L’Occidente cambia strategia: Ucraina sempre più sola e negoziati in avvicinamento

Condividi su:

di Matteo Castagna per www.affaritaliani.it 

“Ad un certo punto, i nostri dollari non saranno più utilizzati come valuta di riserva. […] Putin ha detto questa cosa, puoi amarlo o odiarlo, ma ha detto la verità, cioè che prima dell’introduzione delle sanzioni contro la Russia, il 70% di tutte le loro transazioni erano in dollari, e dopo le sanzioni questa percentuale è diventata inferiore al 20%“. Così si è espresso il deputato americano Thomas Massie, in un’intervista con Tucker Carlson. Ed ha concluso dicendo che il dollaro non è più sicuro.
Putin ha, poi, annunciato la formazione di un sistema di pagamento indipendente all’interno dei BRICS, che verranno notevolmente ampliati, ammettendo nuovi membri, come lo Zimbabwe, che l’ha richiesto col suo Presidente Emmerson Mnangagwa al recente Forum economico internazionale di San Pietroburgo, cui hanno partecipato 21,3 mila persone provenienti da 139 Paesi, secondo il comunicato dell’organizzazione dell’evento, che ha aggiunto che al forum sono stati siglati più di 980 accordi per oltre 6,4 trilioni di rubli (66,5 miliardi di euro).
Il Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin ha dichiarato pubblicamente inammissibile l’uso di armi nucleari.
All’Agenzia Ria Novosti l’assistente speciale di Biden, direttore senior per la non proliferazione presso il Consiglio di sicurezza nazionale, Pranay Vaddi ha detto che gli Stati Uniti prendono molto sul serio questa affermazione e che gli USA cambieranno la loro strategia su tali armi, ponendo l’accento sulla competizione, per restare al passo di Russia, Corea del Nord e Cina.
Mentre, il Presidente francese Emmanuel Macron insiste con la sua linea bellicista e si dichiara pronto ad inviare truppe in Ucraina.
Ma il leader del Partito Patriottico francese Florian Philippot replica, a stretto giro, sul suo profilo X: “Macron è completamente pazzo!” e lo accusa di accelerare l’escalation, che nessuno vuole, tramite l’addestramento di 4.500 soldati ucraini e il trasferimento a Kiev dell’aereo da combattimento Mirage 2000-5. Il presidente ha scatenato l’ironia del noto giornale satirico Charlie Hebdo, che, con una vignetta rappresentante una bara con ai lati le ali e la coda di un aereo, ha spiegato quali “Miraggi” Macron trasferirà in Ucraina…
Secondo quanto riportato da Bloomberg, la Germania sta valutando l’invio di un’altra (la quarta) batteria Patriot in Ucraina.
La NATO afferma di non avere soldati in Ucraina. Il capo del comitato militare della Nato, ammiraglio Robert Peter Bauer ha affermato che, ad oggi l’Alleanza Atlantica non dispone di forze sul territorio dell’Ucraina e non ha intenzione di inviare truppe. 
Bloomberg certifica il fallimento di Zelensky per ottenere il sostegno dell’Asia, che rimane nella sua quasi totalità un alleato fedele a Russia e Cina.
Il Ministero degli Esteri ucraino riferisce che agli ucraini che non si presenteranno all’ufficio di registrazione e arruolamento militare, entro 10 giorni dalla chiamata, verranno bloccati i conti bancari, i viaggi all’estero e saranno poste limitazioni alla guida. L’Ucraina ha, anche, problemi con il pagamento delle pensioni. Lo Stato darà una “garanzia minima” – ha detto la Vice Ministro delle Politiche Sociali Dariya Marchak – ma i cittadini “dovrebbero risparmiare da soli ed essere pronti a lavorare fino ad una età avanzata“.
Il segretario generale delle Nazioni Unite non parteciperà al “vertice per la pace” indetto da Zelensky in Svizzera, escludendo la Russia. Al momento – riferisce Bloomberg – sembra che solo il presidente di Timor Est e il ministro degli esteri di Singapore si recheranno in Svizzera. A loro si unirà un rappresentante delle Filippine.
L’ IGA (Institute for Global Affairs) ha effettuato un sondaggio, dal quale risulta che il 94% degli statunitensi e l’88% degli europei occidentali ritiene che la NATO dovrebbe porre fine alla guerra in Ucraina senza indebolire la Russia o riportare l’Ucraina ai suoi confini prebellici. La TASS riferisce che “le forze armate dell’Ucraina hanno lasciato le loro postazioni nella parte orientale di Chasov Yar“.
Inoltre, il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg potrebbe abbandonare il progetto di creare un fondo di aiuti da 100 miliardi di euro per l’Ucraina, utilizzando i contributi dei Paesi dell’Alleanza nei prossimi cinque anni – riferisce Bloomberg. La nuova proposta prevederebbe 40 miliardi l’anno.
La Turchia, consigliando la NATO di evitare che le azioni previste appaiano come un inasprimento delle ostilità o un accesso diretto nei territori in guerra, riprenderà il commercio con Israele quando sarà raggiunto un accordo sul cessate il fuoco permanente sulla Striscia di Gaza. Lo ha annunciato il ministro del Commercio turco Omer Bolat.

I Robot stanno cancellando i lavori meno qualificati, fatti dai poveri

Condividi su:

L’epidemia, che sembra concludersi, ci lascerà un’eredità di robotizzazione, con alcuni lavori che sembrano destinati a scomparire nel tempo. Bloomberg, citando un nuovo rapporto dell’International Federal of Robotics, ha affermato che la spesa per i robot di servizio professionale è aumentata del 12% lo scorso anno.

Con il numero di posti di lavoro scoperti intorno ai 10 milioni, questo è particolarmente evidente negli USA. Per la prima volta da decenni, i lavoratori hanno un certo potere nel mercato del lavoro e lo stanno usando questa nuova leva per lanciare una raffica di scioperi, chiedendo salari più alti e maggiori benefici dalle aziende. Questo porta le aziende a cercare delle soluzioni alternative.

I sindacati hanno a lungo visto i robot come una minaccia. Le aziende “hanno un obiettivo in mente: eliminare il tuo lavoro e mettere più soldi nelle loro tasche”, ha detto il presidente dell’International Longshoremen’s Association Harold Daggett in una conferenza di giugno. “Lo combatteremo contro di loro anche per 100 anni”. Una lotta che però potrebbe essere perfettamente inutile, vista l’ondata di automazione che percorre tutta l’industria.

Se continua, la domanda di lavoro crescerà lentamente, la disuguaglianza aumenterà e le prospettive per molti lavoratori con un basso livello di istruzione non saranno molto buone”, ha affermato Daron Acemoglu, professore al Massachusetts Institute of Technology in una sua testimonianza davanti al senato USA. Parole simili sono state sentite anche in Europa. i lavoro più fragili, spesso svolti dal personale con minori qualifiche, sembra destinato a scomparire.

La tecnologia dei robot consente alle macchine di sostituire gli esseri umani e potrebbe aumentare la produttività, ma spazzando via posti di lavoro per i meno qualificati. questo creerà maggiori problemi nella gestione della forza lavoro e dell’economia in generale. La AI e la Robotica, invece che di svilupparsi per l’uomo, si stanno sviluppando contro di esso, o meglio contro la sopravvivenza dei più poveri.

Fonte: https://scenarieconomici.it/i-robot-stanno-cancellando-i-lavori-meno-qualificati-fatti-dai-poveri/

Il Nuovo ordine mondiale americano è ufficialmente morto

Condividi su:

di Henry Tougha

Il Nuovo ordine mondiale americano è ufficialmente morto

Fonte: Voci dall’Estero

Una fonte mainstream quale il Bloomberg dichiara ufficialmente morto il sogno americano di imporre il proprio sistema di controllo mondiale. La Russia, dopo essersi ripresa dal crollo dell’Unione Sovietica, assieme a una nuova potenza come la Cina, sono sfuggite alla guida statunitense creando poli alternativi di influenza. Naturalmente Bloomberg assume un punto di vista assolutamente favorevole e roseo sul nuovo ordine mondiale pacifico e collaborativo che gli Stati Uniti avrebbero tentato di perseguire e considera negativamente la sua fine, gettandone la responsabilità sull’autoritarismo e le mire di potenza di Cina e Russia. In sostanza però questa rinuncia ufficiale all’ambizione di integrare questi paesi sotto l’impero americano non significa pace: secondo Bloomberg la conseguenza sarà che gli USA dovranno impegnarsi in maniera sempre più aggressiva a difendere militarmente l’impero americano finora consolidato. 

di Hal Brands, 27 settembre 2017

La politica estera americana ha raggiunto uno  storico punto di svolta, e qui è la sorpresa: non ha molto a che vedere con l’estenuante e controversa presidenza di Donald Trump. Continua a leggere