E’ ancora oggi d’attualità mediatica la visita di Bergoglio in Svezia perché la portata dell’evento è storica: il compito iniziato prima del Concilio Vaticano II dai cosiddetti modernisti, come ad esempio Ernesto Bonaiuti, di protestantizzare la Chiesa è stato portato a compimento. Nel frattempo Norcia, simbolo dell’Europa cristiana, veniva devastata e crollava una delle Basiliche più importanti, intitolate a San Benedetto. La tradizione biblica e “La Summa Teologica” di S. Tommaso, in particolare, insegnano a guardare alle calamità naturali come a dei segni divini per i gravi peccati dell’uomo, affinché possa ravvedersi, senza fanatismi né beceri sciacallaggi sulle vittime ma semplicemente formulando ipotesi.
Quindi, osserviamo la singolare concomitanza tra i terremoti che hanno investito tutto quello che era lo stato Pontificio e la riabilitazione del “Porcus Saxoniae“, nell’ambito di un percorso che è stato lungo e non è finito, ma tutto in progressiva continuità teologica, da Roncalli alla dichiarazione comune di Bergoglio in Svezia. In tale dichiarazione congiunta del 31 Ottobre 2016 con la “vescovessa” protestante si dice: «facciamo appello a tutte le parrocchie e comunità luterane e cattoliche, perché siano coraggiose e creative, gioiose e piene di speranza nel loro impegno a continuare la grande avventura che ci aspetta. Piuttosto che i conflitti del passato, il dono divino dell’unità tra di noi guiderà la collaborazione e approfondirà la nostra solidarietà. Stringendoci nella fede a Cristo, pregando insieme, ascoltandoci a vicenda, vivendo l’amore di Cristo nelle nostre relazioni, noi, cattolici e luterani, ci apriamo alla potenza di Dio Uno e Trino. Radicati in Cristo e rendendo a Lui testimonianza, rinnoviamo la nostra determinazione ad essere fedeli araldi dell’amore infinito di Dio per tutta l’umanità».
Nella Bolla “Decet Romanum Pontificem” S.S. Leone X scomunicò Lutero: «…Ora viene solennemente dichiarato eretico, e così anche gli altri, qualunque sia la loro autorità e rango, che non hanno curato nulla della propria salvezza, ma pubblicamente e davanti gli occhi di tutti gli uomini diventano seguaci della perniciosa ed eretica setta di Martino, e coloro che hanno dato a lui apertamente e pubblicamente il loro aiuto, consiglio e favore, incoraggiandolo in mezzo a loro nella sua disobbedienza e ostinazione, o ostacolando la pubblicazione della nostra suddetta missiva: questi uomini sono incorsi nelle pene stabilite in tale missiva, e devono essere trattati legittimamente come eretici ed evitati da tutti fedeli cristiani, come dice l’Apostolo (…)».
Solennemente Papa Leone X concluse: «…Nessuno può, infrangere questa, o alcuna nostra decisione, scritto, dichiarazione, precetto, ingiunzione, assegnazione, volontà, decreto o avventatamente contravvenirli. Se qualcuno osa tentare una cosa del genere, sappia che incorrerà nella collera di Dio onnipotente e dei beati apostoli Pietro e Paolo. Noi abbiamo detto».
E’ evidente a tutti che esiste una enorme contraddizione, dalla quale dipendono due modelli ecclesiali diametralmente opposti e che implicano una scelta altrettanto netta per chi vuole conservare integra la Fede Cattolica: o con chi riabilita Lutero e le sue dottrine, in nome dell’unità nella diversità o con chi continua a ritenere Lutero e le sue dottrine eretiche e crede solo all’unità nella verità.