Rottamazione delle cartelle esattoriali, occhio alla beffa delle maxi rate

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Per esigenze di cassa la rottamazione delle cartelle esattoriali è stata concentrata in sole quattro rate. Così c’è chi si indebita per far fronte ai pagamenti. La versione originaria della norma era molto più diluita

C’è un dettaglio che può essere sfuggito, a chi abbia letto in questi mesi della “rottamazione delle cartelle esattoriali”, ossia la possibilità di pagare quello che non si era versato al fisco negli anni precedenti senza incorrere in interessi e sanzioni. Il dettaglio è che in cambio di quello sconto il pagamento dovrà essere effettuato nel massimo di cinque rate, a partire dal 31 luglio (termine per il pagamento della prima) e il settembre 2018. Entro il 30 novembre 2017 dovrà essere pagato il 70% del dovuto. Per fare un confronto, gli accordi di diluizione dei pagamenti arretrati, con il regime precedente, potevano prevedere fino a 72 rate in sei anni o in casi straordinari fino a 120 rate, ossia dieci anni. Alcuni emendamenti dell’M5s che avevano proposto di allungare i termini fino a 20 rate nell’autunno 2016 furono respinti, così come il lasso di tempo iniziale è inferiore di quello di due-tre anni del quale avevano dato conto i giornali prima dell’approvazione definitiva.

Stiamo parlando di un provvedimento che interessa oltre 800mila contribuenti (il 72% dei quali ha chiesto la rateizzazione), segno di un successo dell’operazione. Il gettito atteso è di 7,2 miliardi di euro. Tuttavia il ridotto numero di rate e i tempi stretti stanno cominciando a creare dei problemi. «Abbiamo avuto un’adesione elevata da parte dei nostri clienti», commenta l’avvocato Alessandro Giovannini, titolare dello studio legale e tributario Giovannini & Partners. «La rateazione molto breve sta però comportando delle difficoltà di cassa e di liquidità, soprattutto per le piccole imprese, dato che la crisi di liquidità pesa ancora come un macigno». Tra i clienti dello studio, aggiunge, non ci sono state rinunce. «Preferiscono far fronte alle necessità finanziarie. In questo momento conviene indebitarsi, ma sono evidenti le difficoltà che sta creando il bisogno di fare cassa da parte dello Stato».

Sul Sole 24 Ore del 24 luglio Luigi Lovecchio ha messo in fila i motivi per cui il rischio di insuccesso dell’operazione rottamazione esiste e molti soggetti che hanno presentato la domanda potrebbero non versare le somme dovute. Il primo punto è che, visto che il costo delle definizione viene formalizzato a posteriori, il debitore rinunci a perfezionare la procedura. C’è poi il caso di chi abbia presentato la domanda nella speranza che in seguito (e prima del 31 luglio) riuscisse a vendere un immobile, un altro cespite o un avesse sperato nel buon esito di un’operazione aziendale. Questo vale soprattutto per le 8.091 persone che sono chiamati a versare tra i 250mila e un milione di euro. Altri, per la verità, avrebbero potuto cercare semplicemente di prendere tempo, perché bastava presentare l’istanza per vedere la sospensione dei pagamenti dalla precedente rate.

La buona notizia, che non tutti conoscono, è che esiste la possibilità di poter fare una selezione delle cartelle da saldare attraverso la rottamazione. È il servizio “ContiTu”, presente sul sito di di Agenzia delle entrate-Riscossione (l’ex Equitalia), che consente di pagare in via agevolata soltanto alcuni degli avvisi/cartelle contenuti nella “Comunicazione delle somme dovute”. La richiesta va fatta entro il 31 luglio e fino al 22 luglio sono stati 3.200 i contribuenti che hanno usufruito di questa possibilità.

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Firma la petizione #chiudeteUNAR per chiedere l’immediata chiusura dell’UNAR

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UNAR_chiudeteUNAR_post_sito_ProVitaSegnalazione di F.F.

Firma la petizione #chiudeteUNAR per chiedere l’immediata chiusura dell’UNAR alla Presidenza del Consiglio e al Presidente della Repubblica.

L’UNAR (Ufficio Nazionale Anti-discriminazioni Razziali) si è infine mostrato per quello che è: un ufficio del Governo non soltanto inutile e pericoloso ma che sperpera soldi pubblici, destinandoli ad associazioni LGBT che promuovono orge gay e servizi sessuali gay a pagamento.

L’UNAR, che dovrebbe occuparsi solo di discriminazioni razziali e basate sull’origine etnica, ha da tempo violato i limiti delle sue competenze occupandosi di tematiche LGBT e promuovendo la teoria del gender nelle scuole. La sua famosa “strategia nazionale” diretta anche alle scuole, escludeva le associazioni di famiglie e genitori e includeva soltanto 29 associazioni LGBT. Ha anche preteso di censurare e plasmare il linguaggio dei giornalisti conformandolo ai dettami LGBT.

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Se l’Europa attacca la famiglia ​e chiede l’arrivo di più migranti

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“I politici concentrano tutte le loro attenzioni su una unità sociale dominante e potente a cui pagano obbedienza e danno la loro attenzione completa e devota: lo Stato”.

La rivista conservatrice americana Breitbart processa l’Europa e i suoi politici. In un momento storico in cui la famiglia tradizionale viene continuamente fatta a pezzi, il politicamente corretto propaganda la tesi secondo cui gli immigrati sono una risorsa. “A loro (i politici, ndr) poco importa che tra i nativi europei il tasso di nascita sia attualmente compreso tra 0,2 e 1,1 – scrive Ted Malloch – nel mondo occidentale la famiglia tradizionale continua a sgretolarsi e chiunque difenda la tradizione e le radici dei popoli europei, viene ridicolizzato e spesso insultato. Parlare a favore della difesa della famiglia tradizionale non conviene e porta pochi voti in Europa”.

Se non difendiamo i nostri confini, l’immigrazione distruggerà il popolo Italiano

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Adesso basta! I nostri governanti non lo vogliono capire oppure fanno finta. Probabilmente la seconda, perché per risolvere il problema dell’immigrazione selvaggia che colpisce l’Italia serve essere incisivi. Bisogna sfoderare il pugno di ferro. Lo stivale è la porta del Mar Mediterraneo e nel Mare Nostrum serve essere padroni. Padroni politicamente, padroni economicamente, padroni culturalmente e padroni militarmente. Il governo nostrano, invece, vuole cedere, a cadenza giornaliera, la propria sovranità. Dove si bagnano le nostre coste si scontrano interessi enormi, gli stessi che ogni parlamento, meritevoledi questo nome, dovrebbe far rispettare. Invece dobbiamo chinare la testa, continuamente. Siete “solo chiacchiere e distintivo, chiacchiere e distintivo, solo chiacchiere e distintivo”, per fare il verso ad Al Capone, interpretato da Robert De Niro nella pellicola Gli Intoccabili. Continua a leggere

Orbán: il discorso di un patriota

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Hungarian Prime Minister Orban attends a foundation stone laying ceremony for a new division of the Knorr-Bremse factory in Kecskemet

UN DISCORSO PER NOI
Abbiate la pazienza di leggere questo ultimo discorso del Premier ungherese  Viktor Orbán, tenuto come tradizione all’annuale Summer University di Bálványos.
Fatelo senza fanatismo entusiasta o esaltazioni inutili perché è un grandioso discorso carico di lucido realismo e buon senso; è un discorso senza filtri diplomatici, linguaggi istituzionali, conformismo ideologico. Per questo merita di essere analizzato in profondità.

Più che un discorso è una visione dell’Europa, un’aspirazione, un progetto di difesa e salvezza di una civiltà minacciata da una globalizzazione selvaggia, impietosa e senza scrupoli.
Il leader di una piccola nazione si erge a guida per chiunque oggi rivendichi il valore di un patriottismo eroico, spregiudicato, capace di difendere ciò che si ama e ciò che ancora si è, da chi odia e vuole distruggere ciò che noi siamo.

Le parole di Orbán non riguardano l’Ungheria ma l’essenza stessa della nostra identità europea dilaniata dalla dissoluzione globalista imposta dalle élite tecnocratiche e apolidi.

Buona lettura. Continua a leggere

Le Brésil émet un timbre à la gloire de la franc-maçonnerie universelle

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La poste brésilienne vient de mettre en vente un timbre qui fait l’éloge franc-maçonnerie ! Dans le bas du timbre figure une mention de rend hommage à la maçonnerie universelle et à Thomas W. Jackson, un haut gradé franc-maçon de Pennsylvanie.

Thomas W. Jackson a été pendant ses 16 ans le secrétaire exécutif de la Conférence mondiale des grandes loges maçonniques. Une fonction qui l’a amené à se rendre à plusieurs reprises au Brésil. Il y était encore au cours du mois de juin 2017 pour une rencontre maçonnique qui s’est terminée le 24 juin, jour au cours duquel lui fut présenté ce projet philatélique qui démontre l’influence maçonnique sur le service postal du Brésil.

 

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Marlène Schiappa, « Madame LGBT » du gouvernement, et le « gender budgeting »

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Dans les kiosques, on peut remarquer que Têtu, le magazine pour homosexuels fondé par Pierre Bergé, signale un entretien avec Marlène Schiappa qualifiée de « Madame LGBT » du gouvernement.

Nous n’avons pas voulu débourser le moindre sou pour lire cet entretien qui n’est pas disponible sur le site internet du magazine.

Mais un fait nouveau vient étayer ce qualificatif de « Madame LGBT » décerné à Marlène Schiappa.

Jeudi, Marlène Schiappa, secrétaire d’État à l’Égalité entre les femmes et les hommes, était auditionnée par le Sénat en pleine polémique sur le montant des subventions accordées aux associations par son ministère. C’est dans ce contexte que Marlène Schiappa a annoncé son intention de généraliser la pratique du « gender budgeting » (« budgétisation sensible au genre »).

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Esodo dal Niger all’Italia: i militari francesi lasciano passare imigranti

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Il “corridoio” che porta in Libia è presidiato dall’Armée. Che non muove un dito sono già passati 300mila clandestini pronti a imbarcarsi per l’Italia.

In Africa la Francia sta giocando la sua partita contro l’Italia. Da oltre due anni, come riferisce Repubblica, l’esodo dei migranti economici, che da tutta l’Africa muovono verso la Libia per imbarcarsi verso le coste italiane, passa dal Niger dove sono di stanza i militari francesi.

Che non muovono un dito per fermarli. E così, stando ai dati ufficiali dell’Organizzazione mondiale per le migrazioni (Iom), soltanto nel 2016 sono transitati 291mila clandestini.

Gli interessi della Francia sull’Africa sono molteplici. Oggi il presidente francese Emmanuel Macron incontrerà il capo del governo di unità nazionale della Libia, Fayez al Serraj, e il generale Khalifa Hafter.

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