Il Parlamento sta per cedere al suicidio: fermiamolo prima che sia troppo tardi…

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Christus Rex-Traditio con ProVita: No al suicidio!

Stanno scavalcando la Costituzione. Stanno ignorando la volontà popolare. Stanno aprendo la porta alla morte “per legge”.

I media e le potenti lobby radicali spingono per il suicidio assistito. Diverse Regioni italiane hanno promosso progetti di legge incostituzionali per legalizzarlo… 

Lo hanno fatto consapevolmente. Con un piano preciso. Insieme alla Corte costituzionale, i progetti della lobby radicale intendono forzare il Parlamento a legiferare.

E oggi il piano dei radicali sta per compiersi.

Il Parlamento è a un passo dal cedere.

Nel pieno dell’estate, mentre l’Italia si appresta ad andare in vacanza, potrebbero approvare una legge che stravolgerebbe il modo in cui trattiamo i fragili e come definiamo la nostra società.

Una legge che non si limita a depenalizzare, ma legittima e normalizza l’idea che la morte sia una risposta accettabile alla sofferenza.

Sta accadendo adesso: è la deriva più pericolosa degli ultimi anni. Fermiamola prima che sia troppo tardi.

Nessuno ne parla ancora. Ma noi sappiamo cosa significa davvero.

Sappiamo che nei pochi Paesi (solo 14 su 194 nel mondo), dove la morte è stata legalizzata, la realtà è diventata una tragedia sistematica:

  • Disabili, depressi, anziani soli che ricevono offerte di morte invece di sostegno;
  • Malati a cui vengono negate cure salvavita, ma viene offerta l’eutanasia come “alternativa economica”;
  • Giovani traumatizzati che scelgono di morire perché nessuno li ha aiutati a vivere.

Ora vogliono che tutto questo arrivi anche da noi e Pro Vita & Famiglia è già in azione. Non ci fermeremo!

Puoi donare ora con bonifico o bollettino postale usando i dati in fondo alla mail

Mentre molti vanno in vacanza, alcuni ne vorrebbero approfittare per far passare una legge disumana, nel silenzio.

Sperano che d’estate nessuno se ne accorga. Che l’opinione pubblica sia distratta. Che nessuno reagisca.

Davvero possiamo restare a guardare mentre accade una cosa del genere?

La vita delle persone fragili non va in ferie. La dignità umana non si sospende a luglio o ad agosto.

Per questo, abbiamo deciso di agire ora.

Abbiamo preparato un piano chiaro, concreto, incisivo:

  • Il 14 luglio lanceremo una grande campagna nazionale di affissioni, per smascherare la retorica del “diritto a morire”;
  • Il 17 luglio terremo una conferenza stampa pubblica, “Fermate la Legge, non fermate la Vita!”, di fronte al Parlamento, per mostrare che chi soffre ha bisogno di cura, non di morte;
  • A Roma e Milano i nostri camion vela attraverseranno le strade con messaggi forti e diretti, parlando a cittadini, famiglie, politici e media.
  • Incontreremo Senatori per convincerli che oggi la priorità sono le cure, non la morte facile.

Stiamo lavorando duramente. Ogni elemento è stato studiato con precisione. Ogni giorno conta.

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Ma proprio ora, nel momento decisivo, ci scontriamo con un ostacolo enorme.

Le risorse scarseggiano. E il rischio è gravissimo.

Il nostro Direttore Amministrativo ci ha appena comunicato che siamo in rosso.

Siamo pronti a dare tutto. Ma la realtà dei numeri ci mette davanti a una verità scomoda: non abbiamo i fondi sufficienti per coprire questa campagna.

Senza un aiuto immediato, saremo costretti a tagliare o rinunciare a parte delle azioni pianificate.

E questo, proprio mentre stanno cercando di far passare una legge che legittima il suicidio come scelta “normale” anzi “auspicabile” per chi si sente di peso. Devastante!

Circolo, serve il tuo aiuto.

Siamo pronti ad agire, ma senza le risorse rischiamo di dover rinunciare proprio quando la battaglia si fa più dura. Non lasciamo passare questa legge nel silenzio.

 

In questi minuti hai letto cose gravi. Vere.

Ti abbiamo parlato di una legge che rischia di aprire le porte alla cultura della morte in Italia.

Ti abbiamo raccontato il nostro piano: coraggioso, concreto, già in marcia.

E ti abbiamo detto la verità: se consideriamo le spese già previste per la nostra organizzazione, non abbiamo abbastanza risorse per portare avanti il piano fino in fondo.

Ora questa responsabilità è anche nelle tue mani.

Non ti chiediamo di fare tutto. Ti chiediamo solo di non restare indifferente.

Davanti alla verità, ogni coscienza ha il diritto – e il dovere – di rispondere.

Tu puoi essere quella risposta.

Con un gesto concreto. Subito.

Grazie.

Avanti tutta in difesa dei fragili, dei malati e degli anziani!

Antonio Brandi
Presidente Pro Vita & Famiglia
P.S. Il Parlamento potrebbe votare tra pochi giorni. Ogni ora è preziosa. Il momento è ora.

Papà arrestato per aver detto NO alla transizione della figlia. Succederà anche qui?

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di Antonio Brandi

Ciao Circolo,
se dicessi in pubblico che:

  • un bambino nasce solo da un padre e da una madre;
  • l’utero in affitto è una pratica disumana;
  • un uomo non può essere una donna, anche se si cambia i suoi connotati;
  • i bambini non vanno spinti a “cambiare sesso”;
  • la famiglia è una realtà naturale (uomo e donna), non un’opinione, e che sono contrario al matrimonio e alle adozioni gay;
  • la dottrina cattolica condanna l’atto dell’omosessualità ma non la persona che lo compie e considera l’ideologia gender “uno sbaglio della mente umana”…

… potrei essere accusato di “incitamento all’odio”?

Sembra folle, lo so, ma è la domanda che mi sono posto dopo aver letto l’ultima preoccupante proposta della Commissione Europea: la Strategia LGBTQ 2026-2030, voluta dalla presidente Ursula von der Leyen.

Una strategia che rischia di trasformarsi in un progetto ideologico di rieducazione socialein cui chi non si adegua rischia di essere emarginato, censurato, persino punito.

Per questo ti scrivo con urgenza oggi, per chiederti di unirti a me e alzare la voce insieme.

Se anche tu pensi che la libertà di opinione, di espressione e di religione non possa dipendere dall’agenda ideologica del momento, allora non puoi restare in silenzio. Firma ora per dire NO all’imposizione ideologica di Bruxelles e della von der Leyen.

Ecco cosa vorrebbero approvare tramite questa strategia nei prossimi quattro anni: 

  • L’inserimento dell’ideologia gender e dell’agenda LGBTQ (tra cui matrimonio e adozioni gay) in tutte le politiche pubbliche europee – dalla scuola alla sanità, dai media alla cultura.
  • Il divieto di quelle che loro chiamano “terapia di conversione”, ovvero qualunque forma di aiuto per chi soffre di una disforia di genere, cioè un disagio psicologico causato dal non riconoscersi nel proprio sesso biologico.
  • L’uso di fondi europei per finanziare solo chi promuove l’agenda LGBTQ, mentre chi difende la famiglia, la vita o la fede non riceverà nulla e verrà escluso da ogni confronto.
  • E – ancora più grave – l’estensione del concetto di “crimine d’odio”, con il serio rischio che chi difende la famiglia o afferma semplici verità biologiche venga perseguito.

Non è la prima volta che ci provano, Circolo.

In Italia lo abbiamo già visto con il DDL Zan.

Quel disegno di legge voleva punire penalmente chi diceva che un bambino ha diritto a una mamma e un papà, o che l’identità sessuale non è un’opinione.

Grazie alla mobilitazione di migliaia di cittadini, è stato fermato.

Ma ora lo stesso progetto arriva da Bruxelles, con più potere, più soldi e meno limiti.

Aiutami a fermarlo!

Chiediamo con forza alle istituzioni europee – alla Commissione, ai Commissari, al Parlamento e al Consiglio – di bloccare questa pericolosa strategia e difendere la libertà di espressione, di opinione e di religione dei cittadini europei.

La cosa che deve preoccuparci fortemente è l’ambiguo concetto di “crimine d’odio”, appositamente non definito.

E senza confini certi, tutto può diventare odiouna predica, un versetto della Bibbia, l’obiezione di un padre o di una madre.

E questo è già accaduto:

  • In Finlandia, la parlamentare cristiana Päivi Räsänen è sotto processo per aver citato le lettere di San Paolo.
  • In Irlanda, un sacerdote è stato arrestato mentre leggeva la Bibbia in strada.
  • Robert Hoogland, un papà del Canada, è finito in carcere per essersi opposto alla transizione della figlia.
  • Negli Stati Uniti, i coniugi Cox hanno perso la custodia della loro figlia per aver rifiutato – per motivi religiosi – il “cambio di sesso”.

Se non fermiamo questa strategia ora, casi di questo genere si moltiplicheranno in tutta Europa, e nelle peggiori delle ipotesi, anche in Italia…

Firma ora contro la Strategia LGBTIQ 2030.

Spero che anche tu, Circolo, come me, non voglia vivere in un’Europa che minaccia la nostra libertà.

Un’Europa in cui dire che un bambino ha diritto a una mamma e a un papà può portarti a essere accusato di “crimini d’odio”.

Un’Europa in cui chi afferma che un uomo non potrà mai essere una donna viene bollato come omofobo.

Un’Europa in cui i nostri figli e nipoti vengono trattati da cavie per esperimenti ideologici nelle scuole.

Un’Europa in cui chi professa una verità scientifica, una fede religiosa, o semplicemente il buon senso… viene guardato come un pericoloso estremista.

Per un’Europa libera, vera, umana… agisci ora, firma adesso la petizione e alza con me la tua voce per dire NO a tutto questo!

Avanti tutta, per la libertà!

Antonio Brandi
Presidente Pro Vita & Famiglia

P.S. La Strategia LGBTIQ 2030 è in fase di approvazione… Ora cercano solo conferme. Facciamo sentire il nostro dissenso: firma ora e condividi la petizione con almeno 10 dei tuoi contatti Whatsapp.




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Scuola: identità alias e bagni neutri nel contratto collettivo per i professori. Governo mantenga le promesse elettorali

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Segnalazione Pro Vita & Famiglia

«E’ un atto profondamente ideologico e molto grave l’istituzionalizzazione della carriera alias per i professori nelle scuole, sancita dal recente CCNL, firmato dal Governo, ed elogiato dal Ministro Valditara. Centinaia di migliaia di genitori hanno votato questa maggioranza per l’impegno preso in campagna elettorale contro l’indottrinamento gender, mentre ora in ambito scolastico l’Esecutivo sta facendo delle aperture che ci saremmo aspettati solo da un Governo di sinistra radicale. Chiediamo l’immediato ritiro di questa norma profondamente ideologica. La carriera alias non è altro che l’identità di genere auto-percepita, che fu la ragione principale per l’affossamento del DDL Zan e non ha né fondamento scientifico né fondamento giuridico! Nel contratto in questione, infatti, si legge che tale identità alias sarà possibile per chi “ha intrapreso il percorso di transizione di genere. Intrapreso non significa concluso, questo significa che chiunque si percepisca come tale e sia anche solamente all’inizio della transizione di genere possa chiedere e ottenere la Carriera Alias? Inoltre, chi ne farà richiesta avrà diritto ai bagni neutri e a frequentare spogliatoi del sesso auto percepito e al loro nome di “elezione” per spazi comuni e sul cartellino di riconoscimento, nonostante che tale identità auto percepita non varrà per le buste paga, la matricola, gli atti del lavoratore e i provvedimenti disciplinari? La confusione più totale che si abbatterà sulla scuola italiana, una scuola che ha ben altri problemi essendo al 36° posto su 57 Paesi dell’OCSE come qualità delle istituzioni e preparazione dei nostri giovani. Come verrà spiegato agli alunni il “nome di elezione” dei propri docenti? Cosa succederà se un collega o alunno si rifiuterà di chiamare con l’alias un insegnante? Sarà passibile di provvedimento disciplinare, sarà tacciato di omotransfobia? Tutto ciò avrà pesanti ricadute sul benessere degli studenti delle scuole di ogni ordine e grado. Il passo dalla carriera alias per gli insegnanti all’istituzionalizzazione di quella per studenti sarà breve e il Governo Meloni deve urgentemente prendere le misure necessarie per bloccare questa assurdità che sconfessa le promesse elettorali». Così Antonio Brandi, presidente di Pro Vita & Famiglia.

 

STOP GENDER A SCUOLA – FIRMA QUI!

Ultra abortisti SCONFITTI

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Segnalazione di Antonio Brandi

E’ stata dura, durissima, ma ce l’abbiamo fatta.

Sono state settimane di fuoco, con attacchi feroci da parte della politica, dei media, dei collettivi radicali, dei centri sociali e dei gruppi ultra-femministi.

A Torino hanno fatto di tutto per rimuovere i nostri manifesti per la Vita (come successo a Roma), ma ne sono usciti con le ossa rotte.

Il Partito Democratico aveva già avviato la procedura per la censura amministrativa, ma era necessario il via libera dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria (IAP).

Doccia fredda: lo IAP ha risposto che i nostri manifesti sono tutelati dal diritto di opinione ed espressione e non contengono messaggi violenti, offensivi o discriminatori.

La propaganda femminista e ultra-abortista che ci ha infangato per settimane è stata clamorosamente smentita… e sconfitta!

Abbiamo combattuto, abbiamo resistito, abbiamo vinto.

Sì, abbiamo vinto una battaglia, ma la guerra è ancora lunga.

La sinistra continua a lavorare per mettere fuori legge chiunque dica la verità sull’aborto e difenda la sacralità della Vita, cioè me e te.

Per continuare a combattere, a resistere agli attacchi e difendere la vita dei bimbi nel grembo delle loro mamme ho bisogno di tutto l’aiuto possibile.

Sanremo: ecco l’ospite ‘Gender’

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Segnalazione di Toni Brandi

“Sono una madre di 3 figli che segue Sanremo, ho letto che quest’anno salirà sul palco un uomo travestito da donna… non lo conosco e volevo sapere da voi se è un modo per diffondere l’ideologia Gender e Lgbt. Voglio proteggere i miei figli! Grazie, Maria S.

Sì, visti i precedenti c’è il reale pericolo che il Festival di Sanremo si trasformi nell’ennesima occasione per fare propaganda ideologica Gender e LGBT, approfittando della presenza davanti alla tv di milioni di famiglie coi loro bambini.

Rcordi quando i cantanti mostrarono il nastro arcobaleno per sostenere il Ddl Cirinnà sulle unioni civili e i baci gay di Achille Lauro? Per non parlare della blasfema sceneggiata di Fiorello con la ‘corona di spine’!

Amadeus ha invitato sul palco l’attore Gianluca Gori, che si traveste da donna per interpretare “Drusilla Foer”, una signora di terza età dal fare aristocratico un po’ snob.

Una performance artistica contro cui – sia chiaro – non abbiamo nulla: viva lo spettacolo, viva l’arte (ma nei limiti della decenza…).

Ecco il pericolo:

Gianluca Gori ha già “usato” il personaggio di Drusilla Foer per promuovere e sostenere le battaglie LGBT come ‘matrimoni’ e adozioni gay e il Ddl Zan, che voleva mettere a tacere Pro Vita & Famiglia e che il Pd vuole rilanciare nel 2022.

Quindi, il pericolo che Sanremo 2022 si trasformi nell’ennesimo escamotage per diffondere messaggi politici ideologici e dannosi è REALE.

Perciò ti chiedo di firmare: Sanremo non si trasformi, ancora, in un megafono pro Gender e LGBT [firma ora cliccando qui]

Zan e compagnia te la stanno facendo pagare…Reagisci!

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Segnalazione di Antonio Brandi Pro Vita & Famiglia

hai appena dato un sacco di soldi agli stessi che vogliono tapparti la bocca e rieducare i tuoi figli. Non è fantasia. Dopo la grande vittoria contro il DDL Zan, sembrerebbe che Zan e compagnia vogliano fartela pagare…

– Il Dipartimento per le Pari opportunità della presidenza del Consiglio, tramite l’Unar, ha inondato di soldi dei contribuenti (cioè anche tuoi) le associazioni LGBTQIA: ha infatti assegnato 4 milioni di finanziamenti per la costituzione di centri contro le discriminazioni motivate da orientamento sessuale e identità di genere. Tra i 37 centri LGBTQIA finanziati, troviamo anche centomila euro destinati al Circolo Mieli (sì, quello dedicato a Mario Mieli, un personaggio che nei suoi scritti promuove persino la pedofilia).

– Hanno inserito quasi di nascosto un emendamento nel Decreto legge Infrastrutture e trasporti n. 121/2021, ora approvato definitivamente, vietando qualsiasi forma di pubblicità sulle strade interpretabile come “discriminatoria con riferimento all’orientamento sessuale o all’identità di genere”. Sappiamo bene cosa significa: in pratica non si potrà affiggere un manifesto che dice che i bambini sono maschi e le bambine femmine, o che due uomini non fanno una madre…

– L’assalto LGBTQIA è continuato anche a livello regionale: è stata presentata lo scorso 3 novembre, in seno al consiglio regionale della Puglia, una nuova proposta di legge contro l’omotransfobia che si basa su quella “identità di genere” tanto cara al DDL Zan.

– Pure la scuola è sempre di più terreno di scontro: lo stesso Onorevole Zan già nel mese di ottobre è intervenuto personalmente al liceo Cannizzaro di Palermo, dove senza alcun contraddittorio ha tenuto un incontro sul gender. Il medesimo Alessandro Zan si è recato qualche giorno fa a Oristano, dove ha indottrinato più di 250 studenti del liceo classico “De Castro”. Anche altrove l’infiltrazione gender è continuata: ad esempio, l’ennesimo istituto scolastico, questa volta al liceo Scacchi di Bari, ha adottato la “carriera Alias” (cioè “trans*”), col fine di facilitare la “transizione di genere” degli studenti…

Non possiamo stare a guardare… dobbiamo reagire!

A proposito della norma liberticida nel Decreto Infrastrutture che vieta la pubblicità contro il gender e l’ideologia LGBTQIA, abbiamo lanciato una petizione che invieremo al Ministro per le Pari Opportunità, al Ministro delle Infrastrutture e al Ministro della Giustizia: dobbiamo evitare che emanino il decreto attuativo che imbavaglierebbe le affissioni anti-gender. Stiamo pure studiano le diverse azioni legali possibili contro l’imminente censura.

Contro le leggi anti omotransfobia a livello regionale, stiamo monitorando tutto il territorio e interverremo a livello istituzionale conrichieste di audizione e azioni di sostegno ai consiglieri regionali pro famiglia. Per quanto riguarda l’ambito della scuola, potenzieremo la reazione ad ogni segnalazione di progetti gender nelle scuole (risponderemo con comunicati stampa, petizioni, azioni contro i dirigenti scolastici che permettono l’indottrinamento LGBTQIA, segnalazioni al Miur, diffide e azioni di sostegno ai genitori coinvolti) e organizzeremo un grande evento online dedicato ai genitori, per dare loro le armi necessarie a opporsi ad ogni progetto o iniziativa gender introdotta nelle scuole dei loro figli.

Aiutaci a difendere il territorio conquistato dopo il blocco del DDL Zan! Dona 50 euro, 35 euro o qualsiasi altra somma

Grazie ai suoi sostenitori, Pro Vita & Famiglia ha ottenuto risultati incredibili: è stata la prima voce contro un disegno di legge ideologico e liberticida, che intendeva indottrinare i bambini delle scuole di ogni ordine e grado all’ideologia gender…

Dopo aver realizzato oltre cento manifestazioni di popolo, affissioni, petizioni, convegni, un documentario, campagne social, interventi in televisione e interviste sui giornali, azioni di informazione destinate ai parlamentari, interventi presso la Commissione Giustizia, dopo aver ottenuto dalla Congregazione per la Dottrina della Fede una chiara condanna del DDL Zan e aver promosso un sit-in e una conferenza stampa davanti al Senato durante le votazioni, Pro Vita & Famiglia è stata riconosciuta come la forza extra-parlamentare principale che ha contribuito alla vittoria contro il DDL Zan…

Pro Vita & Famiglia è riconosciuta come una delle principali forze a difesa della famiglia contro l’ideologia di genere anche a livello internazionale: persino una delle “madri” dell’ideologia del gender, Judith Butler, in un articolo recente su The Guardian, ci menzionava tra le forze anti-gender (che onore!).

Ma tutto questo non è merito nostro… è merito di persone come te che sostengono le iniziative di Pro Vita & Famiglia!

Un altro Stato legalizzerà l’omicidio dei bambini?

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Segnalazione di Antonio Brandi

il tempo stringe: il progetto di legge sul suicidio assistito in discussione alla Camera sarà tra poco in aula; sul fronte della vita prenatale, tra pochissimi giorni si terrà il referendum sull’aborto a San Marino per decidere o meno di legalizzarlo. Qui sono in ballo le vite di decine di migliaia di bambini nel grembo materno. In entrambi i casi, Pro Vita & Famiglia è in prima linea.

Immagina per un momento se in Italia non ci fosse stata la legge sull’aborto: immagina che i bambini in grembo fossero protetti ma che proprio ora si chiedesse al popolo di legalizzare la loro uccisione… cosa faresti? Quanto ti impegneresti nella lotta? Ecco, questa è la situazione a San Marino, e noi siamo lì.

Come annunciato, poco prima del giorno fissato per il referendum sulla legalizzazione dell’aborto, abbiamo “circondato” lo Stato fortificato di San Marino, dispiegando camion raffiguranti l’influencer Anna Bonetti e il messaggio: “Il corpo di mio figlio non è il mio corpo. Sopprimerlo non è la mia scelta. #StopAborto”

Qualche giorno fa il presidente Brandi ti ha detto dei molteplici fronti sui quali Pro Vita & Famiglia è impegnata (ho inoltrato la sua e-mail che puoi leggere sotto): si va dall’aborto, al suicidio e all’eutanasia, dalla ipersessualizzazione dei minori all’utero in affitto e la battaglia contro il ddl Zan.

Continua la campagna contro la sessualizzazione dei minori sui media: il docufilm (sconvolgente!) sull’azione di Don Fortunato e Meter contro la pedofilia e la pedopornografia è stato visto da decine di migliaia di persone; le maxi-affissioni di sensibilizzazione continuano a Milano e a Roma. È imminente, inoltre, il lancio della campagna per tutelare il diritto alla vita contro le derive del progetto di legge per incentivare il suicidio dei malati e contro il referendum sull’eutanasia (che in realtà è un referendum per legalizzare il massacro)…

Circolo Cattolico, tu puoi agire in prima persona per proteggere i bambini dall’ipersessualizzazione e la pedofilia, i bambini non nati dall’aborto, e la vita di tutte le persone fragili dall’eutanasia e dal suicidio di Stato.

Non immaginavo che, subito dopo le ferie estive, avremmo dovuto lottare su così tanti fronti…

Davvero! Ecco una lista delle attività appena realizzate e delle sfide che ci attendono…

– Abbiamo depositato una denuncia per il reato di pubblicizzazione dell’utero in affitto (art. 12 c. 6, L 40/2004), vergognosamente realizzata sulla Rai1 durante il programma “Amore in quarantena”. La televisione pubblica aveva presentato il reato dell’utero in affitto come una pratica “meravigliosa” che aveva avverato il sogno di una coppia omosessuale di avere dei bambini. Non potevamo rimanere indifferenti e allora abbiamo attivato la Procura della Repubblica.

– È partita la nostra campagna “Piccole Vittime Invisibili”, contro l’ipersessualizzazione dei minori sui media. Dopo l’inaugurazione al Senato, abbiamo diffuso un docufilm sull’azione di Don Fortunato Di Noto contro la pedofilia e la pedopornografia, e per diffondere il numero verde di assistenza delle piccole vittime. È ancora in corso poi una campagna di maxi affissioni in tutta Italia per sensibilizzare la cittadinanza sui pericoli del web per i minori.

– La Repubblica di San Marino sarà protagonista di un referendum per la legalizzazione dell’aborto, che si terrà il 26 settembre. A San Marino l’aborto è ancora illegale. Se il quesito referendario fosse approvato, sarà possibile abortire praticamente fino al nono mese! Non solo sarebbe un disastro per il piccolo Stato e per i bambini nel grembo ma sarebbe, sul piano simbolico e culturale, una enorme sconfitta per il fronte pro vita in tutta la penisola. Un nostro rappresentante (Maria Rachele) era presente all’inaugurazione della campagna referendaria per il NO.

– Le forze pro morte hanno lanciato un’enorme offensiva: un progetto di legge in discussione alla Camera per legalizzare il suicidio assistito e un referendum che vuole abrogare il reato di omicidio del consenziente per arrivare all’eutanasia “su richiesta” per tutti.

– Continua il nostro tour di sensibilizzazione contro il ddl Zan: in diverse città abbiamo srotolato la bandiera #RestiamoLiberi di 600 mq, organizzando contemporaneamente banchetti informativi, camion-vela e manifestazioni di protesta anche durante le vacanze. L’11 settembre ciò è avvenuto a Como. Grazie a Dio, le discussioni sul ddl Zan sono state rinviate a dopo le elezioni amministrative.

Circolo Cattolico, il lavoro da fare è incredibile: gli attacchi alla vita e alla famiglia provengono da ogni lato e Pro Vita & Famiglia sta mettendo tutte le sue forze in campo… ma rischiamo davvero di non farcela più senza una mano, senza il tuo prezioso aiuto!

A San Marino, Pro Vita & Famiglia sta sostenendo la campagna contro la legalizzazione: siamo già intervenuti in convegni e – tra poco – intendiamo circondare la “Serenissima Repubblica” con camion vela per sensibilizzare la popolazione, spesso disinformata riguardo l’aborto, che non è che un omicidio.

Sul fronte del suicidio assistito e dell’eutanasia, stiamo preparando una campagna di sensibilizzazione nazionale, per svelare le assurdità dell’incentivazione statale del suicidio e del referendum pro eutanasia (sapevi che l’approvazione del quesito legalizzerebbe l’omicidio persino di una persona sana “consenziente”, anche se realizzato in modi orribili come la decapitazione e lo squartamento?)

Sul fronte della campagna contro la sessualizzazione dei minori sui media, già ripresa da diverse televisioni e dalla stampa, il docufilm contro la pedofilia andrà in onda su diverse emittenti televisive e faremo pressione sul Ministro dello sviluppo economico, consegnandogli la nostra petizione, affinché possa essere attuata la legge (che già c’è!) che obbliga gli operatori di comunicazione a pre-installare su tutti i telefoni sistemi di controllo parentale ovvero di filtro di contenuti inappropriati per i minori (potranno essere sbloccati solo da adulti). Continueremo a sensibilizzare sul territorio, mediante azioni nella scuola, a livello legislativo ed amministrativo, considerati tutti i mali che l’esposizione ad immagini e messaggi sessualizzati sta già causando da anni ai nostri figli.