità innata (cioè coloro che non sono stati vaccinati o precedentemente infettati) che forniscono il substrato necessario per lo sviluppo di nuove varianti.

In conclusione:

Sebbene per brevità abbia scelto di non rispondere punto per punto a tutte le sue obiezioni al vaccino e alla nostra attuale gestione delle infezioni da COVID19, spero sia chiaro che ho letto e considerato una ad una le sue preoccupazioni. Il punto cruciale del nostro disaccordo, tuttavia, è il modo in cui assegniamo valore alla ricerca medica e alle pubblicazioni. Come ho affermato nel mio articolo originario, esistono standard di prova e metodi oggettivi per confrontare la persuasività di un set di dati rispetto ad un altro. Se lei non è disposto ad accettare i risultati di studi estremamente ampi, randomizzati e controllati pubblicati su riviste mediche il cui nome gode di decenni (se non secoli) di credibilità, sarà molto difficile trovare un terreno comune in questa discussione. Se poi il fatto che la mia laurea in medicina provenga da un’istituzione di fama mondiale viene considerato sia come qualcosa che inficia le mie affermazioni di competenza medica sia come una prova della mia collusione con un nemico indefinito, non mi è chiaro come dovremmo procedere. Come giustamente mi fa notare nella sua lettera, abbiamo un dovere nei confronti dei nostri pazienti che supera le affiliazioni politiche. E come ho sottolineato nella mia risposta all’arcivescovo, sono grata di aver ereditato una tradizione di indagine scientifica rigorosa e intellettualmente seria dai numerosi medici e ricercatori cattolici e santi che ci hanno preceduto. Il loro esempio funge da guida tanto nell’approccio che adotto con i miei pazienti quanto nelle mie valutazioni e conclusioni circa i progressi della medicina per i pazienti di tutto il mondo.

Il mondo sta osservando come i cattolici rispondono a questa pandemia. Il livello dei nostri discorsi, e gli standard che adottiamo nell’affrontare questa storica sfida, avranno delle implicazioni a lungo termine sul modo in cui i medici e gli scienziati cattolici partecipano alla nobile professione medica.

 

Segnalazioni sul caso Viganò

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Segnalazione del Centro Studi Federici

Dal sito di Sodalitium
 
Segnaliamo, per i nostri lettori, un interessante articolo di E. Barbieri e R. De Mattei pubblicato il 23 giugno sull’agenzia di informazioni “Corrispondenza Romana”: https://www.corrispondenzaromana.it/caso-vigano-chi-e-il-vero-autore-degli-scritti-di-mons-vigano/, che ha documentato e reso pubblico quanto già trapelava nel cosiddetto “mondo tradizionalista”.
 
La medesima agenzia pubblicò a suo tempo, a firma di E. Barbieri, una recensione del nostro libro “La vergogna della tradizione”, consacrato alle pagine culturali di Radio Spada https://www.corrispondenzaromana.it/esiste-il-pericolo-di-un-tradizionalismo-gay-friendly/
 
Il presente articolo è come una ideale continuazione con il precedente, tanto più che numerosi articoli di Pietro Siffi, alias Cesare Baronio, oggetto dell’articolo odierno, tratti dal sito “Opportune importune” (che nulla ha a che vedere con l’omonimo bollettino della Casa San Pio X di don Ugo Carandino) sono stati pubblicati da Radio Spada: https://www.radiospada.org/?s=+opportune+importune
 
Pur non condividendo “le posizioni teologiche ed ecclesiologhe” dell’attuale “Corrispondenza Romana”, come già avemmo modo di dire nel caso precedente https://www.sodalitium.biz/unimportante-recensione/,  condividiamo con gli articolisti la preoccupazione per il ruolo eventualmente svolto da questo collaboratore di mons. Carlo Maria Viganò, e l’auspicio che il prelato possa fare chiarezza su questa delicata questione.
 
Sul caso Viganò ricordiamo l’intervista a don Francesco Ricossa: https://www.sodalitium.biz/intervista-don-francesco-ricossa-sul-mons-carlo-maria-vigano/ 
 

APPELLO DI MONS. VIGANÒ AGLI AMERICANI, CATTOLICI E NON

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Marco Tosatti

Carissimi amici e nemici di Stilum Curiae, abbiamo ricevuto dall’arcivescovo Carlo Maria Viganò questo messaggio rivolto ai cattolici american, e ai cittadini americani di buona volontà, che ben volentieri rilanciamo. Buona lettura. 

§§§

MESSAGGIO

DELL’ARCIVESCOVO CARLO MARIA VIGANÒ

AI CATTOLICI AMERICANI

E A TUTTI GLI AMERICANI DI BUONA VOLONTÀ

 

Carissimi Fratelli e Sorelle,

come devoti Cristiani e fedeli cittadini degli Stati Uniti d’America, avete intensamente a cuore le sorti della vostra amata Patria, mentre sono ancora incerti i risultati delle elezioni presidenziali.

Notizie di brogli elettorali vanno moltiplicandosi, nonostante i vergognosi tentativi dei media mainstream di censurare la verità dei fatti, a vantaggio del loro candidato. Vi sono Stati in cui il numero dei voti è superiore a quello dei votanti; altri in cui il voto per corrispondenza pare esclusivamente a favore di Joe Biden; altri in cui lo spoglio delle schede viene sospeso senza motivo o dove sono scoperte clamorose manomissioni: sempre e solo contro il Presidente Donald J. Trump, e sempre e solo a vantaggio di Biden.

Da mesi, in verità, assistiamo ad un continuo stillicidio di notizie sfalsate, di informazioni manipolate o censurate, di crimini taciuti o nascosti dinanzi a prove eclatanti e a testimonianze inoppugnabili. Abbiamo visto il deep state organizzarsi, con largo anticipo, per portare a termine la più colossale frode elettorale, per fare in modo che venisse sconfitto colui che negli Stati Uniti d’America si oppone strenuamente all’instaurazione del Nuovo Ordine Mondiale voluto dai figli delle tenebre. In questa battaglia voi non avete rinunciato, com’è vostro sacro dovere, a dare il vostro contributo schierandovi dalla parte del Bene. Altri, schiavi dei vizi o accecati dall’odio infernale contro Nostro Signore, si sono schierati dalla parte del Male.

Non pensate che i figli delle tenebre agiscano con onestà, e non scandalizzatevi se operano con l’inganno. Credete forse che i seguaci di Satana siano onesti, sinceri e leali? Il Signore ci ha messi in guardia contro il diavolo: «Egli è stato omicida fin da principio e non ha perseverato nella verità, perché non vi è verità in lui. Quando dice il falso, parla del suo, perché è menzognero e padre della menzogna» (Gv 8, 44).

In queste ore, mentre le porte degli Inferi sembrano prevalere, permettetemi di rivolgermi a voi con un appello, al quale confido vorrete rispondere prontamente e con generosità. Vi chiedo un atto di fiducia in Dio, un gesto di umiltà e di filiale devozione al Signore degli eserciti. Recitate tutti, se possibile in famiglia o con i vostri cari, i vostri amici, i vostri confratelli, i vostri colleghi, i vostri commilitoni, il Santo Rosario. Pregate con l’abbandono dei figli, che sanno ricorrere alla loro Santissima Madre per implorarLa di intercedere presso il trono della Maestà divina. Pregate con l’animo sincero, con il cuore puro, nella certezza di essere ascoltati ed esauditi. Chiedete al Lei, Auxilium Christianorum, di sbaragliare le forze del Nemico; a Lei, terribile come un esercito schierato in battaglia, di concedere la vittoria alle forze del Bene e di infliggere un’umiliante sconfitta alle forze del Male.

Fate pregare i fanciulli, con le parole sante che avete loro insegnato: quelle preghiere fiduciose saliranno a Dio e non rimarranno inascoltate. Fate pregare gli anziani e i malati, perché offrano le loro sofferenze in unione con i patimenti che Nostro Signore soffrì sulla Croce, quando versò il Suo prezioso Sangue per la nostra Redenzione. Fate pregare le ragazze e le donne, affinché si rivolgano a Colei che è loro modello di purezza e di maternità. Pregate anche voi, uomini: il vostro coraggio, il vostro onore, la vostra fierezza ne sarà rinfrancata e fortificata. Impugnate tutti quest’arma spirituale, dinanzi alla quale Satana e i suoi satelliti si ritirano furiosi, perché temono più la Vergine Santissima, l’Onnipotente per Grazia, dello stesso Iddio Onnipotente.

 

Non lasciatevi scoraggiare dagli inganni del Nemico, a maggior ragione in quest’ora terribile, mentre la sfrontatezza della menzogna e della frode osa sfidare il Cielo. I nostri avversari hanno le ore contate, se pregherete, se pregheremo tutti con Fede e con vero ardore di Carità. Volesse il Signore che una sola voce devota e fiduciosa si levasse dalle vostre case, dalle vostre chiese, dalle vostre strade! Quella voce non rimarrà inascoltata, perché sarà la voce di un popolo che grida, nel momento della tempesta, «Salvaci, Signore: siamo perduti!» (Mt 8, 25).

I giorni che ci attendono sono un’occasione preziosa per tutti voi, e per quanti si uniscono spiritualmente a voi da ogni parte del mondo. Voi avete l’onore e il previlegio di poter partecipare alla vittoria di questa battaglia spirituale, di impugnare l’arma potente del Santo Rosario, come i nostri padri fecero a Lepanto per respingere le armate nemiche.

Pregate con la certezza della promessa di Nostro Signore: «Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto» (Lc 11, 9). Il Re dei re, al quale chiedete la salvezza della Nazione, ricompenserà la vostra Fede. La vostra testimonianza, ricordatelo, toccherà il Cuore di Nostro Signore, moltiplicando le Grazie celesti quantomai indispensabili per conseguire la vittoria.

 

Possa questo mio appello, che rivolgo a voi e a tutte le persone che riconoscono la Signoria di Dio, trovarvi generosi apostoli e coraggiosi testimoni della rinascita spirituale del vostro amato Paese e con esso del mondo intero. Non praevalebunt.

 

God bless and protect the United States of America!

 

Carlo Maria Viganò, Arcivescovo

DA

APPELLO DI MONS. VIGANÒ AGLI AMERICANI, CATTOLICI E NON.

Lo “Stato profondo” del Papa: ecco chi comanda in Vaticano

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Viganò ha parlato di Chiesa profonda. Un pezzo di Vaticano impegnato a disegnare il futuro e il trono di Pietro

di Francesco Boezi

Monsignor Carlo Maria Viganò, nella sua lettera a Donald Trump – quella che il presidente degli States ha rilanciato sui social – ha parlato di una “deep Church”, ossia di una “Chiesa profonda”. Un emisfero che potrebbe essere associato al Vaticano. Uno “Stato profondo” che si oppone, secondo l’analisi dell’ex nunzio apostolico negli Stati Uniti, anche alla riconferma del candidato repubblicano alla Casa Bianca. Uno strato che guida i processi che incidono sul globo, nonostante non si palesi di fronte a tutto.

Il “deep State”, nella narrativa sovranista, è composto dai potentati che non accettano che un anti-sistema come Trump possa governare la nazione più importante del mondo. Lo stesso discorso varrebbe per la Santa Sede. In questo secondo caso, però, per “Stato profondo” o “Chiesa profonda” bisognerebbe intendere anche gli autori di una spinta ideologico-culturale che punterebbe a destrutturare la Chiesa cattolica per come l’abbiamo conosciuta in nome del progressismo.

Esiste una cerchia più o meno ristretta che influisce sulle posizioni di Papa Francesco e sull’avvenire del cattolicesimo: questa è la convinzione del “fronte tradizionale”. Carlo Maria Viganò, nella sua missiva, ha scritto quanto segue: “E non stupisce che questi mercenari siano alleati dei figli delle tenebre e odino i figli della luce: come vi è un deep state, così vi è anche una deep Church che tradisce i propri doveri e rinnega i propri impegni dinanzi a Dio. Così, il nemico invisibile, che i buoni governanti combattono nella cosa pubblica, viene combattuto dai buoni pastori nell’ambito ecclesiastico”. La Chiesa cattolica americana appare divisa in vista delle elezioni presidenziali: i conservatori sostengono apertamente The Donald, mentre i progressisti ed i cattolici democratici propendono per Joe Biden. Si tratta di una storia antica, ma la spaccatura interna adesso è più visibile che mai. Jorge Mario Bergoglio insiste nel dire che dividere è opera del diavolo. Gli appelli degli ecclesiastici progressisti in favore del candidato dei Dem, tuttavia, non si contano più. Così come quelli dei pro life in favore di Trump. Chi è, dunque, che sta alimentando le divisioni nella Ecclesia? Il quesito è attuale. Continua a leggere