Cina: le banche ombra fanno tremare il Dragone (e anche l’economia mondiale)

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 Segnalazione di Redazione Il Faro sul Mondo

 

di Salvo Ardizzone

MONETA CINESEI sistemi bancari son troppo spesso poco chiari, ma quello cinese è proprio un mondo a parte; vizi privati (ma proprio tanti!) e pubbliche virtù strillate al vento. È un sistema che dobbiamo definire binario (per non dover dire schizofrenico o più semplicemente ipocrita): da una parte ci sono gli Istituti regolari, che raccolgono i depositi a tassi non superiori al 3% (fissati dalla Banca Centrale) ed offrono denaro a buon mercato al Governo ed alle aziende di stato (e a quella pletora di grandi strutture nate e pasciute all’ombra del potente di turno, vicino al cuore del potere).

 

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Il 9 Marzo ’45. L’altra metà della Storia

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Segnalazione Quelsi

by Redazione 

FALCE E MARTELLOC’è una strada che corre diritta, partendo dall’Osteriola, in direzione Sud, verso Canolo e Correggio. Sulla destra c’è il Naviglio e, oltre il canale, una striscia di terra che fa parte del Comune di Rio Saliceto. Percorse alcune centinaia di metri, sulla destra c’è il podere della famiglia Rustichelli, di circa 60 biolche, condotto in proprietà dalla stessa famiglia da oltre 70 anni. Sul podere ci sono tre case: la vecchia casa (Merlina), la casa nuova costruita dai proprietari nel 1933, bella e grande, e molto più all’interno una casupola abitata nel ’45 da dei “casanti”, la famiglia Davoli.

 

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Per far finanziare dagli arabi l’Alitalia decotta delle clientele di Roma, Letta concede il museo islamico a Venezia, nella felicità di tutti i progressisti.

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Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

LETTA CON EMIROSa di resa “l’impegno di esplorare l’opportunità di costruire un museo islamico a Venezia nel Canal Grande”, assunto nel corso della visita nel Qatar dal presidente del Consiglio Enrico Letta. Il capo del governo, durante una conferenza stampa a Doha trasmessa dalla televisione, premette che il Qatar potrebbe investire in questo progetto così come sta facendo con l’ospedale di Olbia. Purché si sobbarchino i conti di Alitalia, va bene tutto, anche l’egemonia culturale dei musulmani. 

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Riflessioni tra amarezza e speranza

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del Prof. Franco Damiani

 

LEFEBRE“Chi non ha la fede non può farci niente” (anche Montanelli diceva che era “un dono che a lui non era toccato”), “chi nasce omosessuale non può farci niente”: sono frasi che sento dai miei studenti, e ho un bell’affannarmi a spiegare che non è così, a fare il paragone delle cure che si profondono per il corpo lottando contro le proprie tendenze alimentari, a citare il manuale di Filotea laddove spiega quali sono le pratiche quotidiane necessarie per alimentare la fede (ho notato che nessuno di loro prega: né il mattino né, credo, in alcun altro momento della giornata: sicuramente avranno loro insegnato che sono bigotte pratiche devozionali) . Rimane una resistenza di fondo, probabilmente indotta dal modernismo (pensiamo al Bergoglio dell’intervista con Scalfari: se tutte le religioni e anche l’ateismo sono buoni, perché affannarsi per restare in una fede che equivale alle altre?). Del pari anche: “se uno nasce ebreo non può farci niente” (è vero solo fino all’età della ragione).

 

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Ucraina, a chi fa comodo una “crisi del gas” Russia-UE?

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Segnalazione di www.nocensura.com

Di Francesco Filini

GASDOTTI RUSSILa Francia dice che se la Crimea diverrà russa ci sarà la terza guerra mondiale. E’ interessante vedere come i gasdotti russi non giungano nel territorio transalpino, dove ci sono centrali nucleari le cui scorie vengono interrate in luoghi come la terra dei fuochi in Campania. E’ di tutta evidenza che a beneficiare di una crisi energetica italiana e tedesca in primis, dovuta magari alle sanzioni atlantiste, sia proprio la Francia…

 

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Venessia e li Giudii. Quello che i tradizionalisti e legittimisti apprezzano e che invece i venetisti atei non sanno, né vogliono sapere, preferendovi Robespierre.

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Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

 

GHETTO EBRAICO VENEZIAEbrei e Ghetto ebraico a Venezia 

Ghetto Vecchio a San Geremia. Qui si stendeva anticamente un tratto di terreno, chiamato il getto o il ghetto, perché, come scrive il Temanza nelle illustrazioni all’Antica Pianta di Venezia, era la sede delle pubbliche fonderie, ove si gettavano le bombarde, e del magistrato presidente alle stesse. Tali fonderie esistevano fin dal secolo XIV, leggendosi in una Parte [deliberazione] del 29 maggio 1306: Cum tempore quo diminuta fuerunt salaria, fuisset diminutum salarium Nicolao Aymo qui est officialis ad Ghettum[1] ecc. Avevano cessato d’esistere però nei primordii del secolo XV, poiché nel 1458 un Gasparino De Lon, avente l’età di 50 anni, citato come testimonio in una contesa giurisdizionale fra il parroco di San Geremia, e quello dei Santi Ermagora e Fortunato, dopo aver detto che il luogo ideo vocabatur el getto quia erant ibi ultra duodecim fornaces, et ibi fundebatur aes[2], soggiunse che si ricordava d’aver veduto quelle fonderie nella sua puerizia, e che erant deputati tres domini ad eundem locum et offitium, prout sunt ad alia offitia, et erant scribanus et alii officiales, et vìvebant centum personae quodammodo ex illo offitio[3].

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Basta con “l’autobiografia della nazione”

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del Prof. Franco Damiani 

 

ITALIAE’ orribile citare se stessi, ma nella conferenza che sotto l’egida del circolo “Christus Rex” tenni a Fener nel 2011 sul “Risorgimento” provai a tracciare il quadro del mio rapporto controverso con quel periodo della storia d’Italia: un’educazione patriottica, quale quella che veniva impartita nelle famiglie della media borghesia negli anni Cinquanta, non ben coordinata con un cattolicesimo piuttosto tradizionale, da “Dio Patria Famiglia” ma con qualche venatura laicheggiante, dovuta all’estrazione politica del mio nonno materno e di mia mamma.

 

 

 

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