I magistrati impugneranno le trascrizioni effettuate sui registri comunali da coppie gay

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ATTO CONTROCORRENTE DEI MAGISTRATI ROMANI

Segnalazione di Nicola Pasqualato

Trascrizione per figli di coppie gay, Pillon: “I sindaci non usino i bimbi”

I magistrati impugneranno le trascrizioni effettuate sui registri comunali da coppie gay per i figli nati o adottati all’estero. Il senatore della Lega Simone Pillon: “I sindaci non usino i bambini come cavie per esperimenti di ingegneria sociale”

di Matteo Orlando

I magistrati di Roma, quelli del pool coordinato dalla dottoressa Maria Monteleone, nei prossimi giorni impugneranno le trascrizioni effettuate da coppie gay o lesbiche che avevano trascritto nei registri comunali i loro figli, nati o adottati all’estero, come legittimi figli di genitori omosessuali (per quelli nati in Italia si parla di riconoscimento).

La procura di Roma ha deciso di impugnare le trascrizioni, dando il via ad una causa in sede civile, perché sono state fatte senza debite istruttorie interne, ampliando impropriamente la cosiddetta legge Cirinnà sulle unioni civili.

Impugnando delle trascrizioni già avvenute e attivando una procedura legale usata raramente, i giudici di piazzale Clodio vogliono portare all’attenzione dei colleghi del tribunale civile la cattiva applicazione della legge voluta dal Pd, riscontrando in questa attuazione estensiva un possibile danno agli interessi pubblici.

“Bene ha fatto la Procura di Roma a impugnare le trascrizioni di atti di nascita da due uomini o da due donne”, ha dichiarato a Il Giornale il senatore della Lega, e capogruppo presso la commissione giustizia, Simone Pillon.

“È in corso un tentativo di legittimare l’utero in affitto e la compravendita di gameti umani e per farlo si usano i bambini che alcuni sindaci non esitano a usare come cavie per esperimenti di ingegneria sociale”, ha denunciato Pillon, che negli anni scorsi è stato uno degli organizzatori dei Family Day.

“I bambini nascono dalla mamma e dal papà. Ogni altra condotta costituisce illecito penalmente rilevante. I sindaci italiani non si rendano complici di uno dei più gravi delitti contro la dignità delle donne e dei loro bambini”, ha concluso il senatore leghista ed ha annunciato, per la settimana prossima, una interrogazione parlamentare sul tema.

Le associazioni gay, invece, parlano dell’”ennesima battaglia” sulle cosiddette “famiglie arcobaleno”, che sarebbero state “dimenticate dalla politica nazionale”, uno scontro che sarebbe giocato “ancora una volta sulla pelle dei più piccoli”.

Al tribunale civile adesso spetterà di chiarire se l’adozione di un minore, avvenuta in qualche stato estero dove ciò è permesso, da parte di due genitori gay, possa essere riconosciuta in Italia direttamente dai sindaci, cosa che è accaduta in diverse città dove i primi cittadini hanno proceduto direttamente all’iscrizione all’anagrafe, oppure se prima dovrà essere necessaria una pronuncia di qualche giudice.

Adesso si attende per l’autunno anche la decisione delle sezioni unite della Corte di Cassazione che sono state investite del caso di una trascrizione di una coppia gay trentina che si era recata in Canada per comprare un figlio con la pratica dell’utero in affitto.

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L’aborto ai tempi dell’autodeterminazione…

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Segnalazione di Redazione ProVita

Di questi tempi non sentiamo altro che parlare di “autodeterminazione” e di “libertà di scelta”come si trattasse di totem intangibili. Chiacchiere. Propaganda. Fumo negli occhi. L’aborto non è mai una scelta: è una “necessità”, indotta dalle circostanze, oppure dalle persone e dalle istituzioni che ruotano intorno alla donna incinta…

… e al diritto alla vita del bambino chi ci pensa?

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«La maternità è il più grande privilegio della vita»
(Mary R. Cocker)

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Intervista al Dr. Paul Byrne sulla “morte cerebrale”

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Risultati immagini per DR. PAUL BYRNESegnalazione Lega Nazionale Antipredazione degli Organi

www.antipredazione.org
22/06/2018 Comunicato n. 11

INTERVISTA AL DR. PAUL BYRNE SULLA “MORTE CEREBRALE”

Decretata per evitare agli espiantatori la galera per omicidio

In questa intervista il Dr. Paul Byrne, massima voce nel dibattito internazionale, con eccezionale chiarezza smaschera concetti e parole del sistema sanitario-giuridico istituzionale che ha imposto il dogma della cosiddetta “morte cerebrale” dichiarata sui vivi che hanno perso la coscienza. Tale simulazione ha equiparato la pseudo morte cerebrale a cuore battente alla Morte vera in arresto cardio-circolatorio e respiratorio protratti, per sviluppare la pratica affaristica degli espianti-trapianti di organi vitali  nonché l’eliminazione autoritaria di malati affetti da lesioni encefaliche gravi, come nel caso del piccolo Alfie, così da evitare agli espiantatori la galera per omicidio.

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VISITAI ALFIE: IL PROBLEMA E’ LA MORTE CEREBRALE” Continua a leggere

Oltre 250mila italiani emigrano all’estero

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Oltre 250mila italiani emigrano all’estero, quasi quanti nel Dopoguerra – Il Sole 24 ORE

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-07-06/oltre-250000-italiani-emigrano-all-estero-erano-300000-dopoguerra-094053.shtml?uuid=AEuX6nsB&refresh_ce=1 Il Dossier Statistico Immigrazione 2017 elaborato dal centro studi e ricerche Idos e Confronti registra: oggi gli emigrati italiani sono tanti quanti erano nell’immediato dopoguerra. In numero, oltre 250.000 l’anno. Corsi e ricorsi della storia, appunto. Prima il calo poi la crisi del 2008 e l’inversione di tendenza L’emigrazione degli italiani all’estero, dopo gli intensi movimenti degli anni ’50 …

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A quelli che capiscono in ritardo

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di Maurizio Blondet

A QUELLI CHE CAPISCONO IN RITARDO

A QUELLI CHE CAPISCONO IN RITARDO

“Era di maggio”,  come dice la canzone. Ossia solo un mese fa: non potete non ricordare.  Saltò fuori che Claudio Borghi, il neo-eletto parlamentare della Lega, aveva più o meno detto che la banca centrale poteva   “cancellare” 250 miliardi di debito italiano. Non potete non ricordare gli urli strilli, cachinni, ringhi e soffi di rabbia, di indignazione, di stupore …

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Furono i francesi ad uccidere Enrico Mattei

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di Maurizio Blondet

RICORDIAMO, FURONO I FRANCESI AD UCCIDERE ENRICO MATTEI

RICORDIAMO, FURONO I FRANCESI AD UCCIDERE ENRICO MATTEI

Nell’attuale  campagna di odio  lanciata  da Macron contro i nostri governanti, mi ha preoccupato questo titolo  su Dagospia, che riporta un articolo de Il Messaggero: TIM ACCUSA LA COMPAGNIA LOW COST FRANCESE, ARRIVATA IN ITALIA CON UN’OFFERTA ULTRA COMPETITIVA: “ILIAD VIOLA LE LEGGI ANTITERRORISMO”.  SECONDO GENISH IL MECCANISMO DI ATTIVAZIONE DELLE SIM NON PREVEDE IL RICONOSCIMENTO DIRETTO DEL TITOLARE, CHE …

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All’Arci piace Salvini. Vecchietti accusati di razzismo

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Scritto e segnalato da Antonio Amorosi

In arrivo campagna di “rieducazione”Bologna circolo Arci Benassi, anziani con Salvini ma trattati come razzisti

Polemica circolo Arci Benassi, Bologna. Salvini piace al popolo degli anziani di sinistra che vengono tacciati per razzisti. In arrivo campagna di…

di Antonio Amorosi x Affaritaliani

Bologna circolo Arci Benassi, anziani con Salvini ma trattati come razzisti Continua a leggere

L’ultima della UE: il web senza immagini (e senza idee). Si chiama censura. Io non ci sto. E tu?

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di Marcello Foa

Schermata 2018-06-24 alle 16.16.34Ci stanno provando in tutti i modi da tempo, negli Stati Uniti e, soprattutto, in Europa. Chi segue questo blog sa come la penso: da quando l’establishment ha perso il controllo della Rete e soprattutto dei social media, veicolando idee non mainstream e favorendo l’affermazione di movimenti alternativi, quelli che vengono sprezzamentemente definiti “populisti”, ogni pretesto è buono per favorire misure per limitare la libertà di pensiero. Ci hanno provato usando l’ariete delle “Fake news” e il tentativo è ancora in corso, in queste ore stanno usando un altro grimaldello, il copyright.

Come ha denunciato, in perfetta solitudine, Claudio Messora su Byo Blu   la Commissione Affari Legali del Parlamento europeo, su proposta dell’immancabile commisario tedesco Oettinger,  ha dato il primo via libera alla legge sul Copyright, che di fatto, se verrà approvata anche in Aula,  permetterà di introdurre misure censorie.

L’articolo 11, instaura la cosiddetta “tassa sui link”. Non stiamo parlando, a scanso di equivoci di film o di canzoni o di interi libri, ma stiamo parlando del testo che, citato testualmente si riferisce, “anche ai più piccoli frammenti di articoli contenenti notizie”, che “devono avere una licenza”. Avete presente quel piccolo testo di anteprima che appare a fianco o sotto a un link, in mancanza del quale nessuno sano di mente si sogna di cliccare? Ecco, anche quello dovrebbe disporre di un’adeguata licenza!

Spiega Messora, che così continua: Continua a leggere

Il maricello

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di Marcello Veneziani

Mio padre era un grande costruttore di maricelli. Appena arrivava al mare, si spogliava e cominciava l’opera. Edificava con due pietre piatte più grandi un sedile in riva al mare e con i piedi nell’acqua cominciava la sua impresa edile. Radunava in cerchio i sassi più grandi, ora spostandoli, ora facendoli scivolare fino a capovolgerli, riportando alla luce il loro versante più scuro, un ventre verde intenso abitato da cozze, alghe, granchi e lumache. Poi creava un doppio strato di cinta per la sua piscina naturale. Lavorava sodo. A volte finiva l’opera quando dovevamo rientrare a casa.

Quand’ero piccolo il maricello era fatto apposta per me. Ero felice di entrare in quella conca paterna, guazzavo beato e protetto; ero convinto che il suo stesso nome, maricello, fosse derivato dal mio, o viceversa. Però quando diventai appena più grande e andai in mare aperto, mio padre continuò la sua edilizia marina, con la stessa lena, anche senza un beneficiario visibile.

Ritrovò una motivazione affettiva a costruire piscine provvisorie quando arrivarono i suoi nipoti, e poi i miei figli. Fece maricelli per loro, a volte anche a due piazze, per evitare conflitti interportuali tra i piccoli usufruttuari. E continuò nella sua arte di costruzione marittima anche quando loro erano grandi e lui aveva ormai varcato l’età più grave. Arrivava al mare e si metteva all’opera con solerzia, come se avesse un contratto da rispettare con la capitaneria di porto o chissàchi. O come se fossero degli ex voto per Nettuno, per Afrodite o per qualche ignota divinità marina. Continua a leggere

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