Stranieri, caserme e disciplina L’Austria vuole il coprifuoco
Vienna studia misure drastiche per controllare gli immigrati e ridurre il rischio di radicalizzazione
di Francesco De Palo
Immigrazione, caserme, coprifuoco e un welfare più armonico: ecco il decalogo del governo di Vienna per il nuovo anno.
Lo aveva annunciato alla Vigilia di Natale il neocancelliere austriaco Sebastian Kurz che «costringere i Paesi membri ad accogliere i rifugiati non aiuterà l’Europa». E sulle quote Ue per la ripartizione del migranti aveva tuonato che «se continuiamo così divideremo l’Ue e gli Stati membri decideranno ognuno per conto proprio quante persone accogliere».
Oggi il suo governo, figlio dell’accordo siglato un mese fa tra i conservatori del Partito Popolare Övp e la destra di Fpö, passa dalle analisi ai fatti e mette nero su bianco la strategia da adottare nel breve periodo. Il vicecancelliere Heinz-Christian Strache propone per gli immigrati una sistemazione nelle caserme in disuso, ma con il coprifuoco notturno per evitare reati e commistioni con la criminalità organizzata e con luoghi di possibile intreccio con l’Isis. «Anche in passato – ha precisato – si è discusso se non sia il caso che, da una certa ora in poi, la sera, debbano essere tutti di nuovo nelle caserme». Per cui niente alloggi di massa, come palazzine di edilizia popolare o alberghi e camping, ma strutture controllate direttamente dalla Difesa per gestire con intelligenza e senza sciatteria l’accoglienza e soprattutto garantendo un controllo serio e programmato per impedire, come accaduto altrove, il rischio di radicalizzazione o di eccessiva libertà per gli ospiti tra cui possono nascondersi jihadisti pronti all’azione. Continua a leggere


Segnalazione di Alberto Z.
Nell’articolo vengono usate le cariche ecclesiastiche cattoliche in riferimento ai conciliari, che, però, come sappiamo, non lo sono (n.d.r.).

Dio sia lodato!
Dopo le rivelazioni contenute in a ‘Fire and Fury’
