Scatta a settembre il complottazzo del Nazzareno

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Risultati immagini per patto del Nazarenodi Maurizio Blondet

“Nel giro di pochi mesi questo governo finirà”, ha  profetizzato Silvio ai suoi residui parlamentari radunati a Montecitorio.  Cambia  nome al partito, ora si chiamerà “Altra Italia”.  “Ci  aspetta un nuovo inizio!”, li ha rassicurati. Da dove ricava tanto ottimismo, col suo 8 per cento scarso rimasto? Il punto che Matteo Renzi ha detto la stessa cosa: “Salvini? Non reggerà alle pressioni politiche e giudiziarie”, ai suoi, in una circostanza paurosamente simili a quella di Berlusconi:  ha radunato i suoi in un ristorante romano per rianimarli. «Basta piagnistei. Non abbiamo nessun motivo per essere sconfortati. Il governo cadrà presto.  Dobbiamo farci trovare pronti”.

http://tg.la7.it/politica/berlusconi-profetizza-questo-governo-dura-poco-conte-mediocre-26-07-2018-129888

http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/ldquo-teniamoci-pronti-caso-soldi-lega-esplodera-rdquo-179762.htm

Pronti a che?  A  Roma, città che “tutto sa e nulla tace” (diceva Tacito),   del complotto sembrano al corrente in tanti, che le vociferazioni sono fedelmente riprese da  Dagospia.  La quale   ha definito “un pizzino” di Renzi quello che   il fiorentino piddino ha twittato:  «Una sentenza – ha scritto – dice che la Lega deve restituire 49 milioni agli italiani. Salvini ha detto che lui, ministro e leader della Lega, Non intende farlo. Lui, ministro della Legalità, annuncia che non seguirà la sentenza che gli impone di restituire i soldi. Siamo all’ illegalità più sfacciata. E non risponde. Salvini annuncia, ma non risponde». Continua a leggere

Carlo Freccero: Foa, finalmente un Presidente Rai fuori dal frame

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Carlo Freccero: Foa, finalmente un Presidente Rai fuori dal framedi Carlo Freccero

Foa fa parte di un piccolo gruppo di opinion leader, blogger, giornalisti e pensatori, che presentano su internet l’altra faccia della medaglia, i fatti al di là della propaganda

Ho scritto tempo fa su queste pagine che l’ordine del discorso sta cambiando. La proposta di Foa a presidente Rai è una conferma della mia affermazione. Dirò di più. Qualora alla proposta succedesse la nomina, ci sono buone possibilità che questo processo ne sarebbe accelerato, perché l’informazione è fondamentale per la formazione dell’opinione pubblica. La prova? La reazione isterica con cui è stata colta la sua candidatura da tutta la stampa mainstream. Il Movimento 5 Stelle ha suggerito Salini e nessuno ha avuto niente da eccepire. La Lega ha proposto Foa e si è scatenato il putiferio. E’ paradossale che Foa venga combattuto come spacciatore di fake-news. In questo ambito Foa è un precursore, ma in senso inverso.

E’ dal 2006, anno che in termini di lotta alle fake-news si colloca nella preistoria, che Foa analizza il problema della verità in politica. Il suo libro Gli stregoni della notizia, di cui tra l’altro è uscito l’aggiornamento, analizza criticamente il fenomeno degli spin doctors e le sue ricadute in termini di democrazia. La figura dello spin doctor non è un parto della fantasia dei complottisti, ma una figura ufficiale, ben retribuita, che da tempo si occupa in America di organizzare le campagne elettorali dei candidati democratici e repubblicani e che, più recentemente, è stata introdotta anche in Italia. Ricordo lo spin doctor che seguì il governo Monti e la completa americanizzazione della campagna elettorale renziana. Lo spin doctor non è vincolato alla verità. Continua a leggere

Foa, il mostro della settimana

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di Marcello Veneziani

Ma non vi vergognate di accusare il governo in carica e Salvini in particolare, di spartirsi le nomine come voi praticate da una vita? Non vi vergognate – voi sinistra, voi clero intellettuale di sinistra, voi giornali e tg di sinistra, voi navigati sindacalisti Rai e voi più ipocriti e paludati benpensanti di cripto-sinistra – di gridare allo scandalo e di indignarvi solo perché i grillini e i leghisti, in modo naive, ricalcano le vie della lottizzazione che voi praticate con professionismo servile da decenni? Anzi, al tempo di Renzi toccò perfino rimpiangere la spartizione di sempre, perché prese tutto lui, in Rai e non solo. Stavolta la pietra dello scandalo è stato Marcello Foa, venuto dal Giornale di Montanelli e poi rimasto nel Giornale di Feltri fino a quando si è trasferito nel Canton Ticino a insegnare scienza della comunicazione e a amministrare un gruppo editoriale ticinese. Mai fatto politica, nessuna macchia nella fedina penale e nella reputazione, nessun legame sospetto. Nulla di scandaloso. Ma per il valoroso Collettivo dell’Informazione italiana più Pd, a cominciare dalla Corazzata Repubblika, Foa dice di essere allievo di Montanelli (un millantatore, dunque), insegna manipolazione delle notizie cioè fake news e non scienza della comunicazione, è addirittura ospite di Russia Today e dunque è un prezzolato al servizio di Putin, ha persino ritwittato qualcosa di tale Francesca Totolo, “patriota finanziata da Casa Pound” (che notoriamente dispone di miliardi, altro che il povero Renzi col suo piccolo aereo di carta, a spese nostre, che costava qualche centinaio di milioni). Continua a leggere

I nemici della civiltà cristiana

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Un articolo magistrale di chi cattolico non è, ma giunge con l’osservazione della realtà, la ragione e la cultura, a descrivere la verità. (n.d.r.)

di Marcello Veneziani

La civiltà cristiana ha oggi tre nemici: l’invasione islamica, il materialismo ateo e la chiesa di Bergoglio. In modi e gradi differenti stanno sradicando dalla nostra vita il seme della cristianità, il legame coi suoi simboli, con la sua fede e la sua tradizione. Detestano ogni tentativo di dare visibilità e centralità al messaggio cristiano, non sopportano il crocifisso nei luoghi pubblici, s’indignano se qualcuno si pone il problema di salvaguardare il suo spazio vitale, le sue città, i suoi riti e le sue liturgie.

I primi vogliono sostituire una religione che avvertono declinante con la loro e sottomettere la cristianità all’Islam. Il secondo vuol cancellare ogni traccia di spiritualità e di presenza religiosa dall’orizzonte pubblico per ridurre l’uomo alle sue voglie e al suo egoismo. La terza vuole ridurre la civiltà cristiana a luogo d’accoglienza, corridoio umanitario, fino a perdere ogni traccia vivente di cristianità. Il primo viene dal basso, dal sud del mondo, dai barconi e dalle ong. Il secondo scende dall’alto, dalle grandi fabbriche d’ateismo e di nichilismo che si annidano nei media, nella società dei consumi, nei santuari della finanza e dell’ideologia. Continua a leggere

Marcello Foa presidente della Rai

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di Matteo Castagna

Ieri, il giornalista Marcello Foa è stato nominato presidente della Rai. Il nostro sito www.agerecontra.it ha ospitato, nel corso degli anni, numerosi suoi articoli. Prima quelli scritti per Il Giornale e, nell’ultimo periodo, in quelli della sua rubrica su Il Giornale.it inerenti la politica estera e, poi, quelli afferenti le cosiddette “fake news”. Motivo d’orgoglio, per noi, che oggi lo vediamo al vertice di una delle Aziende più importanti d’Italia.

Il 20 Settembre sarebbe dovuto essere nostro ospite, a Verona, per una conferenza su “Sovranità o Europesimo?”. Ora, il prestigioso e importante incarico non gli consentiranno di essere presente, più che comprensibilmente. Ho sempre avuto stima del dott. Foa per molte sue idee, apertamente sovraniste, per il suo stile montanelliano, per la sua conoscenza delle dinamiche della comunicazione e l’utilizzo corretto dei Social. Un maestro, per me, su questi temi. Quando gli chiesi la disponibilità di partecipare al convegno, trovai una persona disponibile, gentile, un professionista serio e rigoroso, pacato e preparato. Come me l’aspettavo, avendolo seguito per vario tempo e letto i suoi libri. Continua a leggere

Bacciga: il saluto diventa un caso nazionale

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https://www.repubblica.it/politica/2018/07/27/news/saluto_romano_destra_verona_consiglio_comunale-202795134/

E’ salita agli onori della stampa nazionale la bagarre, con saluto fascista, scoppiata a Palazzo Barbieri durante l’ultima seduta prima della pausa estiva. Un lungo articolo è stato dedicato dal “caso” dall’edizione online del Corriere della Sera.

Casus belli la mozione antoabortista del leghista Zelger che era attesa sulle balconate da un nutrito gruppo di contestatori, in particolare le attiviste di “Non una di Meno” che si sono presentate vestite da suore. Un clima teso, insomma, che è precipitato quando due consiglieri (Bertucco e Gennari) hanno visto Andrea Bacciga rivolgersi al pubblico delle attiviste con il saluto romano. A quel punto è scoppiata la bagarre sui banchi del consiglio comunale con rissa sfiorata, mentre dal pubblico volavano insulti. Alla fine la mozione Zelger non è stata discussa a causa del pandemonio scatenato. Ora le polemiche continuano con le attiviste di Non una di meno che chiedono le dimissioni del consigliere Bacciga e minacciano esposti in Procura e all’Ordine degli Avvocati.

Dal canto suo Bacciga nega “stavo solo salutando con la mano destra”.

Fonte: TGVerona di TeleNuovo

Su Google ampia rassegna stampa

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Verona, mozione anti aborto, Andrea Bacciga saluta le “donne in rosso”

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“Ma, adesso, non posso manco più salutare?” Così il Consigliere Comunale di Verona Avv. Andrea Bacciga, a fronte delle polemiche scatenate dai soliti noti, nel corso del Consiglio di ieri sera, resta stupito davanti ai suoi accusatori. “A Verona mi sento rappresentato al meglio dall’amico consigliere Andrea Bacciga. A Roma apprezzo molto le dichiarazione di un altro amico, il Ministro per la Famiglia Lorenzo Fontana. Su immigrazione e temi etici non si faranno intimidire dai nuovi stalinisti, neppure se alcuni gironzolano tra i Sacri Palazzi, e tireranno dritto, perché la linea è quella giusta” – commenta così Matteo Castagna.

SCOPPIA IL CASO IN CONSIGLIO COMUNALE

Mozione anti aborto, Bacciga fa il saluto
romano alle donne sulla balconata

Dalla Prima Pagina de L’Arena odierna Continua a leggere

Savona, il piano A – Europeista

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Segnalazione del Blog di Maurizio Blondet

SAVONA, IL PIANO A – EUROPEISTA

Nei primi due mesi da ministro degli affari europei Paolo Savona ha svelato i punti su cui concentrerà le prossime trattative a Bruxelles: trasformare la BCE in prestatore e garante dei debiti pubblici dell’eurozona e realizzare una sorta di nuovo piano Marshall da 50 miliardi l’anno. Due misure radicali che farebbero evolvere l’eurozona e la stessa UE in un qualcosa …

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