Come funziona l’industria delle fake news
di Alberto Cossu

Fonte: Vita
Le false polarizzazioni
Prestigiosi giornali nazionali e internazionali si propongono al pubblico come i guardiani della democrazia e della libertà di stampa. Attaccano i produttori di fake news sia di carta stampata che digitale e asseriscono che il loro comportamento è esecrabile perché distrugge l’essenza della democrazia. Essi rappresentano la realtà dei mass media come divisa tra coloro i quali sono intenti a fabbricare storie false, e quelli che, invece, sono mossi solo da forti principi morali ed immuni da questo vizio. I loro editorialisti e giornalisti raccontano i fatti politici con una straordinaria obiettività e guai a chi tenta di mettere in dubbio questo fatto. Segue il linciaggio mediatico, che va dall’accusa di attentare alla libertà di stampa a quella classica di essere un fascista e se proprio il malcapitato non si rassegna e insiste viene apostrofato come neo-nazista. Il tribunale mediatico funziona ed è efficientissimo e non risparmia nessuno di quelli che hanno il coraggio di alzare la voce fuori dal coro. Ma le cose non stanno come i padroni della comunicazione vogliono farci credere.
Il caso-Juncker
Un caso eclatante è stato offerto in occasione del vertice Nato di Bruxelles. All’indomani dell’incontro diversi media tradizionali e digitali diffondendo le immagini del Presidente Juncker che, piuttosto malconcio, si presenta barcollante alla cerimonia di chiusura del Vertice. Ha difficoltà a salire i due gradini del palco d’onore, quando riesce a farlo bacia, barcollante, tutti quelli che gli stanno a portata di labbro e scambia affettuosità un tantino eccessive che di certo non sono previste nei protocolli ufficiali. Continua a leggere


A lato Steve Bannon a Roma