VICENZA: PRESIDIO PER LA FAMIGLIA, LA VITA E LA LEGGE NATURALE

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di Cristian Rossettini

Vicenza 5 (2)Vicenza 1 (2) Una cinquantina di militanti dei Circolo Cattolico Christus Rex,  Forza Nuova  e Mis hanno effettuato un presidio silenzioso a difesa della famiglia tradizionale, del matrimonio tra uomo e donna e della vita. Particolarmente significativi i richiami all’infiltrazione delle teorie del “gender” nelle scuole.

Il tutto, in concomitanza con la carnevalata della sfilata in città per la giornata cosiddetta “contro-l’omofobia”, in realtà la giornata per la parificazione di ogni tipo d’unione e del suo insegnamento nelle scuole.

Contro questo scandalo abbiamo manifestato e pregato in riparazione.

Viva Cristo Re e Maria Regina!

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Matteo Renzi: 14 promesse in 3 mesi. Zero rispettate. Tutte le prove

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Segnalazione Quelsi

 

by Gpg Imperatrice

 

renzi-promesseL’ex sindaco Matteo Renzi ne ha fatte di promesse. Quello che corre, quello del cambiamento, quello che rottama. E alla svelta. Alla fine di febbraio Renzi ce la fa: arriva a palazzo Chigi, è presidente del Consiglio. In tre mesi, una sequenza impressionante di annunci, tweet, conferenze stampa, slide e cedolino finale a mo’ di ciliegina sulla torta. A ormai tre mesi dalla nascita del governo Renzi, possiamo fare un po’ di conti. Analizziamo a una a una le sue promesse (vista la mole, probabile che ce ne sia sfuggita qualcuna, ma queste sono le più importanti). Vediamo quante ne ha mantenute.

1 – RIFORME ISTITUZIONALI Quante volte avete sentito Renzi parlare delle riforme del Senato (che spesso ha definito erroneamente ‘eliminazione’) e del Titolo V della Costituzione? Il ddl per le suddette riforme doveva arrivare a febbraio.

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Pellegrinaggio Osimo Loreto 17-18 Maggio 2014

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di Simone Costa

Grazie all’Istituto Mater Boni Consilii anche quest’anno si è tenuto il tanto atteso pellegrinaggio Osimo – Loreto, al quale hanno partecipato circa 200 fedeli alla Tradizione Cattolica,

tra i quali una delegazione del  “Christus Rex”, che ha avuto modo di incontrarsi con gli amici di Radio Spada e di Azione & Tradizione.

http://www.youtube.com/watch?v=636aAfcBRfs 

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17-18 Maggio: Pellegrinaggio Osimo-Loreto organizzato dall’ Istituto Mater Boni Consilii

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Come avviene oramai da quattro anni, una delegazione del nostro “Christus Rex” guidata da don Floriano Abrahamowicz parteciperà all’edificante Pellegrinaggio che si terrà da Osimo a Loreto domani Sabato 17  e Domenica 18 Maggio, organizzato dall’ Istituto Mater Boni Consilii. La nostra particolare intenzione di preghiera per la giornata di Sabato, che lo stato laico (cioè ateo) ha indetto come giornata contro la cosiddetta “omofobia” sarà rivolta alla Santa Vergine per la conversione dei sodomiti e le fatiche saranno rivolte in riparazione ai peccati impuri contro natura. A Vicenza e Verona, altri di noi presidieranno a favore della famiglia tradizionale, della vita dal concepimento alla fine naturale e dell’unico matrimonio, fra uomo e donna.


Pellegrinaggio a piedi Osimo – Loreto
 
Sabato 17 maggio e domenica 18 maggio 2014:
XI edizione del pellegrinaggio Osimo – Loreto,
organizzato dall’Istituto Mater Boni Consilii.
 
 

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Verso l’Expo, “Chorus Contest”: il primo “talent show” interreligioso

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Segnalazione di Federico Prati

 

Cori ortodossi, evangelici, “cattolici” e musulmani si esibiranno al Centro Pime di Milano. A promuovere l’iniziativa è “La Mangrovia”

 

di Gerolamo Fazzini

 

 

Milano

Nonostante l’ombra della corruzione e il fruscio delle mazzette, a Milano c’è grande voglia di Expo. Tra un anno esatto la mega-manifestazione sarà appena decollata, portandoci il mondo in casa. Nasce da questa apertura agli orizzonti del pianeta un’iniziativa coraggiosa e pionieristica, che andrà in scena sabato 17 alle 17, presso l’auditorium del Centro missionario Pime di Milano: una sfida canora aperta a cori di differenti provenienze. Il primo vero “talent show” multiculturale e interreligioso.

A promuoverlo è l’associazione “La Mangrovia”, messa in piedi con entusiasmo da una cinquantina di giovani che, in vari modi, hanno partecipato ai cammini di formazione offerti dal Pime ai teenagers (meditazione biblica, viaggi in missione, volontariato…) e che ora si danno da fare per restituire un po’ della ricchezza ricevuta.
Dopo un esordio in campo teatrale, il gruppo – che prende il nome dalla mangrovia, una pianta che vive tra il mare e l’acqua dolce, a significare la voglia di essere “ponti” tra culture diverse – lancia ora “Chorus Contest”, la prima sfida tra cori di diverse religioni, nel contesto di “Tutta un’altra festa”, la fiera del commercio equo e solidale che si apre venerdì 16 maggio (fino a domenica 18), sempre al Pime di Milano.

 

Chiara Di Marco, una delle fondatrici dell’associazione, interpellata da Vatican Insider, spiega: «L’idea del concorso è nata dalla voglia di esportare lo spirito missionario della Chiesa, spirito che il Pime è riuscito a trasmette a noi giovani. In quale modo migliore si potrebbe fare ciò, se non creando un evento che sia occasione di stare insieme a persone con culture e religioni diverse, condividendo la fede in Dio e il talento artistico e musicale? Questo evento è una scommessa che abbiamo già vinto, dato che si sono iscritti moltissimi cori anche non cattolici».

I cori partecipanti sono undici e presenteranno canzoni di repertori molto diversi tra loro. Tra i partecipanti figurano soprattutto realtà lombarde, ma non mancano formazioni che verranno dal centro Italia (Reggio Emilia e Colle Val d’Elsa). Da segnalare il coro della Chiesa evangelica tedesca, la cantoria della Chiesa ortodossa etiope e il gruppo dei Giovani musulmani di Milano. Senza contare le scuole di musica e i gruppi parrocchiali che hanno aderito al progetto con passione.

Chorus Contest vuole essere una gara, ma anche una festa per chi ama ascoltare melodie dal mondo, un prezioso momento di dialogo tra culture. Ancora Chiara: «Di concorsi aperti al confronto non ne esistono. Mettere in musica la propria diversità etnica e religiosa e condividerla può solo donare ricchezza». Gospel o gregoriano, gli undici direttori di coro iscritti si dicono contenti della competizione: «È un modo per valorizzare ogni minoranza. Quando ci si conosce a vicenda non si può far altro che meravigliarsi. Se poi il mezzo è la musica, le distanze si riducono ancora di più!»: ne è convinto Stephan, direttore del coro “Couleurs du monde”.

La Mangrovia ha scelto di rendere l’intera manifestazione una condivisione totale di esperienze: lo stesso palco ospiterà tutti i cori per le prove, i diversi gruppi si schiariranno la voce gomito a gomito, si scambieranno consigli durante il sound-check e infine aspetteranno l’inizio della gara mangiando allo stesso tavolo: «Questa è la vera sfida! Non il concorso, come tutti credono!».

Se il dialogo è il comune denominatore dell’evento, anche i giudici non saranno da meno: l’associazione promotrice ha selezionato maestri nel campo della musica, insieme a esperti del panorama inter-culturale milanese ed esponenti di diverse religioni. Da segnalare il maestro David Tai della Scuola civica di Musica di Milano; il critico musicale di Avvenire” Pierachille Dolfini, Rachel O’Brien, mezzosoprano e direttore artistico di “EquiVoci musicali”, e altre personalità artistiche e dell’arcidiocesi di Milano. «Il presidente della giuria sarà invece uno dei fondatori del Gen Rosso: Valerio ‘Lode’ Ciprì che ci ha fatto l’onore di accogliere il nostro invito», dichiara la Di Marco, senza nascondere la sua soddisfazione.

Al primo classificato La Mangrovia riserverà un premio in denaro, con cui il coro vincitore potrà realizzare un piccolo progetto nella propria comunità. Anche La Mangrovia si esibirà sul palco, fuori gara. Il coro dell’associazione ha scelto di condividere la propria fede attraverso un brano nuovo, scritto e musicato “ad hoc”. Una canzone preziosa, «dono per chi ha ricevuto e chi non ha avuto niente ancora», come afferma il suo ritornello.

 

Fonte: Vatican Insider, 15/05/2016 

Il beato ecumenico

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Segnalazione di Federico Prati

 

Intervista al “Cardinale” che ha presieduto la “beatificazione” del Domenicano morto a Dachau per aver aiutato gli ebrei Domenico Agasso jr

 Anche ai suoi persecutori diceva: «Tutto quello che faccio è solo per carità». Il domenicano padre Giuseppe Girotti è stato “beatificato” il giorno prima della canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II ad Alba (CN), dov’era nato il 19 luglio 1905.

A 13 anni è entrato nel Seminario domenicano di Chieri (TO) ed è stato ordinato sacerdote nel 1930. Ha iniziato una carriera da biblista e teologo impegnandosi nello stesso tempo in varie opere caritative. Dopo l’8 settembre 1943, con l’occupazione tedesca e la nascita della Repubblica sociale italiana, Girotti, all’insaputa dei suoi superiori, diventa il centro di un vasta rete di sostegno a favore degli ebrei perseguitati, aiutandone molti a trovare nascondigli sicuri e documenti di identità falsi. Per questa sua attività è stato arrestato, tradito da una spia, il 29 agosto 1944. Imprigionato a Torino finisce poi nel campo di concentramento di Dachau, dove ha continuato a prodigarsi per gli altri. Si è ammalato, ed è stato così ricoverato in infermeria dove l’1 aprile 1945 è stato ucciso con una iniezione di benzina.

Girotti è stato proclamato “giusto tra le nazioni” per la sua azione a favore degli ebrei durante (…) la persecuzione giudaica. 

In rappresentanza di Bergoglio ha presieduto il rito di “beatificazione” il “cardinale” Severino Poletto, “arcivescovo” emerito di Torino.

Vatican Insider lo ha intervistato:

Eminenza, come descriverebbe padre Girotti?

«Credette e visse nell’amore di Dio e nella sua misericordia come cristiano, sacerdote domenicano e infine come martire. Educato in una famiglia ricca di autentici valori umani e cristiani, cresciuto in una terra dove la fede era veramente il faro che orientava ogni esistenza, egli, entrato nell’Ordine dei Padri domenicani, si sentì da subito conquistato dalla Parola Divina, ne scrutò con avido ardore la profonda verità, ne fu predicatore, insegnante e scrittore con i suoi commenti ad alcuni libri dell’Antico Testamento. Dal Vangelo di Cristo imparò ad amare e beneficare i fratelli, soprattutto i poveri, gli ammalati e specialmente i perseguitati per motivi razziali. La sua espressione tipica: “Tutto quello che faccio è solo per carità” è applicabile a ogni sua attività».

 Se dovesse scegliere una o due parole per rappresentarlo quale sarebbero?

«Amore e misericordia. Lo specchio che lo ritrae luminosissimo è la misericordia che scaturiva dall’amore, da quell’amore che egli sentiva in modo particolare verso coloro che considerava i suoi “fratelli maggiori”, espressione che amava usare quando parlava degli ebrei. Girotti, senza badare ai rischi ai quali si esponeva, si fece protettore degli ebrei residenti a Torino e dintorni, specialmente quando i nazisti e i fascisti li ricercavano per avviarli ai campi di concentramento, dove anche lui finì internato per sette mesi (29 Agosto 1944 – 1 Aprile 1945), durante i quali a Dachau consumò in quel lager la sua vita vissuta sempre col dono quotidiano della carità, che costituisce il suo vero “martirio”. Si può essere martiri per la fede ma anche per la carità e Girotti fu martire della carità perché è documentato nella sua scheda personale contenuta nel registro di Dachau che egli fu deportato perché “aiutava gli ebrei”».

Quali sono gli aspetti della “santità” di Girotti che più La colpiscono?

«In lui la gioia e la serenità dello spirito non sono mai venute meno anche nei durissimi mesi di prigionia. Era lui che, nutrendosi di preghiera assidua e partecipando ogni giorno all’Eucaristia che veniva celebrata alle 4, coltivava la fraternità con i sacerdoti imprigionati con lui nella baracca 26 – costruita per ospitare centottanta persone ne conteneva in quel momento più di mille. Riusciva con il suo carattere ilare a tenere alto il morale dei confratelli con la sua giovialità, frutto di un cuore limpido e immerso in Dio. Ricoverato in infermeria per una grave malattia, il giorno di Pasqua 1945, non ancora 40enne, muore, forse aiutato con una iniezione letale, come era abitudine in quel luogo. Sul suo giaciglio i suoi compagni scrissero: “Qui dormiva san Giuseppe Girotti”.

Che cosa insegna oggi Girotti?

«La sua storia deve diventare un richiamo per noi così spesso esposti alla fretta, alla superficialità della nostra vita di fede che sovente non ci consente di trovare del tempo per Dio. Le burrasche della vita, che certamente per noi saranno diverse da quelle subite dal Beato, ci potrebbero travolgere se non siamo forti nella fede».

Perché Girotti può essere definito un beato “ecumenico”?

«Nella baracca 26 del campo di concentramento di Dachau, dove insieme erano prigionieri cattolici, ortodossi, protestanti e membri di altre confessioni religiose: in quel luogo di sofferenza il dialogo ecumenico si realizzava in modo del tutto singolare in quanto i prigionieri si aiutavano vicendevolmente a portare la croce e ad offrire all’unico Signore gli stenti, le malattie, il lavoro estenuante che si doveva fare all’esterno spesso sotto la pioggia e con il freddo più pungente. Tutto questo però non impediva a questi sacerdoti e religiosi di sentirsi tutti discepoli di Gesù soprattutto nei momenti della preghiera. Ci è rimasta, come preziosa testimonianza di questa preghiera comune, una omelia sull’unità dei cristiani, che Girotti pronunciò, in latino per farsi capire, davanti ai confratelli e compagni di prigionia il 21 gennaio 1945 durante la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. In quel testo il Beato, grande biblista, propone ai confratelli una riflessione sulla preghiera sacerdotale di Gesù, che si trova nel capitolo 17 del Vangelo di Giovanni, dove il Signore chiede al Padre che i suoi discepoli siano “uno” come Lui è uno col Padre. Ritengo che sia utile richiamare qualche espressione usata da Girotti, perché è un grande richiamo a quell’unità, auspicata ancora una volta dal Concilio Vaticano II, e che non si è ancora realizzata. “La Chiesa di Cristo, che in modo visibile è ‘una’ nella sua anima per la grazia del Salvatore deve manifestare visibilmente l’unità anche nel corpo. (…) A nessuno sfugge che l’unione di tutte le chiese è massimamente necessaria ai nostri giorni”».

Vicenza, un presidio a difesa della famiglia tradizionale e dei bambini

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di Redazione

 

agerecontra_itUna “manifestazione silenziosa come segno di amore per la vita, per l’educazione dei figli e per la famiglia”. E’ quella che Sabato pomeriggio alle ore 17 i militanti di Forza NuovaChristus Rex, Movimento Sovranità Difesa sociale, sosteranno in silenzio con l’intento di “vegliare per ribadire il diritto dei bambini di crescere in famiglia con un papà e una mamma capaci di creare un ambiente idoneo al loro sviluppo e alla sua maturazione affettiva”.

 

 

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Imposimato torna a puntare il dito contro Bilderberg e Gladio

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Di Redazione

 

imposimatoIl presidente emerito della Corte Suprema  , Ferdinando Imposimato , punta il dito contro il gruppo Bilderberg.

Indagando sul sequestro e sull’omicidio di Aldo Moro, Imposimato è incappato in un do documento scottante “Che mi ha lasciato sorpreso” che vedrebbe la mano di Bilderberg in attacchi terroristici riconducibili all’estrema destra.

 

 

Dichiara Imposimato  “Si tratta di azioni delittuose che coinvolgono il gruppo Bilderberg. Dopo alcuni riscontri mi sento di affermare che dietro alla strategia della tensione ci possa essere l’ombra di Bilderberg, con il coinvolgimento e l’utilizzo di terroristi e massoni”.

L’ex magistrato accusa anche Gladio, progettata per criminalizzare l’opposizione politica, composta dalla sinistra e gruppi anarchici, con lo scopo di terrorizzare l’opinione pubblica e favorire movimenti reazionari.

Questa la testimonianza di un ex appartenente a Gladio “Si doveva colpire i civili innocenti, donne, bambini, la società lontana da ogni gioco politico, per consegnare lo  Stato, le istituzioni a chi poteva garantire sicurezza. Un logica perversa che sta dietro alle stragi e agli attentati tuttora impuniti. Tutto organizzato da uomini delle istituzioni italiane collegati all’intelligence Usa”.

Fonte: articolotre.com

Vedi anche: Speciale Imposimato: approfondiamo le sue scottanti rivelazioni – a cura di www.nocensura.com 

Giustizia Italia

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Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

 

Come viene amministrata la giustizia in Italia

 

bilancia2Giorni fa gli avvocati sardi e leccesi, impegnati in un’azione di astensione dalle udienze hanno reso noto un promemoria che a quanto ci è dato sapere ha lasciato indifferenti e silenziosi sia il Presidente del Consiglio Renzi che il Ministro della Giustizia Orlando, neppure un twitter. […] Cosa ci ricordano, gli avvocati? In sostanza, sei punti (ne avrebbero certamente potuti proporre sessanta, ma anche i sei individuati sono emblematici, significativi):

 

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