“LE GUERRE DI RELIGIONE. L’eresia contro la pace di Cristo e il regno di Cristo”

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Segnalazione del Centro Studi Federici

A cura di don Francesco Ricossa

“LE GUERRE DI RELIGIONE. L’eresia contro la pace di Cristo e il regno di Cristo”, Modena, 15/10/2016
 
“ ‘Dare la vita per la difesa della fede’: dalle guerre di religione alla pace di Westfalia”:
 
“Umanisti, razionalisti, illuministi contro Cristo e la Sua Chiesa. Il dibattito sulla tolleranza nel quadro delle guerre di religione”:
 
“I modernisti al seguito degli Illuministi: la vera e la falsa pace”:
 

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Pio IX e la vittoria di Mentana

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reduci_mentanaSegnalazione del Centro Studi Federici

Ricordiamo la vittoria dell’esercito pontificio nella campagna dell’Agro Romano, culminata con la battaglia di Mentana del 3 novembre 1867, con un documento del Papa Re Pio IX.
 
Breve “Ex quo infensissimi”
 
Il Papa Pio IX. A futura memoria.
Da quando i funesti nemici del nome cattolico, per cancellarlo del tutto (se fosse possibile) hanno osato far vacillare il principato civile della Santa Sede, cui sottrassero floride province lasciandone a Noi solo alcune perché esercitassimo il potere civile entro angusti confini e non senza difficoltà dell’erario, uomini perfidi non hanno mai rinunciato al proposito di occupare le altre Nostre province e d’invadere perfino questa alma Urbe nella quale, per divina volontà, si è stabilita la Sede Apostolica, fondamento della religione, maestra della fede, rocca e baluardo della verità cattolica. 
Da qui le macchinazioni e le frodi, da qui l’aperta violenza usata recentemente, quando cioè si accozzarono improvvisate masnade d’infima plebe, prontissime ad ogni misfatto, che si inoltrarono nelle nostre province per alzare la bandiera della ribellione: col terrore, con le rapine e con ogni sacrilega scelleratezza portarono la desolazione nei villaggi, nei paesi, nelle città senza però riuscire ad allontanare le popolazioni dalla debita fede, dall’ossequio verso di Noi e la Sede Apostolica. 
Orbene, in un così difficile frangente rifulse l’eccezionale valore dei Nostri soldati. Infatti, seguendo i loro comandanti, per nulla atterriti dall’asperità del cammino e neppure affranti dalla lunghezza delle marce né svigoriti dalle fatiche, corsero alacri a rintuzzare l’impeto dei nemici. Dopo aver acceso la zuffa contro di essi, ed averla rinnovata in più luoghi, combatterono con tanto animo e coraggio che sconfissero e dispersero quelle schiere efferate e restituirono quiete e sicurezza ai borghigiani e ai cittadini.
Non molto tempo dopo, una banda in armi osò avvicinarsi alle mura di Roma per tentare un assalto allo scopo di sfogare il trattenuto furore con gli incendi, col saccheggio delle case, con la distruzione dei templi e col sangue degli onesti cittadini, non appena dai complici della loro ribalderia (che si erano furtivamente introdotti in città e avevano preparato nuovi strumenti di morte) fosse dato il segnale della congiura. 
Ma i Nostri soldati non mancarono al loro dovere; scoperte le insidie, infatti, resero vana la perfidia dei congiurati e avendo sgominata e uccisa una parte di essi e un’altra parte gettata in carcere, salvarono questa sede della religione, questa dimora delle arti belle dall’imminente sterminio.
Alla milizia Nostra poi si presentò un’altra occasione di mettere in luce il proprio valore. Un’accozzaglia di armati, raccolti ovunque nella vicina provincia Sabina, aveva occupato Monterotondo; ivi commise molte azioni indegne e, accesa di sfrenata cupidigia, meditava una nuova aggressione contro Roma; senonché contro il nemico furono inviate truppe Nostre e truppe ausiliarie Francesi, per assalirlo. 
Esse, ingaggiata battaglia presso Mentana, diedero prova di tanta forza, ardore e costanza nel combattere che domarono e sbaragliarono quella colluvie di predoni benché superiore di numero. Ne ferirono e uccisero molti; ne condussero nelle prigioni tanti altri, e misero in fuga i rimanenti con il loro audacissimo condottiero, riportando quindi una splendida vittoria. Le schiere vincitrici poi, rientrate in Roma, ebbero una trionfale accoglienza: la cittadinanza andò loro incontro, e con grida e con applausi festeggiò la bella impresa di quei valorosissimi uomini. 
Ma affinché il ricordo di questa vittoria che non senza l’aiuto di Dio è stata ottenuta, e ovunque è stata celebrata e lodata, possa perpetuarsi in tutte le età, abbiamo fatto coniare un fregio d’argento in forma di croce ottagonale, nelle cui estremità sia scritto Pius PP. IX. An. MDCCCLXVII. Al centro vi sia una medaglietta la quale nel dritto rechi gli emblemi della dignità pontificia con la scritta Fidei et Virtuti, e nel rovescio abbia la croce con la scritta Hinc Victoria. 
A tutti e singoli i soldati presenti del Nostro esercito concediamo di portare questo fregio d’argento nel lato sinistro del petto, sospeso ad un nastro di seta bianca distinto con cinque righe celesti; e per maggiore compenso dell’impresa concediamo agli stessi che sia loro sottratto un anno dal tempo stabilito per ottenere paghe più alte e per ottenere altri benefici secondo le regole militari.
Inoltre facciamo dono dello stesso fregio d’argento, da portare alla sinistra del petto, a tutti e singoli i soldati dell’esercito Francese che presso Mentana combatterono al fianco delle Nostre truppe contro le torme ostili. 
Infine, affinché quei valorosi che offersero il sangue e la vita per difendere i Nostri diritti e per scacciare da Roma il furore degli empi, ricevano da Noi una solenne proclamazione di valore e di lode, con questa lettera pubblichiamo e dichiariamo che essi hanno acquisito grandi meriti presso di Noi, presso l’Apostolica Sede e il mondo Cattolico: proclamazione di cui nulla è più onorifico, più glorioso, più idoneo a rendere immortale il loro nome.
 
Dato a Roma, presso San Pietro, sotto l’anello del Pescatore, il 14 novembre 1867, anno ventiduesimo del Nostro Pontificato.
 

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Atto vandalico alla basilica della Trasfigurazione sul Monte Tabor

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tabor1-2Segnalazione del Centro Studi Federici
Il 24/10/2016 dei vandali hanno colpito la basilica della Trasfigurazione sul Monte Tabor. Non vi è stata nessuna rivendicazione, la Custodia di Terra Santa e il Patriarcato Latino di Gerusalemme parlano di delinquenza comune, anche se l’atto è avvenuto al termine dei festeggiamenti per il Sukkot.
 
Sui ripetuti atti contro chiese ed edifici cattolici in Terra Santa da parte di gruppi ebraici avvenuti negli ultimi anni:
 

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Gorla, 20 ottobre 1944: 184 bambini assassinati dagli americani

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Risultati immagini per GorlaSegnalazione del Centro Studi Federici

 
 

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Aleppo città martire

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aleppo_bombeSegnalazione del Centro Studi Federici

Aleppo città martire, di Nabil Antaki (medico, direttore di un ospedale aleppino, membro laico dei Maristi blu) Aleppo, 30 settembre 2016.
 
“I cristiani di Aleppo hanno vissuto da sempre nei quartieri del centro città e della zona occidentale. In quattro anni di guerra, tre quarti di loro hanno preso il cammino dell’esodo. Attualmente ne restano circa quarantamila, e i bombardamenti degli ultimi giorni li hanno colpiti deliberatamente”
 
Nonostante la guerra fosse iniziata in Siria nel marzo del 2011, essa effettivamente si propagò in Aleppo nel luglio 2012, quando i «ribelli» armati occuparono alcuni quartieri della zona est, provocando lo sfollamento di cinquecentomila abitanti che non volevano vivere sotto il controllo degli islamisti. Da quel momento, la città è divisa in due parti: la zona est, con il 25% della superficie totale, dove vivono oggi duecentomila abitanti, mentre il resto ha cercato rifugio nella zona occidentale, sotto la protezione dello Stato siriano, che comprende il 75% del territorio complessivo ed è abitata da un milione e mezzo di abitanti.
 
Dal 2012, i ribelli islamisti lanciano quotidianamente proiettili di mortaio e bombole di gas, riempite di chiodi ed esplosivo, sui quartieri ovest di Aleppo, causando morti e feriti gravi. Due anni fa, hanno anche interrotto l’approvvigionamento idrico (le autorità cittadine hanno fatto scavare trecento pozzi in pieno centro per sostituire l’acqua corrente.) e l’alimentazione elettrica, e più volte hanno imposto blocchi per impedire il rifornimento di derrate alimentari, oli combustibili e altri generi di prima necessità, con conseguenze gravissime.

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Il sostegno delle Confraternite ai romani durante l’invasione napoleonica

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pinelliSegnalazione del Centro Studi Federici

Sul finire del ‘700 spoliazioni, anticlericalismo e malgoverno da parte dei francesi esasperarono il popolo, che trovò conforto spirituale e materiale presso queste associazioni
In oltre settecento anni di storia, dal 1260 ad oggi, le Confraternite hanno lasciato a Roma segni indelebili della loro esistenza ed attività in campo religioso, sociale, economico e culturale. Sono numerosi gli edifici del centro storico – veri e propri gioielli artistici – eretti dalle Confraternite per l’esercizio di opere di culto, carità ed assistenza, spirituale e materiale. (…)
Furono gli anni, infatti, dell’invasione delle truppe agli ordini del generale Napoleone che, su impeto della Rivoluzione Francese del 1789, ebbe la presunzione di voler imporre gli “immortali principi” anche al di là delle Alpi.
Calati giù per lo Stivale come moderni barbari, ostili alla fede cattolica, i soldati francesi bussarono fragorosamente alle porte dei territori della Chiesa. Nel 1796 inflissero alla Santa Sede un umiliante armistizio – firmato a Bologna il 23 giugno – che stabiliva il pagamento entro tre mesi di un tributo esorbitante (il cui pagamento esaurì le casse statali) e la consegna di cento opere d’arte e di cinquecento manoscritti.
Vilipesa ed economicamente depredata, la Santa Sede provò la strada delle trattative di pace con Parigi, che fu però vana, costringendo Papa Pio VI a rompere l’armistizio. Napoleone dichiarò allora guerra, penetrò nello Stato Pontificio e il culmine della sua aggressione si consumò a Loreto, dove fu saccheggiato il Santuario.
Sul finire del 1797 gruppi di fiancheggiatori dell’occupante straniero si erano organizzati in associazioni segrete anche a Roma, con l’intento di sobillare le masse soffiando sul fuoco del diffuso malcontento delle classi meno agiate (dovuto alla crisi economica seguita all’imposizione francese) e delle minoranze religiose.

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Finanza speculativa e tosatura dei risparmi

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arton35941-1Segnalazione del Centro Studi Federici

Una tosatura dei risparmi per salvare il sistema finanziario
 
La Banca centrale europea nei guai a causa del falso stress test su Deutsche Bank
 
E’ tutto truccato. Il sistema finanziario è marcio e rischiamo di essere sull’orlo di un suo nuovo collasso. La conferma viene dalle rivelazione del Financial Times di martedì 11 ottobre. Il quotidiano inglese ha infatti rivelato che nel corso degli ultimi stress test la Banca centrale europea (Bce) ha concesso a Deutsche Bank di inserire nel suo bilancio 4 miliardi di dollari dovuti alla vendita della sua partecipazione nella banca cinese Hua Xia. Si tratta di una transazione che a tutt’oggi non è stata ancora conclusa. Il trattamento speciale concesso a Deutsche Bank, che è esplicitato in una nota a piè di pagina degli stessi stress test, non è stato accordato alle altre 49 banche, alcune delle quali avevano concordati affari simili che però non erano stati completati entro la fine del 2015. Questo trucco ha rassicurato investitori sempre più inquieti sull’adeguatezza dei mezzi propri di Deutsche Bank. Insomma, a beneficio dei puristi, è servito per fornire informazioni false e per distorcere l’andamento sia delle azioni sia delle obbligazioni emesse dal principale istituto germanico.

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Ciak, si gira: i video di Al Qaeda

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Segnalazione del Centro Studi Federici

Quei filmati di Al Qaeda? Li faceva il Pentagono, di Marcello Foa
 
I video di Al Qaeda? Così falsi da sembrare veri e commissionati non da Bin Laden, ma dal Pentagono, per il tramite dell’agenzia di PR britannica Bell Pottinger che per almeno cinque anni ha lavorato in Iraq su mandato del Dipartimento della difesa americano ottenendo un compenso di oltre 100 milioni di dollari all’anno. Totale: 540 milioni di dollari, una cifra esorbitante. Sì, sì, avete letto bene: certi filmati di Al Qaeda erano “made in USA”. A rivelarlo è il Bureau of Investigative Journalism in un’ottima inchiesta appena pubblicata sul web, incentrata sulla testimonianza di un video editor, Martin Wells, che quei filmati li ha fatti in prima persona, e riscontri nei documenti ufficiali.
 
La storia è intrigante, quasi da film. Siamo a Londra. Wells, un video operatore free lance, nel maggio del 2006 viene contattato con la prospettiva di un contratto in Medio Oriente e al primo colloquio si accorge che il committente è molto particolare. Non è la solita società di produzione ma l’ambiente in cui viene accolto è militare; anzi di intelligence militare. Viene scortato da guardie armate all’ultimo piano di un palazzo. Il colloquio è breve e gli comunicano subito l’assunzione perché hanno fatto delle verifiche sul suo conto e lo hanno trovato «pulito». Tempo 48 ore e si trova a Baghdad in una base ultraprotetta, una centrale dove vengono pianificate operazioni di guerra psicologica, in gergo le psyops, alcune delle quali tradizionali. “Dovevamo produrre filmati “bianchi” ovvero nei quali la fonte era dichiarata, tendenzialmente si trattava di spot contro Al Qaeda”, spiega Wells.

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C.S. Federici: conferenza di Modena, pellegrinaggi, ordinazione sacerdotale di don Charbel Madi

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OLYMPUS DIGITAL CAMERASegnalazioni del Centro Studi Federici

15/10/2016, giornata per la regalità sociale di Cristo a Modena (si invita gli interessati al pranzo di iscriversi al più presto, grazie):
 
22/10/2016, pellegrinaggio al Sacro Monte di Oropa (BI):
 
22/10/2016, pellegrinaggio al santuario di San Luca (BO):
 
Foto dell’ordinazione di don Charbel Madi a Verrua Savoia (TO):

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7 OTTOBRE, ANNIVERSARIO DELLA BATTAGLIA DI LEPANTO

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batt_lepantoOGGI LA CHIESA FESTEGGIA LA MADONNA DEL ROSARIO, PER LA CUI INTERCESSIONE LE FLOTTE CRISTIANE SALVARONO L’EUROPA DALL’INVASIONE MUSULMANA NEL 1571. IL CIRCOLO “CHRISTUS REX” INVITA A RECITARE IL S. ROSARIO ODIERNO IN RINGRAZIAMENTO DI QUELL’EVENTO E PER CHIEDERE LA GRAZIA CELESTE DI FERMARE L’INVASIONE ATTUALE

Segnalazione del Centro Studi Federici

Le tre battaglie di Lepanto

Battaglia di Lepanto (1499)
La Battaglia di Zonchio (nota anche come la battaglia della sapienza o lla prima battaglia di Lepanto) ebbe luogo in quattro giorni diversi: 12, 20, 22, 25 agosto 1499. Fu la prima battaglia navale della storia con cannoni a bordo di navi.
Nel gennaio 1499 Kemal Reis partì da Istanbul con una forza di dieci galere ed altri quattro tipi di navi e nel luglio del 1499 si congiunse con il grosso della flotta ottomana inviatagli da Davud Pasha, assumendone il comando per una guerra su larga scala con Venezia. La flotta ottomana era composta da 67 galere, 20 galeoni e 200 vascelli di dimensioni minori.
Dopo aver raggiunto il capo Zonchio nel mar Ionio nell’agosto 1499, Kemal Reis sconfisse la flotta di Venezia di 47 galere, 17 galeoni e 100 vascelli minori al comando di Antonio Grimani; fu questo un evento delle guerre ottomane-veneziane. Durante la battaglia si distinsero Andrea Loredan e Alban d’Armer. Grimani venne arrestato il 29 settembre e successivamente rilasciato (sarebbe diventato doge nel 1521). Turchi e Veneziani si sarebbero affrontati un’altra volta presso Lepanto nella battaglia di Modone nel 1500, con gli ottomani ancora vincitori con l’ammiraglio Kemal Reis.

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